
Mattatoio n. 5
o La crociata dei bambini
di Kurt Vonnegut
€ 6,37
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- Listino€ 7,50EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economicaData uscita05/05/2005
- Pagine196LinguaItalianoEAN9788807818585
Sinossi
Tra pace da fantascienza e cruda realtà di guerra: il mondo secondo Billy Pilgrim. Il capolavoro di Vonnegut.
Quarta di copertina
Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita a deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all'aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c'era un'ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell'uomo. "Prenda la vita momento per momento," dice a Billy Pilgrim l'ultraterrestre che un bel giorno d'estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d'ambra."
Recensioni
"Billy Pilgrim ha viaggiato nel tempo."
Scritto da giada.simonetti il 10 dicembre 2011
Questo libro parla di uno degli episodi bellici che, pur essendo uno dei più sanguinosi e tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale, non viene ricordato neanche dai libri di storia: il bombardamento da parte degli inglesi e degli alleati americani, della città di Dresda. Kurt Vonnegut, arruolatosi come volontario statunitense e fatto prigioniero dai nazisti, assiste in prima persona al bombardamento della città tedesca. Nel libro vengono raccontate la sue personali esperienze belliche in modo ironico e a volte canzonatorio: attraverso il racconto fantascientifico, che ha come protagonista Billy Pilgrim, l'autore denuncia l'insensatezza e l'assurdità della guerra. "Ora ho finito il mio libro sulla guerra. Il prossimo sarà divertente. Questo è un disastro e non poteva essere altrimenti, poiché è stato scritto da un pilastro di sale. Comincia così: Ascoltate: Billy Pilgrim ha viaggiato nel tempo. E finisce così: Puu-tii-uiit?"
Un libro dopo vent'anni
Scritto da dindibo il 16 novembre 2011
Vonnegut voleva scrivere un libro sulla seconda guerra mondiale.A quella guerra aveva partecipato,trovandosi a Desdra durante il bombardamento della città.Ma per scriverlo ci ha messo più di vent'anni.Forse perché inorridito dalla guerra.Ma più probabilmente perché questo libro non sapeva come scriverlo.Non pensava ad un libro il cui protagonista fosse uno alla John Waine. Questa è la storia semiseria di Billy Pilgrim, un pò Forrest Gump, alto alto, maldestro, molto stralunato,assolutamente fuori luogo.Ma ha la capacità di saltare da una dimensione spaziale e temporale ad un'altra.Senza poterlo impedire si ritrova ora a Dresda,ora(rapito dagli alieni)esposto come esemplare della razza umana nello zoo fantascientifico di Trafalmadore.Che simpatici questi alieni con la loro concezione del tempo e della morte!!!E quanto stava avanti Vonnegut con i suoi salti temporali!!Da rileggere, prima o poi. Ah dimenticavo Vonnegut non è morto.
Così va la vita...
Scritto da bertolt il 31 dicembre 2010
Grandissimo romanzo, uno dei due o tre più grandi del Novecento americano: un po' romanzo di guerra sul bombardamento criminale di Dresda, un po' ro-manzo di fantascienza sugli abitanti del pianeta Tralfamadore (per cui passato, presente e futuro sono sempre presenti e dunque la morte non esiste), un po' romanzo di viaggi nel tempo senza macchine del tempo. Stile folgorante, a paragrafetti brevissimi, con quell'intercalare trascinante («Così va la vita») che commenta le vicende più atroci. Si sente che lo scrittore più amato da Vonnegut è Céline: questo è il libro al mondo che più gli assomiglia.
polvere e rovine
Scritto da longo_antonella il 08 dicembre 2010
Alla fine del libro, la polvere e le macerie di Dresda dopo il bombardamento restano una immagine accecante di distruzione. L'autore non ne fa descrizioni dettagliate, anzi il narratore è quasi distaccato da ciò che racconta. Ma l'atmosfera dell'intero romanzo avvolge come un mantello nero e spesso nella tristezza per la devastazione di ogni guerra, e in particolare degli inermi cittadini di Dresda.
Necessario
Scritto da Lemuel il 11 settembre 2010
Dissacrante, anti-retorico, distruttivo. Vonnegut esprime tutta la sua sfiducia nei confronti del genere umano utilizzando come perno la distruzione di una delle più belle città d'Europa da parte della più grande democrazia del mondo. Billy Pilgrim viaggia nel tempo e nello spazio, ma non può e non vuole far nulla per cambiare la storia: è sempre stato così e sempre sarà così, anche gli abitanti di Tralfamadore, che sembrano essere meno stupidi dei terrestri, hanno come passatempo principale quello di ammirare specie aliene che vivono in grosse cupole di vetro; e hanno anche il merito di far esplodere l'intero universo, tra l'altro. Il titolo alternativo, "The Children's Crusade: A Duty-Dance With Death", distrugge tutto l'eroismo americano della seconda guerra mondiale (in realtà il libro distrugge l'eroismo di tutte le guerre) e cita, come spiegato nel primo capitolo, Celine: "L'arte non è possibile senza una danza con la morte". Così va la vita. Pace.
Da leggere
Scritto da emilia84 il 12 agosto 2010
Penso che tutti dovrebbero leggere almeno un volta questo libro, io l'ho letto e riletto più volte, la storia semiseria di Billy Pilgrim non è solo la storia dell'uomo medio incapace di vivere la guerra, ma un inno alla pace tra i più belli mai scritti, anche se ci vuole un pizzico di fantascienza per capirlo ^_^
Così va la vita
Scritto da lupo il 01 febbraio 2010
Mattatoio n° 5 è la storia semiseria di Billy Pilgrim, un americano qualunque con l’eccezionale capacità di trascorrere da una dimensione spaziale e temporale all’altra. Può trovarsi ora a Dresda, durante la seconda Guerra Mondiale, ora nello zoo fantascientifico di Tralfamadore, dove è esposto come esemplare della razza umana. Questo libro è soprattutto un libro contro la guerra. Kurt Vonnegut trae ispirazione dalla sua personale esperienza bellica quando, fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne dai nazisti, ebbe la ventura di assistere alla distruzione di Dresda da parte degli Alleati. Fu testimone di uno dei più terribili e sanguinosi bombardamenti nella storia della guerra, e sopravvisse ad esso grazie al suo osservatorio molto particolare: una grotta scavata nella roccia sotto ad un mattatoio, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento al posto di una delle più belle città del mondo c’era una distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. Vonnegut narra tutto questo in un modo visionario, comicamente paradossale, che affianca sorriso e dolore, grottesco e leggerezza della fantasia. Egli praticamente narra la sua incancellabile esperienza, mettendo quest’ultima sulle spalle di un personaggio grottesco quale è Billy Pilgrim. Ripercorre il suo passato attraverso Bily Pilgrim e lo percorre sia da un punto di vista fisico (narrando dei luoghi e dei fatti in cui è stato e ha visto) che mentale, viaggiando con la fantasia attraverso spazi-temporali, che probabilmente immaginava di varcare al tempo della guerra. E da questo punto di vista le paradossali e assurde fantasticherie che impregnano il romanzo appaiono più vere e credibili. “Poi si voltò verso di me, per farmi vedere com’era arrabbiata, e che quella rabbia era per me. Stava parlando tra sé, e così quello che disse ad alta voce fu solo il frammento di una conversazione molto più lunga. <<Eravate solo dei bambini, allora!>> disse. <<Cosa?>> dissi io. <<Eravate solo dei bambini, durante la guerra….Come quelli che stanno giocando di sopra!>> Annuii; era vero. All’epoca della guerra eravamo degli stupidi sbarbatelli, appena usciti dall’infanzia. <<Ma lei non ha intenzione di scriverlo, questo, vero?>> Non era una domanda era un’accusa. <<Io…io non so>> dissi <<Bè, lo so io>> fece lei. <<Fingerà che eravate degli uomini anziché dei bambini, e poi ne tireranno fuori un film interpretato da Frank Sinatra o John Wayne o da qualcun altro di quegli affascinanti vecchi sporcaccioni che vanno pazzi per la guerra. E la guerra sembrerà qualcosa di meraviglioso, e così ne avremo tante altre. E a combatterle saranno dei bambino come quelli che ho mandato di sopra>>. Allora capii. Era la guerra a farle così rabbia. Non voleva che i suoi bambino o i bambini di chiunque altro si facessero ammazzare in guerra. E pensava che le guerre fossero in parte incoraggiate dai libri e dai film.
Lucida follia
Scritto da byAx il 02 aprile 2008
Un romanzo che tratta le brutture della guerra attraverso una vicenda che ne sfiora appena gli episodi salienti, e crea un mondo parallelo fatto di rimandi a momenti del passato. I salti temporali sono legati sottilmente da un filo di lucida follia, un tentativo di razionalizzare l'orrore o di allontanarne il puzzo inventando frammenti di vita per abbracciarne l'importanza. Malinconico.






