Patria
di Enrico Deaglio
€ 18,70
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- Listino€ 22,00EditoreIl SaggiatoreData uscita04/05/2009Pagine272
- LinguaItalianoEAN9788842815686
Sinossi
Ma davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una cavalcata in quel vero romanzo che è stata l'Italia degli ultimi trent'anni. È come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli avvenimenti sono raccontati mentre succedono. Si comincia con Aldo Moro nella prigione del popolo, nell'anno che ha cambiato tutto. E poi, l'ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno accompagnati. I grandi condottieri dell'industria tra sogni e corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l'ascesa della televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la deriva. La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che - molto spesso - le cose non erano andate proprio così.
Recensioni
La nostra storia
Scritto da funicelli il 18 giugno 2009
Un bel librone: 900 pagine, dal rapimento di Aldo Moro, fino al secondo governo Berlusconi. Dagli anni 70, in cui nella politica per la prima volta si riversarono tante aspettative (troppe aspettative) da parte dei giovani, delle classi fino ad allora erano state allontanate dalla cosa pubblica. Agli anni 80, col trionfo dei personaggi alla Gassmann, l'antieroe de "Il sorpasso": gli anni di Tangentopoli e dei tanti condottieri delle imprese italiane. Romiti, De Benedetti, Berlusconi, Gardini. Gli anni 90, l'eversione del centro: dove protagonisti della scena non sono più nè gli operai degli anni 70, nè i capitalisti degli '80.Al centro della scena magistrati, poliziotti, giudici. La fine della prima repubblica, con il debito alle stelle, le indagini dei magistrati milanesi del pool di "Mani pulite". E le bombe della mafia del 92-93, che bagnano col sangue la Seconda Repubblica ("il golpe strisciante" lo definisce De Luna). Infine l'ultimo decennio, che della seconda repubblica segna l'apice. Conclusivo. Un libro ricco di immagini, come se l'autore si fosse caricato sulla spalla una videocamera. Da Romiti, l'uomo dei licenziamenti Fiat. A Bossi "l'uomo che non ha mai lavorato un giorno". Andreotti, di cui viene ricordato l'incontro con i boss mafiosi Bontade e Di Cristina, nel 1980 a Trapani, dopo l'omicidio del presidente della regione Piersanti Mattarella. Dopo che andammo via, lungo il tragitto, il BONTATE raccontò a me e al FEDERICO (eravamo tutti e tre a bordo di un'Alfetta del BONTATE, da questi stesso guidata) che ANDREOTTI era venuto per avere chiarimenti sull'omicidio di MATTARELLA. Il BONTATE gli aveva risposto: "In Sicilia comandiamo noi, e se non volete cancellare completamente la D.C. dovete fare come diciamo noi. Altrimenti vi leviamo non solo i voti della Sicilia, ma anche quelli di Reggio Calabria e di tutta l'Italia meridionale. Potete contare soltanto sui voti del nord, dove votano tutti comunista, accettatevi questi". Il BONTATE aggiunse che aveva diffidato l'onorevole ANDREOTTI dall'idea di adottare interventi o leggi speciali, poiché altrimenti si sarebbero verificati altri fatti gravissimi. Conoscere la storia permette di capire e decodificare meglio i nostri tempi. Lo storico De Luna (che presentava il libro assieme a Lella Costa) cita un episodio del congresso del PCI del 1979: si doveva decidere se togliere o meno il trattino tra le parole Marx e Lenin. Oggi, nel PD, si deve decidere se togliere o meno il trattino tra centro-sinistra. Quell'episodio testimoniava il fallimento di un progetto politico. Anche allora: e chi siede nei posti che comandano del PD discende da quell'epoca.







