Parole che generano un fiume inarrestabile di ricordi; un amarcord, lontano, asettico e senza sentimenti, come osservato in un acquario, ma con un pizzico di ironia, e disegnato con precisione meticolosa, come un quadro di Botticelli.
Lessico famigliare
Vincitore Premio Strega 1963
«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano, allora, intorno a me. Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito.»
Lessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e piú duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: «Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire "Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna" o "De cosa spussa l'acido cloridrico", per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole».
In appendice la Cronistoria di «Lessico famigliare» a cura di Domenico Scarpa e uno scritto di Cesare Garboli.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Edizione:1
-
Anno edizione:2014
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
-
g 03 maggio 2026
-
Tati 09 marzo 2026Il lessico dei ricordi
Un libro che riesce a trasformare i piccoli gesti quotidiani in memoria viva. Attraverso frasi, modi di dire e battute ripetute in famiglia, Natalia Ginzburg racconta non solo la storia dei suoi parenti, ma anche un pezzo di Italia tra gli anni del fascismo e del dopoguerra. La sua scrittura è semplice e limpida, ma proprio per questo incredibilmente potente: ogni ricordo sembra spontaneo, come se emergesse naturalmente dalla voce della memoria. Ne nasce un racconto intimo e autentico, dove il linguaggio della famiglia diventa il vero filo che tiene insieme affetti, tempo e identità.
-
ormos 16 gennaio 2026
È proprio un lessico famigliare quello della Ginzburg: senza affettazioni né retorica spicciola sulla condizione ebrea, ci presenta la sua famiglia così com’è, con i vizi e le virtù proprie di una comune famiglia, anche se comune non è: i Levi appartengono all’alta borghesia piemontese, a quell’intellighenzia che ha animato la cultura italiana negli anni trenta e annovera nel proprio ambiente conoscenze come Sion Segre, Adriano Olivetti e Cesare Pavese. La Ginzburg registra le vicende dei suoi cari – alcune tragiche – con apparente distacco, come se volesse consegnare ai posteri non un romanzo ma un documento, un diario che avesse (ed in effetti possiede) valore storico. È così che la narrazione creativa cede il passo alla verità oggettiva, il pathos ad una sorta di neutralità di sentimenti. Voto 4,5.
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it