indimenticabile
Scritta il: 05 gennaio 2012
letto tantissimi anni fa ... lo ricordi con affetto ... è un must della lettura ... ognuno almeno una volta deve leggerlo !!!
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NovecentoLibri
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La storia del pianista, mai sceso dalla nave dov'era nato, che si esibiva tutte le sere sul piroscafo che portava gli emigranti in America.
Scritta il: 05 gennaio 2012
letto tantissimi anni fa ... lo ricordi con affetto ... è un must della lettura ... ognuno almeno una volta deve leggerlo !!!
Scritta il: 29 dicembre 2011
Un libro breve ma appassionante fino alla fine! Si legge tutto in poche ore senza la voglia di fermarti! L'unico libro più corto del film.. ma emozionante come nessun'altro!
Scritta il: 29 dicembre 2011
60 pagine in un fiato! La storia di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento è commovente, spettacolare, intrisa di poesia e narrata con uno stile essenziale. Il primo testo teatrale di A.Baricco è davvero un capolavoro.
Scritta il: 28 dicembre 2011
Per chi ama Baricco questo libro è assolutamente da leggere. Per chi non ama Baricco questo libro è da leggere in qualsiasi caso. Si presta perfettamente per un regalo da fare ad una persona a cui si vuole "donare" una bellissima storia. Anche se scritto in prosa lo definirei comunque "Poesia" per la bravura dello scrittore e per l'armonia con cui si susseguono le frasi.E' una storia che appartiene quasi ad un'altra dimensione, una storia che fa commuovere e che fa guardare il mondo da un altro punto di vista. Eccezionale. Davvero. Standing ovation per Baricco.
Scritta il: 26 dicembre 2011
Ho letto per la prima volta questo libro a scuola, involontariamente, senza essere io a sceglierlo. Ringrazierò sempre la mia professoressa per averlo scelto per me. Ho conosciuto al meglio la scrittura di Baricco, che ritengo affascinante e poetica personalmente. Amo le sue pause, le sue frasi come spezzate. E adoro Novecento perchè racchiude in cosi poche pagine l'emozione di fronte alla vita e la paura di fronte alle scelte che essa impone. Devo aver perso il conto delle volte in cui sono andata a riprendere e rileggere il monologo finale. Non posso che consigliarvi di leggerlo! Leggetelo assolutamente. Non può che darvi un qualcosa in più, rubandovi al contrario davvero poco tempo. Perciò lasciate che Danny Boodman T.D. Lemon Novecento vi racconti il mondo visto dalla scaletta di una nave dalla quale non è mai sceso.
Scritta il: 09 dicembre 2011
Baricco dimostra una maestria unica nel romanzare una trama densa e ricca di eventi. Lo scrittore si esprime davvero in modo molto originale ed il libro, infatti, prende la forma di un quadro, un disegno ben fatto, con la mano che muove il pennello piena di amore per le cose che tratteggia e la gioia negli occhi nel vederle davvero ben fatte sulla tela. La storia si svolge dentro ai doni che la natura ha fatto all'uomo, siano essi materiali, quale il mare, oppure spirituali, quali il talento; tra chi non potrebbe vivere su un mondo fermo ( ma continuamente in movimento ) ed il sentimento di chi ha in tasca una storia da raccontare, con il potere di far drizzare le orecchie a tutti quelli che hanno ancora la voglia di stare a sentire.
Scritta il: 09 dicembre 2011
Queto libro racconta di un bambino,trovato su una nave; crescendo sviluppa una particolare passione per la musica, fino a diventare la sua professione. E' curioso il fatto che non è mai sceso dalla nave.
Scritta il: 05 dicembre 2011
Lo si legge tutto d'un fiato ma ti resta dentro. Una storia raccontata splendidamente da Alessandro Baricco, capace di trasportarti su quella nave, con la musica di Novecento, a ballare con l'oceano seduti al pianoforte. Un libro che tutti dovrebbero leggere.
Scritta il: 02 dicembre 2011
Sessanta pagine che si leggono tutte d'un fiato, ma che cerchi di centellinare quando ti rendi conto che stanno per finire. Perchè non vuoi staccarti da questo libro, perchè ti coinvolge, perchè Baricco ti incanta e ti incantena con il suo monologo e non vorresti lasciare quella nave. Un monologo breve ma infinito. Infinito perché in fondo è come se Novecento stesse ancora suonando sui suoi 88 tasti, per quel mondo che a scaglioni passava per quella nave, quel mondo che in silenzio ha spiato per tutta la vita "rubandogli l'anima".
Scritta il: 25 novembre 2011
Il libro è cortissimo, ma capace di farti passare un piacevole pomeriggio, galleggiando sul misterioso Oceano. mmm...magari capace anche di farti venire un po' più di voglia di suonare il pianoforte...cosa di cui io ho molto bisogno! xD
Scritta il: 25 novembre 2011
E' un libro piccolo, ma riesce a farti provare emozioni grandissime! ...e seguendo una meravigliosa voce narrante vivi anche tu quelle bellissime palpitazioni di cui ci racconta, emozioni a volte ingenue, o inaspettate, e per questo ancora più disarmanti e immense!
Scritta il: 24 novembre 2011
Baricco ha scritto un capolavoro. Si legge in mezz'ora e resta per sempre. Esplica con semplicità, una storia articolata, con un personaggio davvero singolare, dal nome intrigante: Novecento. Un artista, un uomo originale, legato apochi valori.Disegna un uomo immortale. Bellissimo. All'inizio lascia un po' spiazzati, ma ripensandoci, appare un sorriso sulla faccia.
Scritta il: 15 novembre 2011
E' un monologo breve ma infinito. Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento è il protagonista di questa storia, è stato abbandonato pochi giorni dopo la nascita sul pianoforte della sala da ballo di prima classe sul piroscafo Virginian. Fu trovato da un marinaio di colore che si chiamava Danny Boodmann. Un mattino tutti erano scesi a Boston e il marinaio trovò il neonato in una scatola di cartone, sulla quale c'era disegnato un limone accompagnato da una scritta stampata con inchiostro blu: T.D. Limoni. Danny prese in braccio il bambino ed esclamò: "Hello Lemon!" In quel momento sentì dentro di lui una strana sensazione: era diventato padre. Per tutta la vita l'uomo continuò a sostenere che quel T.D. significava Thanks Danny. Grazie Danny. Tutto ciò era ovviamente assurdo. Il marinaio morì otto anni dopo, lasciando orfano per la seconda volta il bambino. Nessuno al mondo conosceva quel bambino, solo l'equipaggio della nave possedeva questo privilegio. Era un continuo viaggio tra Europa e America, con persone qualsiasi. L'oceano era la sua casa, ci furono vari tentativi da parte del comandante per spedirlo in orfanotrofio, ma ebbe la meglio il bambino, grazie ad un nascondiglio durato 24 giorni. Una notte lo sentirono suonare e da allora estasiati da quel suono, da quel pianista straordinario dalle doti strabilianti, con la meravigliosa capacità di lasciare tutti senza fiato, decisero di fargli iniziare una lunga carriera, era diventata la melodia che danzava leggiadra e volteggiava tra le onde di quel mare immenso, tra occhi indiscreti, incuriositi e sorpresi da tanto splendore e tanta bellezza. Solo una volta dopo 32 anni decise di scendere da quel piroscafo ma tornò subito indietro, cambiando idea all'istante. Dopo la seconda guerra mondiale il piroscafo era ridotto a pezzi e per questo fu deciso di affondarlo riempiendolo di dinamite. Novecento decise di saltare in aria insieme alla sua casa, alla nave. Una storia infinita perché in fondo è come se fosse ancora lì, a suonare su quei tasti, come se fosse la prima volta, circondato da gente sconosciuta, ma stavolta però non vi è nessuno spettacolo, ma solo un applauso malinconico che piove dal cielo e ci delizia con la sua melodia silenziosa.
Scritta il: 15 novembre 2011
Novecento è la storia del “più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano”. Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, nato e cresciuto sul Virginian, piroscafo che trasporta passeggeri, carichi di speranze e storie da raccontare, da e per l’America. Un lavoro che lo stesso Baricco ha difficoltà a collocare, a metà tra un romanzo e un’opera teatrale, una “bella storia che vale la pena di raccontare” narrata dal suonatore di tromba amico di Novecento. Un pianista che impara a conoscere il mondo, i suoi sapori, i profumi e i colori, attraverso gli occhi dei passeggeri, perché dalla nave non è mai sceso. Ne emerge una visione completamente capovolta dell’atteggiamento umano nei confronti del mare e della terra. Generalmente, guardando il mare, l’uomo si sente infinitamente piccolo ed insignificante rispetto a quell’estesa e, apparentemente senza limiti, massa d’acqua, mentre si sente sicuro e protetto tra le strade di una città, con i piedi ben saldi a terra. Novecento stravolge questo punto di vista, temendo la terra ferma, una terra con troppe strade, troppe case, troppe terre e donne tra le quali è difficile scegliere, e preferendo il “mondo limitato” della nave sulla quale ha vissuto per 32 anni. E alla fine dirà : “La Terra, quella è una nave troppo grande per me. E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare.”
Scritta il: 17 agosto 2011
è in poche parole...FANTASTICO!IL GRANDE BARICCO HA SUPERATO SE STESSO!!!!
Scritta il: 28 dicembre 2010
Ottima la storia e parecchi pensieri nascosti dietro i dialoghi, mentre è nociva la forma in monologo e le battute scarne e da scaricatore di porto, sebbene qui si adattino all'ambientazione. Molti punti andrebbero approfonditi (come avviene, difatti, nel film che vi è stato tratto); pur tuttavia la storia di un pianista che ha passato tutta la sua vita su una nave funziona e a leggerla si impiega pochissimo tempo. Alle volte, dopo aver sfogliato "Novecento", è possibile rintracciare anche nel quotidiano una sensazione di smarrimento di fronte ad infinite possibilità. Ma non è il restare ancorati alla propria nave che permette di risolvere il problema della strada da prendere, ma anzi, ci si dovrebbe lasciare punzecchiare dalle persone che la vita pone davanti e seguirle, si tratti anche di un normale suonatore di tromba con il quale si ha però fatto conoscenza.
Scritta il: 20 dicembre 2010
L'opera di Baricco, rivista anche in versione teatrale e cinematografica, appare come una storia a metà strada tra il reale e il fantastico, incentrata su un protagonista la cui terra è fatta di ferro, sicura, immutabile e che sfida con il suo pianoforte la perfezione. L'armonia delle note si sparge silenziosa nel libro, fra la confusione della nave e la mente di Novecento. Ogni luogo è segnato dai molti interrogativi che costringono il pianista sulla nave; le sue paure, quasi ancestrali, lo fanno apparire "inumano", come un individuo che agisce al di fuori di qualunque schema logico comune, dove le sue certezze e i suoi scopi sembrano mischiati: non amore ma musica, non desiderio ma sicurezza, non paura ma normale quotidianità.
Scritta il: 08 dicembre 2010
Un monologo breve ed intenso. Si legge tutto d'un fiato la storia di questo ragazzo dal nome strano che riesce a costruirsi tutto il suo mondo su una nave. Consiglio a tutti di leggerlo e di appassionarsi ai racconti di Baricco che non deludono mai.
Scritta il: 07 dicembre 2010
E' il primo libro di Baricco che leggo; è stupendo!
Scritta il: 15 novembre 2010
Generalmente la tradizione critica letteraria divide i personaggi o eroi di un'opera letteraria in "flat" (se questi sono costruiti su una singola idea)o "rounded" (se, invece, sono soggetti a cambiamenti o crescita interiore). In questo caso letterario, Novecento non è il calssico eroe ma, per essere il protagonista principale, ha anche un elevato spessore psicologico sia perchè in preda ad una crisi esistenziale, sia perchè mosso da una grande passione (la musica), da sentimenti puri e, infine, da un'immensa elevatezza d'animo. Nel monologo non vi è una descrizione particolareggiata dei personaggi o della voce narrante che racconta la storia: Baricco non dice nulla della loro storia personale o del loro passato e lascia che il lettore fantastichi su questi, lasciandosi trasportare dalla diverse musiche che fuoriescono dallo scorrere delle pagine. Se da un lato il monologo rispetta i codici di fruizione e le regole di finzione di un prodotto artistico (cioè una storia da raccontare attraverso dei luoghi e dei personaggi che agiscono in una trama di eventi legati da un principio di causa-effetto), dall'altro lo scrittore prosegue il suo racconto con una struttura "aperta" che denota la volontà di spiegare la storia, ma un finale "chiuso" perchè il protagonista muore e non lascia che nessun altro raccolga e continui la sua eredità musicale. Il monologo, in sostanza, non sovraesplicita: lascia al lettore libere interpretazioni e intuizioni, permettendo che questi senta la sofferenza di Novecento.
Scritta il: 14 novembre 2010
Uno dei migliori libri che io abbia mai letto. Meraviglioso, coinvolgente, spiritoso.. Baricco questa volta si è superato. DA LEGGERE!
Scritta il: 11 novembre 2010
un libro molto coinvolgente, che nella sua breve trama, racchiude un infinità di pensieri. Assolutamente da leggere!
Scritta il: 09 novembre 2010
Storia breve ma intensa di una semplicità geniale.
Scritta il: 10 ottobre 2010
il piu' bel monologo che io abbia mai letto...
Scritta il: 05 ottobre 2010
Un piccolo gioiello d'eleganza narrativa.
Scritta il: 15 settembre 2010
Libro troppo breve per un riassunto. Mi limito a dire che questo monologo teatrale è bello, ben scritto e molto piacevole da leggere. Profondo ma anche divertente. Forse nella sua brevità è un libro che si tende a dimenticare, ti ricordi che era bello ma il perchè ti sfugge. Bastano comunque pochi minuti per rileggerlo e rinfrescare la memoria!
Scritta il: 05 settembre 2010
Poche pagine che lasciano il segno. Poche righe dopo le quali il lettore non può più essere lo stesso.
Scritta il: 31 agosto 2010
Breve ma intenso. Il libro, scritto sotto forma di testo teatrale, è un concentrato di emozioni ed è un testo da leggere assolutamente.
Scritta il: 26 agosto 2010
Una storia incantevole, raccontata in modo altrettanto incantevole! Per apprezzarlo appieno bisogna tenere presente che non è un romanzo, ma un monologo teatrale. Da leggere (e rileggere...!) tutto d'un fiato!
Scritta il: 05 agosto 2010
Vinte le reticenze iniziali sui best seller, sugli autori di successo, sui casi letterari, mi sono decisa a leggere questo monologo. Ciò che di più mi ha colpito non è il plot (tra l'altro la trama, in un monologo, quanto volete possa essere ricca?!) quanto lo stile narrativo, personalissimo dell'autore, e l'idea del testo pensato per il teatro. Durante la lettura quindi, c'era una continua immaginazione del palcoscenico, dell'attore, della voce recitante. Molto icastico. Lo consiglio.
Scritta il: 06 luglio 2010
Splendido, leggero, racconta con semplicità e purezza una vita. "Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro. Per favore/"
Scritta il: 19 ottobre 2009
ho letto questo piccolo grande libro l'anno scorso e praticamente subito sono annegata tra le sue parole...sembrava si essere su quel piroscafo, sul Virginian, sentire le onde e poi lui, Novecento, con il suo pianoforte...è un monologo stupendo , ricco di emozioni! impossibile non commueversi perxhè ti tocca dentro, nel profondo...bello! *-*
Scritta il: 18 ottobre 2009
Fantastico.....un libro che adoro in ogni sua sillaba........
Scritta il: 14 settembre 2009
Una favola delicatamente fuori dal normale... "Il mondo lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima. In questo era un genio, niente da dire. Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia... Tutta scritta, addosso."
Scritta il: 20 aprile 2009
Straordinario come l'arte promani dalle mani di chi una tastiera la sa accarezzare. Straordinario come la vita possa essere impressa in una nota e da essa essere descritta. Straordinario come qualcuno possa leggerti dentro e restituirti un' immagine di te che neanche tu avresti mai immaginato. Certo, a volte credi che uno ti possa dare tutto, sentendo la sua musica, ma lontano dalla tastiera non sa darti niente...tuttavia spero davvero ci sia qualcuno come Novecento. Il mondo sarebbe un posto migliore.
Scritta il: 12 gennaio 2009
Molti libri mi hanno commosso, ma questo è l'unico in cui ho dovuto interrompere la lettura, che pensavo come fosse un monologo, perchè la voce (in mente) si è bloccata in gola. La vita attraverso gli occhi degli altri, la paura della moltitudine, l'amicizia. Splendido.
Scritta il: 28 ottobre 2008
Non so gli altri, ma io leggo i libri di Baricco, di cui questo è uno splendido esempio, perché mi piacciono veramente e non perché sono "alla moda". Tuttavia, è normale che ci siano alcuni lettori cui questo autore non piace: ci mancherebbe altro. È sbagliato, però, generalizzare i propri gusti, sia in un senso che nell'altro: siccome a te non piace Baricco non vuol dire che gli altri lo trovino bello solo perché è "alla moda".
Scritta il: 21 maggio 2008
Il "Virginian" era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul "Virginian" si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. In forma di monologo, il primo testo teatrale di Alessandro Baricco.
Scritta il: 29 aprile 2008
lo trovo un bel libro,il fascino del misterioso protagonista,i suoni,le descrizioni....a me ha lasciato un senso di spensieratezza e serenità
Scritta il: 12 aprile 2008
Minimale ma bello, soprattutto se mentalmente lo si accosta al film "La leggenda del pianista sull'oceano" tratto dal presente testo.
Scritta il: 28 gennaio 2008
ancora non riesco a comprendere il successo di baricco. un romanzo senza senso, che pretende di raccontare una storia (poteva essere bellissima...) in modo 'altrenativo', come fosse una serie di quadri in successione. in realtà è solo un libro senza testa nè coda, che lascia delusi. So di andare controcorrente, ma a mio avviso Baricco è il classico autore 'di moda' e 'alla moda'...spesso e volentieri letto in bella mostra al parco, in treno o in luoghi pubblici per attaccare bottone con una ragazza.
Scritta il: 25 dicembre 2007
Ho visto prima il film di Tornatore, e donare un volto diverso da quegli attori ai protagonisti di questo acquerello di emozioni è impossibile, almeno per me. Il film mi aveva colpito moltissimo e rispecchia bene il minimalismo di questo testo scritto per un attore.