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Hanno tutti ragione

Paolo Sorrentino

Hanno tutti ragione

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Listino
€ 18,00
Editore
Feltrinelli
Collana
I Narratori
Data uscita
10/03/2010
Pagine
320, brossura
Lingua
Italiano
EAN
9788807018091

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Paolo Sorrentino e Melania Mazzucco presentano il libro:

 

 

Tony Pagoda è un cantante melodico con tanto passato alle spalle. La sua è stata la scena di un’Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri, e il mondo. È stato tutto molto facile e tutto all’insegna del successo. Ha avuto il talento, i soldi, le donne. E inoltre ha incontrato personaggi straordinari e miserabili, maestri e compagni di strada. Da tutti ha saputo imparare e ora è come se una sfrenata, esuberante saggezza si sprigionasse da lui senza fatica. Ne ha per tutti e, come un Falstaff contemporaneo, svela con comica ebbrezza di cosa è fatta la sostanza degli uomini, di quelli che vincono e di quelli che perdono. Quando la vita comincia a complicarsi, quando la scena muta, Tony Pagoda sa che è venuto il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Fa una breve tournée in Brasile e decide di restarci, prima a Rio, poi a Manaus, coronato da una nuova libertà e ossessionato dagli scarafaggi. Ma per Tony Pagoda, picaro senza confini, non è finita. Dopo diciotto anni di umido esilio amazzonico qualcuno è pronto a firmare un assegno stratosferico perché torni in Italia. C’è ancora una vita che lo aspetta. "Paolo Sorrentino ha inventato Tony Pagoda, un eroe del nostro tempo, il più grande personaggio della letteratura italiana contemporanea." (Antonio D'Orrico)

Parole chiave laFeltrinelli
narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura italiana

la Community

Che sorpresa!

Scritta il: 29 dicembre 2011

Che sorpresa Sorrentino scrittore! La sua carriera di regista e sceneggiatore lo aiuta nel creare personaggi e situazioni molto cinematografiche e leggendo si ha davvero l’impressione di trovarsi accanto ai protagonisti, seguendone non solo le gesta e la carriera, ma anche e soprattutto l’evoluzione ed i cambiamenti dell’anima. L’analisi sul decadimento morale e culturale del nostro paese verso la fine del libro è lucida e spietata. Un gran libro

GIANLUCA
gianlucad13

fatemi conoscere Tony Pagoda

Scritta il: 22 novembre 2011

Un must della letteratura metropolitana, contemporanea. Un omaggio allo stile free, ma dal grande tasso contenutistico. Paolo Sorrentino è un amico, perché il suo Tony Pagoda nonostante la tracotanza, il successo e le forti contraddizioni della sua vita riesce a trovare un senso per accompagnare i suoi giorni verso la saggezza ed essere di riferimento per i giovani "scalmanati". Ognuno nella vita deve poter provare un'esperienza di svolta e di riscatto e, sicuramente, la vita avrà un sapore diverso. n.b. il libro è da sottolineare una pagina si e l'altra pure!!!!!

nicolone
nicolone

Ogni uomo ha il suo dolore...

Scritta il: 07 novembre 2011

Regista, sceneggiatore, Grand Prix du Jury al festival di Cannes…credevo avesse finito di sorprendermi questo genio napoletano che è Paolo Sorrentino, ed invece…voilà! Facendo arrossire un gran numero di giovani scrittori che ogni anno invano pubblicano racconti e raccontini, inventa uno dei perso ... (continua) Regista, sceneggiatore, Grand Prix du Jury al festival di Cannes…credevo avesse finito di sorprendermi questo genio napoletano che è Paolo Sorrentino, ed invece…voilà! Facendo arrossire un gran numero di giovani scrittori che ogni anno invano pubblicano racconti e raccontini, inventa uno dei personaggi più belli della letteratura contemporanea: Tony Pagoda, personaggio ispirato ad Antonio Pisapia, protagonista di uno dei primi film di Sorrentino, “L’uomo in più”. Tony, cantante neomelodico napoletano, con un passato glorioso alle spalle, cocainomane, seduttore di innumerevoli donne, passa da una piacevole ironia ad una sottile malinconia senza farcene accorgere, trascinandoci, anzi, come un fiume in piena. Sorrentino ha il potere di tenermi incollato al libro per l’intera giornata, dal tempo libero a quello lavorativo. Finito non mi resta che una sola domanda:”Caro Paolo a quando il prossimo?” P.S.: Sconsiglio questo romanzo a chi è abituato durante la lettura a sottolineare le frasi che più colpiscono, in tal caso dovrebbe sottolineare ogni pagina per l’intero libro.

ANTONIO
antsic

ma...

Scritta il: 06 febbraio 2011

Un tracciato di una vita pretesto per commenti sull'esistenza umana. Commenti inorgogliti dal cinismo, ma poveri di inventiva (almeno così dal mio punto di vista). Incroci di avvenimenti già sentiti. Scritto bene, piacevole da leggere, un poco farraginoso in alcune pagine.

MICHELE
michele.ercole

Un po' deludente

Scritta il: 02 dicembre 2010

Mi aspettavo molto di più: la prosa è lenta, difficile da capire, si diventa insofferenti. La sostanza c'è, ed è prodigiosa, ma la forma è insostenibile.

jila
jila

Mondiale! da non perdere

Scritta il: 01 dicembre 2010

Sorrentino artista della parola, oltre che artista del cinema. Mentre il secondo è stato già premiato a Cannes il primo è meno conosciuto e pur pieno di sorprese. Talento della scrittura rapportabile a D.F.Wallace, Irvine Welsh con tanta ironia partenopea in più. Chi sa quanto siano irriverenti, a tratti grotteschi, i personaggi raccontati al cinema da Sorrentino rimarrà ugualmente sorpreso da quelli narrati con la vivacità della sua scrittura. Lettura godibilissima. Scema forse un pò la vis narrativa all'arrivo di Tony Pagoda in Brasile, ma riprende nel finale descrittivo dell'italietta.

FELICE
Felixiann

Sorprendente ed irriverente

Scritta il: 13 novembre 2010

Tra le pagine di questo libro si possono vedere gli scenari e gli attori dei film di Sorrentino, in particolare Toni Servillo, il suo attore di punta. Si pensa a lui quando si legge la vita del protagonista, Tony Pagoda, un cantante anni '50. Attraverso di lui, si legge dell'Italia, dei cambiamenti sociali e culturali che ha vissuto da quel momento fino ai giorni nostri, passando da una ricchezza momentanea all'illusione della ricchezza attuale, dove tutti si asseragliano alle proprie finte sicurezze, credendo che niente sia cambiato e dove la superficialità impera in tutti i settori. Tony Pagoda scrive di se stesso, della sua vita e delle sue convinzioni, in maniera colorita e comica, e il suo linguaggio irriverente cattura, trascina e diverte. Tony scrive anche del suo coraggio di mettersi in discussione e di cambiare totalmente vita, lontano dal successo, dalla vita; del coraggio anche di tornare e confrontarsi con un'Italia diversa, con la quale non si ritrova più. Preferisce vivere con gli scarafaggi dell'Amazzonia piuttosto che con i nuovi "personaggi" dell'Italia contemporanea, consumisti, nevrotici, superficiali. Davvero un libro bellissimo, da leggere assolutamente.

Rita
Riten

Tony Pagoda

Scritta il: 16 ottobre 2010

Lo stile è quasi parlato, a volte veloce, a volte più noioso.Il personaggio di Tony P. oscilla tra grandezza e miseria, tra superficialità e profondità di analisi dei meccanismi in cui lui stesso si infila. Bello il trionfo dell'amicizia e della complicità finale, anche se un pò triste e grottesco. Un libro comunque non male.

valentina
valemari

scarso

Scritta il: 20 settembre 2010

Confuso,grottesco..esagerato...fuori dalla logica

ENRICO
erricane

Scarso

Scritta il: 17 settembre 2010

Da Sorrentino mi sarei aspettato ben altro....a volte esagerato,grottesco....

Erricane24
Erricane24

Non male

Scritta il: 13 settembre 2010

La scrittura ricorda troppo Lanzetta...ma i personaggi sono forti e palpabili, e ad ogni pagina si scoprono il volto e le movenze dell'immenso Toni Servillo.

PAOLO
Rastaman

hanno tutti ragione

Scritta il: 09 settembre 2010

Meglio come regita che scrittore, a mio avviso. Libro leggibile: a tratti esilerante e alla volte noiso. Racconto strampalato di un maestro di vita cocainomane...

Cristiano
cippo74

Che confusione!

Scritta il: 31 agosto 2010

Storia senza nè capo nè coda, accozzaglia di riflessioni senza senso, noioso insomma... da dimenticare!

GIAN MARCO
gmbroggini

Tony Pagoda e il ritratto di un artista senza tempo

Scritta il: 30 agosto 2010

Dopo il grande successo ottenuto al Festival di Cannes nel 2008 con la presentazione del film Il divo, ispirato alla figura di Giulio Andreotti straordinariamente interpretato da Toni Servillo, Paolo Sorrentino torna a far parlare di sé con la pubblicazione del libro: Hanno tutti ragione, grazie al quale ha ottenuto una candidatura al premio Alabarda d’oro 2010. In realtà il protagonista di Hanno tutti ragione, Tony Pagoda, è una vecchia conoscenza del regista e, ormai, romanziere Sorrentino; infatti Tony è stato anche il protagonista di L’uomo in più (lungometraggio presentato al festival di Venezia nel 2001 e vincitore, tra gli altri, del Nastro d’Argento). Tony è un cantante di musica leggera di successo; sprezzante, apparentemente sicuro di sé e cocainomane. È, come affermato dallo stesso autore in occasione della presentazione ufficiale del romanzo, “uno straordinario Caronte” che guida il lettore attraverso innumerevoli mondi, da quelli più infimi a quelli più elevati. Il regista napoletano ripercorre le vicende di Tony che hanno come scenario la Napoli degli anni ’70: una città livida, degradata, senza riscatto; passando per il Brasile, dove il protagonista decide di rifugiarsi al termine di una tournèe e di passarci vent’anni della sua vita, per far poi ritorno in Italia, nella Roma dei giorni nostri, al seguito di un potente uomo politico e tra le mani un sensazionale contratto. È la storia di un cantante all’apice del successo, circondato da tantissime donne, personaggi illustri, maestri e compagni di strada, che si trova, all’età di 44 anni, a fare i conti con l’abbandono da parte della moglie e il declino della fama. Proprio nel momento in cui tutta la sua vita sembra crollare, Tony decide, con una sterzata netta, di sparire completamente e dare un taglio deciso alla vita precedente. Caratteristiche fondamentali del romanzo e per le quali può essere considerato unico nel suo genere sono, certamente, l’asprezza della forma e il linguaggio: ironico, a tratti grottesco e crudo, sferzante e spericolato; che talvolta prende in prestito culture e sottoculture napoletane. Un linguaggio, sotto tutti i punti di vista, sperimentale.

CINZIA
wero1982

bella sorpresa

Scritta il: 30 agosto 2010

Questo libro mi ha incuriosito da subito, dalla prima presentazione in tv, forse per la simpatia dell'autore. E' un quadro colorato dell'Italia del sud a cavallo tra Capri e gli States, Toni Pagoda attraverso le sue avventure fa a tratti sorridere e a tratti riflettere. Meritava il terzo posto al premio Strega, forse anche qualcosina in più!

Sikky
Sikky

con sana invidia

Scritta il: 17 agosto 2010

due cose mi preme dire sul libro: meno male che lo ha scritto, e meno male che l'ho letto.

STEFANO
trigemino

"MERITOCRAZIA ED EDITOCRAZIA"...

Scritta il: 19 luglio 2010

Paolo Sorrentino meritava il premio strega.

FRANCESCA
francesca77

Il pomeriggio della domenica

Scritta il: 29 giugno 2010

Nonostante la fede nelle sfumature dichiarata nella premessa, Paolo Sorrentino, senza mezze misure, analizza impietosamente le tendenze e le aporie dello spirito contemporaneo. Questo compito nel romanzo è affidato al “cantante esistenzialista” Tony Pagoda, uno straordinario personaggio che era già comparso nell’universo filmico di Sorrentino in “L’uomo in più” e che qui è riproposto ulteriormente maturato in versione letteraria. Ripercorrendo la carriera di Tony, dai primi anni settanta ad oggi, si assiste impietosamente all’inesorabile decadenza del nostro Paese. Le piccole città di provincia dell’Italia centrale desolatamente rappresentate in tutto il loro vuoto culturale, il mondo pirotecnico e megalomane della Little Italy newyorkese, la fatiscenza delle favelas brasiliane, la Roma incartapecorita nel finto delirio dei reality odierni, sono spietatamente messi a nudo, fin quasi a fare male. La cocaina, che scorre a fiumi dall’inizio alla fine del romanzo, accompagna inesorabilmente un'umanità smarrita e disillusa verso il Nulla. Tutte le categorie sono abolite, tutto è diventato insopportabile, valgono solo le sfumature per sopravvivere. La narrazione ora comica, ora fantastica, ora tragica è essa stessa schizofrenica come il protagonista. Così, tra comodini vuoti e pomeriggi domenicali inesorabili, tra segretarie 'amanti per sempre' e vigliacchi professori universitari senza umorismo, Sorrentino racconta, con estremo acume psicologico - sorprendente considerata la sua giovane età - l'angoscia incombente della vecchiaia che sopraggiunge. Dissolte tutte le illusioni, persi nel mondo dei binomi ossimori e delle categorie obbliganti, anche gli intellettuali si scoprono senza diritti: il pensiero non è più indispensabile.

Giuseppe
desgi

sospeso

Scritta il: 28 maggio 2010

Le prime tre pagine fanno pensare: questo è "il libro". Poi andando avanti, mi sono persa in alcuni tratti, mentre altri li ho trovati lucidissimi. E' come se il protagonista - personaggio terribile sotto ogni punto di vista, sapesse quel che c'è da fare e come doverlo fare - ma preferisse alla fine farlo in un altro modo? Il Hanno tutti ragione è riferito a questo? E questi 18 anni in Brasile buttati un po’ via e questo ritorno a fare e rifare peggio di prima? Non l'ho capito sino in fondo, e cercavo qualcuno che mi illuminasse. Poi ho guardato su suggerimento di una blogger, la presentazione del libro a la Feltrinelli di Milano, e mi sono trovata d’accordo con Vera Cantarella, a ripensare a quelle parti che mi sono piaciute molto, quei racconti nel racconto: la storia dell’amica di Pagoda, Rita qualche cosa, il rapporto tra lui e la moglie, la figura della contessa Fonseca, del cugino avvocato, e del personaggio, tal Ratto (tra gli scarafaggi non sfigura..) che incontra a Manaus e che continua a dire vorrebbe sposare, che assieme alle dichiarazioni del maestro di canto, sono letteratura alta.Ho quindi capito che la mia chiave di lettura è la stessa che anche gli altri (più autorevoli di me) danno del libro. Resto però a questo punto del parere che ci siano pagine felicissime, e una narrazione conclusiva un po’ sospesa. Sul fatto della volgarità, come scrive un'altra lettrice non sono d'accordo: Pagoda credo non potrebbe parlare in altro modo, e certe storie vanno raccontate con toni forti.

ziacassie
ziacassie

Peccato!

Scritta il: 09 aprile 2010

Avevo visto il film,da cui, credo, sia stato ricavato il libro (o forse ne era la sceneggiatura?)ed avevo apprezzato enormemente il tratto secco, scarno e diperato del racconto, egregiamente rappresentato dagli attori. Mi aspettavo,dunque, la stessa efficacia e potenza narrativa, ma il sistematico di un linguaggio brutalmente sconcio, con cui Sporrentinop tratteggia, in ogni singola pagina ed occasione, la vita e la disperazione di Pagoda mi ha impedito (dopo un centinaio di pagine) di andare avanti. Peccato! Si può rappresentare l'abisso dell'anima e la solitudine anche senza indulgeree e crogiolarsi nella volgarità, accettabile se estrema, ma insopportabile se gratuita. Paola

PAOLA
Simone1!


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