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La versione di Barney

Mordecai Richler

La versione di Barney

Prezzo online:
€ 10,20-15%

 

Listino
€ 12,00
Editore
Adelphi
Collana
Gli Adelphi
Data uscita
25/05/2005
Pagine
490
Lingua
Italiano
EAN
9788845919824

La vita allegramente dissipata e profondamente scorretta di Barney Panofsky, personaggio fuori misura, indifferente a tutto ciò che ottunde la vita. Una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate.

Parole chiave laFeltrinelli
LibroalCinema,narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Traduttori
Matteo Codignola
Genere
letteratura internazionale

la Community

La versione di Richler

Scritta il: 31 dicembre 2011

Barney Panofsky, ebreo canadese di Montreal, si arricchisce grazie a una ditta di produzioni cinematografiche che si chiama “total unnecessary production” e conosce Miriam, la donna della sua vita, il giorno in cui sposa la sua seconda moglie. Sull’intera vicenda umana di Barney, e per l’intero libro, grava un atroce sospetto, l’omicidio del miglior amico, scrittore geniale e tossicodipendente.Il mistero verrà sciolto. Ma solo alla fine, come sempre succede in ogni buon libro. Quando sarà troppo tardi e forse non importa più molto, come spesso succede nella vita. La versione di Barney sembrerebbe inserirsi alla perfezione nella vena ironico-umoristico- paradossale di certa tradizione letteraria ebraica. Se non fosse che quella di Richler appare davvero come una voce a parte, estremamente colta e allusiva, ma anche totalmente originale. L’autore mostra più volte di giocare con disinvoltura con le citazioni tratte dalla letteratura di vario genere, europea in primis, ma lascia un suo inconfondibile segno nell’intelligenza, lucidità e cinismo con cui racconta la sua porzione di mondo e storia. Il risultato è un’esperienza letteraria ricchissima e coltissima, che veicola una confessione estremamente densa ed è portata avanti con un prosa accattivante, scoppiettante, strepitosa. Il lettore viene travolto dalla narrazione della parabola di vita di Barney, fatta di eccessi, imperfezioni, ma anche di sincere passioni, lasciandosi commuovere da certi suoi slanci e divertire dalla vena umoristica, parteggiando per lui a discapito dell’impeccabile secondo marito di Miriam e simpatizzando per la sua inappellabile condanna del politicamente corretto. Nessuno rimane immune dalla forza iconoclastica di Barney, che sembra aver deciso di urlare e rivendicare orgogliosamente i propri difetti e le proprie meschinità contro l’ipocrisia del mondo borghese circostante. Le certezze della società occidentale moderna, sottoposta a una spietata critica, sembrano quasi scricchiolare: se il romanzo è l’espressione e il prodotto letterario borghese per antonomasia, esso è diventato a una certa altezza della storia della letteratura anche il suo peggior detrattore e critico. Allora la versione e la visione del mondo di Barney ci viene offerta come una sorta di antidoto all’ipocrisia della società moderna. O semplicemente come la constatazione dell’ impossibilità di essere diversi da come si è. Appartiene, infatti, all'inconfondibile vena letteraria di Richler una specie di consapevolezza e rassegnazione per com’è il mondo determina, una sorta di distanza rassegnata dallo scorrere immutabile della vita che costituisce l’essenza della più genuina ironica.. Ci sono libri che non si vorrebbe mai smettere di leggere. E quando si arriva all’ultima pagina e la si gira, ci si sente un po’ tristi e più soli, come se si avesse appena salutato un caro amico che non si vedrà per molto tempo. La versione di Barney appartiene a questa ristretta, rarissima e privilegiata categoria di libri.

VERA
Verusken

La mia versione su "La versione di Barney"

Scritta il: 30 dicembre 2011

Alle soglie della vecchiaia l'irriverente Barney Panofsky, ricco produttore di tv spazzatura, ripercorre la sua vita, in un caotico stream of consciousness. Ormai solo, dopo il divorzio dall'ultima e amatissima moglie Miriam, decide di lasciare ai posteri un'ironico e dissacrante resoconto dei suoi anni giovanili a Parigi, dei suoi tre matrimoni, delle sue vicende giudiziare. Egli è infatti ancora il principale imputato per la scomparsa del suo amico Boogie, ricostruita, poco alla volta, tra omissioni e sensi di colpa. Imperdibile per chiunque odi il politically correct, la vita convenzionale, la sobrietà o per chi semplicemente cerchi un libro che faccia ancora ridere, sul serio.

ELISABETTA
cimibubu

splendido elogio del disordine

Scritta il: 29 dicembre 2011

Romanzo pungente, divertente, acuto e intelligente. Elogio del disordine della vita e dei pensieri, ci porta ad apprezzare un Barney straordinario, fuori dal comune e dall'ordine delle cose. Un personaggio che fa (sor)ridere ma allo stesso tempo fa percepire il senso profondo di una tristezza inguaribile. Assolutamente da non perdere.

SILVIA
silvia.corti

Sublime

Scritta il: 09 novembre 2011

L'inizio è stato scoraggiante, stavo per abbandonare. A poche pagine dalla fine ridevo a crepapelle. Alla fine, che lacrime. E' un libro che mi ha sorpreso e conquistato. Un amore straordinario, quello di barney

MICOL LAVINIA
lavinia81

Geniale, semplicemente.

Scritta il: 27 giugno 2011

Un libro da non perdere, assolutamente. Cinico, sarcastico, divertente ma anche profondo allo stesso tempo. Intelligente e mai banale. Il libro più bello letto negli ultimi anni.

Millander
Millander

blob confuso

Scritta il: 13 giugno 2011

é un blob confuso e fagocitante, un libro pieno di pagine inutili, tremendamente maschilista ma a tratti ironico a enche divertente. Dentro c'e´di tutto, e come molti libri, volendo essere e volendo dire tutto, si perde per strada. Difficile superare la prima parte, ma al finale vale la pend di arrivare. Peccato che nessuno abbia fatto un robusto lavoro di editing e tagliato metá romanzo.

Giulia2000
Giulia2000

capolavoro

Scritta il: 23 maggio 2011

trattasi di un capolavoro.

DANIELE
ilgregario

come le piante grasse

Scritta il: 28 aprile 2011

un libro come le piante grasse: o si odiano o si amano non ci sono vie di mezzo. Conosco chi non è riuscito a superare le prime 10 pagine del libro, chi lo ha letto e non ha apprezzato e chi invece, come me, lo ha amato immensamente. Il caos nella mente di Barney è assoluto, la verità e la finzione si mescolano a tal punto da perdere completamente la realtà delle cose. Se si riesce ad entrare\apprezzare questo genere di filone narrativo e a comprendere, almeno, in parte, la lucida follia della mente di Barbeny questo libro sarà stupefacente, altrimenti.....

pezzutg
pezzutg

la versione di barney

Scritta il: 01 marzo 2011

Sinistroidi perbenisti e non bestemmiatori, femministe frigide e paranoiche,sionisti devoti, democristiani sorpassati, gay-friendly convinti e segaioli redenti. Se rientrate in almeno una di queste categorie, ciò che vi appropinquerete a leggere non vi piacerà (per fortuna), quindi nel risparmiarvi l'indignazione, a tutti voi consiglio caldamente di rituffarvi in qualsiasi cosa steste facendo prima di imbattervi in questo blog. Se rientrate, invece, in più di una delle suddette categorie è inutile che io stia qui a sottolineare come lo spazio fisico che occupate quotidanamente, altro non è che una vera e propria usurpazione territoriale. Per quei pochi impavidi rimasti, è giunto il momento in cui accogliate nei vostri cuori "La versione di Barney" di Mordecai Richler, storia della vita politicamente scorretta dell'ebreo Barney Panofski.

LibrandoBens
LibrandoBens

decisamente sopravvalutato

Scritta il: 16 febbraio 2011

sono arrivata a metà libro a stento .. noioso e non vedo dove sta tutto questo grande umorismo sinceramente... non finirò neanche di leggerlo...

sara
sara.froli

CHE DELUSIONE

Scritta il: 15 febbraio 2011

Ho visto il film che ho adorato dalla prima all'ultima scena.. Sono corsa a comprare il libro che mi ha totalmente deluso. A non aver visto il film non avrei compreso assolutamente nulla della trama...

Ciumachella
Ciumachella

delusione

Scritta il: 30 gennaio 2011

Un capolavoro non e'. Un passatempo decente, si.

Lebovsky
Lebovsky

geniale

Scritta il: 19 novembre 2010

In questo libro si racchiude di tutto: è la vita di un uomo burbero, disordinato, scorretto, geniale,ma che in fin dei conti riesce dopo qualche pagina a catalizzare l'attenzione e la simpatia del lettore. Ma è sopratutto un romanzo d'amore, e dell'attesa, del corteggiamento, della conquista e della perdita di Miriam, l'unica donna per cui sia mai innamorato. A Barney non si può non volere bene, perchè sotto sotto rappresenta anche ognuno di noi...

ALESSIO
falco7

Per chi vuole ridere di gusto

Scritta il: 12 novembre 2010

Un vero capolavoro di Richler, che per ironia e acutezza mi sento di accostare all’altrettanto memorabile ‘tre uomini in barca’ di Jerome K. Jerome. Questo racconto/biografia ci trasporta nella vita rocambolesca di un uomo cinico e disilluso, che guarda e interpreta il mondo attraverso la lente critica del suo irresistibile sense of humour. Il lettore non potrà non prendere le parti di questo irriverente e consapevole ‘forrest gump’ ebreo/canadese che, a dispetto delle sue dubbie qualità artistiche, si ritrova fortunosamente a trascorrere la sua giovinezza nel bel mezzo dell’élite culturale parigina del secondo dopoguerra per poi finire a guadagnare milioni come produttore nel patinato mondo di Hollywood. Questo, tra l’altro, dopo essere uscito indenne – per mancanza di prove – da un processo per omicidio. Commovente l’amore del protagonista per la sua terza moglie, Miriam, che con la sua bellezza, eleganza e giustezza racchiude in sé tutte le qualità positive che mancano a lui. Questo amore, fatto di pura passione e di una condivisa acutezza di spirito e irriverenza verso le pubbliche convenzioni, sarà il vero elemento di redenzione nella vita del protagonista.

IRENE
prettynoose

Sopravvalutato?

Scritta il: 08 novembre 2010

Io l'ho trovato piuttosto pesante, è stato difficile proseguire, non penso sia questo gran capolavoro tanto strombazzato.

Diletta
IndieDee

maschile

Scritta il: 03 novembre 2010

Libro scritto da un uomo indirizzato a uomini, da raccomandare però anche alle donne. La trovata finale - geniale - potrebbe, purtroppo, risultare già nota al lettore odierno perchè ripresa in alcuni lavori e battute cinematografiche.

VALENTINA
VaLe2010

Una botta in testa

Scritta il: 23 ottobre 2010

L'autobiografia del signor B., un'irruente e ingombrante personalità maschile, le cui riflessioni-avventure ubriacano il lettore voglioso di sensazioni. Nonostante la mole cartacea di quello che è sostanzialmente un monologo, B. non finisce di stupire per il fascino assoluto delle sue vicende. B. è adatto ad un pubblico maschile e raccomandato alle donne. Alla fine, vale a dire a pagina 484, come una botta in testa, emerge la genialità dell'autore, un certo Mordecai Richler.

EMANUELE
galileus84

Geniale!

Scritta il: 22 settembre 2010

Uno dei libri più belli che abbia mai letto. L'inizio è un po' particolare, le prime pagine vanno lette con attenzione perchè salta da un periodo storico all'altro senza filo logico, però è una lettura entusiasmante. Barney è il personaggio più politicamente scorretto, bisbetico, dissacrante e adorabile che ci sia. Ora ne hanno tratto un film...difficile ricreare la stessa atmosfera del libro! Staremo a vedere!

silvianadir
silvianadir

Buono

Scritta il: 17 settembre 2010

Ottimo libro da leggere...originale ne ben scritto...forse poco pubbicizzato...

Erricane24
Erricane24

dissacrante e spietato

Scritta il: 10 settembre 2010

Questo racconto dissacrante e spietato, e stato il mio compagno di lettura per circa un mese, infatti quasi ogni volta tornavo indietro di alcune pagine per capire meglio ed allacciare le catena del racconto. Molto cinico e irriverente.........

FABIO GIOVANNI
FABIOSKJ

Politicamente Scorretto

Scritta il: 07 settembre 2010

Bisogna entrare nel ritmo della lettura. Le prime pagine possono confondere e lasciare interdetti. Si apprezza la peculiarità dello stile solo dopo aver cominciato a familiarizzare con il pazzo mondo di Barney. Da quel momento leggere diventa un vero piacere. Barney è dissacrante, malinconico, solo e politicamente scorretto. Ogni sua parola offende, ogni suo gesto è volgare. Ma Barney è fantastico! Assolutamente il vicino che nessuno di noi vorrebbe, ma che ci fa sbellicare se lo vediamo in una sit-com. Magari prodotta dalla Totally Unnecessary Production. E' chiara l'ironia dell'autore verso un certo tipo di borghesia, che prescinde dal gruppo etnico o dal credo religioso. Le vicende di Barney potrebbero essere adattate perfettamente ad un Guido's di seconda o terza generazione, nuovo ricco nel paese di adozione. Il fatto che l'autore sia ebreo fornisce un ulteriore spunto per attaccare con dissacrante ironia, tutti i devoti sostenitori della stato di Israele. Che al caldo e al sicuro delle loro belle case nel nuovo mondo, pontificano sulla spartizione della Terra Santa e sulla "questione palestinese". L'intercalare in Yiddish da un gusto in più alla scrittura. Tutti buttano li almeno una parola ogni tanto. Anche i goim. Nessuno si allontana troppo dalla strada in cui è vissuto, i rumori, i suoni, le voci, ti rimangano attaccate addosso. Non ha importanza quanti sforzi hai fatto per ripulirti e prendere le distanze. Esilarante il personaggio della Seconda Signora Panofsky. Infine è un vero colpo da maestro il finale; che commuove e circonda Barney di una limpida e ormai crepuscolare, aura di rispetto.

MASSIMILIANO
massimilianopolito

...bah!

Scritta il: 13 agosto 2010

ho cercato di farmelo piacere dopo gli apprezzamenti di amici fidati ma la fatica di arrivare alla fine e' stata improba, nonostante le vacanze estive! lento, lento, lento....

ALBA
amaca

Barney, amico mio...

Scritta il: 06 agosto 2010

"La Versione di Barney" è romanzo che non si dimentica facilmente. Scritto da Mordecai Richler, canadese di origine ebree, e pubblicato per la prima volta nel 1997, è divenuto ben presto un best seller di fama mondiale. E' la storia di Barney Panofsky, ricco produttore televisivo, ebreo canadese cittadino del mondo. L'uomo, ormai anziano, decide di scrivere un'autobiografia in cui cercherà di spiegare la sua "versione" sulla morte dell'amico Boogie, di cui era stato accusato, ma in cui finirà per parlare di tutta la sua vita e, soprattutto, delle sue tre mogli. Scorretto, sopra le righe ma comunque carico di "humor" e ironia, il Barney di Richler è un personaggio che subito cattura le simpatie del lettore. Il suo lungo racconto, fatto di flashback e attimi di vita vissuta, non può non ispirare simpatia ma anche amareggiare, far sorridere ma anche riflettere. Di certo non annoierà, grazie all'alternarsi di toni grotteschi e ironici (in puro stile yiddish) a quelli più drammatici e amari. Un vero e proprio caleidoscopio di avvenimenti, notizie, alcol ed eccessi, che non potranno non ipnotizzare il lettore fino alla fine delle sue 490 pagine. Lo stile di Richler potrà sembrare inizialmente di difficile comprensione, ambiguo e tortuoso, soprattutto a causa di un accumulo di nomi, avvenimenti e citazioni, ma il tipo di narrazione è funzionale alla storia e alle qualità del personaggio che la narra. Insomma, un capolavoro della letteratura contemporanea con uno dei finali più commoventi mai letti.

FRANCESCO
zero00

Lo volete conoscere un vecchio ebreo canadese cinico e bisbetico?

Scritta il: 02 marzo 2010

I figli di Barney pubblicano le memorie del padre, scrittore, scrittore per vivere, uno di quelli che ha vissuto l'età del jazz, le donne, l'alcool e l'arte. Uno di quelli che per un equivoco si è trovato indagato per un omicidio e dal quale sospetto mira a discolparsi. Questo è solo lo spunto, per Barney, per cominciare un racconto che attraversa la sua intera vita: le sue tre mogli, i suoi amici dei salotti letterari, il bere e il non avere una lira in tasca. Tutto è reso con un divertentissimo e pungente cinismo da vecchio bisbetico che sì, incarna lo stereotipo del vecchio ebreo insegnatoci dal cinema, ma d'altro canto lo fa con eleganza e con una sceneggiatura - giacchè il testo è molto cinematografico - che regge sempre, fino alla fine, in dialoghi che strappano ad ogni pagina vere risate, nelle sue invettive e nei suoi atteggiamenti indomabili, nei suoi momenti di commovente profondità, in particolar modo verso la fine del romanzo, quando conosciamo Barney molto bene e ne cogliamo le sfumature passionali e sofferenti. La prosa è fatta di periodi brevi, talvolta contorti, con uso frequente di flashback e retrospezione che, comunque, non impediscono di seguire il filo logico della narrazione. Vi invito a soffermarvi sulle potenti immagini presenti nelle ultime pagine delle memorie di Barney, struggenti parole cariche di sentimento.

ELEONORA
Pincherle

Incomprensibile

Scritta il: 24 dicembre 2008

Probabilmente non sarò stato predisposto alla lettura (dubito visto che ero in ferie) ma non sono riuscito a comprendere cosa ci sia d'interessante in questo testo. Un continuo saltellare da un personaggio all'altro senza un filo logico e senza una trama che faccia da collante. Scarso.

ANDREA
n.y.a

CINICO QUANTO BASTA

Scritta il: 09 dicembre 2008

LO RILEGGEREI ANCORA.

voracelex
voracelex

tutti vorremmo essere barney

Scritta il: 01 febbraio 2008

Barney, chi non vorrebbe esserlo, leggendo questo libro, ci si ritrova, al termine, orfani di una storia avvincente, deliziosa e, a tratti, di una comicità pulita e non volgare. L'altra sera, quando l'ho finito di leggere ho pensato: "c'è qualcosa di questo personaggio in ognuno di noi, ma principalmente in me". La cosa più bella? L'amore descritto per la terza moglie. Miriam Per me è il filo conduttore di tutta la storia. Leggetelo

ANDREA
mcfarland


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