Lessico famigliare - Natalia Ginzburg - copertina
Lessico famigliare - Natalia Ginzburg - 2
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Letteratura: Italia
Lessico famigliare
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Descrizione


Vincitore Premio Strega 1963

«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano, allora, intorno a me. Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito.»

Lessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e piú duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: «Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire "Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna" o "De cosa spussa l'acido cloridrico", per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole».
In appendice la Cronistoria di «Lessico famigliare» a cura di Domenico Scarpa e uno scritto di Cesare Garboli.

Dettagli

Tascabile
13 gennaio 2014
XVI-280 p.
9788806219291

Valutazioni e recensioni

  • g

    Parole che generano un fiume inarrestabile di ricordi; un amarcord, lontano, asettico e senza sentimenti, come osservato in un acquario, ma con un pizzico di ironia, e disegnato con precisione meticolosa, come un quadro di Botticelli.

  • Tati
    Il lessico dei ricordi

    Un libro che riesce a trasformare i piccoli gesti quotidiani in memoria viva. Attraverso frasi, modi di dire e battute ripetute in famiglia, Natalia Ginzburg racconta non solo la storia dei suoi parenti, ma anche un pezzo di Italia tra gli anni del fascismo e del dopoguerra. La sua scrittura è semplice e limpida, ma proprio per questo incredibilmente potente: ogni ricordo sembra spontaneo, come se emergesse naturalmente dalla voce della memoria. Ne nasce un racconto intimo e autentico, dove il linguaggio della famiglia diventa il vero filo che tiene insieme affetti, tempo e identità.

  • ormos

    È proprio un lessico famigliare quello della Ginzburg: senza affettazioni né retorica spicciola sulla condizione ebrea, ci presenta la sua famiglia così com’è, con i vizi e le virtù proprie di una comune famiglia, anche se comune non è: i Levi appartengono all’alta borghesia piemontese, a quell’intellighenzia che ha animato la cultura italiana negli anni trenta e annovera nel proprio ambiente conoscenze come Sion Segre, Adriano Olivetti e Cesare Pavese. La Ginzburg registra le vicende dei suoi cari – alcune tragiche – con apparente distacco, come se volesse consegnare ai posteri non un romanzo ma un documento, un diario che avesse (ed in effetti possiede) valore storico. È così che la narrazione creativa cede il passo alla verità oggettiva, il pathos ad una sorta di neutralità di sentimenti. Voto 4,5.

Conosci l'autore

Foto di Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg

1916, Palermo

Scrittrice italiana. Ha pubblicato i suoi primi racconti nel 1933 su «Solaria». Nel 1938 ha sposato Leone Ginzburg, e con lui e con i figli ha patito il confino per antifascismo dal 1940 al 1943. Nel 1950 ha sposato in seconde nozze lo scrittore Gabriele Baldini.Ha vissuto a lungo a Torino, ed è stata redattrice della Casa editrice Einaudi. I suoi libri di narrativa ("La strada che va in città", 1942; "È stato così", 1947; "Tutti i nostri ieri", 1952; "Valentino", 1957, premio Viareggio; "Le voci della sera", 1961; "Caro Michele", 1973; "La città e la casa", 1984), di memorie ("Lessico famigliare", 1963, premio Strega), di saggi ("Le piccole virtù", 1962; "Mai devi domandarmi", 1970; "Vita immaginaria", 1974; "La famiglia Manzoni", 1983)...

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