"Il peso della farfalla"
Scritta il:
23 novembre 2009
Nella scrittura di Erri De Luca, netta, rigorosa, definitiva, che non lascia spazio ad ambiguità, ci si imbatte in frammenti di splendore, sintagmi illuminanti le zone d'ombra della comunicazione. La parola si reinventa, purificata, tratta fuori, con opera di scalpello, da ingrommature asfissianti di stupidità, e mortifere. Il linguaggio si disvela, diventa essenziale, cristallino, attinto alle altezze, sempre più rare, della poesia, alimentato dal respiro, semplice, naturale, delle "cose".
Leggendo le sue pagine, si procede come in una scalata: ad ogni passo si scopre un nuovo orizzonte, un panorama inaspettato ci riempie gli occhi e l'anima. Le metafore e le altre strategie linguistiche non sono uno sfoggio di arte retorica, ma strumenti utili all'impresa, e, come chiodi piantati nei punti giusti, dove la roccia sembra aver trascurato la compattezza, ci aiutano a raggiungere la vetta. Allora la rivelazione è completa, e la nostra sensibilità si è talmente affinata che possiamo anche avvertire il peso della farfalla.