Io e te

di Niccolò Ammaniti

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Sinossi

Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di cocacola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile per accettare il gioco caotico della vita là fuori.

Recensioni

ammaniti perde colpi

Scritto da Conda il 06 marzo 2011

Un libro che non ha niente in comune con gli altri da lui scritti..ma siamo sicuri ke sia stato davvero lui e scriverlo???? troppo breve e per niente coinvolgente.. Chi ama ammaniti non lo legga!!!!

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protagonista poco infangato

Scritto da adriana1978dellacrociata il 28 febbraio 2012

Nulla a che vedere con i romanzi precedenti e con i personaggi infangati dell'autore. Ammaniti tratta una fase nuova della vita, l'adolescenza e lo fa attraverso un quattordicenne emarginato,che tenta di autoescludersi dal mondo-quasi annullandosi-, rinchiudendosi in una cantina per una settimana. Il giovane non si può considerare un "vero infangato", perchè quella che vive è la sua infelice condizione adolescenziale, propria di chiunque trascorra i suoi quattordici anni nella fatica di farsi accettare dai coetanei e nell'ottenere consensi dai genitori. un lieve tentativo di indagine psicologica, forse di influenza paterna.

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Vendere ragazzini.

Scritto da Blurp il 28 dicembre 2011

Avrebbe potuto essere una cosa illuminante/esaltante se non fosse stato tanto asciutto, come vederlo di sfuggita, come, in fin dei conti, la pubblicità di un grosso, banale cliché che vende bene. E poi, quel titolo ridicolo.

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Storia di Lorenzo-Nicolò

Scritto da GIORELLOM il 18 dicembre 2011

Essere un ragazzino vuol dire anche questo: desiderare un po' di solitudine e insieme non voler deludere le attese dei grandi. Lorenzo si rifugia in cantina, sogna la libertà, fa scorta di fumetti. E imbocca la via giusta per crescere. Grazie a Olivia e ai guai che l'accompagnano. Tutta la famiglia è presente in queste pagine, vista con gli occhi di un adolescente. Una storia intima da un Ammaniti impeccabile, malinconico, introspettivo. Una notte per leggerlo con emozione.

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d'un fiato

Scritto da dania.dania il 16 dicembre 2011

Ho comprato questo libro una mattina, e la sera l'avevo già finito. D'un fiato. Fin dall'inizio Lorenzo, un adolescente schivo e introverso, mi è stato simpatico. Ho trovato che le sue balle e la sua idea del bunker/cantina per sfuggire alla settimana bianca (cosa che invece tutti i ragazzini della sua età vorrebbero fare!) sia stata geniale..Un riposo dal mondo che tutti vorremmo vivere..in più, per il protagonista, occasione di crescita e di un incontro speciale.

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Grazia

Scritto da cmg1 il 09 dicembre 2011

Lo si legge tutto d'un fiato. è ironico, divertente e allo stesso tempo riflessivo. rispecchia molto la nostra generazione attenta ai soli problemi materiali e priva di pensieri più profondi. d consigliare anche agli adolescenti. buona lettura Grazia

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il tunnel dell'adolescenza

Scritto da sil_ba il 03 dicembre 2011

bella storia scorrevole da divorare velocemente, grande panoramica sui sentimenti contrastanti che si provano quando si entra nel "tunnel dell'adolescenza"!!!!

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bello ... molto !

Scritto da elenaia il 29 novembre 2011

... mi ha ricordato (seppur molto diverso)"io non ho paura" ... per la semplicità, il dolore ed la capacità di riuscire a farti sentire quello che prova il personaggio in maniera diretta senza troppe parole ... da leggere !!!

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Fantastico!

Scritto da Ilaria.calandrelli il 24 novembre 2011

in poche pagine è racchiuso tutto il dramma di un ragazzino, costretto nascondersi nella cantina di casa per non dare una delusione ai propri genitori. Lorenzo ha problemi ad integrarsi nella nuova scuola e finge di partire per una settimana bianca, ma per una settimana vive nella cantina di casa, dove affronterà varie peripezie, tra cui l'incontro con la sua sorellastra, olivia, che indirettamente lo aiuterà ad uscire da quel guscio costruito quand'era bambino.

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bah..

Scritto da juls_cammy il 23 novembre 2011

il libro si salva solo perché a scriverlo è Ammaniti, che adoro. la storia è carina, ma fiacca, adolescenziale, superficiale e decisamente troppo breve. non è il solito Ammaniti.

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Grande Ammaniti.

Scritto da luigi07 il 21 novembre 2011

Scorrevole, fluido, particolare nella scelta delle tematiche - sempre un po’ dure e scure - con uno stile chiaro e limpido. Lo si legge in poche ore, lo si potrebbe soltanto accusare di essere troppo breve..., ma Olivia e Lorenzo lasciano qualcosa dentro che dura per molto molto tempo. Come ogni cosa che scrive Ammaniti, è superba, aldilà che lo si legge tutto d’un fiato (ma anche quelli lunghi si leggono scorrevolmente), ed è proprio la capacità di creare una situazione con pochissimi elementi che lo rende unico!! Grande Ammaniti.

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senza infamia e senza lode

Scritto da claudioP il 07 settembre 2011

buona l'idea, il libro scorre bene senza lasciare mai a bocca aperta e senza spunti degni di nota. Il finale è una sorpesa

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Bellissima micro storia

Scritto da marcomorando il 02 settembre 2011

Una storia di amicizia bella e intensa nonostante le poche pagine del libro con un finale amaro che lascia capire quanto siano importanti i legami tra persone. Ammaniti come sempre narra storie di ragazzi in maniera sublime !!!!!!!

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una settimana a km 0

Scritto da GemmaFastoso il 14 giugno 2011

Lorenzo è un adolescente timido ed introverso in cerca di approvazione da parte degli altri,impegnato a preservare se stesso dai condizionamenti esterni e a non destare la preoccupazione dei suoi genitori.Il romanzo ruota attorno al racconto di una bugia, una bugia detta per gioco o forse per sfida. Lorenzo non parte per la settimana bianca, si rifugia in cantina. E' tutto sottocontrollo quando piomba in cantina Olivia. E'sua sorella ma non la conosce. In quella settimana a km 0 Lorenzo inzia un viaggio importante quello che lo porterà a conoscere Olivia e lo farà affacciare alla vita da adulto.

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Profondo, ma bel dolore

Scritto da IniaMemoria il 10 aprile 2011

Nonostante le critiche feroci lette su aNobii, a me questo Ammaniti è piaciuto. Un volumetto da leggere in un pomeriggio, ed il solito sapore amaro che ti lascia in bocca un bel libro appena finito.

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STRAORDINARIO BILANCIAMENTO DI DENSITA' E SINTESI!

Scritto da MarioDAndreaMI il 09 aprile 2011

Raramente capita di confrontarsi con un testo così denso, significativo, essenziale e sintetico. La descrizione del disagio del crescere, del definire la propria identità di un adolescente. La conseguente fuga nella cantina, nascosta dalla bugia di una settimana bianca con un gruppo di amici da cui si sente avulso. L'incontro con la sorellastra ed il progressivo coinvolgimento con la realtà di un disagio ben più grave, quello del vivere con la tragica fuga nella droga. Tutti questi elementi sono proposti con una narrazione serrata e, al tempo stesso, densa di riflessioni. Esemplare e straordinaria la visita alla nonna morente ed il racconto della fiaba (sono i nipoti a dare conforto con la narrazione ai vecchi che stanno lasciando, faticosamente e soffrendo questa vita). Una fiaba bellissima e creativa (il robot killer - puliore di piscine - inventato, negli USA, per uccidere Saddam ed inviato per errore a clienti californiani provocandone una strage), e soprattutto con un happy end inventato, al momento, per fare felice la nonna che non accetta il semplice immergersi di K19 (il robot) nell'oceano come ultima immensa psicina e propria fine. E' stato scritto che si tratta di una riflessione sul più semplice e imperscrutabile dei misteri: come diventare grandi (quarta di copertina); a mio avviso c'è molto di più: una riflessione, specie nella fredda ed emozionante cronaca, delle ultime due pagine e nel messaggio di Olivia a Lorenzo, del conforntarsi con la realtà del disagio del vivere, sempre e comunque.

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Semplice ma bello

Scritto da etr001 il 04 aprile 2011

Detto niente...:-)

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bello, davvero

Scritto da andreoli il 03 aprile 2011

Sembra che dire che un libro è bello senza che sia un capolavoro spesso sia quasi difficile. A me questo breve romanzo è sembrato bello, non la storia di una maturazione quanto la storia di due sofferenze che trovano un momento di condivisione e forse di comprensione. Il finale mi ha lasciata senza fiato, è arrivato inatteso. Chissà se veramente il protagonista dopo avere lasciato quella incredibile cantina è veramente maturato trovando la forza e la voglia di vivere... A me la storia ha fatto tristezza, a tratti tenerezza, a momenti avrei avuto voglia di chiudere il libro e andare a liberare i due protagonisti da quella cantina piena di polvere e di oggetti che a loro nonerano mai appartenuti.

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Io e te

Scritto da giupergiu il 01 aprile 2011

Un libro molto diverso dagli altri da lui scritti ma non per questo meno bello. Un racconto adolescenziale con un finale triste che un po' ti aspetti ma che piace comunque.

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storia di un' adolescenza

Scritto da itir il 16 marzo 2011

Storia di un uomo che non riesce ad essere marito, e poi padre, e ritenta: ritenta altrove, un'altra moglie, un altro figlio... Un'altra vita. Storia di un'età fragile, spaurita e drammatica, di un ragazzo che si costruisce un mondo dentro, un mondo addosso: un mondo diverso, più avvolgente, rassicurante, più simile a sé. Storia di un edipo mancato, asintotico, sfiorato e negato. Storia di una giovane che non riesce a diventare donna, perché crede le sia stata negata l'infanzia. Storia di tristezza, di degrado, di violenza, di droga. Storia di una sensualità nascente. Storia di un'affetto che diventa profondo, e poi un lutto. Storia di una morte, e di un incontro.

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Io e te

Scritto da DanyTBJ92 il 21 febbraio 2011

Buon libro, primo che leggo di Ammaniti (no, aver visto il film Io non ho paura non vale). Mi è davvero piaciuto; a metà ne ero rimasto un pò deluso, lo ritenevo uno dei soliti libri di adesso, verso le ultime pagine mi sono ricreduto. Il finale è strano: sì, forse l'avrei cambiato, no, non me l'aspettavo proprio Lettura veloce e consigliata

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Ben Fatto

Scritto da makebuo il 18 febbraio 2011

Devo dire che all'inizio non ci speravo...poi leggendo, vieni catturato e vai avanti fino a finirlo...davvero un bello spaccato adolescenziale!!

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come affezionarsi a un personaggio in 120 pagine

Scritto da califano il 05 febbraio 2011

Letto a: Dicembre 2010 Voto: 9 Note: lo divori...i personaggi li senti "reali" e anche se la lettura è estremamente veloce arrivi alla fine che cmq ti sei affezionato a loro...

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Sufficiente

Scritto da Py87 il 28 gennaio 2011

Opera fin troppo breve che conta troppe poche pagine. Di certo non il libro più bello dell'autore.

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non male

Scritto da ilgregario il 17 gennaio 2011

ma non il solito Ammaniti. Storia breve e non 'intricata'. Una lettura veloce.

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SPUNTI...

Scritto da francesca77 il 16 gennaio 2011

Interessante racconto ma veramente troppo breve. Ammaniti aveva gli spunti per sviluppare una grande storia, perchè non riprenderla in mano per il prossimo romanzo?

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indimenticabile..

Scritto da 2500008011391 il 15 gennaio 2011

bellissimo libro ..occorre gustarselo con calma perchè ha molto da dire e da insegnare!

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INTRIGANTE

Scritto da Maria!!! il 08 gennaio 2011

e non solo bello fresco e ti fa affrontare il passa ggiodall'adolescenza alla "maturità" in modo dolce, gentile si è vero stai crescendo ma non dimenticare mai in un angolino il bambino che sei......magari tienilo nascosto in cantina

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da non perdere

Scritto da simo58786935 il 08 gennaio 2011

Un libro molto cinvolgente lo consiglio a tutti grandi e piccini. Ottimo lavoro Ammaniti !!!

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Coinvolgente

Scritto da aless-cut il 03 gennaio 2011

Complimenti, questo romanzo rapisce.

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lettura molto piacevole

Scritto da valemari il 02 gennaio 2011

è un racconto lungo sulla crescita interiore di un adolescente la cui fuga dai "doveri" dell'età si trasforma in una maturazione accelerata e un repentino cambio dei punti di vista su tante cose...molto intenso!

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romanzo di formazione

Scritto da alixthebers il 28 dicembre 2010

Libro scorrevole, piacevole, il suo carattere di romanzo di formazione è evidente nella crescita di Lorenzo però forse trattati troppo velocemente i passaggi fondamentali di essa. Fa riflettere in modo costruttivo: tutti in fondo sono buoni, che cosa serve per tirar fuori questa bontà?? Credo per valutarlo meglio e gustarne i profondi passaggi vada riletto, comunque buona lettura!

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coinvolgente

Scritto da 84vale84 il 28 dicembre 2010

Racconto coinvolgente, forse troppo breve e dal costo esagerato. Sicuramente ben scritto e analizza molto bene la necessità che ogni tanto abbiamo di isolarci in un mondo tutto nostro.

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Bene, bravo, ma

Scritto da lucakevin il 28 dicembre 2010

Ottima scrittura, molto buona la trama, avvincente e scorrevole, ma da Ammaniti ci si aspetta sempre qualcosa di più: forse è colpa del finale, sembra quasi che abbia voluto tagliare corto. In ogni caso una piacevolissima oretta di lettura.

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Lorenzo e le sue vacanze

Scritto da lu1993 il 19 dicembre 2010

Questo libro è bellissimo. E’ un volume assolutamente da leggere. Lorenzo è un adolescente che deve partire per le vacanze invernali con la scuola. Per una serie di ragioni, ha deciso di non partire più e di trasferirsi in una cantina per tutto il periodo delle vacanze. Lorenzo non è solo, la sua sorellastra Olivia andrà da lui e passeranno momenti indimenticabili insieme…

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ammaniti, scrittore di mestiere

Scritto da silvia.gntti il 18 dicembre 2010

Intanto non un libro, ma un racconto. Ben fatto, ben costruito, con una sua originalità e una bella scrittura. Ma dietro si sente il mestiere, la costruzione. Il grottesco divertimento di Branchie non c'è, neppure l'amaro e l'emozione di Come dio comanda e tanti altri libri meravigliosi di Ammaniti. Qui c'è la bravura, il filo teso, ma per chi conosce Ammaniti si ripetono tagli di sguardo e ... sì, si poteva pretendere molto di più!

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Da leggere tutto di un fiato

Scritto da crisifusa il 17 dicembre 2010

Un racconto che ti rapisce dal primo momento. Non sono riuscita a chiudere il libro prima di esser arrivata all'ultima pagina.. che purtroppo, arriva troppo presto! lo avrei preferito più lungo per non uscire così presto dall'incanto che crea la narrazione, ma dall'altra parte probabilmente più lungo sarebbe stato stucchevole. Una narrazione veloce e scorrevole, molto piacevole.

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Io e te

Scritto da ilariagc il 15 dicembre 2010

Una bugia, non troppo innocente, diviene il pretesto per l'autore di far comprendere al suo giovane protagonista cosa voglia dire vivere ed affrontare gli ostacoli che molto spesso ci mettiamo davanti. E così, una sorella scapestrata aprirà la porta della "conoscenza" ad un adolescente fasciato dalla paura di vivere. Intenso.

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Io e Te

Scritto da etoiledusud80 il 14 dicembre 2010

Anche questa volta il nostro Ammaniti non si smentisce,! Rapido racconto che entra nel cuore, come una fitta, conciso e vero, lascia il lettore riflettere… L’adolescenza e le sue mille sfaccettature, la voglia di evadere, e il rintanarsi in un proprio mondo, i problemi e le angosce che come sempre lo scrittore riesce magistralmente a far emergere! Grande Ammaniti! E sempre Io e Te!

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bello

Scritto da maury1984 il 14 dicembre 2010

bel libro peccato che troppo corto

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Una piccola perla

Scritto da barbara.pagni il 10 dicembre 2010

L'ultimo racconto di Niccolò Ammaniti è una piccola perla: la capacità dello scrittore di appassionare ed intrigare il lettore rimane costante anche in questa sua ultima e purtroppo breve pubblicazione. Di nuovo Ammaniti riesce a dare voce con lucidità e partecipazione al mondo degli adolescenti raccontandolo in modo affascinate ed emozionante anche per gli adulti. Sulla scia di "Ti prendo e ti porto via" ed "Io non ho paura" più che su quella del filone grottesco e fumettistico di "Branchie" e "Che la festa cominci". Da non perdere!

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io e te...e un po' di delusione

Scritto da Athelas il 09 dicembre 2010

Devo dire che lo scritto di Ammaniti mi ha un po' delusa. Non ho trovato spunti di riflessione particolarmente brillanti rispetto ad alcune dinamiche di vita legate al mondo dell'adolescenza. Forse temi tanto forti fanno fatica a trovare spazio lungo il binario troppo breve di un racconto. Così al lettore resta un po' l'impressione che tutto sia stato raccontato velocemente senza dare il giusto e prezioso peso alle questioni più interessanti della storia. Forse avrei preferito leggere "io e te" insieme ad altri racconti legati alle dinamiche di vita adolescenziali...una raccolta che profila diverse possibili adolescenze...Ma certo l'autore avrà avuto i suoi motivi per affidare al pubblico il racconto così, un po' nudo e solitario . Trovo comunque positivo il fatto che si torni a parlare di adolescenti,peccato che in questo caso tutto sia troppo veloce e il rischio è di lasciarsi scivolare la storia dalle mani.

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piacere ritrovato

Scritto da eli79london il 06 dicembre 2010

Ho ritrovato in questo ultimo testo di Ammaniti il piacere che avevo provato nella lettura di precedenti romanzi "ti prendo e ti porto via" e "io non ho paura" e che avevo perso nelle ultime pubblicazioni. Peccato solo che sia troppo breve.

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Io e Te

Scritto da jjrossoenero il 06 dicembre 2010

Uno degli ultimi libri di Ammaniti, tratta argomenti di attualità, come la droga e quasi anche discriminazione. Racconta la storia di un ragazzo molto difficile, che non riusciva mai a integrarsi con gli altri, e un giorno, per convincere la madre che non era più così, si inventa ch una compagna di classe lo ha invitato nella sua casa in montagna con altri compagni di classe per una settimana bianca. In verità, il protagonista si nasconde in cantina dove programma di viverci per una settimana in completa tranquillità. Tutto filava per il verso giusto, finchè un giorno non arrivò la sorellastra...

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molto bello

Scritto da 1800 il 30 novembre 2010

davvero molto bello questo nuovo libro di ammaniti

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"Cara" Einaudi ti scrivo...

Scritto da LaMelaMarcia il 25 novembre 2010

Romanzo breve, troppo breve. "Io e te" di Ammaniti scivola liscio come olio ma dentro lascia poco o niente. Inserito in una raccolta di racconti avrebbe sicuramente ben figurato ma lasciato solo a sé stesso, alla stregua dei numerosi fans in fremente attesa per un nuovo lavoro dello scrittore romano, è stato decisamente un azzardo. Se a questo aggiungiamo il costo decisamente elevato per una lettura che impiega circa un'ora e mezza non si può che rimanere, più che un tantino, delusi.

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TEMPO PREZIOSO

Scritto da sasà80 il 25 novembre 2010

OGNI VOLTA CHE LEGGEVO UNA PAGINA NON VEDEVO L'ORA DI COMINCIARE L'ALTRA, UN LIBRO CHE SCORRE DAVVERO BENE E SI LEGGE PIACEVOLMENTE. UNA RIFLESSIONE SUL TEMPO CHE PERDIAMO E CHE, PURTROPPO, CI RITROVIAMO A RIMPIANGERE...QUEL TEMPO PREZIOSO DA DEDICARE AI NOSTRI CARI. PER QUALCHE STUPIDA CONVINZIONE ALTRUI CHE FACCIAMO NOSTRA, NON VIVIAMO GLI AFFETTI BISOGNA PENSARE CON LA PROPRIA TESTA...

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Linea d'ombra

Scritto da masrago il 20 novembre 2010

Un Ammaniti insolito alle prese con un adolescente difficile e col dramma della tossicodipendenza: temi sfruttatissimi in letteratura , come quello del passaggio traumatico all'età adulta.Finale inesorabilmente convenzionale e scontato.

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Ammaniti sottotono

Scritto da univerdado il 18 novembre 2010

Non è l'Ammaniti appassionante di "Io non ho paura" nè quello coinvolgente di "Ti prendo e ti porto via". Ma d'altronde questo non è un romanzo, bensì un racconto, intenso sì ma un po' sottotono rispetto al solito Ammaniti. Le paure e le insicurezze di un adolescente vengono messe a nudo e giustificate. Il bel quadretto di una famigliola borghese viene smontato e deriso... Non c'è quel cinismo e quella cattiveria dei precedenti lavori di Ammaniti... c'è una bella storiella, con un paio di spunti neanche tanto originali, che portano a un finale scontato e deludente.

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io e te

Scritto da bumby il 17 novembre 2010

Veramente un racconto da leggere subito....

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mimesi

Scritto da zepp il 13 novembre 2010

Il turbinio delle emozioni. Il microcosmo delle sensazioni che si apre all'altro, in un incontro improvviso e caustico. Lorenzo e Olivia: io e te. Le emozioni di Lorenzo invadono l'animo del lettore, come la luce mattutina inonda una stanza buia. Sembra quasi che il “viaggio” del bizzarro quattordicenne accenda un faro sulle pieghe del ricordo dell'adolescenza: pensieri stravaganti, scoperta di un mondo esterno incomprensibile, autoaffermazione dell'identità, fantasia, rapporto conflittuale tra il sé e gli altri. Malinconica e precisa narrazione che addolcisce la lettura e dona un momento di pura emozione.

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Breve. Intenso.

Scritto da agrek il 13 novembre 2010

L'ultimo Ammaniti letto, quello di "Che la festa cominci", mi aveva lasciato un po' perplesso e sebbene la sua scrittura non riesca mai ad annoiarmi e mi affascini sempre per la sua semplice ed insieme acuta capacità di immergersi nelle profondità del vissuto e della psiche dei personaggi e dei luoghi, quel romanzo non mi aveva convinto completamente. Poi l'incontro con "Io e te", intravisto sugli scaffali di una fornita libreria romana e letto e riletto al volo in due giorni. Ecco, a mio modesto parere, l'Ammaniti migliore, quello che calandosi nella vita, nelle incongruenze e nelle fobie di un qualsiasi adolescente dei nostri giorni, riesce a restituirci tutta la profondità, la tenerezza e la dura inquietudine che caratterizza questa età, e che oggi deve fare i conti con un mondo adulto non più in grado non solo di dare risposte o di fornire ipotesi di percorso, ma neanche di accorgersi di essa. Lorenzo, ennesima riuscitissima figura di adolescente che Ammaniti qui ci offre, ci ricorda che lo sguardo di un ragazzino è preda di rimorsi, paure, angosce, ma è anche capace di abbracciare il dolore e il bisogno, e soprattutto è ancora capace di incontrare negli occhi di un altro una ipotesi di bene per sè stesso.

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ammaniti e l'animo umano

Scritto da rinaggiu il 12 novembre 2010

Ammaniti descrive in modo chiaro e schietto uno spaccato dell'adolescenza evidenziando vari aspetti dell'animo umano in tono moderno e contemporaneo.

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Ammaniti ancora a segno!

Scritto da simona.a77 il 09 novembre 2010

Uno spaccato di vita adolescenziale,amaro,grottesco, così surreale da sembrare vero! Un racconto breve ma graffiante, per far riflettere genitori di ieri, oggi e domani.

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Imparare a crescere… in un seminterrato

Scritto da lugi59 il 02 novembre 2010

Che si voglia definire romanzo breve, o racconto lungo, Io e te sancisce il ritorno di Niccolò Ammaniti alle “storie di formazione”. Come nel libro più autobiografico di Joseph Conrad, lo scrittore romano aggiorna allo scenario borghese di fine secolo, e a un giovanissimo antieroe, il superamento della “linea d’ombra”. Ma se il capitano della Orient anela a entrare nel mondo per la porta principale – quella che prevede il superamento di alcune ineludibili prove di maturità – il quattordicenne Lorenzo Cuni si barrica in un’oscura cantina condominiale rifiutando la trafila iniziatica e sbarrando la porta al mondo. Può accadere, tuttavia, che esso penetri lo stesso a turbare il desiderio di solitudine di un ragazzo delicato e introverso, geloso delle proprie nevrosi, chiuso nella propria “bolla” adolescenziale: “… sapevo che oltre quella porta c’era il mondo che mi aspettava…”. La scarsa empatia che il protagonista nutre per il prossimo viene superata per gradi, grazie al rapporto con Olivia, la sorellastra con la quale ha intrattenuto negli anni dei contatti sporadici. La solidarietà con una persona che gli si mostra in tutta la sua sofferenza, e con cui condivide la frustrazione familiare, fornirà a Lorenzo la chiave per superare quel muro d’indifferenza ed estraneità che fino a quell’incontro gli avevano alienato il piacere che un individuo normale ripone nelle relazioni umane. La riforma del racconto pedagogico da parte di Ammaniti consiste in un’esplorazione maniacale, talvolta anche indiscreta, della psiche del protagonista - la narrazione avviene in prima persona - come abbiamo già osservato per Marco Donati (Branchie) e Michele Amitrano (Io non ho paura). Tale operazione risulta oltremodo proficua in quanto consente al lettore una piena identificazione, o quantomeno, una certa partecipazione al travaglio interiore di Lorenzo, combattuto tra l’accettazione di sé e il desiderio di normalità. L’omologazione è il fine più contingente del ragazzo, il mimetismo il mezzo più adatto per raggiungere lo scopo, come l’autore evidenzia nella breve nota che prelude al romanzo. Non solo. Il testo è ricco di riferimenti e immagini, metafore e vezzeggiativi di origine animale (prevale l’entomologia) che cercano di esplicare la complessità dei comportamenti e della psicologia umana. Emblematica, a proposito, l’adesione di Lorenzo alla condotta di una mosca tropicale, protagonista di un documentario in tv. L’insetto, dall’addome striato di giallo e nero, imita una ben più pericolosa vespa. Per sopravvivere alle insidie dell’esistenza. Analogamente avviene nella società, dominata dalla competizione, dalla sopraffazione, dalla violenza. Una costante della letteratura di Ammaniti. Chi ha letto il recente Che la festa cominci, oppure L’ultimo capodanno dell’umanità e le altre pagine “forti”di Fango, potrà magari rimpiangere la colorata ricchezza di personaggi e i ripetuti colpi di scena, ma Io e te predilige i toni tenui, e perfino il climax drammatico della vicenda risulta attutito, mai urlato, in piena sintonia con la prosa scarna tipica dell’autore. Tuttavia, Ammaniti non risparmia strali contro l’indifferenza e l’egoismo, contro le droghe e gli alcolici, che si “bevono” il cervello dei giovani, contro l’apparente serenità borghese alle prese con l’ennesima deriva etica, contro la volatilità dei rapporti affettivi e la volgarità del nostro tempo, e contro la ferocia delle nostre città. Roma, per nulla caratterizzata dagli stereotipi usuali, è chiamata a rappresentarne il malessere più evidente. CLAUDIO LUGI

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IO E TE

Scritto da GAmodeo il 01 novembre 2010

Quando un libro lo giudichiamo tale?; quando lo giudichiamo "buono" o magari banalmente "un bel libro"? Quando, arrivati a leggere l'ultima riga, lo senti tuo. Sentirlo tuo nel senso che da qualche parte,in un angolo del cervello o dell'animo, avevi quei sentimenti, quel sentire inconscio, che l'autore,nelle pagine del libro,descrive come tu volevi che fossero descritte, facendoci dire "ecco, è proprio cosi che, se volevo esternare quel momento della mia vita, l'avrei descritto". Questo sentirsi all'unisono con l'autore non scatta molte volte ma quando scatta si ha voglia che le pagine del libro non finiscano, che continuino in quella descrizione della vita che è anche nostra. IO E TE di Ammaniti rievoca quegli stati giovanili che molti hanno attraversato: l'insicurezza, la voglia di crescere ma di rimanere bambini, gli slanci della coscienza e l'immobilità del corpo. Difficile non riconoscersi in questa anabasi e catabasi giovanile. Un racconto breve ma un'unghiata all'anima che strappa dal cuore brandelli di ricordi.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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