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Emmaus

Alessandro Baricco

Emmaus

Prezzo online:
€ 11,05-15%

Accumuli : € 0,30

Listino
€ 13,00
Editore
Feltrinelli
Collana
I Narratori
Data uscita
04/11/2009
Pagine
144, brossura
Lingua
Italiano
EAN
9788807017988

Guarda il booktrailer:

 

 

"Abbiamo tutti sedici, diciassette anni – ma senza saperlo veramente, è l’unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il passato”. Il nuovo romanzo di Alessandro Baricco.

Parole chiave laFeltrinelli
narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura italiana

la Community

si può dare di più

Scritta il: 15 febbraio 2010

beh, il libro è buono, ma ero abituato, forse troppo bene, ad un Baricco ben diverso! non so, non mi ha convinto alla grande, anche se al solito la storia va via veloce e la scrittura è la solita, fluente.

DANIELE
ilgregario

non il solito Baricco

Scritta il: 05 febbraio 2010

Un libro che non ha nulla a che vedere con capolavori come "Seta", "City", "Oceano Mare". Inizia con 3-4 pagine davvero intense che scorrono piacevolmente...ma sono le uniche che valga davvero la pena leggere. In quelle righe l'autore vuole fornirci una chiave di lettura...peccato che in quelle successive non ci fornisca realmente una "porta da aprire". Si fa fatica a finirlo, onestamente. O forse è che da lui si pretende sempre troppo. Sta di fatto che se vi aspettate le solite magie alla Baricco purtroppo resterete delusi.

Millander
Millander

Inizio...

Scritta il: 03 febbraio 2010

La cosa che ho amato di più di questo libro sono le tre o quattro pagine iniziali, splendide e profondamente esplicative. Con questo libro ho ritrovato un pò dello smalto di Baricco che, a mio parere, aveva perso dai tempi di Novecento e Seta. Introspettivo.

FRANCESCA
francesca77

Mondi...

Scritta il: 26 gennaio 2010

Emmaus, città della Palestina famosa per l’apparizione di Gesù a due discepoli. Qui è Torino, anni ’70, anche se dove e quando non ha nessuna importanza. Siamo quattro amici, Bobby, Il Santo, Luca e “Io”, ma al bar preferiamo l’evanescente fenomeno della fede; si, borghesi e cattolici praticanti. Abbiamo tutti sedici, diciassette anni “ma senza saperlo veramente”, aspettando che Il tempo scorra silenzioso, privo di dialoghi; quasi parlasse a bigliettini scambiati sottobanco. Questa volta non due generazioni, ma due universi sono a confronto. Uno arroccato nei suoi pensieri, ha come obiettivo primario i destini misurati, scritti, spenti ; l’altro è tanto asfissiato dal dramma quanto dalle controversie della raffinatezza da sembrare imprendibile. E’ Andrea il motivo di scontro, il ciclone. E se accettassimo quell’ “habitat assurdo, fatto di dolore represso e quotidiane censure”. O se ne fuggissimo? Chissà se è nel metabolismo di quel dolore che si insinuerà il dubbio, ma anche il germe, che il tutto non sarà né nobile, né giusto, né fermo. Non riporteremo mai il mondo agli antichi fasti, se pure ci fossero stati un tempo. E’ forse nel momento stesso in cui neghiamo di poter essere degli eroi che diventiamo uomini. E se prendersi cura degli altri fosse soltanto follia e non puro Vangelo? Se scoprissimo infine (ma direi anche finalmente) che la bellezza estetica è li, davanti ai nostri occhi, e che non deve essere sottomessa a quella morale? Sarà forse quello il momento in cui smetteremo di rispettare le emozioni e le sbatteranno in faccia a tutti, pur di farci capire. Il sesso, la musica, la morte … semplice? e pura umanità. Alla fine è inutile scappare dalla tragedia o dalla mischia e far finta a tutti i costi che non esistano, tanto “chi ha iniziato a morire, non smette mai di farlo”. Neanche un mondo. A.

ARMANDO
Nighthawk85

Brutto...

Scritta il: 04 gennaio 2010

Non mi è piaciuto, ho fatto fatica a finirlo e soprattutto non mi ha lasciato niente. Lo dico con dispiacere perchè Baricco mi piace, e molto, ma in questo libro ho sentito la sua fatica di portarlo a termine e la vanità di inutili sperimentazioni. Amo la punteggiatura e pure i trattini, ma quando sono usati senza una reale necessità, i trattini intendo, risultano fastidiosi e mi obbligano a pause non necessarie ai fini della storia. Peccato, speriamo che ritorni a fare lo scrittore, dimenticandosi di insegnare agli altri a scrivere.

ADELIA
Dulcinea

Che noia, che caduta di stile.

Scritta il: 17 dicembre 2009

Seguo da sempre Baricco perchè mi sono innamorata del suo stile con Novecento e con Seta. Queste erano due poesie, non due libri. Si leggono d'un fiato e ti fanno davvero provare qualcosa, sono pagine appena appena sussurrate..due favole. Perciò lo seguo, perchè cerco ancora quel brivido..ed invece Emmaus mi ha delusa. Con questo romanzo Baricco, a mio parere, ha davvero tirato troppo la corda. Una storia inconcludente ed insipida, a tratti sconnessa e con uno stile troppo, davvero troppo, sforzato per essere apprezzabile. Forse sono io a non aver capito dove volesse andare a parare..

Paola
PTellaroli

Emmaus

Scritta il: 10 dicembre 2009

Non un gesto, non uno sguardo, non una parola di troppo in questo libro. Letto tutto d'un fiato, un'emozione a ogni pagina a ogni parola. E' una storia che mi rimarrà dentro. Grazie Baricco

STEFANIA
veraste

Tempi di lettura

Scritta il: 23 novembre 2009

Ho già letto il romanzo di Baricco, Emmaus, acquistato ieri mattina. Ci sono libri accoglienti, che si fanno leggere con facilità (non perché siano semplici): il periodare fitto e breve favorisce la concentrazione, ti lega al racconto e non lascia spazio a distrazioni; allora procedi di corsa, a tratti quasi con affanno, per scoprire cosa accade alla fine del paragrafo, nell'ultima riga, in fondo alla pagina, nella pagina successiva e nelle altre, fino alla conclusione. È come bere una bibita ghiacciata quando hai la gola riarsa per la calura estiva e non frapponi intervalli tra un sorso e l'altro, ma ingurgiti quel liquido fresco tutto d'un fiato, con un piacere immediato, anche se, a volte, effimero; e la sete non si placa. Si ha fretta di arrivare all'explicit dove il tutto si compie, le atmosfere evocate si armonizzano e il mistero si svela. Emmaus è raggiunta, la città invisibile conquistata, l'insegnamento recepito: la realtà si interpreta secondo un cliché, ma non si comprende; ogni esperienza ha un valore, ma soffermarsi sul particolare non garantisce che si colga il senso dell'insieme. Lungo il tragitto scopriamo che la piatta, prudente, grigia, ma rassicurante, normalità (da noi codificata, rispondente a regole da noi ritenute tali) può essere un abito che copre il dolore e l'evidenza delle "cose" (sgradite o desiderate che siano), un palliativo che anestetizza, ma impedisce di guarire e di ri-costruire. Intanto la vita scorre, ma l'esistere non si adempie. Viviamo senza accorgercene, senza riconoscere ciò che è noto, se questo si ripresenta inaspettato, in un'aura fantasmatica. Perduti nei gorghi dell'ovvio, finiamo per diventare estranei a noi stessi. Baricco, con il suo Emmaus, induce a riflettere sulla tendenza a trascurare l'essenziale nascosto dai bagliori di ciò che è in superficie, ed è solo apparenza. Ognuno si fa un'idea del mondo, anche di quello a sé più prossimo, che non corrisponde a verità, e su quella illusione, inconsapevolmente, costruisce la sua gioia e il suo dolore. E non basta una fede a fare luce.

alba_z
alba_z

Peccato..

Scritta il: 07 novembre 2009

Forse Baricco mi aveva abituato troppo bene quindi ci sta di rimanere un pò deluso dopo aver letto questo suo ultimo romanzo. La scrittura è sempre elegante, la trama interessante, si poteva forse andare più a fondo.. Un libro che finisce troppo presto.. Peccato.

Sebastiano
Seby84


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