Liberatori o sfruttatori?
Scritta il:
13 giugno 2010
“L'uomo (Homo sapiens sapiens), chiamato anche essere umano, è una sottospecie di Homo sapiens, un primate bipede appartenente alla famiglia degli ominidi che comprende numerosi generi estinti e sette diverse specie viventi di grandi scimmie”. Questa è la definizione scientifica della nostra specie, abile colonizzatrice di tutti gli idiomi naturali, la quale, grazie ad uno sviluppo efficace di alcune capacità mentali avanzate, è riuscita ad adattare il mondo a proprio favore. A questo punto provate a pensare ad alcuni individui di questa specie, discriminati per il semplice fatto di trovarsi a Sud di una certa latitudine, diciamo pure il parallelo di “Roma ladrona”, volendo utilizzare una terminologia cara a Borghezio e simili. Sarebbe razzismo allora tale discriminazione; ma non può esserlo, poiché non ci sono in gioco bianchi e neri, ma solo uomini. Pino Aprile in “Terroni – tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero Meridionali”, ci propone, alla luce di numerosi studi economici e sociali di numerosi studiosi, la verità di quella che fu chiamata “Unità d’Italia”. L’invasione da parte di un gruppo di “Mille delinquenti”, portò a una delle più terrificanti tragedie del millennio, paragonabile solo alla Shoah. L’opera di conquista fu messa in luce come la liberazione dalla tiranni Borbonica. Il “liberatore”? Un piccolo Regno dell’Italia Settentrionale, affogato nei debiti di guerra dei lunghi anni di lotte per espandersi a spese della Corona Asburgica. La “ricompensa”? Un bottino in oro, detenuti nel cavout del Banco di Napoli (oltre che numerose e ripetute usurpazioni fiscali), depredato dai pluridecorati bersaglieri e carabinieri savoiardi, colpevoli di migliaia di esecuzioni sommarie, rapine, stupri, distruzioni di interi paesi: il tutto con la complicità della Storia; quella scritta di vincitori, naturalmente. Perché intitolare vie ad Alfonso Ferrero la Marmora (Casalduni e Pontelandolfo) e non a Herbert Kappler (fosse Ardeatine)? Una volta sedato le rivolte di un popolo violentato a casa propria, dopo aver mandato in fuga i migliori e ammazzato i cosiddetti “briganti”, bisognava passare alla seconda fase dell’esperimento: secondo degli studi del professor Philip Zimbardo della Stanford Univerity, uomini normalissimi possono trasformarsi in mostri, se l’ambiente lo impone; proprio quello che successe in Italia dove, l’esperimento guardie – piemontesi e prigionieri – meridionali, ha indotto la gente del Sud a pensare di meritare davvero tanta sofferenza, e quella del Nord a cullarsi sull’idea della superiorità, stabilita la quale ogni tentativo di contestare abusi di ogni tipo viene visto come minaccia all’ordine nazionale; o meglio al pregiudizio. Attraverso una sottile analisi, Aprile, esplora le cause del Sud, visto non come storica terra d’emigrazione, ma come miniera di ricchezze umane e industriali. Basta pensare alle acciaierie di Mongiana, fiore all’occhiello dell’industria siderurgica duosiciliana, o alle industrie manifatturiere di Napoli, vero vanto dell’eccellenza artistica del Sud. Forse davvero il Meridionale ha perso la sua convinzione di essere capace, forse perché violentato nell’anima, forse perché scoraggiato dalla terra che gli si brucia attorno, incendiata dalla mano di mafiosi del Sud e moderati del Nord, alleatisi per tenere sotto scacco un paese, che fu un tempo glorioso; solo la volontà del Meridione può affrontare le malversazioni di coloro che hanno tutto l’interesse di mantenere lo squilibri tra Nord e Sud.