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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Un giorno questo dolore ti sarà utile

di Peter Cameron

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Sinossi

James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... I puntini di sospensione sono un espediente abusato, ma in questo caso procedere oltre farebbe torto a uno dei pochi scrittori sulla scena che, come sa bene chi ha amato Quella sera dorata, chiedono solo di essere letti. Anticipare le avventure e i pensieri di James rischierebbe di mettere in ombra la singolare grazia che pervade questo libro, e da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nella sua ironia inquieta e malinconica, qualcosa che pochi sanno raccontare: l’aria del tempo. "Cameron disegna un mirabile affresco di un mondo, il nostro, incapace di prendersi cura di se stesso, alla rincorsa di cose futili e banali. Lo fa attraverso una prosa densa come fosse verseggiata, con dialoghi perfetti e un personaggio che resterà nella memoria. Un libro bellissimo, già dal titolo e fino all’ultima pagina." (Valeria Parrella).

Altre informazioni

Scelti per voi dai nostri librai

laFeltrinelli Librerie - Siena

Scritto da Jean Paul il 19 marzo 2012

Un libro di formazione alla vecchia maniera trapiantato nell'era digitale. A voltesembra impossibilema i ragazzi hanno ancora voglia di crescere e provare tutte le emozioni che la vita ha da offrire....con o senza l'aiuto degli adulti.

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Recensioni

Maledette aspettative

Scritto da Giulia.Meglioli il 22 febbraio 2012

Questo è uno di quei casi in cui l'etichetta rovina il libro. Leggerete commenti come "La versione moderna del giovane Holden", "Toccante", "Clamoroso", "Sensazionale", "Il film sarà un successo". La cosa che mi infastidisce è che avreste potuto benissimo godervi questo libro come una perla davvero rara e preziosa ma con le aspettative che si sono create finirete per pensare "Giovane Holden? Salinger si rivolterebbe nella tomba.." E non posso darvi tutti i torti. E' un libro molto breve, circa 200 pagine. Per questo credo sia accessibile a tutti, a parte magari i giovanissimi, che probabilmente non ne apprezzerebbero il contenuto non ancora adatto a loro. E' un romanzo di.. ricerca, di formazione anche. Il protagonista, 18 anni, un "orso solitario" è in conflitto con il mondo e con chi vuole decidere per lui cosa fare della sua vita. Un diciottenne come un altro, insomma, che si rende conto che è arrivato il momento di essere adulti e non sa bene come prendere le misure della nuova vita. Insomma, in effetti come contenuti ci avviciniamo ad un giovane Holden del XXI secolo. La prosa è estremamente scorrevole e non ricercata, l'autore non si abbandona a perifrasi ricercate e complicate, ma si limita a spiegare le cose come le riproporrebbe la mente di un diciottenne qualunque. Questo gioca estremamente a favore del libro, che diventa subito credibile, e a favore del protagonista, in cui l'immedesimazione è inevitabile. Si prova, infatti, subito una certa empatia nei confronti di James, nonostante la sua caratterizzazione sia sicuramente esagerata: il ragazzo rasenta la sociopatia, più che la tipica chiusura e introspezione adolescenziale! Un romanzo del tutto, e completamente sì, vuoi per il prezzo abbordabile, vuoi per le frasi semplici ma d'effetto, vuoi per il titolo , che già di per se è una perla. Consigliato a chi ha perso la via della lettura e vuole rimboccarla, nel giro di poche ore avrete fatto un viaggio che vi lascerà un massaggio importante da portare con voi: il dolore ti fa crescere, un giorno questo dolore ti sarà utile.

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M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.O

Scritto da hojay il 18 luglio 2012

M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.O.

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Carino ma niente a che vedere con Il giovane Holden

Scritto da babbyB il 28 dicembre 2011

I personaggi sono tutti molto cosí acuti e ironici, il romanzo è scritto bene, scorrevole e piacevole. tuttavia niente a che vedere con Il giovane Holden a cui qualcuno l'ha voluto paragonare. Si legge senza difficoltà.

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A volte le brutte esperienze aiutano

Scritto da enricocaramuscio il 19 luglio 2013

L'adolescenza, si sa, è il periodo più complicato della vita di una persona. Può essere ancora più difficile quando si hanno diciotto anni e si detestano i propri coetanei. Diventa terribile se poi, anche tra gli adulti che ci circondano, le persone con cui si ha piacere a stare non sono più di un paio. Quando si è considerati disadattati, estraniati, problematici. E' quello che succede al protagonista di questo libro, James, un ragazzo che ha serie difficoltà a rapportarsi con gli altri, schivo, taciturno, solitario e disgustato dal mondo che ha intorno. James ha appena finito la scuola e lavora nella galleria d'arte della madre pluridivorziata in attesa di partire per l'università. Ma lui ha in mente altri progetti, l'università non lo attira, non vuole vivere in mezzo a tutti quei ragazzi così profondamente diversi dal suo modo di essere in compagnia dei quali ha già trascorso tutta la sua vita senza trovarli piacevoli né interessanti. Inoltre tutto ciò che gli serve può impararlo benissimo leggendo i suoi amati Trollope, Welch, Rohmer, senza spendere soldi in costosi corsi di studio di cui non gli importa niente solo per conformarsi ad una norma sociale. Sogna quindi di acquistare una vecchia casa nell'ovest e andarci a vivere da solo, imparare un mestiere e passare il tempo in compagnia dei suoi libri. Tra fughe, sedute psichiatriche, licenziamenti, guai a casa e disastrosi tentativi di conquista lo seguiamo in questo momento difficile e delicato, in cui potrà contare sempre sull'appoggio e l'affetto della persona che ama più al mondo, la nonna Nanette, l’unica che sembra capirlo, accettarlo e offrirgli un rifugio dalla stupidità, dall’intolleranza e dall’odio e che saprà fargli capire che i momenti difficili a volte possono trasformarsi in un dono. Caratterizzato da una buona analisi introspettiva del protagonista e da dialoghi incalzanti, questo libro di Cameron risulta piacevole e a tratti interessante, senza però entusiasmare più di tanto sia da un punto di vista stilistico, con la sua prosa fin troppo semplice e priva di qualsiasi virtuosismo, che dal punto di vista dell’originalità, con personaggi un po’ stereotipati e una storia che sa di già visto. Il romanzo infatti sembra fin troppo palesemente ripercorrere la trama e le tematiche de “Il giovane Holden”, senza riuscire ad avvicinare il carisma e l’estro che caratterizzano il capolavoro di Salinger, ma coinvolgendo comunque il lettore e lasciando un messaggio sempre valido che l’autore affida alle parole di Nanette: “A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono, un dono crudele, ma pur sempre un dono”.

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Troppe aspettative

Scritto da Bilancia18 il 24 giugno 2013

Ho deciso di leggere questo libro dopo che diverse persone me lo hanno consigliato. Ammetto che nel complesso è un romanzo fluente e ben scritto, ma alla fine di ogni pagina letta mi aspettavo la svolta e invece niente. Probabilmente sono state le troppe aspettative a farmi rimanere delusa, o meglio insoddisfatta, da questa lettura.

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ma di quale dolore si parla?

Scritto da guaripat il 08 luglio 2012

New York. James, 18 anni lavoricchia nella galleria d'arte poco visitata della madre. Per ingannare il tempo, cerca in rete una casa nel Midwest dove poter stare in solitudine ma navigando troverà uma chat per cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria un appuntamento al buio...

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molto molto scorrevole non annoia mai

Scritto da dado7 il 29 febbraio 2012

si legge in poco tempo, bravo lo scrittore, trama carina, mi è piaciuto.

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libera interpretazione

Scritto da stephi.m il 25 novembre 2011

Questo libro è uno dei pochi che ti lascia davvero un'infinità di spazio in cui divagare. Cameron riesce con poche parole e storie spesso semplici a coinvolgere il lettore in un viaggio denso di riflessioni personali. E' facile trovare rispecchi con il giovane james che da subito diventa una figura magnetica per chi vi si approccia.

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da leggere

Scritto da sgabello il 11 settembre 2011

ironico scorrevole divertente affresco americano

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carino

Scritto da svevuccia il 24 settembre 2010

Una bella lettura. Semplice, delicato, alla fine toccante. Una storia apparentemente banale che in relta' ha tante sfaccettature. Una scrittura semplice e lineare, si fa leggere volentieri.

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La mia recensione

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