
L'aleph
di Jorge Luis Borges
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- Listino€ 7,00EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economicaData uscita13/10/2008
- Pagine184LinguaItalianoEAN9788807803345
Sinossi
Raccolta di racconti sui grandi temi della vita.
Recensioni
L'uomo di fronte a se stesso
Scritto da penel0pe il 10 dicembre 2010
"Qualunque destino,per lungo e complicato che sia,consta in realtà d'un solo momento:il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è." Borges è un visionario ed un maestro:prende le vite degli uomini e ne illumina un istante,portandolo sul palcoscenico che la sua fantasia ha creato.Il suo tono fatalistico e un pò oscuro ci apre mondi sconosciuti e inquietanti portandoci a riflettere su ciò che si cela dietro l'apparente linearità del mondo.Un libro da leggere, che attraverso una serie di racconti, tocca in modo del tutto originale i temi universali che accompagnano l'esistenza di ogni uomo:il dolore,il destino,la morte,la pazzia,il tempo e l'eternità.
Ricorsivo
Scritto da Lemuel il 11 settembre 2010
17 racconti che parlano di morte, immortalità, labirinti, specchi, infinito; e che a loro volta sono labirinti, specchi, infiniti e cosi via, in una definizione ricorsiva che pare l'unica possibile per questo libro. Definirlo "raccolta" sarebbe riduttivo, non è una raccolta di racconti così come i grandi dischi non sono raccolte di canzoni. Ha un inizio, una fine ed i vari racconti formano un percorso non semplice, ma comunque definito. Oltre alla natura labirintica del lavoro, spicca la scrittura di Borges, che alla fine ti fa sentire "ancora, seppur parzialmente", un lettore.
Capolavoro
Scritto da francesco.pelliccio il 07 agosto 2010
Raccolta di racconti brevi (o brevissimi) meno nota de "Finzioni", l'Aleph non ha nulla da invidiare all'opera principale di Borges. Simili tematicamente i racconti risultano essere talora addirittura più maturi e vari per quanto vertano sulle tematiche basilari di Borges: l'eternità, l'infinito, l'assoluto, la morte, l'arte, il coraggio e la viltà. Con una scrittura per lo più paratattica, ma capace di raggiungere profondità assolute, Borges passa, senza curarsi troppo della veridicità, dalla Grecia antica, alla Germania, al Sud America, in giro nel tempo e nello spazio, in una realtà di simboli e di cose "poche ma eterne", come nell'immensità della Pampa, in racconti che sanno affascinare. In un continuo gioco di specchi e di rimandi, si scopre l'identità di un barbaro e di un'inglese fatta prigioniera dagli indios, si affronta con rapidi squarci l'infinito, si prova ad immaginare l'identità di Omero e di Averroè. Sublime.






