laFeltrinelli.it

Salta la navigazione


Trovafacile

MIGLIORA la tua RICERCA

cliccando i generi qui sotto

Libri

Genere

Supporto

Promozione

Spedizione in

Fasce di prezzo

Fasce di sconto

Tipo promozione

Top 5 autori

Top 5 editori

Data di pubblicazione


AcciaioLibri

Consegna Gratis nel Punto Vendita

Acciaio

Silvia Avallone

Acciaio

Prezzo online:
€ 15,30-15%

 

Listino
€ 18,00
Editore
Rizzoli
Collana
La Scala
Data uscita
20/01/2010
Pagine
300, rilegato
Lingua
Italiano
EAN
9788817037631

Guarda il booktrailer:

 

 

Anna e Francesca, “tredici anni quasi quattordici”, vivono nei casermoni di cemento costruiti negli anni Settanta dalla Lucchini S.p.a., la grande acciaieria che ancora oggi dà pane e disperazione a tutta Piombino. Anna e Francesca, la mora e la bionda, sono bellissime e irriverenti, e soprattutto sono inseparabili. Ma quando Anna scopre l’amore e il sesso con Mattia, qualcosa si rompe tra le due, che verranno risucchiate nelle loro storie private, sole davanti a genitori buoni a nulla o assenti o violenti, e si riabbracceranno solo quando la vita le sottoporrà alle prove più crudeli. Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, Silvia Avallone racconta una periferia che non sembra avere rappresentazione pubblica, un’Italia alla ricerca di un’identità e di un futuro che paiono orizzonti lontanissimi, irraggiungibili come l’isola d’Elba, bellissima e a poche miglia di mare: un paradiso a portata di mano che resta però inaccessibile.

Parole chiave laFeltrinelli
narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura italiana

la Community

Carino, ma...

Scritta il: 04 dicembre 2011

per essere un libro che ha rischiato di vincere il premio strega, sinceramente mi sarei aspettata qualcosina di più. In effetti, la storia in sè non è affatto originale, e un forse un po' troppo adolescenziale, a tal punto che a un certo punto pensavo di stare leggendo un libro di Moccia. Racconta la storia di due amiche nel pieno dell'adolescenza, che iniziano a scoprire per la prima volta la propria sessualità. Entrambe hanno alle spalle due famiglie piene di problemi, e forse anche per questo tra di loro si crea un legame che a volte sembrare andare oltre la semplice amicizia. Storia banale quindi, invece quello che mi è piaciuto molto è la descrizione della vita in acciaieria, le condizioni di vita di un quartiere operaio e la scrittura della Avallone che, nonostante tutto, ti tiene incollata al libro. In conclusione è un libro che consiglierei, senza però crearsi aspettative da "Premio Strega"

Daniela
riz3

Non è proprio quello che mi aspettavo da un libro che ha vinto il premio Strega

Scritta il: 01 novembre 2011

Posso dire che anche se è il primo romanzo dell'Avallone se l'è cavata molto bene.A me è piaciuto però alcune parti mi sono piaciute meno. In particolar modo mi ha dato molto fastidio il modo in cui l'autrice descrive gli adolescenti e io in quello stereotipo che descrive, non mi ci ritrovo affatto. Però mi è piaciuto per l'intensità con la quale descriveva le condizioni di quegli uomini che rischiano la vita tutti i giorni sul lavoro che non utilizzano niente che possa proteggerli in pratica parla delle morti bianche e delle pessime condizioni igienche sul posto di lavoro. La storia si basa su un'amicizia di due ragazze, Anna e Francesca, dalle storie difficili che vivono in uno dei quartieri più poveri di Follonica vicino all'acciaieria Lucchini. Secondo me non è proprio necessario leggerlo se ne potrebbe anche fare a meno perchè non è un granchè tranne per quei pochi temi "forti" che sono più che realisti e che spesso incontriamo sulle prime pagine dei quotidiani.

rosangela97
rosangela97

poteva "essere" di più..

Scritta il: 29 ottobre 2011

Questo libro nel complesso mi è piaciuto, anche se trovo che manchi di profondità: i personaggi, gli eventi, sono tutti rimasti in superficie, non ci si è addentrati per bene nelle storie. Anche lo sfondo della Lucchini, poteva essere sviluppato molto meglio a mio parere. In ogni caso, è una lettura che non sconsiglio.

ALICE
Bilancia18

molto rumore per nulla

Scritta il: 18 maggio 2011

E’ brutto. Approssimativo, scontato. Se fosse uno spettacolo teatrale, si direbbe telefonato. Si aspetta la tragedia, e lo si legge così come quando ci si trova davanti ad una puntata di una soap-opera e si resta incantati a guardare il nulla che scorre sullo schermo pensando che non è possibile, che da qualche parte dovrà pure arrivare. Lo si legge tutto di un fiato come si guarda una puntata di una trasmissione in cui si vedono litigare la moglie, il marito, la sorella, la madre. Increduli davanti a quello sfacelo di sentimenti. Lo si legge tutto di un fiato come guardando una rappresentazione dell’Otello, sperando, questa volta nel suo ravvedimento, augurandosi che “no... stavolta non la uccide!”. Non sono mai stata a Piombino, ma suona tutto fesso, tutto esagerato. Non è la descrizione del mondo di oggi, sono le farneticazioni pasticciate di chi, con tanta buona volontà, ha cercato di costruire un tessuto degradato e dar vita a una storia che stesse in piedi. Non ci sta. E non ci sta non perché non esista lo schifo descritto, lo sappiamo che esistono realtà anche peggiori di quelle descritte, ma non esiste perché non ci viene spiegato. Le due ragazze, uguali e diverse, così come volute dall’autrice, si confondono per mancanza di carattere. I fatti importanti raccontati, vengono lasciati a metà. Tutto cade nello stereotipo, nella banalità del già visto e sentito. La fabbrica che dovrebbe far da fulcro, in realtà se ne sta sullo sfondo a far da scenario ad una morte che avviene non per colpa delle norme sulla sicurezza non osservate, ma per il solito cellulare che non prende. Ne avevo sentito parlare come di un miracolo di opera prima, per fortuna l’ho trovato su un banchetto dell'usato, scontatissimo, e questa è stata la sola ragione per cui io l'abbia comprato. Poi l’ho pure letto. Ma si sa: l’orrore ha il suo fascino.

ziacassie
ziacassie

per carità!

Scritta il: 16 maggio 2011

Non perderò molto tempo nel dare un parere a questo libro, sarebbe tempo sprecato. Non regala niente, nemmeno una emozione una!I caratteri descritti con pressapochismo, lo snocciolarsi della vicenda ha toni assurdi e volontariamente amplificati.Il finale è scandaloso, ma forse il più "vero". Non capisco come abbia incontrato tanti favori,di pubblico e di critica...bha! credo non sia adatto nemmeno ai ragazzini, quanto è scialbo e fugace, figuriamoci ad un lettore adulto!! improponibile.

massimo
kranix

Bel libro, peccato però...

Scritta il: 18 aprile 2011

Sono stata rapita dalla descrizione di due adolescenti che hanno avuto 13 o 14 anni mentre, in un altro punto dell'Italia, li avevo anch'io. Mi è stato impossibile immedesimarmi in loro, ma questo non mi ha impedito di affezionarmi ad Anna e Francesca, di arrabbiarmi con le loro famiglia. Peccato che, subito dopo aver iniziato il libro, ho pensato di leggere le altre recensioni pubblicate su questo sito... grazie Lindsary per avermi rovinato del tutto il finale del libro!

MARTA
marta.moscato

“Acciaio” una piacevole sorpresa che non ti aspetti da un titolo così duro e dall'inizio ancora più caustico, martellante e insistente.

Scritta il: 27 febbraio 2011

Io non sono ne nata ne cresciuta in una realtà così; non conosco questi problemi personalmente. In ogni caso, nel 2001, quando Anna (mia omonima) e Francesca compivano quattordici anni, io ne avevo pochi in più, avevo anch'io un'amicizia come la loro, un'amicizia che ti sembra non potrà finire mai e invece finisce o si piega agli anni che passano (scuole diverse, sogni diversi, episodi che ti segnano diversamente e inesorabilmente). Silvia (la chiamo così perché siamo coetanee) in questo splendido romanzo mostra un'Italia che spesso non affiora, con problemi seri come la criminalità organizzata, ma soprattutto la violenza in famiglia e contro le donne, la sicurezza sul luogo di lavoro; problemi che, si pensa, i giovani ignorano ed evitano, ma che invece ci segnano e ci portano a reagire. Questo libro è assolutamente da leggere, tutto di un fiato e senza fermarsi in analisi inutili. A chi ha scritto che i personaggi “non sono ben caratterizzati”, rispondo che certe volte, bisognerebbe imparare ad andare oltre il testo, leggere tra le righe e lasciare da parte tutta quella teoria narrativa che riempie i libri di scuola, ma che non insegna a capire quando o meno ci troviamo di fronte a un buon romanzo, a creare un gusto personale. Silvia, un astro nascente della letteratura italiana contemporanea che, spero, continuerà a brillare ancora per molti anni.

ANNA
Anna84

bello

Scritta il: 19 gennaio 2011

Lettura scorrevole. Ambientazione raccontata in maniera più che buona e forse anche troppo particolareggiata. Contesto credibile. Il neo però sta nei personaggi, "privi di anima". Non ci si affeziona a loro, rimangono li nella storia, non si fanno amare. L'unico personaggio che per modo di dire "mi è rimasto" è Alessio. I restanti boh... anche quelle che dovrebbero essere le due protagoniste...rimangono li intrappolate tra le righe del libro, senza riuscire a venir fuori.

ERICA
Py87

dolore e amore

Scritta il: 06 gennaio 2011

Ho iniziato a leggere il romanzo della Avallone dopo aver letto alcune recensioni, ed ero abbastanza preparata alle scene più forti e al "colpo di scena" finale..e per quanto ne potessi essere preparata ne sono rimasta spiazzata..quasi ammutolita..e ho sperato che il libro non finisse lì, che ci fosse altro..un altro capitolo..o anche una sola pagina. "Acciaio" mi è piaciuto molto, per quanto possa dipingere un quadro desolante e triste della realtà operaia italiana e delle sue adolescenti, che non possono avere quello che vogliono "perchè renderebbe tutto più complicato"..ma alla fine sono ragazzine di quattordici anni, che, sebbene si credano tanto mature da fidanzarsi o dedicarsi allo strip, il tutto solo per il "piacere di piacere", hanno in realtà bisogno solo di un sorriso e di un saluto da lontano per dimenticare tutto:le gelosie, i dissapori, il padre/padrone ridotto allo stato di larva, la mamma incapace di reagire sotto effetto di Valium, il padre ladruncolo e la mamma attivista politica straziati dal loro dolore muto.. Complimenti alla Avallone..che al suo esordio ci lascia sgomenti nel leggere di una realtà almeno per me immaginabile.

Consuelo
Evaluna86

Fabbriche di dolore

Scritta il: 29 dicembre 2010

Una storia originale e realistica. Narra le vicende di due amiche, due ragazzine che crescono insieme, ma diverse; ma questo non fa che da sfondo alla situazione di duro lavoro presenti nell'acciaieria di Piombino.

GIUSEPPE
WalterEliasDisney

Bellissimo, da leggere!!!

Scritta il: 29 dicembre 2010

Uno di quei libri che ti rubano l'anima ed il fiato fino a che non li finisci. Una storia avvolgente ed un modo di scrivere fresco, molto scorrevole. La scrittrice ha saputo rendere vivi i suoi personaggi nella mia mente, e farmi provare le loro emozioni. Lo consiglio davvero!!!

VERONICA
volpina68

"Afrore che intasa la gola"

Scritta il: 26 dicembre 2010

L'adolescenza nei casermoni di Via Stalingrado a Piombino sanguina nelle arterie di giovani cuori. Un romanzo dal sapore dolce amaro come i fumi che intasano le narici e stancano le gambe gonfie di fatica, braccia appese ad un filo che penzola sull'esistenza di chi ancora ha forza di gridare nelle periferie operaie tra gli insulti dei padroni e la difficoltà di crescere in famiglie ancorate alle sole 8 ore di lavoro per poi trovarsi dinanzi ad un licenziamento in tronco senza poter più pensare se il domani sia lecito o illecito. Ci si abitua alle convenzioni dei ritmi massacranti nelle fabbriche delineando la sottile linea che sancisce il dolore che si nasconde all'interno delle famiglie, la violenza inaudita che gioca oscenità sulla vita di una figlia, il dolore di una madre che stenta a ribellarsi, il dolore di un ragazzo sfinito dal lavoro e che trova conforto nella vacuità di poche ore strafatte, il dolore di un'amicizia riflessa nel grigio lucente di una morte che non tarda a sfiorarti, il dolore di un Amore bellissimo tra le lenzuola che penzolano dai balconi disfatti nei rioni, e la forza di reagire, di voler scappare e di urlare ancora, sputare in faccia a chi non crede alle realtà che ci circondano e a chi con candite parole parla di un'Italia bene. Soffermarsi nelle parole del romanzo e spegnere la televisione, guardarsi intorno... il dolore è negli occhi degli operai e nella loro stanchezza.

MICHELA
Blimunda79

il sogno delle spiagge dell'elba

Scritta il: 20 dicembre 2010

La periferia di una zona industriale con i suoi casermoni tutti uguali,potrebbe essere la stessa di chissà quante altre identiche città ma quello che,in questo romanzo, la distingue è il vaporetto che ogni giorno parte per l’isola d’Elba,dove le spiagge “rilucevano come un paradiso impossibile”. Questa nave rappresenta il sogno, la voglia di evasione di quei ragazzi a cui sta stretta la realtà in cui vivono ;ciascuno di loro cercherà di uscirne,chi in un modo chi in un altro. I toni del romanzo sono crudi ma è la descrizione della realtà che lascia poco spazio ad una narrazione più dolce.

mariella1953
mariella1953

Bel libro, ma...

Scritta il: 11 dicembre 2010

Provo sentimenti contrastanti per Acciaio. Da un lato mi è piaciuto, trovo che Silvia Avallone scrivi molto bene per quanto ogni tanto il suo stile diventi noioso, e mi capita di apprezzare "alcune" caratteristiche delle due protagoniste. Ma d'altra parte questo libro mi fa inorridire. Trovo che non rappresenti assolutamente la società e l'adolescenza di oggi, come tanti dicono. Semplicemente perchè non mi va di credere che nonostante il modo in cui spesso oggi i ragazzi sono precoci, la tredicenne-quattordicenne italiana media sia capace di occuparsi quasi solo della propria bellezza, si fa toccare, fa l'amore con ragazzi maggiorenni e per passare il tempo si spoglia e rimane tranquillamente a ballare, nuda, davanti agli occhi degli abitanti di quattro interi palazzi. Ci sarà una piccola parte di ragazze che è così, ma sicuramente non rispecchiano com'è veramente l'adolescenza! Trovo anche esagerata la loro bellezza, che la Avallone continua a descrivere, parlando di quanto abbiano dei bei capelli, di come le loro bellissime forme attirino gli occhi di tutti e così via. Va bene che all'età di tredici-quattordici anni il corpo inizia a svilupparsi, ma non ho mai incontrato nessuna ragazza di questa età che nonostante lo sviluppo sia una "topa strafi*a" come vengono descritte Anna e Francesca. Il modo in cui le protagoniste si comportano spesso mi ha lasciata agghiacciata e disgustata. Ma trovo che il libro si risollevi con il colpo di scena finale, che mi ha fatta quasi piangere...peccato che il finale lasci in sospeso varie cose.

Roxanne97
Roxanne97

LA CITTA' DI ACCIAIO

Scritta il: 09 dicembre 2010

E' la storia di due ragazze quattordicenni, ambientata nel quartiere popolare di Via Stalingrado a Piombino, sede delle Acciaierie Lucchini. Un'amicizia fatta di sogni e di speranze,illusioni e delusioni in una realtà difficile, dove l'industria segna le famiglie, le manda al mare o le lascia in cassa integrazione... Un libro che si legge tutto di "un fiato"... CONSIGLIATISSIMO

ARIANNA
guaripat

Complimenti

Scritta il: 07 dicembre 2010

Complimenti alal giovane scrittrice che ha saputo regalarci con il suo romanzo d'esordio una storia appassionante e avvincente. L'abilità narrativa permette di "veder" gli ambienti e i personaggi creando un coinvolgiemnto tale da non consentirvi di lasciare la lettura!

ANNALISA
ANNIBALDA

LEGGETELO, non date retta a chi ne parla male!

Scritta il: 02 dicembre 2010

Uno dei miei libri preferiti. E' vero, è un pugno nello stomaco, non è un libro che si legge come un fumetto, ma è davvero ricco di sentimento e di sfumature. A distanza di mesi ricordo con passione alcuni spezzoni, in alcuni casi parole che sono capolavori! CONSIGLIATO!

jila
jila

Acciaio

Scritta il: 28 novembre 2010

«Si legge d'un fiato. Sorridi e piangi, Poi il finale, a sorpresa, piomba addosso come un macigno, Le vite dei protagonisti fragili eppure d'acciaio. Ottimo esordio! »

sofia.lg
sofia.lg

magnifico

Scritta il: 26 novembre 2010

acciaio è un libro meraviglioso! una volta aperto è stato impossibile metterlo giu fino a che non l'ho finito. di per se la storia è anche banale: la vita di un gruppo di giovani che si trovano a vivere in una situazione di disagio e degrado. però è incredibile come la Avallone sia riuscita a dipingere i personaggi. rendendoli nel mio immaginario così reali, così vivi. in oltre bellissimo anche il modo di descrivere le cose, come il ritmo del libro sembra seguire le stagioni. veloce e vitale nella torrida estate e lento e triste nel freddo e infinito inverno. è, oltre a ciò, un romanzo che riesce a tocare tutti gli stadi dell'amicizia e dell'amore dando un quadro esauriente di quanto questi legami posano essere complessi e soprattutto fragili. bellissimo sicuramente da leggere. e magari da rileggere dopo un po' per coglierne sfumature nuove.

Elisa
elisamattei

Entusiasmo

Scritta il: 26 novembre 2010

Quando ho deciso di scrivere una recensione su Acciaio e ho iniziato a leggere i commenti lasciati, pensavo di trovarne di entusiasti. E invece leggo solo di delusione e molte critiche. Io, voce fuori dal coro, sono rimasta incantata da questo romanzo. La lettura mi ha letteralmente rapita tant'è che l'ho terminato in pochissimi giorni. Mi sono sentita immersa in una realtà a me sconosciuta, che Silvia Avallone ha descritto con molto realismo e profondità narrativa. La medesima profondità l'ho riscontrata nella descrizione dei personaggi: ognuno rispecchia uno stereotipo della cosiddetta realtà difficile di periferia e dell'altrettanto difficile vita parallela che si vive nell'ambito delle case popolari. Stereotipi che però hanno una vitalità tutta loro e sembrano stare sullo stesso piano delle 2 adolescenti protagoniste. Infatti la loro vita è caratterizzata anche da tutti questi personaggi che girano intorno a loro da un lato, ma che dall'altro svolgono ruoli narrativi a sè stanti. Mi è piaciuta questa coralità di individui così come mi è piaciuto il finale sospeso. Ma una fine la propone con la riappacificazione delle 2 ragazze e il tanto agognato viaggio all'Elba: isola che seppur così vicina e costantemente sotto gli occhi dei personaggi, sembra quasi un miraggio ed in quanto tale una meta irraggiungibile forse perchè il viaggio rappresentà più di una partenza ed un ritorno. In una realtà come quell descritta dalla Avallone, la semplicità è la cosa più difficile da ottenere, ma alla fine arriva. E la semplicità del linguaggio, non potrebbe essere altrimenti dati i personaggi, è una forza che contrasta con le grandi difficoltà che questi cercano di superare. E' un romanzo a tratti spietato, a tratti denso di pietà e compassione e comunque appassionante.

STEFANIA
filoderba

Insipido

Scritta il: 23 novembre 2010

Credevo di trovare in acciaio una storia interessante e appassionante, ma così non è stato. L'inizio è carino ma sono rimasta totalmente delusa dal finale e dalle conversazioni. La stesura delle conversazioni è estremamente semplice e il finale... non c'è! Anna e Francesca alla fine fanno pace ok ma per il resto? Anna continua a stare con Mattia nonostante lui abbia investito involontariamente suo fratello? Mattia viene arrestato per cio che ha fatto? Lisa che fine fa? Insomma il finale è troppo sbrigativo e nel libro in generale mancano vere e proprie descrizioni!

Lindsary
Lindsary

orizzonte adolescenziale

Scritta il: 13 novembre 2010

La lettura scorre veloce, i personaggi ti restano dentro, la storia ti prende e ti trascina tra palazzoni, spiagge povere (?) e sudore di operai ma ... al tirar le somme l'orizzonte di chi scrive è adolescenziale (l'età dell'autrice ne è conferma) e non c'è profondità, oltre quella che cogli alla prima lettura. In ogni caso a me è piaciuto e ne consiglio l'acquisto

PIERLUIGI
pyer1973

Un buon esordio

Scritta il: 10 novembre 2010

Libro forse un po' scontato in alcune parti, sicuramente esagerata la descrizione della periferia di Piombino, ma stilisticamente superiore alla media. L'autrice è ancora acerba, probabilmente, ma molto promettente. Da leggere.

GIULIA
DagoeGiuly

un romanzo come tanti

Scritta il: 09 novembre 2010

Una storia di amicizia tra adolescenti in un contesto familiare e sociale difficile. Personalmente, trovo che il tema non sia particolarmente interessante, ma date le premesse immaginavo comunque di trovare in questo romanzo forza ed emozione. Invece, probabilmente fuorviata da commenti encomiastici e da molta pubblicità, ho trovato il risultato un po’ deludente. Si racconta una storia senza andare oltre, senza riservare a personaggi ed immagini l’attenzione che forse avrebbero meritato. La scrittura non mi sembra particolarmente brillante. Nel complesso un romanzo come tanti. In questo caso, quindi, al di sotto delle aspettative.

SILVIA
silvia.corti

DESOLANTE

Scritta il: 09 novembre 2010

Non avevo nessuna attrazione per questo romanzo, poi ho deciso che era giusto documentarsi e capire qual è il genere di letteratura italiana che merita di sfiorare i premi importanti (come lo Strega), di arrivare (a giugno) alla 14^ edizione e di rimanere così a lungo nella classifica dei best-sellers, e che, infine, sembra rappresentare la realtà dei giovani. Desolante è l'aggettivo che mi viene spontaneo, in estrema sintesi. Desolante come il bavoso Bruno Vespa che si occupa della scollatura dell'autrice (segno dei tempi!). Desolante per il tentativo di scrittura veloce tipica della scansione del tempo dei giovani. Desolante la superficilità a l'ammasso di tutto quanto si può mettere in un romanzo, con situazioni prevedibili e stereoptipate, con personaggi appena abbozzati, con totale mancanza di emozione e partecipazione vera. Una affollata soap televisiva. Desolante la sensazione che ne ho tratto dell'autrice: o abile manipolatrice che intercetta una tendenza al vuoyerismo (ma anche cinica a soli 26 anni!) o profonda espressione dell'imbarbabrimento dei costumi (quindi non "neo-barbara" innovatrice - secondo la concezione di Alssandro Baricco nel dialogo a distanza con Eugenio Scalfari - ma "imarbarita" e " post - moderna"). Desolante la presunzione di rappresentare una classe sociale: come rimedio, e antidoto, meglio rileggersi qulache pagina di Pasolini (Petrolio, altro che Acciaio!). Desolante la descrizione di un presunto rapporto di amore con ridicolo happy end, nel cielo plumebo di tragedie ma verso il sole dell'Elba. Desolante pensare che i lettori, il pubblico, i clienti, il target sia ormai composto da "Cotti e mangiati". Ho fatto molta fatica ad arrivare alla fine: desolato!

MARIO
MarioDAndreaMI

amicizia

Scritta il: 22 ottobre 2010

E' una bella storia di amicizia tra due adolescenti che conoscono le turbolenze dell'età e devono sopravvivere ad un contesto familiare e non, fatto di degrado e di stereotipi. La scrittura è scorrevole ed è piacevole da leggersi, ed anche se in certi momenti è un libro prevedibile le storie che descrive ti coinvolgono. Da leggere.

valentina
valemari

mi aspettavo di più

Scritta il: 08 ottobre 2010

Non è male, ma da quanto se ne è parlato mi aspettavo di più. E' come se leggendo si capisse già cosa sta per succedere, non ci sono colpi di scena: un romanzo piatto.

Sikky
Sikky

Delusione

Scritta il: 07 ottobre 2010

Libro senza fantasia e ritmo,deludente da un premio strega ci si aspetterebbe molto....molto di piu...peccato

ENRICO
erricane

Acciaio

Scritta il: 03 ottobre 2010

Sullo sfondo di una Piombino dominata dalla fatica dell'acciaieria e dal sogno dell'Elba si stringe e si spezza l'amicizia di due quattordicenni. Anna e Francesca provengono da famiglie problematiche e faticano a crescere tra le vicissitudini quotidiane e gli incontri sbagliati, che cambieranno il destino di entrambe. Un romanzo rivolto soprattutto agli adolescenti e in cui vegono toccati argomenti attuali, quali la droga, la prostituzione e tanti altri.

ADRIANA
adriana1978dellacrociata

Poco approfondito

Scritta il: 12 settembre 2010

E' un libro coinvolgente, che affronta molti temi, forse un pò troppi, ma poi non ne approfondisce nessuno, mettendoci solo al corrente di questo o quel problema sociale. Alcuni spunti sono interessanti, l'ambientazione, realistica solo fino ad un certo punto, sembra gettare una maledizione su tutte le vite coinvolte! Tutti hanno un disagio, un problema, uno scheletro nell'armadio...anche l'unica "fortunata", Elena, alla fine, resta vittima del crudele destino degli abitanti di via Stalingrado! Peccato anche per il finale, che resta incomprensibilmente, sospeso!

ROSALBA
halba

Un ottimo esordio

Scritta il: 10 settembre 2010

Non posso condividere le opinioni di chi liquida in poche battute questo romanzo definendolo deludente. Lo ritengo un ottimo romanzo per un esordiente,anzi, credo che quest'ultimo dato relativo l'autrice del libro sia irrilevante ai fini del giudizio in merito allo stesso. Ciò che conta sono i fatti: questo romanzo ti emoziona dalla prima all'ultima pagina, è come un film che ti passa davanti agli occhi e ti lascia un brivido anche quando l'hai terminato. Tutti, e dico tutti, certamente in qualche o più punto del testo possono riconoscersi nelle sfaccattature emozionali che la Avallone ci prospetta. E lo fa egregiamente. Un romanzo a mio dire tra i più belli mai scritti, proprio perchè punta non alla bella stesura ma al cuor di chi legge.

Valeheart5
Valeheart5

minestrone

Scritta il: 05 settembre 2010

La lettura di questo romanzo mi spinge ad una riflessione sullo stato dell'editoria italiana. Come è possibile che venga pubblicato, pubblicizzato e addirittura premiato un libro scritto male,la forma lascia molto a desiderare, tra la prima e la seconda parte sembra scritto da due mani differenti. Vi sono inoltre vistose incongruenze storiche, la porsche cayenne nel 2001 non esisteva ancora, così come you tube, per citare le più facilmente verificabili. La trama è banale così come i personaggi, mi sembra un libro costruito a tavolino: metti un pò di sesso, magari adolescenziale, magari lesbo, aggiungi una manciata di degrado sociale, una bella cucchiaiata di cocaina, alcool quanto basta, una morte bianca, un'infarinatura di violenza in famiglia,il tutto da cuocere nel 2001 con passaggio nell'undici settembre. Ne può uscire un bel minestrone ma non certo letteratura.

crimo
crimo

libro estivo

Scritta il: 01 settembre 2010

è il classico libro dei luoghi comuni, la bionda e la mora, il padre cattivo, il padre assente... non vengono approfonditi personaggi e vengono mescolate molte storie ma sono affrontate tutte superficialmente, è il classico libro da leggere sotto l'ombrellone e senza grando impegno... assomiglia un po' al genere moccia ma con un linguaggio che vuole sembrare più crudo, mi aspettavo più profondità

Tamara79
Tamara79

piombino non è il bronx

Scritta il: 31 agosto 2010

Ho letto questo libro e mi sono un po' offesa per gli abitanti di Piombino. Io abito in un comune vicino a Piombino e credo che la descrizione che ne fa, soprattutto delle donne, non sia reale, non conosco il degrado sociale di cui la Avallone parla nel racconto. Forse ha un po' esagerato. Una lettura che non mi ha appassionato molto, forse per quello che ho detto sopra.

antonellagelli
antonellagelli

Anch'io, scrittore esordiente

Scritta il: 29 agosto 2010

Come la Avallone anch'io sono uno scrittore che potrebbe essere definito "esordiente" (anche se ho pubblicato tre libri e due sono in stesura). Ebbro d'invidia ho acquistato ACCIAIO, libro d'esordio della giovane scrittrice, ma già un best seller da paura. Lento e stereotipato è dire poco, anche la forma grammaticale non regge, come l'immeritata fama. Incoerente e illogico per via di particolari che nel 2001 non esistevano, come l'esempio della porche cayenne prodotta solo nel 2003 e la "d" eufonica che sparisce verso la fine, indicando un metodo di scrittura "a due mani". La Avallone non era sola quando ha steso il suo manoscritto, è evidente che la fine del racconto non è scritto dallo stesso autore dell'inizio. Un pallone mediatico che vede il marketing dare ragione a una esordiente che dovrà necessariamente riproporsi partendo da zero, nella speranza che, dietro a tutto questo, ci sia veramente solo la Avallone. Io, nel frattempo, mi rodo il fegato dall'invidia riproponendomi di non leggere più i libri che vincono il premio Strega.

CARLO
carlo.santi1963

Delusione

Scritta il: 27 agosto 2010

buona l idea, ambientamento e temi.. Tuttavia la scrittrice non centra il bersaglio. Sorvola sui punti salienti della storia, vuole essere cruda ma alla fine non lo è ( lo spirito è infatti decisamente mocciano... Cosa che francamente ha un pò stufato soprattutto riguardo all' emancipazione delle 13enni), conclusione insipida nella quale speravo che la trama trovasse una svolta decisiva.. Invece non succede. Descrizioni forzate che vogliono essere poetiche ma infondo sono un riempitivo che rende lenta la lettura. Che dire è veramente un mix tra un libro da adolescenti e la triste cronaca della realtà operaia. Con tutta onestà non comprendo il premio al concorso strega ne tantomeno lo consiglio.

maria chiara
dragonfly86

molto intenso ma incompleto

Scritta il: 21 agosto 2010

Il romanzo non è male, è interessante, forte, carico di sentimenti. La nota stonata? è come se mancasse il finale...rimane tutto in sospeso..

VALERIA
xvalix

Forte ma Incompleto

Scritta il: 20 agosto 2010

Bel romanzo. La storia di queste 2 ragazze è molto triste,ma anche dura fatta di realismo puro. Alla fine ti entrano dentro, diventano quasi delle conoscenti, non puoi non andare avanti nel racconto. Unico neo a mio parere è il fatto di non aver colto maggiormente le caratteristiche di alcuni personaggi molto interessanti lasciati a comporre un contorno ma non più tanto sviscerati. Peccato per qualche altra pagina in più sarebbe stato ancora più interessante. Comunque un bell'esordio!

DANIELE
daniele8802

Lettura estiva

Scritta il: 18 agosto 2010

Ne avevo sentito da parlare da tutti, e così ho deciso di comprarlo. Leggerlo non è stato affatto una fatica, la lettura è stata scorrevole. Noto, anche leggendo altre recensioni, che sì, alcuni personaggi sono stereotipati. Le due ragazze a tratti mi ricordano un pò Melissa P., e sopratutto dato che nel quotidiano tutti parlano di adolescenti e di sesso, molti passaggi erano, a mio avviso, forzati di una malizia che a volte non c'è. Tutto sommato sono due ragazze che vanno alla ricerca del loro io, attraverso situazione reali (disastri familiari,amicizie e amori sbagliati). Solito. Il finale sembra scritto di colpo, trovato un espediente per concluderlo in fretta, quando si era creato l'apice della tensione, un climax interrotto di getto. Una lettura da ombrellone. Speriamo in una seconda prova della Avallone.

pandalone
pandalone

Una promessa mancata

Scritta il: 18 agosto 2010

Ho assistito a Bologna alla presentazione del libro da parte dell'autrice, di una giornalista e un professore universitario, senza ancora averlo letto. Era stato presentato come il caso editoriale dell'anno, riuscitissimo romanzo d'esordio di una scrittrice che prima di "Acciaio" si era dedicata solo alla composizione di poesie. Con questo entusiasmo mi sono apprestata a leggere questo romanzo, che ha la pretesa di non essere il classico libro che tratta di adolescenti in fuga da una realtà di provincia che sta loro stretta, ma che in realtà si allontana di poco da quello cui siamo già stati abituati. In realtà il racconto rimane spesso in sospeso, procede molto lentamente e certe descrizioni di personaggi e luoghi mi sembrano molto stereotipate. Dubito che gli abitanti della provincia industriale italiana si rivedano nella descrizione che la Avallone dà di loro e senza dubbio non tutte le piccole province italiane riflettono un appiattimento culturale e sociale come quello descritto nel caso di Piombino. Che altro dire...speriamo che il secondo romanzo sia più brillante.

SARA
saripiggy

La solitudine di Melissa tre metri sopra il cielo.

Scritta il: 17 agosto 2010

Prendiamo i personaggi disadattati modello numeri primi, mischiamoli con la scoperta del sesso e un po' di lesbicismo perchè fa moderno, aggiungiamo la zoc**laggine delle due tredicenni, qualche episodio di violenza domestica e, per concludere, una morte bianca che fa molto impegno sociale... Et voilà, ladies and gentleman, un libro degno del premio strega (visti gli ultimi vincitori, non è una cosa di cui andar fieri). In effetti mi chiedo come non abbia potuto vincere (e rabbrividisco al pensiero che Canale Mussolini posso essere peggio). Un libro che vorrebbe essere crudo ma non lo è, che vorrebbe essere un'urlo di denuncia sociale ma non lo è, ambientato nel 2001 perchè, ormai si sa, è necessario, per essere uno scrittore, ambientare almeno una scena l'11 settembre. E poi, come posso apprezzare tali similitudini di mocciana ispirazione? "Bello come Riccardo Scamarcio sulla copertina di cioè" Signori della giuria, a voi la sentenza.

Anci
Anci

L'esordio più folgorante degli ultimi anni

Scritta il: 05 agosto 2010

Silvia Avallone ha 26 anni ed è alla sua prima opera. Non ricordo un esordio così folgorante da anni. Altro che Paolo Giordano! Ha talento, capacità narrative di prim'ordine, sa scrivere e commuovere, ci emoziona, sa coinvolgerci e sconvolgerci. Siamo tutti spettatori di questa storia che si svolge a Piombino in cui c'è dramma, disagio, droga, amori adolescenziali, amicizie forti e dolorose, padri degeneri e padri che si riscoprono padri, la realtà che stravolge tutto come una variabile impazzita; c'è emozione e dolore così forte che fa ancora più male, c'è sudore e sangue. Man mano che ti avvicini alla fine di questo romanzo, vorresti proseguire piano per non perderti un attimo, un respiro...non me ne vergogno: in più parti ho pianto per la commozione...un libro da leggere e regalare alle persona più care.

RICCARDO
Marty71

acciaio

Scritta il: 02 agosto 2010

pesante...lento... l'ho letto cmq tutto... non mi ha appassionata, e in certi punti tralasciava di continuare un pezzo di storia mentre tutti protagonisti andavano avanti... sicuramente non lo consiglierei...

clodine82
clodine82

trito e ritrito

Scritta il: 08 luglio 2010

Il solito romanzo sulla gioventu triste e bruciata di personaggi stereotipi visti mille volte. Gonfiatissimo, ma niente di che

Giulia2000
Giulia2000

REALISTICO

Scritta il: 21 giugno 2010

Ho apprezzato molto questo libro perchè mi ha fatto emozionare. Chi è vissuto in una realtà simile a quella descritta dalla Avallone conosce bene quell'indigenza, la voglia di fuggire da tanta mediocrità, miseria su miseria... Ho amato tutti i personaggi, anche quelli peggiori e ho sperato per tutti loro un futuro migliore. Un ottimo esordio, profondo e forte.

FRANCESCA
francesca77


LOGIN
ISCRIVITI

 

Condividi:

 

Top Silvia Avallone

  1. 1

    Acciaio

    Acciaio

    Silvia Avallone

  2. 2

    Acciaio

    Silvia Avallone

Vai alla classifica completa