
La solitudine dei numeri primi
di Paolo Giordano
€ 17,00
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- Listino€ 20,00EditoreMondadoriData uscita30/11/2010Pagine312
- LinguaItalianoEAN9788804607748
Sinossi
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. La lasciamo sulla neve credendo che morirà assiderata. Invece si salva, ma resterà zoppa e, soprattutto, segnata per sempre. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi compagni e, per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che lei lo aspetterà. Mattia non ritroverà più Michela. In quel parco, Michela si perde per sempre. Le vite di Alice e di Mattia, due esistenze segnate, si incroceranno. Diventeranno, Alice e Mattia, adolescenti, giovani, adulti.
Recensioni
bella trama, poco profondo
Scritto da adriana1978dellacrociata il 28 febbraio 2012
La lettura è scorrevole e il testo si legge in un soffio, se l'autore fosse stato capace di approfondire il disagio psicologico vissuto dai protagonisti questo libro sarebbe stato un capolavoro. Purtroppo si è accanito a voler spiegare a tuttu i costi la scelta originale del titolo del libro e ci è riuscito solo superficialemente.
La matematica della Vita
Scritto da ocram91 il 29 dicembre 2011
Paragonare i numeri primi alla vita, è una delle tecniche più straordinarie di questo libro. Non solo la lettura è scorrevole e piacevole, ma ti travolge con tutto te stesso. Alice e Mattia, ci accompagnano in tutte le pagine, proprio come se ci prendessero per mano per condurci con loro nelle complicate decisioni, dalla vita adolescenziale a quella adulta. Assolutamente da leggere.
Magnetico
Scritto da luvicla il 19 dicembre 2011
E' un libro magnetico. Fenomeno letterario, chiunque l'abbia letto lo ha fatto in poco tempo. Ha la capacità di tenerti lì, rimani ore ed ore a leggerlo curioso, spinto dalla voglia di conoscere gli avvenimenti di come vada a finire. Anche se non è l'epilogo che ti aspetti, chiudi l'ultima pagina soddisfatto di averlo letto. Considerando che è un'opera prima complimenti all'autore.
2, 3, 5, 7, 11, 13, 17, 19, 23 ....
Scritto da sparlow il 13 dicembre 2011
Le opere prime sono, a mio parere, sempre le migliori. Quando poi di mezzo ci si mettono cuore e passione il risultato non può che essere ottimo. Paolo Giordano ci porta in un mondo cupo, buio, quasi come se la luce e la vita non debbano appartenere a queste esistenze così particolarmente segnate. Alice e Mattia sono due personaggi difficili da capire quanto facili da amare. Sarebbe facile, per tutti noi, abbattere quel muro di parole non dette e gesti rimasti incompiuti. Eppure facile non è per chi ha paura persino di stesso. La matematica è una scienza esatta e inopinabile. Ahimè.
La diversità dei numeri primi
Scritto da Extinction il 11 dicembre 2011
Alice, una ragazza resa zoppa da un incidente capitatole quando era bambina, e Mattia un ragazzo segnato dalla scomparsa di sua sorella e dalla colpa per aver contribuito a tale terribile evento: ecco i protagonisti de La solitudine dei numeri primi. Entrambi segnati dal dolore, entrambi diversi dalla gente comune. Sono due numeri primi. Destinati a non capirsi mai fino in fondo. Nel suo romanzo Giordano ci presenta uno scenario crudo e emozionante, che colpisce nel profondo e lascia l’amaro in bocca
un sentimento fortissimo e unico..anzi primo...
Scritto da annam23 il 05 dicembre 2011
Una storia bellissima, drammatica, profonda e commovente di un amore destinato a non completarsi mai a rimanere due cose identiche ma separate per sempre.
banale
Scritto da juls_cammy il 23 novembre 2011
descritto da tutti come la rivelazione dell'anno; la domanda è perché. si legge in un attimo, la scrittura è scorrevole, ma è cosi banale, privo di approfondimenti, giocato sulla pena più che sulla sensibilità. non è decisamente un libro che apre la mente, è una lettura da spiaggia.
Vicini, ma non abbastanza per toccarsi.
Scritto da luigi07 il 16 novembre 2011
Su questo libro sono state spese molte parole, ha diviso, ha colpito, ha deluso, ma anche, come nel mio caso, ha fatto molto riflettere. Personalmente mi è piaciuto!!! È sicuramente un libro che va capito... apparentemente può sembrare una banale storia di due adolescenti, ma invece non lo è... tratta argomenti complessi e all’ordine del giorno. La vera protagonista del libro è la solitudine, raccontata in tutte le sue sfaccettature tramite le esperienze di due ragazzi definiti speciali, ma per questo inesorabilmente diversi e distanti dal mondo che li circonda. Mattia e Alice sono due numeri primi, vicini, ma non abbastanza per toccarsi. Bravo l’autore che nonostante la giovane età ha saputo rendere bene il racconto della sua opera prima, con uno stile “matematico” che ben si addice all’analisi di situazioni così complicate anche da un punto di vista psicologico.
Pessimo
Scritto da PeppePi il 11 novembre 2011
Uno dei libri più brutti mai letti. De gustibus. Il colore grigio che non lascia mai il lettore, dalla prima all’ultima pagina, pervade e non attrae mai. I due protagonisti, i personaggi secondari e le comparse: tutti avvolti in una depressione latente, senza scampo. Libro egoistico, frustante e senza speranza. Un racconto senza sole, senza il minimo accenno di un sorriso con un finale a dir poco semplicistico. Gran successo degli ultimi anni e buon per Giordano. E’ brutto far paragoni e non starò qui a scrivere di altri autori, anche sconosciuti ai più, che meritano più del nostro, ma tant’è. Pubblicato a caratteri quasi cubitali, ha l’unico vantaggio di essere abbastanza scorrevole. Del resto, quando si va verso il baratro, la strada è sempre in discesa…
Delusa...
Scritto da Dona90 il 10 novembre 2011
Mi chiedo ancora come abbia fatto ad ottenere il premio strega.. Giordani non ha una vena da 'scrittore' e questo non è di certo un libro da premiare. E' una storia come tante, in molte cose anche banale e il modo di scrivere è mediocre. Mi aspettavo di meglio visto il 'successo' che gli hanno attribuito...
Libro dalla scrittura creativa
Scritto da rosangela97 il 22 settembre 2011
La solitudine dei numeri primi, tutto sommato mi aveva interessato da qualche tempo anche perchè avevo già visto il film di Saverio Costanzo, che è solo la brutta copia del libro. Il libro ha una bella trama, intrigante perché sei interessato a sapere cosa succederà tra i due protagonisti principali, Alice e Mattia, dalle vite così difficili ma, allo stesso tempo complementari. Ho visto nella recensione precedente che la ragazza di 16 anni si lamenti del modo in cui scrive Paolo Giordano e della scarsa punteggiatura, ma forse lei non ha studiato a scuola che esiste anche la scrittura creativa cioé quel modo di scrivere che contraddistingue uno scrittore da un altro. E' vero, l'italiano non è proprio corretto ma è interessante il modo in cui si esprime anche se non è proprio da copiare la punteggiatura. Le tematiche le trovo abbastanza forti e sono quei problemi che anche la gente normale ha e cerca di nascondere, proprio come fa Alice e Mattia. Il finale non è un granché, io me lo ero aspettato diversamente anche perchè, come dicevo prima, ho il visto il film e non terminano nello stesso modo. In conclusione mi è piaciuto molto in particolare la parte iniziare e intermedia. Lo consiglio soprattutto a chi vuole conoscere meglio i problemi che la società tende a nascondere ma che bisognerebbe far uscire alla luce del sole.
Maledetta punteggiatura!
Scritto da PrincyTunz95 il 14 giugno 2011
Ho finito il libro in tre giorni, la storia era partita bene... Un buon risultato per essere al suo primo romanzo. Però via via leggendolo i protagonisti sembrano avere sempre una mente infantile/adolescenziale! Le problematiche sembrano trattate con un po' troppa leggerezza... e quella dannata punteggiatura! Anche io che ho 16 anni capisco che quando "citi" una frase nel discorso indiretto, o ci metti le virgolette, o usi i verbi indefiniti. Ora trascrivo una frase del libro, la prima che ho trovato. Ma perché non dice nulla?, chiese Alice. Cosa gli costava mettere due virgolette? é una cosa fastidiosissima perché (almeno a me) rendeva intopposa la lettura. La punteggiatura aiuta il lettore a leggere, è una cosa fondamentale. Poi vabbè il finale è alquanto scarso... poteva impegnarsi fino alla fine almeno. Comunque tutto sommato il libro mi è piaciuto, non posso condannarlo. Però non è un libro perfetto...
il premio strega lo danno a cani e porci
Scritto da RoseLeigh il 29 gennaio 2011
Alice e Mattia sono due personaggi apatici e pigri mentalmente, egoisti e individualisti. Sono insulsi e bidimensionali; i capitoli vanno di lustro in lustro, che cosa fanno in quel lasso di tempo? Alice e Mattia rimarranno per sempre due bambini, una con le braghette sporche e l'altro con un pacco regalo in mano e un calcio nel didietro, non cresceranno mai. Non hanno mai l'intenzione di ritrovarsi, secondo me, nella loro noia si cercano ma non si vogliono. Di per sè non è male come libro ma non è di certo un libro da premio, sembra scritto da un bambino. Comunque anche il 2 e il 3 sono numeri primi.
bellissimo!
Scritto da lallide il 21 dicembre 2010
un libro che ho letto tutto d'un fiato in tre giorni!! ha una scrittura piacevole, il racconto è profondo e appassionante...
A me è piaciuto
Scritto da giuliadanmar@hotmail.com il 11 dicembre 2010
Ho letto le recensioni precedenti alla mia: sono piuttosto negative, io invece ho trovato questo libero piacevole. Narra di due storie di solitudine, ma lo fa in modo lieve e senza "giudizio": sono stata colpita in particolare dalla abilità di descrivere i pensieri dei protagonisti bambini
Due numeri primi
Scritto da ChiaraDambrosio il 08 dicembre 2010
Questo è un libro che si è meritato il premio strega. Due ragazzi che crescono con dei disagi, che si incontrano e costruiscono il loro rapporto nella consapevolezza di essere diversi dagli altri. Un amore che supera gli ostracoli ma che non si concretizzerà mai proprio perchè Alice e Mattia sono dei "numeri primi".





