Ho letto questo libro con grande interesse. L'autore Enrico Moretti, docente di economia all'Università della California a Berkeley e autore di numerosi articoli in riviste di economia, riesce a rispondere a molte domande che oggi può farsi sia una persona normale a caccia di opportunità nella mappa mondiale del lavoro, sia a domande che potrebbero farsi i tanti governi desiderosi di far ripartire con slancio serio e duraturo le economie afflitte dalla crisi iniziata nel 2007. Sono molto belli, a mio avviso, gli approfondimenti sulle conseguenze locali che hanno gli insediamenti di alcune aziende e anche l'evidenziazione delle differenze che si generano tra persone di differenti livelli di istruzione. Gran parte del libro è incentrato sullo studio e l'osservazione della società americana, ma la globalizzazione rende ormai similari gli scenari, per cui, per esempio, il sindaco di Bologna potrebbe ragionare come il sindaco di Seattle. In tanto immobilismo di idee, l'autore dimostra di possedere tante chiavi di lettura per orientarsi al meglio nelle scelte che devono essere fatte, sia che si sia un lavoratore, un genitore alle prese con le scelte da consigliare ai figli, un sindaco di una città, un governante. Questo il motivo per cui questo libro è consigliato a tanti.
La nuova geografia del lavoro
Negli Stati Uniti l'economia postindustriale, basata sul sapere e sull'innovazione, sta cambiando profondamente il mercato del lavoro, sia per la tipologia dei beni prodotti sia per le modalità e, soprattutto, le località in cui vengono realizzati, creando enormi disparità geografiche in termini di istruzione scolastica, aspettativa di vita e stabilità famigliare. Per alcune regioni e città, infatti, la globalizzazione e la diffusione di nuove tecnologie vogliono dire aumenti nella domanda di lavoro, più produttività, più occupazione e redditi più alti. Per altre, chiusura di fabbriche, disoccupazione e salari sempre più bassi. E poiché questa radicale ridistribuzione di impieghi, popolazione e ricchezza è un processo destinato a diffondersi nei prossimi decenni in ogni angolo del Vecchio continente, Italia compresa, le dinamiche in atto oltreoceano offrono importanti lezioni anche per i paesi europei. Di questa "nuova geografia del lavoro" Enrico Moretti traccia una mappa dettagliata: visita città in ascesa, che vedono fiorire un virtuoso intreccio di buoni impieghi, talento e investimenti, e città in declino; passeggia per le vie di Pioneer Square, quartiere trendy di Seattle, e per quelle di Berlino, la capitale più attraente d'Europa, ma anche una metropoli sorprendentemente povera; e scopre che ogni posto di lavoro creato in centri di eccellenza dell'innovazione ne genera almeno cinque in altri settori produttivi, e tutti retribuiti meglio che altrove.
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Autore:
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Traduttore:
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Collana:
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Anno edizione:2017
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Formato:Tascabile
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