esilarante
Scritta il:
27 agosto 2010
Quando è uscito il Nipote del Negus, avendo letto che era paragonato come stile a "La concessione del telefono" ho temuto che fosse una sorta di "ripetizione", e si sa spesso i libri successivi scritti sulla falsa riga di quello che ha riscosso un notevole successo possono deludere, perchè certe vene geniali non si ripetono.
Non è stato così, la vena geniale, irriverente, intelligente di Camilleri è originale, più in forma che mai.
E' vero, il Nipote del Negus, come La concessione del telefono, non è un vero romanzo, ma una cronistoria fatta di lettere ufficiali e ufficiose, di telegrammi, dispacci governativi e ordini scritti, e dopo ogni blocco di lettere riporta brevi conversazioni che si sono tenute, in un circolo, in un bar, in una camera da letto coniugale, l'effetto è esilarante come non mai, e come nelle più autentiche commedie all'italiana, è tutto un crescendo di equivoci, supposizioni, deduzioni errate dei vari personaggi coinvolti, in un clima di inizio fascismo dove l'esaltazione è al massimo.
Il merito maggiore di Camilleri, in queste ricostruzioni documentate, è saper coniugare in un canovaccio di storia autentica, la fantasia, che seppure tale non si discosta dalla realtà.
A differenza de La concessione del telefono, dove la corrispondenza riportata è autentica -e questo aggiunge divertimento al divertimento- ne Il nipote del Negus, Camilleri utilizza il linguaggio tipico degli atti del fascismo, per costruire una storia ispirata ad un fatto vero, e lui lo definisce un "falso autentico".
Comunque, sia come sia, ci sono dei passaggi da ridere a lacrime. E ciò che mi ha divertito moltissimo, e immaginarmi lo stesso Camilleri che se la ride sornione ...