Vandali!
di Sergio Rizzo, Stella G. Antonio
€ 15,30
( -15%)Consegna gratis nei nostri negozi
- Listino€ 18,00EditoreRizzoliCollanaSaggi italianiData uscita16/02/2011
- Pagine288LinguaItalianoEAN9788817050272
Sinossi
A Pompei crolla la Schola Armaturarum, l’ultimo mosaicista è andato in pensione dieci anni fa, c’è un solo archeologo per 66 ettari di scavi, un accordo sindacale vieta agli elettricisti di salire su scale più alte di 70 cm. In Sicilia, a due passi da Selinunte, dove il tempio di Apollo resta coperto per undici anni da un’impalcatura solo perché nessuno la smonta, c’è un’intera città di 5000 case abusive di cui 800 così al di fuori da ogni norma da non rientrare in nessuno dei numerosi condoni edilizi, eppure non si è mai vista una ruspa. In un’epoca in cui le scelte turistiche si fanno sul web, il portale governativo Italia.it, dopo sette anni e milioni di euro buttati, ha raggiunto il 4562° posto nella classifica dei siti internet italiani più visitati e il 184.594° di quella internazionale. Campagne e colline vengono assaltate dalla speculazione edilizia senza ricordare quanto scriveva Montanelli: «Ogni filare di viti o di ulivi è la biografia di un nonno o un bisnonno». Sono solo tre esempi dello stato in cui è ridotta una nazione attivamente impegnata a distruggere la sua unica vera ricchezza: l’arte, i paesaggi, la bellezza. Questo libro è la denuncia appassionata di uno scempio, di cui politici e amministratori sono i principali responsabili, molti cittadini i complici e tanti altri le vittime che dovrebbero far sentire più forte la propria voce.
Recensioni
Grandi giornalisti...tutto qui
Scritto da fabio.lanzini il 26 novembre 2011
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno scritto ancora una volta un libro che colpisce per la ricchezza di notizie, fatti e statistiche di enti autorevoli. L’argomento principale è la gestione (o, meglio, la “non gestione”) delle infinite ricchezze culturali presenti in Italia, viste sia da un punto di vista artistico (il degrado di certi beni è un peccato mortale per la storia e l’arte) sia da un punto di vista economico, in antitesi, perfettamente documentata, con la ben nota frase “con la cultura non si mangia”. Mai sentito nulla di più falso, e gli autori lo dimostrano numeri ed esempi alla mano. Non mi soffermo sui tanti, tantissimi fatti e aneddoti raccontati nel libro, ciascun lettore resterà più o meno colpito da certi argomenti piuttosto che da altri sulla base della propria sensibilità e dei propri interessi, mi limito soltanto ad evidenziare la completezza del lavoro di Rizzo e Stella, perché non si parla soltanto di Pompei e degli altri beni culturali, ma si estende la propria analisi a tutti gli aspetti che sono contorno e causa del degrado, come il livello culturale dei nostri politici (pochi laureati, a differenza degli altri paesi) e gli sprechi per auto blu e pensioni di ex parlamentari (e, aggiungo, il confronto di queste cifre con quelle generalmente investite nel cinema e nella cultura). Consiglio ad ogni lettore di riguardare velocemente il libro dopo la prima lettura, così da mettere a fuoco gli aneddoti che più hanno colpito l’attenzione e ricordarli; io ho seguito questo metodo ed è stato molto utile. Un capitolo a parte va dedicato allo stile degli autori, perché molto spesso i libri che parlano della casta o, comunque, del malgoverno del nostro paese rischiano di non essere apprezzati dal pubblico proprio per la loro ricchezza: si cerca infatti di evitare i “mal di pancia” e il nervosismo dovuti alla conoscenza e, allo stesso tempo, alla consapevolezza di essere impotenti o quasi (non posso farci nulla? Allora è meglio non sapere). In realtà Stella e Rizzo aggiungono battute e aneddoti che alleggeriscono la lettura; talvolta pare di vedere un’intervista a Stella (da non perdere).







