Oltre a far conoscere un luogo forse unico il romanzo ha il merito di raccontare ansie, gioie e dolori che, prima i poi, ciascuno si trova a vivere e lo fa con grande delicatezza
Quel che affidiamo al vento
Laura Imai Messina ci conduce in un luogo realmente esistente nel nord-est del Giappone, toccando con delicatezza la tragedia dello tsunami del 2011, e consegnandoci un mondo fragile ma denso di speranza, una storia di resilienza la cui più grande magia risiede nella realtà.
Sul fianco scosceso di Kujira-yama, la Montagna della Balena, si spalanca un immenso giardino chiamato Bell Gardia, in mezzo a cui è installata una cabina, con un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. Da tutto il Giappone vi convogliano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno, che alzano la cornetta per parlare con chi è nell'aldilà. Quando su quella zona si abbatte un uragano di immane violenza, da lontano accorre una donna, pronta a proteggere il giardino a costo della sua vita. Si chiama Yui, ha trent'anni e una data separa quella che era da quella che è: 11 marzo 2011. Quel giorno lo tsunami le sottrasse la gioia di essere al mondo. Ma quando a Bell Gardia Yui incontra Takeshi, la sua vita prende un corso inaspettato. Per rimarginare le ferite di un'esistenza servono coraggio, fortuna e un luogo comune in cui dipanare il racconto di sé. Perché quando nessuno si attende il miracolo, il miracolo avviene.
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Anno edizione:2021
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Julie 30 aprile 2026Delicatezza allo stato puro
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sandranna 09 aprile 2026una voce nel vento
Un libro delicato e a tratti poetico. Narra il dolore immenso per la perdita di persone care con infinita sensibilità e partecipazione. Accanto ai personaggi principali Yui e Takeshi, le cui personalità e ferite, vengono gradatamente raccontate, ce ne sono altri appena abbozzati che completano e arricchiscono il racconto. La storia incentrata su un giardino chiamato Bell Gardia dove è installato una gabina telefonica non collegata che trasporta i ricordi e le voci di chi per qualche ragione non c'è più. E' un modo delicato e poetico per mettere in comunicazione senza morbosità o angoscia il mondo dei vivi con quello delle persone che ci hanno lasciato. Serve per lenire il dolore e per ricordare chi si è amato,il tutto fatto con infinita grazia, lasciando tra le righe perle di poesia.
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Roberta 07 aprile 2026Stupendo!
In assoluto il romanzo più amato di Laura Imai Messina. Da leggere e rileggere.
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