
La manomissione delle parole
di Gianrico Carofiglio
€ 11,05
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- Listino€ 13,00EditoreRizzoliData uscita20/10/2010Pagine180
- LinguaItalianoEAN9788817043687
Sinossi
In un mondo in cui le parole vengono manipolate e travisate, Gianrico Carofiglio ci ricorda in questo saggio che restituire loro il senso è il primo, indispensabile passo per fondare la verità: dei sentimenti e delle idee. La sua indagine si concentra su. una selezione di parole-chiave – “vergogna”, “giustizia”, “ribellione”, “bellezza”, “scelta” - e su un ambito a lui familiare, quello del linguaggio dei giuristi, che più di altri produce conseguenze concrete sulle persone e sul mondo. È un'indagine a un tempo linguistica, letteraria e storica - e dunque, inevitabilmente, critica e civile - che si dispiega attraverso il confronto con grandi autori e grandi testi: da Tucidide a Victor Klemperer, da Cicerone a Primo Levi, da Dante a Kavafis, da Italo Calvino a Piero Calamandrei alle pagine esemplari della Costituzione italiana.
Recensioni
Analisi lucidissima
Scritto da Xayde il 25 dicembre 2011
Un testo illuminante che pur parlando di cose che avevamo capito e che rendevano frustrante ascoltare cos'era diventato il linguaggio politico in Italia, ci fa sentire meno soli. A causa di chi, avendo in mano la comunicazione, ha cambiatola i processi mentali delle persone cambiando il significato delle parole ci siamo ritrovati a vivere in un mondo irreale, artificiale costruito ad uso e consumo di chi non ha mai pensato al bene comune ma solo al proprio interesse. Carofiglio, attraverso le numerose citazioni, analizza profondamente questo metodo di manipolazione dei cittadini individuando il progetto di dittatura che ne costituisce la radice marcia.
delusione
Scritto da tonkio77 il 31 dicembre 2010
Mi dispiace tantissimo ma questo libro non sono riuscito a digerirlo, anche nonostante l'aiuto della "pillola dell'ammirazione" che ho nei suoi confronti. Il libro mi sembra una raccolta di varie citazioni, un copia-incolla di frasi "riempitive" intervallate da pareri personali e opinioni politiche fuori luogo. Durante la lettura mi sono fermato più volte a controllare la copertina per assicurarmi che fosse sempre il Carofiglio autore degli altri splendidi libri. La considero una parentesi negativa e continuerò comunque a seguirlo.
Come usare bene le parole
Scritto da ilariagc il 15 dicembre 2010
Prendendo il via da riflessioni attuali e spunti storici, Carofiglio ci fa entrare nel mondo delle parole, del loro corretto uso e soprattutto della necessità di distruggerle per poi ricostruirle. Manipolare la comunicazione è prerogativa della mala politica e del potere pubblico, che però non lavora per il bene della comunità. Grande saggezza nelle parole dell'autore.
esempio di corretta comunicazione
Scritto da p.maz il 08 dicembre 2010
se tutti avessero la volontà di riflettere sulle sagge e, da me, pienamente condivisibili dissertazioni di Carofiglio senza essere travolti dalla superficilità, ipocrisia e volgarità che l'attuale classe politica governativa ci invade quotidianamente con i subdoli, ma potenti, mezzi di comunicazione di cui dispone, probabilmente, anzi sicuramente, vivremmo in una società migliore.Perchè la comunicazione in Italia non si assesta su questo livello?
Sagge riflessioni
Scritto da masrago il 24 novembre 2010
Carofiglio, che fa dell'uso misurato della parola il suo credo letterario, disserta su uso e abuso dei termini che spesso il potere mette al proprio servizio. E che dire di parole ed espressioni di cui veniamo derubati perchè qualcuno le usa per beceri fini di parte?
FONDAMENTALE. VERBO DA DIFFONDERE!
Scritto da MarioDAndreaMI il 08 novembre 2010
Consociamo ed apprezziamo l'autore dei romanzi che vedono protagonista l'avvocato Guerrieri, ma qui ci troviamo di fronte al magistrato e al Cittadino Carofiglio che ci conduce, con grande chiarezza, e con molte citazioni esemplari, alla riflessione sulla situazione drammatica del nostro paese per mezzo (tra l'altro) della manomissione del linguaggio. "Oltre la sciatteria, la banalizzazione, l'uso meccanico della lingua, esiste però un fenomeno più grave, inquietante, pericoloso: un proceesso patologico di vera e propria conversione del linguaggio all'ideologia dominante. Un processo che si realizza attraverso l'occupazione della lingua, la manipolazione e l'abbusivo impossessamento di parole chiave del lessico politico e civile" (basti pensare all'uso e l'abuso del termine "popolo"). Il gioco di sconfinamenti (locuzione che l'autore prefersice a quella di "saggio") si articola in circa 120 pagine (il secondo contributo è molto più tecnico e si riferisce a "le parole del diritto") approfondendo cinque parole (concetti) fondamentali: Vergona - Giustizia - Ribellione - Bellezza - Scelta. Si tratta di un contributo fondamentale per capire a fondo cosa è accaduto, sta accadendo e potrebbe accadere in Italia. Gli amici di Feltrinelli sono certamente interessati al ruolo della parola ("in principio era il verbo"), ma dovrebbero compiere lo sforzo di far leggere questo testo a chi non ha ancora compreso e si lascia manipolare dalle parole. E' bello ritrovare insieme Socrate, Platone, Levi, Bob Dylan, Henley (Invictus) e John Keating (protagista de "L'attimo fuggente"). La lettura è coinvolgente, emozionante ed epica. Ripeto: fatelo leggere e... "scetateve guaglione"!






