Storia travolgente ben raccontata da disegni mozzafiato e delicati tipici della bravura di Manuele Fior. <3
Cinquemila chilometri al secondo
Partire. Mettere cinquemila km tra sé e il proprio passato, geografico ed esistenziale, e rendersi conto di non poter appartenere a nessun luogo. Nella composizione impossibile degli opposti desideri di fuga e di ritorno alle proprie radici è il ritratto magistrale, al tempo stesso distaccato e affettuoso, di una generazione precaria anche negli affetti. Dopo una brusca rottura, Piero e Lucia si trasferiscono altrove, lei in Norvegia, dove incontra quello che sarà il padre di suo figlio, lui al Cairo per lavorare come archeologo. Nicola, amico del cuore di Piero, anima spavalda del triangolo adolescenziale, invece resta. A distanza di anni, Piero e Lucia non riescono a dimenticare, a colmare la mancanza nutrita dalle illusioni della distanza e, di nuovo a casa, decidono di rivedersi. Come suggeriscono i toni dell’acquerello, qui non li attenderanno i colori vivaci di un amore giovanile, ma solo la sua opaca, illusoria eco.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2022
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In commercio dal:21 ottobre 2022
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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FrancescaM 19 gennaio 2022Delicato
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Marco Ranalli 20 maggio 2018
Storia di spostamenti, viaggi, traslochi: i protagonisti Lucia e Piero, simboli di una nuova generazione più mobile e cosmopolita, si spostano dall’Italia alla Norvegia la prima e dall’Italia all’Egitto il secondo; diversamente il loro comune amico Nicola, il terzo protagonista, non lascerà mai l’Italia. I fiordi norvegesi e le piramidi d’Egitto sono la geografia che testimonia e racconta non solo la lontananza, ma anche le loro diversità caratteriali: l’una si nasconde e ricomincia sotto una coltre di neve, l’altro nel deserto, entrambi lasciano il luogo che li ha visti crescere, incontrarsi e amarsi. Fior dipinge un delicato affresco delle vite di tre ragazzi, sfruttando fantastici acqurelli, dall’adolescenza ad un’età più matura, una maturità che già inizia a mostrare i cambiamenti e i segni del tempo sui protagonisti. Apparentemente, Lucia e Piero lasciano che il loro rapporto si sfibri in modo quasi naturale, ma questo legame è solo sopito, forse in sospeso, ma ancora vivo: vivo e pesante da portare come bagaglio, ovunque si decida di andare. Fior nerra di una generazione in viaggio: viaggio come spostamento, ma anche come forsennata ricerca di un’identità e una felicità spesso irraggiungibile, ineffabile, utopica.
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Chiara Novarino 04 dicembre 2017
Ho incontrato Manuele Fior al Lucca Comics di quest'anno, questa è la sua prima opera che leggo e mi ha davvero emozionata. Innanzitutto il tratto è davvero personale e curato, i colori poi vengono sfruttati molto a seconda dei luoghi, emozioni e personaggi. L'elemento che rende sicuramente speciale questo racconto è la sceneggiatura davvero scritta magnificamente. Una storia toccante, commovente, alla fine è difficile trattenere le lacrime. Consigliatissimo!
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