crudo e pazzesco
Scritta il: 31 ottobre 2010
Scioccante vedere da dietro le quinte il mondo della pubblicità.
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Octave è un pubblicitario e conduce una vita sinistra. È uno di quei morti viventi il cui unico sprazzo di luce deriva dal riflesso della propria carta di credito. È uno di quelli che decide oggi cosa desidereremo domani e che non potremo mai ottenere, che inquina il mondo con spot e bugie, che inventa per noi bisogni inutili. Un giorno viene coinvolto in una campagna più stupida delle altre per lo yogurt di una multinazionale e va in pezzi. Parte per la Florida dove si gira lo spot e, in un crescendo di esaltazione, tra alcol e stupefacenti, diventa sempre più violento, fino all'esplosione finale. Il romanzo di Beigbeder non è né un pamphlet né un apologo, non condanna né attacca, ma ha la forza di raccontare le cose dall'interno, per distruggere il demone obliquo del consumismo con i suoi stessi mezzi: rapidità, crudeltà, leggerezza, glamour, ironia. Il tutto a sole 26.900 lire. "Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. (...) Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C'è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma."
Scritta il: 31 ottobre 2010
Scioccante vedere da dietro le quinte il mondo della pubblicità.
Scritta il: 02 aprile 2008
un libro spregiudicatamente realista. è un libro di qualche anno fa, infatti il titolo di copertina è espresso in lire,( titolo originale 99 franchi ). Narra le vicissitudini interiori di un pubblicitario ( e realmente nella vita l'autore del romanzo è un ex-pubblicitario) che decide di farla finita con il mondo della pubblicità, un mondo falso, denso di ipocrisia arrivismo e solipsismo. Un libro spregiudicato perchè narra, in modo crudo e diretto cosa ruota intorno al mondo della pubblicità, quanto i consumatori siano semplicemente schiavi delle marche, che capitalizzando il mondo, rendono il comsumatore finale semplicemente uno strumento e non il fine ultimo dei loro prodotti, in pratica il consumatore è tale appunto perchè consuma, ed il mondo ha sostituito al dio della religione il dio consumismo, ed al logo la marca, un libro avvincente perchè nararra la storia di questo pubblicitario in modo introspettivo, un atto d'accusa quindi verso il mondo dell'apparire ma che l'autore tratteggia non in senso moralistico ma con l'obiettività del reporter della cruda realtà, un libro scorrevolissimo e di agevole letture, 230 pagine, ve lo consiglio.