L'arte della gioia
Scritta il: 26 ottobre 2009
da www.panchinedimilano.com Cara Vera, ho appena terminato di leggere L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza. Ci ho messo un sacco di tempo. Avevo sbagliato l'approccio. Poi, in momenti di relativa calma, ho potuto accordare il mio ritmo a quello del libro. E allora la lettura è scorsa veloce, facile, coinvolgente. Ho deciso di raccontare nel tuo blog solo le mie impressioni sui libri che leggo, se mi sono piaciuti o meno, e perchè. Evitando la velleità di volerli recensire. Anche perché ormai su internet troviamo tutte le recensioni possibili e fatte da chi ha sicuramente più competenze delle mie. Torno all'arte della gioia. Che, come tutte le arti, si apprende. Se poi si è particolarmente dotati, si ha qualche probabilità di successo. Goliarda Sapienza (Catania 1924-Gaeta 1996), siciliana trapiantata a Roma, attrice, scrittrice, carcerata sembra esserci riuscita, se non nella tormentata vita privata, almeno nelle belle pagine di questo libro. Se non ricordo male ci ha messo nove anni per scriverlo, terminandolo nel 1976. E le prime pubblicazioni sono avvenute dopo la sua morte, nel 2000 per Stampa Alternativa, poi all'estero. Solo nel 2008 in Italia. Di Goliarda Sapienza non avevo mai saputo nemmeno l'esistenza. Fino a quando mi è capitato di ascoltare la conversazione di una signora sul terrazzo di una villa in montagna, in Val Vigezzo. Ne parlava in termini entusiastici. E mi ha incuriosito. Per il suo nome, che tradiva sicuramente genitori quanto meno originali. E infatti sua madre fu la prima dirigente donna della Camera del Lavoro di Torino. Per il fatto che era una siciliana. E la Sicilia ha sempre prodotto scrittori sorprendenti. Non mi sono sbagliato. Un'altra grande scrittrice siciliana. La protagonista del romanzo è una donna, Modesta, che da povera bimba diventa principessa di un'antica casata, quella dei Brandiforti. Attorno a lei si muovono i membri della famiglia, i fattori che conducono le terre, la servitù, gli amici, gli amori etero e saffici, i figli propri, naturali, adottati. In un grande affresco che prende tutta la prima metà del '900. Attorno a Modesta si intrecciano le vicende private e quelle della storia generale: le prime idee socialiste, la libertà femminile, la libertà sessuale, la psicanalisi, il fascismo, la guerra, il comunismo. Ma tutto è filtrato attraverso la figura straordinaria di Modesta, la sua capacità di uscire dagli schemi convenzionali della società, alla ricerca di un'esistenza dove all'ipocrisia sia sostituita la ricerca della felicità, della libertà. La scrittura di Goliarda Sapienza è densa, a volte ha il respiro del mare calmo, a volte l'andamento di una fiaba. Prima e terza persona si scambiano senza che si avvertano rotture. Il tempo è frantumato, istanti che si dilatano e anni che passano in un momento. Un libro straordinario, Vera. Claudio Mori, www.panchinedimilano.com



