Lo volete conoscere un vecchio ebreo canadese cinico e bisbetico?
Scritta il: 02 marzo 2010
I figli di Barney pubblicano le memorie del padre, scrittore, scrittore per vivere, uno di quelli che ha vissuto l'età del jazz, le donne, l'alcool e l'arte. Uno di quelli che per un equivoco si è trovato indagato per un omicidio e dal quale sospetto mira a discolparsi. Questo è solo lo spunto, per Barney, per cominciare un racconto che attraversa la sua intera vita: le sue tre mogli, i suoi amici dei salotti letterari, il bere e il non avere una lira in tasca. Tutto è reso con un divertentissimo e pungente cinismo da vecchio bisbetico che sì, incarna lo stereotipo del vecchio ebreo insegnatoci dal cinema, ma d'altro canto lo fa con eleganza e con una sceneggiatura - giacchè il testo è molto cinematografico - che regge sempre, fino alla fine, in dialoghi che strappano ad ogni pagina vere risate, nelle sue invettive e nei suoi atteggiamenti indomabili, nei suoi momenti di commovente profondità, in particolar modo verso la fine del romanzo, quando conosciamo Barney molto bene e ne cogliamo le sfumature passionali e sofferenti. La prosa è fatta di periodi brevi, talvolta contorti, con uso frequente di flashback e retrospezione che, comunque, non impediscono di seguire il filo logico della narrazione. Vi invito a soffermarvi sulle potenti immagini presenti nelle ultime pagine delle memorie di Barney, struggenti parole cariche di sentimento.



