È un libro commovente, toccante 💔e di un’intelligenza favolosa. Chi ha fatto recensioni ad una o due stelle perché dice che non ha trasmesso nessuna emozione, proporrei di fare la vita che questa donna descrive e poi vediamo se non resta qualche emozione, di qualunque genere… detto ciò, vorrei citare esattamente testuali parole dal libro: “ ero una sposa e una madre felice, anche se talvolta davo segni di stanchezza e mi si intorpidiva la mente. Provai a parlare di queste cose a mio marito, ma lui non fece segno di comprenderle e così il mio esaurimento si aggravò e morendo mia madre alla quale io tenevo sommamente, le cose andarono di male in peggio tanto che un giorno esasperato… [Omissis]… diedi in escandescenze e mio marito non trovò di meglio che chiamare un’ambulanza… [omissis] fui quindi internata a mia insaputa e io nemmeno sapevo dell’esistenza degli ospedali psichiatrici…[omissis]… quando mi ci trovai nel mezzo, credo che impazzìi sul momento… [omissis]… improvvisamente come nelle favole tutti i parenti scomparvero“. Continueremo fino a quando a dire che gli uomini e le donne hanno sempre avuto poca disparità decisionale? Non so quanti libri ho letto, di donne che non avevano fatto nulla e solo perché vivevano con uomini anafettivi, hanno dovuto vivere l’inferno. Che vergogna. Povera donna🙏♥️ ha sofferto fino all’ultimo dei suoi giorni, ma ha mantenuto coerenza nel suo stile di vita. Spero che dove si trovi ora possa trovare ancora ispirazione per la sua dote poetica, ma sia serena e tranquilla e soprattutto RISPETTATA. ♥️🦋
L'altra verità. Diario di una diversa
Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, sempre in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte. Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui. Una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori".
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Autore:
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Anno edizione:2007
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Valli 21 maggio 2026Struggente
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Alice 20 gennaio 2026AUTRICE DIMENTICATA DA RICORDARE
Diario di una diversa di Alda Merini è una racconto non cronologico del momento più difficile della sua vita: il manicomio. Lo consiglio vivamente a chi vuole fare un viaggio nella dura vita della scrittrice. All'interno non solo troverete la prosa ma anche alcune poesie! Buona lettura!
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Sab 25 dicembre 2025Intenso
Era da tempo che volevo leggerlo e devo dire che non ha deluso le mie aspettative. Una sorta di flusso di coscienza che permette di immergersi totalmente nella cruda realtà che racconta. Fa riflettere
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