L'Italia spensierata
di Francesco Piccolo
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- Listino€ 9,00EditoreLaterzaCollanaContromanoData uscita18/01/2007
- Pagine182LinguaItalianoEAN9788842079187
Sinossi
Può esistere, in un paese, un "noi" e un "loro", cliché stereotipati che etichettano fette di popolazione sulla base delle reciproche, incolmabili differenze di gusti, di aspirazioni, di abitudini? Con ironia l'autore racconta il suo viaggio a tappe nell'Italia di Domenica in e Natale a Miami, Padre Pio, gli autogrill e Mirabilandia. L'Italia degli altri, sua, nostra.
Recensioni
negli occhi di chi sa osservare
Scritto da chiafio il 03 dicembre 2011
Piccolo ha la fortuna di avere a disposizione un potente strumento di critica: l'osservazione. Rimango sempre affascinata dalla lucidità e dalla semplicità dei suoi interventi, dai piccoli passaggi che fa notare e dalle interazioni umane che emergono in questo piccolo ritratto dell'Italia spensierata. Siamo vittime (da biasimare) della cultura dei consumi e dello svago... niente di nuovo, ma la riflessione su questi temi è sempre necessaria.
Assolutamente banale!
Scritto da Kasparov il 14 novembre 2010
“Io mi sono sempre sentito diverso da quelli che guardavano “"Domenica In” o “Natale a Miami” o si infilano negli ingorghi delle vacanze. E’ tutta la vita che mi baso su tali certezze. Poi queste certezze hanno cominciato a vacillare”. E’ l’incipit del pamphlet di F. Piccolo. Interessante ma deludente. L’autore non spiega le cause del disincanto, della perdita di determinate certezze. Accenna, ammicca ma non spiega. La narrazione, di conseguenza, è assolutamente prevedibile, scontata, fin troppo banale, terribilmente conformista. Personaggi , luoghi e contesti narrano l’esperienza diretta del Reale, in quanto opposto alla realtà sociale quotidiana altra e alta, vissuta e continuamente rivendicata dall’autore. Così, quando squilla il telefono di casa ed è sufficiente rispondere “Domenica In” per aggiudicarsi una cospicua vincita, il Nostro è vinto dall’ansia:” Posso io, per il lavoro che faccio e per tutte le persone che mi conoscono e per le scelte di vita che ho fatto, andare in diretta nazionale e urlare davanti a milioni di persone “Domenica In?”” E’ la stessa ansia che accompagna il Narratore mentre guarda “Natale a Miami”. Ma cosa ci si può aspettare da un cinepanettone? Certamente, i telespettatori che prediligono questo genere non amano discutere dell’universo-mondo e di qualcos’altro ancora! Trentasei pagine per raccontare l’ovvio! E cosa dire delle due bambine protagoniste dell’ultimo racconto, figlia e amica del cuore dell’Autore? “Due piccole intellettuali” che a “Eurodisney” preferiscono i quadri di Monet”! Inquietante. In ogni caso,le due ragazzine, si recano a Mirabilandia, dopo aver visitato la mostra di Monet. Tra le attrazioni del divertimentificio romagnolo, così, prende forma una trama carica di insopportabili banalità. Perfino noiosissima e irritante, a tratti. Morale: la realtà virtuale, contrapposta alla brutalità del quotidiano, che accompagna timidamente la narrazione, viene vissuta come realtà senza esserlo. E’ questo il senso dell’Epilogo del racconto. L’appassionata denuncia del Reale culmina nel suo apparente opposto, in uno spettacolo teatrale, nell’effetto spettacolare del Reale. Francesco Piccolo non spiega le origini né le cause “Dell’Italia spensierata”. Non resta che prenderne atto, soggiogati dalla banalità quotidiana imperante. E dalla scrittura del Nostro. Genocidio antropologico e culturale dell’Italia: Pasolini lo aveva denunciato qualche decennio anni fa. Con argomenti di ben altro spessore culturale.
L'italia spensierata
Scritto da graziellamazzoni il 02 gennaio 2009
Quando un autore m'incuriosisce leggo tutti i suoi libri, così è successo con Francesco Piccolo. Questo è un viaggio nell'Italia spensierata dell'italiano che crede di non trovarsi mai a fare certe cose e poi le fa come tutti. Il viaggio dell'italiano "medio" comincia come spettatore negli studi di Domenica in, nel regno del non-vero. Gli applausi finti, il divertimento finto, le dirette fasulle, i bisogni fisiologici (veri) del pubblico costretto per ore a far finta di divertirsi. E poi un viaggio in autostrada, la sosta negli autogrill, regno del consumo inutile. E ancora il film natalizio (cine-panettone) con l'immancabile De Sica e una trama scontatissima ricca di doppi sensi e tette. E poi la giornata a Mirabilandia, le lunghe code alle giostre, i castelli finti, i bar-ristorante a ogni passo, le grida dei bambini, che ogni tanto, si perdono. Insomma un'Italia infernale. L'autore è molto bravo. La sua descrizione è minuziosa e dettagliata, quasi una sceneggiatura. Quando finisce il libro ci si rende conto che, nella migliore delle ipotesi, perlomeno una di queste tappe è stata vissuta anche da noi, esattamente nello stesso modo descritto dal libro. Quindi il lettore finisce, suo malgrado, col sentirsi (malinconicamente) parte integrante dell'italiano medio. www.graziellamazzoni2.blogspot.com








