
La scimmia sulla schiena
di William S. Burroughs
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- Listino€ 8,90EditoreRizzoliCollanaBur la scalaData uscita23/09/1998
- Pagine260LinguaItalianoEAN9788817106191
Quarta di copertina
"... questo ]unkie è un libro appassionato, commovente, drammatico. Sarcasmo e sadismo, incubi e angosce, ritratti pietosi e esperienze spietate sono lì,a portata di mano di chiunque abbia voglia di aprire gli occhi e guardare il baratro dove si muovono i diseredati" i dispe- rati, i fantasmi stritolati dalla vita." (Fernanda Pivano) William Burroughs, capostipite della beat generation, si differenzia dagli altri scrittori dediti agli stupefacenti per la fredda, impassibile obiettività scientifica con cui descrive e sperimenta su se stesso gli effetti delle varie droghe, dalla morfina allo yagè, che favorisce i fenomeni telepatici. La scimmia sulla schiena, pubblIcato per la prima volta nel 1953, riflette, in un linguaggio di crudele precisione, queste sue esperienze.
Recensioni
BHA....PENSAVO MEGLIO....
Scritto da centaurorm il 04 marzo 2011
nn lineare........troppi personaggi inutili che ti fanno solo confondere.....passa da un episodio all'altro cosi...una nota molto positiva sui dettagli delle descrizioni molto ben fatte...soprattutto nel periodo d'astinenza....cmq un libro piacevole che puo' essere letto senza troppe emozioni.
Il "Dott." Burroughs
Scritto da JackDee il 01 settembre 2010
Il primo dei lavori di Burroughs, forse un romanzo, in alcuni punti un trattato medico sull'effetto che le droghe avevano su se stesso, in altri ancora stralci di vita per le strade dell'America dei dimenticati, degli autoesclusi, dei "tossici": così infatti Burroughs definisce senza troppe velature i suoi compagni di droga, tra morfina, siringhe e ogni tipo di aghi, con una cura dei dettagli sconcertante. Pubblicato per la prima volta volta in America sotto l'incoraggiamento di Allen Ginsberg, usando però uno pseudonimo per non creare scandali nella società dell'epoca (Burroughs era un "rampollo" di una famiglia molto agiata: suo nonno fu l'inventore dei registratori di cassa omonimi), questo romanzo descrive situazioni realmente vissute dall'autore, che tenta in ogni modo di liberarsi dalla "scimmia" (nel gergo dell'epoca:la droga, e la condizione in cui essa condiceva) altalenandosi tra cure disintossicanti, per poi "agganciarsi" nuovamente alla prima occasione gli si presentasse.







