
Il cimitero di Praga
di Umberto Eco
€ 16,57
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- Listino€ 19,50EditoreBompianiCollanaLetteraria italianaData uscita29/10/2010
- Pagine528LinguaItalianoEAN9788845266225
Sinossi
Trent'anni dopo Il nome della rosa, il nuovo attesissimo romanzo di Umberto Eco. La storia si svolge lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, si muove tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori. Può accadere di tutto, anche che l'unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti, e assomigli moltissimo ad altri che sono ancora tra noi.
Recensioni
Esercizio di stile
Scritto da Flood il 05 dicembre 2011
L'erudizione non gli manca, tratto distintivo come già nei precedenti romanzi di Eco, ma prevale sulla scioltezza della narrazione, al punto da sfociare in poco più di un esercizio di stile.
NOIOSOOOO
Scritto da Takema83 il 29 luglio 2011
UN LIBRO MOLTO PESANTE..... IL RISCHIO ERA QUELLO DI PERDERE FACILMENTE IL FILO....MI ASPETTAVO DI PIù SINCERAMENTE.
Deludente..
Scritto da alby933 il 30 dicembre 2010
Libeo a dir poco deludente. Eco ci ha abituati a libri fantastici, che ti entrano nel cuore. Debbo però dire, mio malgrado, che questa volta il grande Eco mi ha deluso. Delusioni analoghe ad altri suoi libri ( vedi "l'isola del giorno prima" ). Libro lungo e a tratti noioso. Forse prevedibile. Dovessi dare un voto : appena sufficiente .
il distacco
Scritto da templare90 il 28 dicembre 2010
era la prima volta che mi avvicinavo ad u libro del professor eco ma non ne sono rimasto troppo affascinato. terminate da poco le 500 pagine mi sono ritrovato col nulla. troppo nozionistico e tal volta noioso. ( leggerò il nome della rosa )
quando essere Umberto Eco non è un'opinione
Scritto da lamagica il 23 marzo 2012
Il Cimitero di Praga Quando la cultura di un singolo da soddisfazione a tutti gli italiani. Non k io sia nelle possibilità di giudicare Umberto Eco,ma nel mio piccolo affermo k qsto è un romanzo senza pari (ovviamente per gli amanti del genere). Ambientato nella seconda metà del 1800,descrive tutti gli intrighi che si sono celati sotto il risorgimento italiano,sotto la rivoluzione antinapoleonica. Descrive e denuncia cm tutti gli eventi fossero programmati da servizi segreti di varie nazioni. Denuncia l'esistenza di varie logge massoniche diffuse nei ceti alti della società e nella politica del tempo (ma forse nn si sono estinte al tempo) di vario genere: da qlle sataniste a qlle politiche. Ma soprattutto,usando la tecnica del contrappunto, esplicita cm fosse già largamente diffuso in tutte le nazioni l'antisemitismo che ha portato allo sterminio di tanti ebrei. Un romanzo senza precedenti e mi si perdoni se ho dimenticato qualcosa.
Insopotabile
Scritto da elisaisabel.garcialopez il 11 marzo 2012
Un libro veramente pesante. Soporifero
Un libro interessante, ma non il miglior Eco
Scritto da mary2014 il 12 febbraio 2012
Tanti spunti interessanti, un buon plot, ma una scrittuta un po' troppo lenta anche per Eco. A un certo mi un po' persa tra i meandri di una storia molto complicata. La scrittura di Eco e', comunque, sempre molto alta.
Eco è sempre Eco?
Scritto da irene_64 il 28 dicembre 2011
Sicuramente lo stile c'è e i riferimenti sono molto interessanti, ma rispetto a "Il nome della rosa" o "Baudolino" non l'ho trovato così avvincente, ma anzi per certi versi era addirittura prevedibile. Fanno sorridere le descrizioni dei cibi che mangia la passione con cui lo fa. Forse non lo consiglierei come prima lettura di questo autore, ma a qualcuno che abbia già letto altri libri e soprattutto sia interessato di storia e filosofia del tardo '800-inizio '900 può essere una buona lettura.
Gran lezione di storia
Scritto da mbow il 18 dicembre 2011
Un grande lavoro di ricerca di Eco che gli permette di tessere una tela molto interessante e valida a livello storico, dove si muovono buoni personaggi. Peccato che in alcuni frangenti risulti troppo prolisso e si perda, dimenticando il lettore e il taglio romanzesco. Buono, ma non è l'erede de "Il nome della rosa".
Lezione di scrittura
Scritto da thebelena il 15 dicembre 2011
Eco ritorna in grande. Un affresco ben riuscito di un personaggio e di un'epoca, che fornisce anche un'interpretazione non scontata del mondo attuale. Il tutto scritto in uno stile scorrevole e divertente. Deliziosi i vari accenni alla cucina e ai piatti tipici. Molto bello, lo consiglio.
orrrrendo
Scritto da wmontorsi il 29 aprile 2011
è ostentazione di cattedratico che ci vuole far vedere come è bravo lui ed ignoranti noi, con il rischio dell’istigazione all'antisemitismo
pesante, noioso, ma rimane sempre ECO..
Scritto da eryl il 23 febbraio 2011
Erano un pò di anni che non mi cimentavo nella lettura di umberto eco, e sinceramente ora mi ricordo perchè.... non cambia mai, il suo modo di scrivere rimane spettacolare, avvincente, è capace di trasportarti lontano, ma rimane noioso!! durante le lettura a volte mi dimenticavo di quale dei due protagonosti stessi leggendo. troppi nomi da ricordare e non sempre chiara la divisione dei ruoli. certo umberto eco non è un libro adatto a tutti
Libro colto ma non piacevole
Scritto da topolino71 il 06 febbraio 2011
L'intreccio della trama è complicato e non coinvolgente. Lo reputo un libro difficile da leggere, consigliato a veri amanti del romanzo storico, che non si scoraggiano di fronte a testi ostici.
Pesante
Scritto da califano il 05 febbraio 2011
Letto a: Gennaio 2011 Voto: 4 Note: Pesante - troppi nome e fatti che (considerando i continui flashback che compie l'autore) si rischia di dimenticare durante la lettura
Avvincente
Scritto da nunzioguzzo il 28 gennaio 2011
Avevo timore a comprarlo e debbo confessare che sono stato molto combattuto nella decisione. Avevo paura di trovare un libro noioso e di non arrivare alla fine. Per fortuna mi sono persuaso a comprarlo, poiché ho trovato un libro molto bello, avvincente ed attuale. Gli accostamenti a fatti recenti, come l'utilizzo delle macchine del fango per colpire persone scomode che non intendono allinearsi, viene spontaneo e naturale farlo. Io consiglio a tutti di leggerlo.
Libro da manuale
Scritto da Alexander-K.O. il 28 dicembre 2010
Malgrado i miei dodici anni, reputo il libro del prof. Eco un capolavoro straordinario. La trama, è vero, sarà complessa e magari noiosa, ma confesso di essermi divertito moltissimo a seguire le vicende del protagonista, un altro dei suoi più interessanti e variegati giocattoli del mestiere. Le critiche a questo libro sono inqualificabili,dato che libri così, negli ultimi tempi, non se ne scrivono, anzi... Ne aspetto un altro altrettanto eccezionale.
il cimitero di Praga
Scritto da salvatore71 il 27 dicembre 2010
Aspettavo da tempo un nuovo romanzo di Eco, e le aspettative non sono state disattese. Il cimitero di Praga è un libro che ho letto volentieri, divertendomi, anche se suscita inquietanti riflessioni. Per chi ha dimistichezza con i feuilleton di Dumas, Sue, e altri scrittori può trovarvi il ritmo e le atmosfere. Del libro preferisco soprattutto la parte in cui il capitano Simonini è in Sicilia durante la spedizione dei Mille a contatto con personaggi storici che noi tutti abbiamo imparato a conoscere a scuola. Trovo in parte noioso, a mio parere, il complotto anti-massonico: forse perché Eco gli dedica molte pagine. Ho letto e riletto perché suggestivo il primo capitolo: il Narratore che accompagna il Lettore in una grigia mattina attraverso le vie, i vicoli della Parigi di fine ottocento fino al salone d'ingresso di un appartamento dove è il protagonista del romanzo.
libro originale
Scritto da nucciabarbagallo il 23 dicembre 2010
"Il cimitero di Praga" è un libro originale, interessante e godibilissimo, scritto con la consueta maestria dal professor Eco. Personalmente la cosa che più mi ha colpito è l'attualità del personaggio di Simonini, del resto l'Autore medesimo dice che Simonini è ancora tra noi...e come dargli torto? E la cosa che veramente colpisce e' che i fatti principali narrati (con i loro protagonisti) sono veramente successi ed esistiti!
Eco resta Eco
Scritto da Capitan_Mclive il 23 dicembre 2010
Sicuramente quando si seppe che Umberto Eco era di nuovo al lavoro su un romanzo fu festa generale tra i suoi fan. Forse le grandi aspettative hanno in parte contribuito ad accrescere le delusioni. Innanzitutto era indispensabile tenere sempre presente che Eco non si è mai smentito. Non è un romanziere per tutti. E non bisognava aspettarsi che ciò cambiasse. L'intreccio adoperato è come sempre ottimo, costruito come un puzzle che solo alla fine sarà ricomposto per intero eppur tuttavia molti punti chiave con un pò di fantasia possono essere già ricomposti dal lettore prima del narratore stesso riducendo così l'interesse nella narrazione in parte già prevista e svelata. Ciò purtroppo include anche la rivelazione finale che caratterizza molti romazi di Eco. Chissà quanti di noi rimasero a bocca aperta leggendo il nome del colpevole degli omicidi nel "Nome della rosa" o dopo pagine e pagine del "Pendolo di Focault" scoprire la vera natura del complotto universale scoperto dai protagonisti. Ma questa volta temo che la maggior parte dei lettori vedranno non ricompensata la loro pazienza con altrettanto stupore. Effettivamente la storia del protagonista resta interessante solo fin tanto che resta in Italia dove gli eventi storici del Risorgimento rendono quasi naturale una fiduciosa empatia con il protagonista e rende disponibili ad ascoltare il suo passato. Ciò si perde con il trasferimento di Simonini oltralpe dove tra l'altro viene rispolverato gran parte del materiale del Pendolo di Focault che all'apparenza può perfino sembrare un tentativo di allungare il brodo o di crisi creativa. Mentre Il nome della Rosa può essere letto sia come semplice Thriller storico che come testo diciamo così più filosofico con pari dignità, per il Cimitero di Praga viene valorizzato più il secondo elemento. In effetti quasi ogni elemento è necessario per comprendere quel meccanismo psicologico che portò l'Europa in un momento di grandi trasformazioni e disagi a cercare un responsabile, un nemico comune che possa distrarre il popolo dai veri responsabili e cioè dagli uomini di potere che o per incapacità o per loro stessa volontà e convenienza non fanno nulla per apportare soluzioni reali. E i nemici ideali cambiano di volta in volta, gesuiti, clero romano, satanisti, ebrei. E talvolta l'odio nasce anche dal basso come nel caso del nostro Simonini, per ignoranza, per insoddisfazione personale e addirittura alienazione psicologica. Se ci si riflette bene benchè oggi ci siano delle leggi contro la diffamazione, la discriminazione e il razzismo queste situazioni sono ancora presenti seppure in nuove forme e con nuovi travestimenti. In conclusione chi vuole un romanzo per trascorrere il tempo e basta ha a disposizione una vasta gamma di bravi scrittori in tal senso ma sarebbe davvero ingenuo pretenderlo da Eco. Non per nulla ha avuto bisogno in media di sei anni a romanzo.
Un libro lento e noioso
Scritto da Prelati il 19 dicembre 2010
Eco è, senza ombra di dubbio, un grandissimo romanziere, preparato dal punto di vista storico e abile nel curare la forma (seppur ampollosa). “Il cimitero di Praga”, come il più noto “Il nome della rosa”, presuppongono una conoscenza approfondita (che solo pochi luminari hanno!) degli argomenti trattati; uno sfoggio eccessivo di documentazioni e cronache dell’epoca lasciano il lettore spiazzato ed annoiato. Sinceramente non lo raccomanderei.
una vera delusione !!!!!!
Scritto da giuliabonassola il 14 dicembre 2010
indubbia è la cultura di Umberto eco.. tuttavia il libro risulta davvero lento e noioso....troppi i riferimenti storici.. mi sembra solamente un libro in cui Eco vuole dimostrare le proprie conoscenze storiche e nulla più,non riuscendo minimamente a coinvolgere il lettore.
Noioso
Scritto da lu1993 il 11 dicembre 2010
E' un libro molto lento e descrittivo. Non lo consiglierei a nessuno.
non si smentisce mai
Scritto da teti77 il 10 dicembre 2010
Il professor Eco, non si smentisce mai, i suoi romanzi sono sempre pieni di intrighi e nozioni. In sospeso tra realtà e avvenimenti storici, riesce ad ironizzare su tutti i luoghi comuni (appartenenza religiosa, nazionalità e idee politiche) con cui un essere umano viene identificato. Talmente ricco che non riesci a smettere di leggerlo finchè non arrivi alla fine.
l'apoteosi della noia
Scritto da p.maz il 27 novembre 2010
indubbiamente è ben circostanziato (forse troppo). L'eccesivo ricorso a documentazioni storiche e cronache d'epoca lo rende particolarmente noioso e di lettura poco avvincente. Una inutile ostentazione di cultura che limita il piacere della lettura. Una delusione, non lo raccomanderei agli amici.
Trenta e lode, ma...
Scritto da masrago il 20 novembre 2010
Se il professor Eco si fosse presentato a un concorso universitario e avesse dimostrato cotanta erudizione, avrebbe meritato l'ennesima promozione a pieni voti. E anche la scrittura è di prim'ordine. Ma un romanzo ti deve anche divertire, se non appassionare, e questo invece un po' ti annoia, anche se fa sentire anche te tanto, tanto colto...
MIRABILE COSTRUZIONE NARRATIVA, MA RISULTATO FREDDO E NOIOSO!
Scritto da MarioDAndreaMI il 17 novembre 2010
Forse dipenderà dalla grande aspettativa che nutrivo per questa nuova opera di Umberto Eco, ma non sono riuscito ad appassionarmi alla lettura. Non è in discussione la straordinaria capacità dell'autore di costruire un intreccio così complesso e ricco. Ma di Simonini non mi importa nulla: non mi dà le emozioni della "regina Loana", senza nemmeno scomodare - lontanamente - "Il nome della rosa". Anche la tematica del doppio, alla fine, annoia. Inoltre comprendo le riserve sulle possibili letture antisemite. Non metto in dubbio, nel modo più assoluto, la buona fede dell'autore (che parla, chiaramente, della costruzione di un falso), ma mi preoccupano le reazioni di chi legge in superficie, specie di questi tempi. E' sempre piacevole leggere la prosa di Eco, ma questa volta non c'è emozione (almeno per me) ed ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine, molto dispiaciuto di non aver potuto gratificarmi come avrei sperato.
FORMIDABILE COMPLOTTO
Scritto da carminequaranta il 04 novembre 2010
Un romanzo formidabile!!. Per riprendere la recensione lasciata da un altro utente dico che egli ha centrato pienamente l'argomento del libro che riprende la scia del famosissimo Il pendolo di Foucault di molti anni fa, solo che il tutto, vale a dire la teoria del complotto, si svolge nell'Ottocento. Ad ogni modo a tale lettore consiglio di leggere e studiare per capire i romanzi di Umberto Eco, oltre ai testi che ha elencato, quelli di Ruggero Puletti peraltro molto difficili da trovare. Comunque un grandissimo romanzo, una superba prova di Eco ancora una volta all'altezza della sua fama. Consigliatissimo!!. quarantacarmine@tiscali.it 04 novembre 2010
Il lungo complotto di Eco
Scritto da hamlet22 il 30 ottobre 2010
Per esprimere un giudizio dovrei leggere con attenzione il libro. In ogni caso a me sembra che Il cimitero di Praga riprende le fil rouge del Pendolo di Foucault che era, come questo, un libro difficile, trasudante di erudizione. Sul tema dell’antisemitismo credo che Eco abbia costruito una sottile e raffinata accusa all’antisemitismo mettendo in scena il delirio paranoico di un antisemita. Comunque si fa fatica a comprendere tutto di un libro che, come quasi tutti i romanzi di Eco, richiede un lettore fin troppo smaliziato e colto. In ogni caso ricordo che mi avevano aiutato a capire Eco e i suoi romanzi sia un libro di Cotroneo (La diffidenza come sistema) sia un libro di Franco Forchetti(Il segno e la rosa. I segreti della narrativa di Umberto Eco). Per lo meno ho capito qual è l’attenzione dell’autore per il fenomeno del complotto e della dietrologia.






