Skin ADV

Spedizione GRATIS con €19 di spesa o con ritiro nei NEGOZI (Contrassegno escluso)

Sostiene Pereira

Una testimonianza

di Antonio Tabucchi

Prezzo online:

€ 6,37

€ 7,50 -15%

Subito disponibile

Aggiungi

Sinossi

Un mite giornalista si trova coinvolto nella lotta antifascista nella calda Lisbona del 1938

Altre informazioni

Scelti per voi dai nostri librai

laFeltrinelli Village - Marcon

Scritto da Stefania il 25 marzo 2012

Finalmente un personaggio vero, non un eroe bello e dannato, ma un uomo comune tormentato dalle sofferenze e da una vita priva di scopo e aspettative. Un personaggio del genere passa inosservato o, al massimo, genera compassione. E'uno di quei pochi libri che riesce a dire qualcosa di importante in modo semplice, senza ghirigori ed esercizi di stile che rendono il libro pesante e deludente.

Leggi tutte le recensioni

Recensioni

Rinascita della coscienza civile

Scritto da enricocaramuscio il 14 maggio 2012

Lisbona, estate 1938. Non c’è solo il caldo ad opprimere la capitale portoghese, a soffocare tutta la nazione e gran parte del continente. E’ un periodo di forte deriva verso destra e nel paese lusitano siamo agli albori del regime di Salazar; l’aria diventa ogni giorno più pesante a causa dell’opera della polizia politica, della propaganda nazionalista, della censura, della disinformazione e della repressione nei confronti di chi non si dimostra ben allineato all’ideologia dominante. Ma il dottor Pereira, responsabile della pagina culturale del Lisboa, un giornale del pomeriggio di Lisbona, sembra non accorgersi di ciò che succede nel suo paese e in tutta l’Europa, perso nel suo mondo fatto di letteratura, limonate, ricordi dei bei tempi andati e dialoghi con il ritratto della moglie morta da diversi anni. Solo dopo aver conosciuto il giovane Monteiro Rossi e la sua ragazza Marta, una coppia attivissima nella lotta antifascista, il giornalista comincerà a guardarsi intorno, ad informarsi e a rendersi conto di ciò che sta succedendo. Il decisivo contributo alla rinascita della sua coscienza civile arriverà poi dalla bella amicizia che Pereira stringerà con il suo medico, il dottor Cardoso, che lo affascinerà con la sua teoria sulla confederazione delle anime e lo spingerà a seguire il suo nuovo “Io egemone”. Tutto ciò lo porterà a compiere un importante e coraggioso gesto a favore della democrazia. Un ritratto storico e politico straordinario quello che ci regala Tabucchi, che inquadra perfettamente la situazione europea nel periodo delle grandi dittature. Al lettore sembra quasi di sentire incombere su di se il peso del regime, e questo peso sembra aumentare sempre più man mano che si procede nella lettura. Pur non raccontando fatti eclatanti e nonostante il ritmo non altissimo l’autore è molto bravo nel tenere alta la tensione e vivo l’interesse. Lo stile è impeccabile, pacato ed elegante, bellissimi i dialoghi, superlativa la figura del protagonista. Rilevante infine il messaggio civile e umano che il grande scrittore lancia agli uomini: quello di tenere sempre alta la guardia contro ogni tipo di oppressione e di non restare mai passivi davanti a chi cerca di soffocare la libertà.

VOTA QUESTA RECENSIONE (4 voti) - (0 voti)

Sostiene Pereira

Scritto da martincita il 18 novembre 2007

un libro davvero speciale... quello che conta è la formazione di una propria coscienza critica! Lo rileggerei mille volte!

VOTA QUESTA RECENSIONE (3 voti) - (0 voti)

Sostiene Pereira..

Scritto da Askatasuna12 il 25 dicembre 2011

“Sostiene Pereira” è un piccolo romanzo di Tabucchi ambientato nella calda Lisbona del 1938. Parla di un uomo colto e fortemente abitudinario, completamente immerso nei ricordi del suo passato. Un giorno qualunque, però, conosce Monteiro Rossi, un giovane bizzarro e misterioso che cambierà totalmente la sua monotona vita mostrandogli la realtà del Portogallo sotto regime, violento e autoritario, mascherato dall’indifferenza e dall’omertà di chi non vuole reagire. Questo romanzo trasmette un messaggio fondamentale: anche nei momenti più rischiosi della vita, quando la paura è tanta e ci si sente soli, circondati da una marea di gente pronta a denunciare ogni nostro passo falso, dobbiamo sempre batterci per difendere la libertà, a costo di rischiare la morte!

VOTA QUESTA RECENSIONE (1 voti) - (0 voti)

Sostiene un lettore

Scritto da severaldionisio il 31 dicembre 2012

Un libro leggero nonostante l'ambientazione, chiaro e di facile lettura. Da qui si capisce subito che è rivolto a tutti ed ad un pubblico più possibilmente ampio. Un uomo le cui insolite azioni cominceranno ad essere rivelatea fin dalle prime pagine e dove invece i tratti del suo io verranno scoperti a poco a poco nel corso della lettura assieme al protagonista stesso, fino ad un epilogo ricco di tensione ed emozionante.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Nel nome della libertà

Scritto da mariactringali il 04 gennaio 2012

Il racconto comincia lentamente. Sulla scena c'è un uomo di mezza età, un giornalista di cronaca, rifugiatosi chissà quando nella direzione della pagina culturale di una testata cittadina. Depone, Pereira. E siamo come in penombra. Dinanzi a lui, un'autorità indefinita che lo scrittore lascia solo intravedere. Sullo sfondo c'è la Lisbona della dittatura, una città cupa e tetra nella quale si infiltrano soffocanti silenzi che da subito fanno presagire rovina. C'è però anche dell'altro. C'è come un movimento che agita il romanzo: le fragilità, le debolezze e l'umanità di un uomo qualunque, cedono il passo a un nuovo vigore; si trasforma sotto agli occhi del lettore, l'uomo pingue e rassegnato. Pereira smette di lasciarsi vivere, pagina dopo pagina, scosso da un bisogno di libertà sempre più forte. Così si racconta al mondo. E lo fa raccontandosi alla moglie, in un ritratto posto da anni sulla libreria dell'ingresso che Pereira non dimenticherà di infilare in valigia il giorno della scelta più ardita.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Le "ragioni del cuore" hanno sempre la meglio

Scritto da Monnet88 il 04 gennaio 2012

E' stato piacevolissimo seguire il ritmo travolgente della prosa di Tabucchi e accompagnare Pereira, tra una limonata e un'omelette, nella sua esperienza. E soprattutto nella sua maturazione da spettatore e sostenitore del disimpegno politico a tutti costi a partecipatore inconsapevole e passivo, fino a divenire a tutti gli effetti attore cosciente della Storia.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Ribellione o obbedienza?

Scritto da gianluca.pinzarrone il 05 dicembre 2011

Scritto sotto forma di un lungo verbale,il capolavoro di Tabucchi si svolge nell'afosa Lisbona ormai Salazarista,in cui i giornali e riviste sono tenute sotto controllo dagli organi di censura. Il nostro protagonista,direttore della rubrica letteraria Lisboa è l'espressione più diretta dell'uomo comune:rassegnato,non vuole guai,simile a quel don Abbondio che piega sommessamente la testa davanti ai potenti. Alla sua condizione si contrappone la figura di Monteiro Rossi,giovane ribelle oppositore del regime,le cui vicende si intrecceranno con quelle del nostro Pereira.Ed è grazie a quest'incontro che il valore più prezioso sarà indiscutibilmente ritenuto quello della Libertà... Il lettore si troverà continuamente nella condizione di schierarsi da una o dall'altra parte:obbedire e vivere tranquillamente come Pereira o ribellarsi e vivere clandestinamente come Rossi.Questo ci obbliga ovviamente ad un'attenta analisi del nostro animo.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Lisbona fantastica

Scritto da STE.K il 19 novembre 2010

Linguaggio piuttosto insolito ma tuttavia molto bello. Ambientato a Lisbona durante gli anni della dittatura di Salazar, questo breve romanzo insegna molte cose. Insegna a lottare per i valori in cui si crede senza nascondersi, insegna a credere che ciascuno nel suo piccolo può fare molto e soprattutto insegna ad essere vitali, coraggiosi e ad essere 'dentro' le rivoluzioni e non limitarsi a stare in disparte a guardare lasciando che tutto ci scorra accanto. Pereira si sveglia, si scuote e combatte contro la censura, lotta per il diritto ad esprimersi e a ribellarsi contro gli oppressori.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Quando la letteratura è impegno

Scritto da Ciuccola il 12 novembre 2010

Meraviglioso questo piccolo gioiello di Tabucchi, che parla alla coscienza civica di ognuno e, attraverso la storia di un giornalista non direttamente impegnato in politica, ci fa capire come la realtà politica in cui viviamo non può mai lasciarci indifferenti, se siamo veri uomini. Il senso di una vita non è nell'isolamento nel proprio nido, ma nel coraggio di prendere una posizione. Sempre.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Necessarie rivoluzioni

Scritto da AmaranthineMess il 09 novembre 2010

Pereira è proprio un uomo come gli altri. O almeno dà questa impressione. Sembra un uomo banale, con una vita alla spalle e più nulla davanti a sè, quasi un ignavo. Ma la storia (sua pesonale e del suo Paese) lo portarà a cambiare. Bellissimo libro ambientato in un Portogallo ancora vessato dalla dittatura ma che si prepara a reagire. E in mezzo a questo brulicare sotterraneo di giovani rivoluzionari si inserisce anche il buon vecchio Pereira, che abbandona la sua veste di suddito senza giudizio e abbraccia il ruolo di "collaboratore" alla causa della libertà.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Siamo tutti un po' Pereira

Scritto da federicafanasca il 29 agosto 2010

In fondo, tutti siamo un po' Pereira. Tutti vorremmo che la nostra vita scorresse docile come un lungo fiume. Tutti odiamo quando ci viene sconquassata. E tutti, tutti, alla fine, ci arrendiamo di fronte al nostro destino. Soprattutto se il nostro destino è fare quella dannata cosa giusta. Per amore nostro, della patria, dei nostri amici.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Il conflitto di Pereira (segue..)

Scritto da manuelcarrinx il 20 agosto 2010

Pereira è un uomo solo, vedovo e schivo, al quale non rimane altro per cui vivere se non il ricordo di sua moglie e la passione per la letteratura. Incontrera un giovane di nome Monteiro Rossi, un passionario rivoluzionario, al quale suo malgrado si affezionerà. L'omicidio di quest'ultimo, avvenuto per mano della polizia politica Portoghese (siamo nel regime Salazarista); aprirà una breccia tale nel cuore di Perira che questi ne farà un articolo giornalistico a rischio della propria incolumità. Il conflitto di Perira si risolve con una presa di posizione a favore della libertà di opinione e di pensiero e contro il regime.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Recensione completa

Scritto da Semaleo il 05 giugno 2010

Corre l’anno 1938 e gran parte dell’Europa sta subendo la deleteria corrente del fascismo, una guerra è alle porte. Lisbona, apparentemente lontana da tutto ciò continua a vivere come sempre. Pereira è ormai un anziano giornalista che dirige la pagina culturale del giornale Lisboa, e sembra ignaro del clima che lentamente sta avvolgendo il luogo in cui vive; trascorre le sue giornate da solo nel suo studio traducendo testi francesi e pubblicando nel giornale articoli letterari di pacata natura finché non viene attratto da un saggio sulla morte di un certo Monteiro Rossi e decide di contattarlo. Monteiro Rossi è un giovane di origine italiana appena laureatosi che per guadagnarsi da vivere canta occasionalmente canzoni napoletane in un locale, è fidanzato con Laura, una giovane ragazza che lo sta pericolosamente influenzando. Pereira decide di assumere Monteiro affinché questi scriva dei necrologi su autori ancora vivi ma che, <<potrebbero scomparire da un momento all’altro>> e Rossi tra l’altro accetta subito l’incarico anche se non sa chi sia un tal “Rapagnetta” per cui dovrebbe iniziare a scrivere il necrologio. L’articolo che a breve sarà scritto verrà letto da Monteiro Rossi nello studio di Pereira con emozione, D’annunzio verrà definito <<fanfarone e guerrafondaio>> e Pereira si troverà in imbarazzo poiché sperava in tutt’altro che in una verità annunciata con così tanta sincerità, ma Pereira è un uomo buono e comprende <<le ragioni del cuore>> ed offre un’altra possibilità al giovane Monteiro che, peraltro, chiede un anticipo a Pereira. Pereira nel frattempo svolge la sua solita vita come recarsi al Cafè Orquidea e consumare la omelette alle erbe ed una limonata molto zuccherata intrattenendosi a discutere con il cameriere Manuel che cerca di aprirgli gli occhi sulla situazione attuale: Pereira è un uomo conosciuto, la gente, forse, si aspetta da lui qualcosa per la quale ha minori possibilità di riuscita. Pereira parte in treno per Coimbra e le sue terme e conosce una donna ebrea con la quale intavola conversazione: la donna è in attesa del visto per l’America come, dice ella, lo fu <<Thomas Mann>> poiché non vede speranze per sé stessa nel caso restasse a Lisbona. Pereira rimane colpito da quest’ultimo incontro e rinuncia alle terme e tornando presto a Lisbona dove la sua portiera lo controlla come un segugio appuntandosi ogni sua azione e propinando come scusa di tanta invasività la sua unione coniugale con un poliziotto. La portiera è sempre più insospettita poiché il postino porta delle buste non firmate e Pereira, del resto, non può farci niente. Le buste contengono gli articoli di Monteiro Rossi che si ispira a personaggi di spicco come Majakovskij che potrebbero attirare l’attenzione su Pereira in modo pericoloso, ne segue il consiglio di Pereira a Monteiro di scrivere ancora, ma su personaggi più “calmi”. Al suo ritorno a Lisbona Pereira si reca, come al solito, al Cafè Orquidea dove il cameriere Manuel gli racconta di come una macelleria ebraica sia stata assaltata ed imbrattata di oscenità e Pereira allora ripensa alla donna ebrea incontrata sul treno sperando che sia riuscita a mettersi in salvo. Più tardi riceve la visita di Monteiro Rossi a casa propria che lo informa di essere nei guai; con sé ha portato il cugino, un repubblicano venuto a Lisbona dalla Spagna per reclutare giovani che lo seguano, Rossi chiede l’aiuto di Pereira affinché il cugino trovi un luogo in cui nascondersi, Pereira allora si chiude nella camera da letto e discute con la foto della moglie morta sulla faccenda, soliloquio che lo porta infine a suggerire al cugino di Monteiro una pensioncina sicura. Pochi giorni dopo parte per la clinica dove intende passare qualche giorno per riposare, in compagnia del suo cardiologo, un giovane medico di nome Cardoso. Quest’ultimo discute tutto il giorno con Pereira sottoponendolo a un vero e proprio interrogatorio che spazia dalle domande più scontate a quelle più intime. L’incontro con il medico è molto interessante, a volte divertente per la sua genuina simpatia ed a volte filosofico tale incontro plasma in Pereira un ulteriore desiderio di fare qualcosa per il suo paese e quando Pereira tornerà a Lisbona sarà ringiovanito e molto più in forma rispetto a prima. La portiera gli consegna una busta bizzarramente impostata, Pereira riceve subito dopo una telefonata in cui gli viene chiesto di recarsi quella sera al Cafè Orquidea. Qui incontra il cameriere Manuel che lo aggiorna sulle novità poi, se ne va senza che nessuno si sia fatto vivo. Sul tram però incontra Marta, la ragazza di Monteiro, e stenta a riconoscerla poiché ha cambiato il proprio aspetto ed anche il proprio nome: era stata lei a chiedergli l’appuntamento al Cafè, e sul tram gli racconta ciò che le è capitato, nonché a Monteiro, il quale è partito col cugino per reclutare giovani e non si è fatto più vivo. Marta porta Pereira a vedere un filmato nel quale viene accennata una storia piuttosto comune dalla quale il popolo “deve” imparare a rispettare il proprio paese, anche a prescindere da come il paese si comporta con ciascuno di essi. Quando il filmato finisce Marta è sparita. Pereira in seguito si reca a confessarsi dal suo prete, con il quale conversa caldamente di politica, questa discussione lo indirizza maggiormente verso il proprio ideale. Quando rientra incontra la portiera che lo informa che ora il suo telefono è controllato. Da chi? Da lei stessa, che non è una centralinista ma lo diventerà. Incontra in seguito il dottor Cardoso al Cafè orquidea dove il dottore lo informa che partirà per la Francia, Pereira allora prosegue narrando gli ultimi avvenimenti che comprendono l’esistenza di quei due giovani nella propria vita e ribadisce le proprie intenzioni di fare qualcosa. Pereira viene convocato dal direttore del giornale per cui lavora a causa del suo ultimo articolo. Quest’incontro sarà molto spiacevole e sarà praticamente ordinato a Pereira di credere negli ideali dei fascisti e di non scrivere più niente del genere. Una sera Pereira riceve la visita di Monteiro Rossi, il solo ad essere sfuggito miracolosamente alla polizia che ha invece arrestato il cugino. Pereira da ospitalità a Monteiro ed il giorno dopo, giunge però la polizia politica: sono tre uomini che alle richieste di riconoscimento tramite i documenti da parte di Pereira lo minacciano con la pistola e gli pestano un piede, poi perquisiscono la casa e, trovato il giovane, cercano di fargli dire dove si trova Marta, ma Monteiro non parla e allora lo uccidono col calcio della pistola, lasciandolo morto in una pozza di sangue sopra il letto nella camera di Pereira. Pereira il giorno dopo scrive un necrologio sul giovane Monteiro Rossi e con la complicità del dottor Cardoso e del cameriere Manuel riesce a convincere il tipografo a pubblicarlo nella prima pagina del giornale, poi se ne va.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

La mia recensione

Top Antonio Tabucchi

Tutti i prodotti

Top Antonio Tabucchi

Tutti i prodotti