Chi ama la verosimiglianza farà sicuramente un po' fatica ad apprezzare la talvolta fin troppo semplice trama di questo libro. Potremmo dire che la storia oscilla in continuazione tra espedienti che hanno qualcosa di valido a un becero romanticismo da romanzo rosa. C'è qualcosa di sicuramente apprezzabile nel movente dell'innamoramento e nel tentativo di riabilitazione di "una donna impossibile da amare", c'è anche molto, forse troppo, moralismo cristiano che riecheggia in tutta l'opera. L'amore travolgente che colpisce i due protagonisti, non può lasciare del tutto indifferente il lettore, però fin troppe volte ci si accorge di essere dentro una favola, sebbene dal finale non lieto. I due protagonisti sviluppano dei sentimenti così intensi e così puri, in parte ingiustificati per quel poco che hanno trascorso e condiviso insieme. Il più classico dei colpi di fulmine della letteratura, che stravolge completamente la vita dei due, portandoli a vivere esclusivamente dell'amore l'uno dell'altro, dove tutti i problemi nascono sempre dal "non detto", che però è sempre "non detto" per il bene esclusivo dell'altro, insomma un amore talmente puro e disinteressato che ci viene da chiederci più volte:" ma come siamo arrivati a questo?" Forse un po' troppo facilmente..
La signora delle camelie
"È da una galoppata in senso stretto che ha origine la fortuna della Signora delle camelie e, successivamente, della Traviata di Giuseppe Verdi. Un giorno di settembre del 1844, infatti, di ritorno da una passeggiata a cavallo Alexandre Dumas figlio si recò al teatro parigino dei Variétés, frequentato soprattutto da 'un'aristocrazia della galanteria' composta perlopiù da giovani mantenute e dai loro ricchi protettori. In quel variegato ambiente, quella sera, Dumas figlio incontrò la donna che avrebbe segnato la sua vita e la sua fortuna di romanziere. 'Era alta e sottile, scura di capelli, il viso rosa e bianco. Aveva la faccia minuta, occhi allungati di smalto, come una giapponese, ma vividi e fieri, le labbra d'un rosso ciliegia, i più bei denti del mondo.' Si faceva chiamare Marie Duplessis, ed era conosciuta anche per la voracità con la quale dilapidava i patrimoni degli amanti, alcuni dei quali famosi, come ad esempio Franz Liszt" (dalla Postfazione di Cinzia Bigliosi). Alexandre si innamorò dal primo istante di quella giovane, che avrebbe ispirato la protagonista della Signora delle camelie: una grande storia d'amore senza tempo, un libro che sarebbe diventato in breve tempo un classico della letteratura romantica.
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Anno edizione:2013
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Formato:Tascabile
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