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La casa del sonno

di Jonathan Coe

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Sinossi

La storia di sei giovani narrata attraverso le sei fasi del sonno, dalla veglia al sonno REM, sullo sfondo di una dimora in pietra centenaria e severa.

Altre informazioni

Quarta di copertina

Dopo La famiglia Winshaw, un altro caleidoscopio di invenzioni narrative e un'altra girandola di personaggi ora commoventi ora comici, in un dormiveglia caotico che non conosce riposo. In La casa del sonno si racconta l'avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant'anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d'amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E' un autentico "castello dei destini incrociati", dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c'è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l'eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.

Scelti per voi dai nostri librai

laFeltrinelli Librerie - Modena

Scritto da il 17 gennaio 2013

Le vite di sei giovani studenti si incrociano all'inizio degli anni 80, per poi perdersi e rincontrarsi dodici anni dopo. In un vortice di eventi inattesi si assiste alla crescita personale dei personaggi di fronte alla mutevolezza della vita.

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Recensioni

Capolavoro

Scritto da enzotocci il 29 dicembre 2011

È il capolavoro in assoluto di Coe. I personaggi, le loro storie e le ambientazioni sono perfettamente incastonate nei meandri del sonno e dei suoi misteri. Questo libro non è solo da leggere, ma da conservare come prova dell'eccellenza che la fantasia narrativa di Coe ha saputo cogliere.

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da leggere!!!

Scritto da Lauretta il 22 dicembre 2011

questo libro è unico nel suo genere per come Coe ha diviso i capitoli! Un continuo viaggio tra il presente e il passato, con continui colpi di scena che lasciano il lettore a bocca aperta!

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Da avere

Scritto da praschese89 il 18 dicembre 2011

Da avere nella propria libreria,il modo in cui scrive Coe e il modo in cui ha strutturato il libro sono a dir poco geniali!Leggerò di sicuro tutti gli altri di questo scrittore,davvero un libro bellissimo,sarà difficile trovarne un altro con queste caratteristiche!Grande Coe!

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Da leggere, consigliatissimo

Scritto da franzlorenz il 04 dicembre 2010

"Nota dell'autore. I capitoli dispari di questo romanzo sono ambientati per la maggior parte negli anni 1983-84. I capitoli pari sono ambientati nelle ultime due settimane del giugno 1996". "Enorme, grigia e imponente, Ashdown sorgeva su un promontorio, a una ventina di metri dalla viva parete della scogliera, ed era lì da più di un secolo. Per tutto il giorno i gabbiani ruotavano intorno alle sue guglie e torricelle con strida rauche e luttuose. Per tutto il giorno e per tutta la notte le onde si scagliavano forsennate contro la barriera di roccia, diffondendo un ruggito senza fine, come di traffico intenso, per le camere glaciali e i corridoi intricati e echeggianti della vecchia casa”. Il libro è ambientato qui, ad Ashdown, in una vecchia scuola adibita a ricovero per persone con problemi del sonno. Che lo vivano come riposo, come luogo della verità, come ossessione, il sonno gioca un ruolo importante nell’esistenza di ognuno dei protagonisti. Le loro vite da adolescenti si legano abilmente con quelle di loro adulti, attraverso un alternarsi di capitoli distanziati di tredici anni l’uno dall’altro: perché il passato non è mai passato, condiziona il presente e prima o poi ritorna… Il mio preferito tra i libri di Coe. (http://www.francescalorenzoni.com/)

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Il più bel libro di Coe.

Scritto da LaMelaMarcia il 05 ottobre 2010

Il titolo è quello di un libro, non importante, non fondamentale nell'andamento della storia, che leggono alcuni dei protagonisti e che ricompare in varie situazioni e in vari momenti della narrazione. In una casa, ora sede di una clinica di ricerche sui disturbi del sonno, sono vissuti tempo addietro alcuni studenti, quando l'edificio era adibito a dimora universitaria. In un collage composto da flash-back e brani di narrazione contemporanea, l'autore ripropone questi studenti, con le loro difficoltà di relazione, di scambi interpersonali, di autodefinizione. Un difficile rapporto con il sonno caratterizza molti personaggi della storia ed è il fil rouge di tutta la narrazione. C'è chi (Terry) soffre di insonnia assoluta, totale (ma senza patirne particolarmente...) e si affida alle cure del dottor Gregory Dudden, primario della clinica, spinto più dalla curiosità professionale di giornalista e critico cinematografico che dalla reale volontà di guarigione, oppure chi cade in crisi di narcolessia (Sarah) e non riesce più a stabilire quale parte dei suoi ricordi siano la realtà e quali il sogno; e c'è chi (la piccola Ruby) parla dormendo. Attraverso l'evoluzione delle vite di questi protagonisti, intrecciate con quelle di numerossissimi altri, Coe traccia un affresco degli anni Ottanta.

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Narcolettici

Scritto da gabri3le il 30 settembre 2010

Uno dei romanzi più maturi di Coe, che si fa notare per la sua grande abilità di spargere indizi e tessere trame per la storia fino a giungere al finale, in cui tutti i fili vengono tirati e il puzzle si ricompone per offrire al lettore un finale a dir poco memorabile.

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Al secondo appuntamento

Scritto da Lhoss il 16 settembre 2010

Io e Jonathan ci avevamo già provato. Era stato ai tempi de "La banda dei brocchi". Forse ero troppo giovane, o troppo poco anglofila all'epoca, per poterlo apprezzare. Quel che é certo é che mi aveva lasciata tutto sommato indifferente, pronta a riconoscere che non aveva sbagliato quasi nulla durante il corteggiamento, ma non era scattata la celeberrima scintilla. Pareva, insomma, un breve flirt destinato all'oblio. Ma gli anni scorrono e prima o poi Jonathan é tornato ad incrociare il mio sguardo, con "La casa del sonno". E mi sono chiesta se, dopo tutto, non meritasse una seconda chance. "Riproviamoci!" ho suggerito, incuriosita, anche se leggermente ansiosa: avrebbe potuto rinnovarsi la delusione ed a quel punto nulla avrebbe potuto riportare la mia strada ad incrociare quella di Jonathan. Invece, miracolo. All'inizio del nostro appuntamento non ero particolarmente entusiasta. Avevo l'impressione che la faccenda stesse per rivelarsi non migliore della prima volta: uno stile piuttosto piatto, lineare, storie di giovani inglesi, cura di particolari. Ingredienti buoni, s'intende, ma non sufficienti a fare di una storia un magnifico successo. Un po' come un ristorantino a lume di candela non risolve un appuntamento, anche se l'atmosfera é piacevole. Invece, pian piano, "La casa del sonno" si é rivelato uno dei migliori appuntamenti di quest'anno. Il punto di forza é nella storia. Una storia che può oscillare da tratti inquietanti ad altri poetici, fino a risuonare in maniera pressoché grottesca. In senso positivo però: é grottesca esattamente come può esserlo l'esistenza, con le sue coincidenze, le sue cause apparentemente insignificanti e gli effetti che al contrario si protraggono ad anni di distanza. Il tutto esposto in uno stile piano, regolare, la cui limpidezza riesce a conferire qualcosa di comico ed amaro ai fatti narrati. I personaggi, se non indimenticabili, sono almeno notevoli, tanto più che li ritroviamo a muoversi fra il passato della vita di studenti ed il loro presente di adulti. E ciò che li ha legati in passato, la casa dove hanno vissuto un tempo, può tornare a legare le loro esistenze. E questo é il colpo magistrale di Coe. La storia possiede una struttura precisa come un orologio svizzero, che non lascia alcuno scampo al lettore: niente é davvero per caso. Al termine della lettura, molti episodi si saranno rivelati assai più fondamentali di quanto saremmo stati portati a credere. Ogni filo della trama avrà contribuito all'arazzo e sarà una terribile, ed affascinante, sensazione di inelettuabile ad accompagnarci ancora per qualche tempo.

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GENIALE

Scritto da nicolettamercury il 11 settembre 2010

Volendo usare una metafora, lo considererei sicuramente un muro portante dell'intera struttura letteraria contemporanea. La trama è piuttosto accattivante, ma quello che sicuramente è inimitabile è la struttura del libro: un intersecarsi di fili che si intrecciano, si uniscono, si sciolgono, dove poi tutto torna. Un nuovo "Castello dei Destini Incrociati" per cui leggendolo si può solamente dire: GENIALE!!

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Straordinario Coe

Scritto da whittard il 01 settembre 2010

Straordinario Coe! Gioca con i personaggi così come gioca con le parole. Fa uso di termini incredibili per dar vita ai suoi personaggi e li fa sentire così vicini al lettore che restano in testa per giorni e giorni. Veramente un bel libro.

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Il più bel romanzo di Coe

Scritto da toro11 il 02 novembre 2008

La consueta trama con vite parallele che si incrociano, ed ogni volta che lo fanno, qualcosa cambia radicalmente nelle vite di ognuno. Lo sfondo universitario, il mondo della psicologia (i sogni e il sonno), gli incastri di eventi e gli incredibili incroci tra i personaggi, le situazioni semi-comiche e quelle più tristi e dolorose, le vite dei protagonisti, il finale, ogni singola parte di questo libro mi ha coinvolto più di tutte le altre opere di Coe; veramente bellissimo!

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la casa del sonno

Scritto da mercurylondon il 10 agosto 2008

Ancora una volta Coe ci propone una serie di vite parallele che si incrociano, di eventi della vita che si incastrano nel tempo, di storie personali che si chiudono in modo davvero inaspettato. Un romanzo sicuramente coinvolgente, da annoverare tra i più riusciti dell' autore, anche se alcune vicende (ad esempio quella di Robert) possono risultare un po' assurde. Lo consiglio, soprattutto a chi è piaciuto 'La famiglia Winshaw' e 'La banda dei brocchi'.

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La casa del sonno

Scritto da imthewinner@libero.it il 01 agosto 2006

ho appena iniziato a leggerlo ma già mi entusiasma... e poi sono reduce da "la banda dei brocchi" e "circolo chiuso"...

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La casa del sonno

Scritto da 2500009623449 il 30 dicembre 2005

Contrariamente a quanto si creda trovo che per entrare nel mondo di Coe più che dalla "Famiglia Winshaw" bisogna passare per " La casa del sonno" senza ombra di dubbio il romanzo più bello, ci tengo a sottolineare che non è stata la mia prima lettura, ma forse è proprio per questo che mi è piaciuta più di ogni altra o forse no.

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