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Terroni

Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali

Pino Aprile

Terroni

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€ 14,87-15%

 

Listino
€ 17,50
Editore
Piemme
Data uscita
09/03/2010
Pagine
224, rilegato
Lingua
Italiano
EAN
9788856612738

Fratelli d’Italia… ma sarà poi vero? Perché, nel momento in cui ci si prepara a festeggiare i centocinquant’anni dall’unità d’Italia, il conflitto tra Nord e Sud, fomentato da forze politiche che lo utilizzano spesso come una leva per catturare voti, pare aver superato il livello di guardia. Pino aprile, pugliese doc, interviene con grande verve polemica in un dibattito dai toni sempre più accesi, per fare il punto su una situazione che si trascina da anni, ma che di recente sembra essersi radicata in uno scontro di difficile composizione. Percorrendo la storia di quella che per alcuni è conquista, per altri liberazione, l’autore porta alla luce una serie di fatti che, nella retorica dell’unificazione, sono stati volutamente rimossi e che aprono una nuova, interessante, a volte sconvolgente finestra nella facciata del trionfalismo nazionalistico. Terroni è un libro sul Sud e per il Sud, la cui conclusione è che, se centocinquant’anni non sono stati sufficienti a risolvere il problema, vuol dire che non si è voluto risolverlo. come dice l’autore, le due Germanie, pur divise da una diversa visione del futuro, dalla guerra Fredda e da un muro, in vent’anni sono tornate una. Perché da noi non è successo?

Parole chiave laFeltrinelli
italia meridionale­società,questione meridionale,società e cultura,italia­società,storia d'italia,storia culturale e sociale,problemi e processi sociali
Genere
scienze sociali

la Community

Per sapere la verità

Scritta il: 18 gennaio 2011

Questo libro di Pino Aprile ti apre gli occhi o almeno lo fa con chi ha davvero voglia di sapere come si è fatta l'italia. L'italia che ci hanno consegnato i libri di storia è un'italia che non c'è e Pino Aprile dimostra con i fatti tutto questo. imperdibile per chi ama sapere la verità delle cose e soprattutto per chi non vuole dimenticare chi ha perso la vita combattendo il più grande sopruso che i meridionali abbiano mai avuto.

Nikolari
Nikolari

150 anni di menzogne

Scritta il: 01 dicembre 2010

Il 1860, la spedizione dei Mille, la conquista del Regno delle Sue Sicilie sono stati il frutto di anni di fermenti liberali per la creazione dello Stato italiano. Ma allo stesso tempo sono l'antitesi degli ideali di libertà, fratellanza ed unità che trasudano dalle agiografie classiche degli "eroi" del Risorgimento. Un'invasione illegale, una guerra non dichiarata, con l'appoggio delle super-potenze straniere, contro lo Stato più ricco della penisola. Spie, Stati Maggiori corrotti, potentati locali compiacenti, hanno permesso ai Savoia di portare al nord con poco sforzo. Smantellamento di attività agricole ed industriali, tasse esorbitanti, leva militare, vennero imposti con la legge marziale. Ogni resistenza era repressa con stragi, violenze, deportazioni. Non è solo un altro libro sul "brigantaggio". Pino Aprile allarga l'analisi ai giorni nostri accompagnandoci lungo i decenni in cui il nord ha costruito il suo sviluppo su un sud trattato come colonia da sfruttare ed abbandonare. Le radici dell'industrializzazione del settentrione, dell'emigrazione dei meridionali, del degrado sociale ed ambientale delle città del sud, affondano in una storia che dura da 150 anni, e che l'autore illustra con semplicità e chiarezza. Un libro che non dovrebbe mancare nelle case di tutti gli italiani.

Lektor
Lektor

RISPOSTA ALLE RECENSIONI

Scritta il: 16 novembre 2010

Io purtroppo non ho ancora letto il libro, ma lo farò al più presto. Ho deciso di lasciare lo stesso una recensione dopo aver letto le altre. Volevo in maggior modo rispondere a chi ha scritto che i politici (in gran parte del Nord) lasciano al Sud solo gli spiccioli, considerando che le infrastrutture sono minori e di dubbia qualità. Volevo precisare che se le tasse che vengono pagate al Nord, da aziende e privati, fossero lascite là, si avrebbe ancora molto di più! Come avviene nelle regioni autonome che hanno i fiori in tutte le aiuole, le strade asfaltate, le scuole pubbliche belle come le private se non di più. I letti dei fiumi sarebbero puliti e si eviterebbero alluvioni come quella di pochi giorni fa su Vicenza. Al sud purtroppo c'è la mafia e tutti gli altri che vengono anche "salvati" da qualche politico. Secondo me se si eliminasse "il cattivo" (che non è il Nord e nemmeno la popolazione del Sud)andremo tutti più d'accordo perchè alla fine siamo Fratelli.

ELENA
elenalorenzin

wishful thinking

Scritta il: 06 novembre 2010

La tesi di fondo è comune a molta recente pubblicistica (non si può parlare di saggio storico, mancando il metodo e la terzietà di giudizio, ed essendo insufficienti e in genere poco attendibili le fonti): l'Unità si è fatta a spese del Sud. Alcune informazioni sono interessanti e forse nuove, ma si cade spesso nell'invenzione (impagabile la descrizione di Umberto II che va in esilio con la nave da crociera da Napoli, mentre fin dalle scuole medie si impara che partì da Ciampino in aereo) e nella fantasia sfrenata (la ricchezza del Regno di Napoli attualizzata supererebbe quella di mezza Europa). Ma la descrizione della condizione generale del Regno di Napoli come del bengodi è patetica, e altrettanto quella degli Stati settentrionali come del luogo di ogni incapacità e privazione. Se così fosse, non si capirebbe perchè non sia stato il Sud a conquistare il Nord (ripeto la classificazione dell'autore, tanto inconsistente quando fastidiosa). Le contumelie continue e sguaiate, ma soprattutto fuori luogo, contro i Governi di oggi sono la ciliegina sula torta di un libro perdibilissimo.

MAURIZIO
mr@maurizioricci.it

In buona parte vero!!

Scritta il: 18 settembre 2010

Il libro è un po' di parte, (rispetto ai saggi che sono abituato a leggere), molti i commenti personali, ma anche una buona dose di fonti viene citata. Molto positivamente mi ha colpito il finale del libro quando prospetta la soluzione a questa crisi del meridione. Un po' meno preciso è quando cerca di accomunare, non facendo i debiti distinguo, tutto il nord. I savoia con l'esercito piemonte sono i responsabili delle stragi, non il lombardo-veneto. Profonda anche la dissertazione in merito alla nascita della mafia al sud, conseguente all'abbandono della terra da parte degli uomini. Riporto alcuni passi: pag 261 "...<<Rimase chi più di altri riesce a tollerare il sopruso, chi non può o non ha voglia di lottare, chi scende a patti con l'apatia o con chi detiene il potere,>> dice Bocchiaro...." pag 266 "....In famiglia e in società, i padri sono la legge, i custodi delle regole uguali per tutti; le madri sono l'amore, il motore dell'eccezione a favore dei propri figli, e questo le rende più disposte a porne le richieste al di sopra di tutto, <<anche quando esse sono contrarie alla legge e ai principi>> scrive Mario Alcaro (Sull'identità meridionale). Il padre deve garantire la società pure a spese della sua casa, la madre deve garantire la sua casa anche a spese della società....." pag 267 "....:il Meridione divenne un popolo a prevalenza femminile. E il sistema delle regole virò verso quello matriarcale: è giusto, se a favore dei miei figli, pur se a danno della comunità (in questo si vede una ragione del successo della mafia, la cui radice è femminile: a dispetto del suo machismo, il mafioso è figlio dell'eccezione materna, non della legge paterna)....

Marco
callem

Avanti Sud alla Riscossa

Scritta il: 10 settembre 2010

Leggetelo!Leggetelo!Leggetelo!Non possiamo non leggete questo libro. Non puoi non leggerlo tu che sei del Nord che grazie a te, ai tuoi nonni, ai miei nonni ci hai ridotto in questa condizione. Non può non leggerlo uno del Sud, perchè questo libro ci aiuta a capire come ci hanno fatto entrare in questo stato di minorità, e leggere questo libro è un buon modo per uscirne. Lo sai che vi dico?Io sono un ragazzo siciliano, ma la mia terra non la lascio e se vuoi aiturmi a non lasciarla anche tu devi leggere questo libro!

ANGELO
Perilfalcone

Nordici e sudici

Scritta il: 06 settembre 2010

Questo è uno di quei libri che non dovrebbe mancare nella biblioteca personale. E' più di un semplice libro. E' la storia, più nera, più oscura, più celata di tutto quello che è stato fatto a partire dall'unificazione del 1861 al Sud e ai suoi abitanti. Oggi il Sud è una piaga sociale per il Nord, certo. Ma come la mettiamo con le disparità di trattamento nei confronti dei Nordici e dei "Sudici"? La Basilicata non ha una rete ferroviaria o un aeroporto che dirsivoglia. La famosa autostrada Salerno-Reggio calabria è in cedimento, a tratti senza corsi d'emergenza. Il ponte sullo stretto non è stato fatto per meglio collegare Malpensa al suo centro. Ed eccoci che i politici, in maggioranza di centro nord, fanno sì che al Sud vadano solo gli spiccioli, mentre le ingenti somme vanno ad arricchire panieri più ricchi. Il paese più povero d'Europa è in Calabria. E dove se no? Col la politica nordico-centrica per anni, s'è sempre e si continua tutt'oggi a far defluire denaro e incentivi statali nelle regioni più ricche. Usando il Sud solo come manodopera a bassocosto. Altro che liberatori!

GIUSEPPINA ALESSIA
PulcinellaMerlino

Liberatori o sfruttatori?

Scritta il: 13 giugno 2010

“L'uomo (Homo sapiens sapiens), chiamato anche essere umano, è una sottospecie di Homo sapiens, un primate bipede appartenente alla famiglia degli ominidi che comprende numerosi generi estinti e sette diverse specie viventi di grandi scimmie”. Questa è la definizione scientifica della nostra specie, abile colonizzatrice di tutti gli idiomi naturali, la quale, grazie ad uno sviluppo efficace di alcune capacità mentali avanzate, è riuscita ad adattare il mondo a proprio favore. A questo punto provate a pensare ad alcuni individui di questa specie, discriminati per il semplice fatto di trovarsi a Sud di una certa latitudine, diciamo pure il parallelo di “Roma ladrona”, volendo utilizzare una terminologia cara a Borghezio e simili. Sarebbe razzismo allora tale discriminazione; ma non può esserlo, poiché non ci sono in gioco bianchi e neri, ma solo uomini. Pino Aprile in “Terroni – tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero Meridionali”, ci propone, alla luce di numerosi studi economici e sociali di numerosi studiosi, la verità di quella che fu chiamata “Unità d’Italia”. L’invasione da parte di un gruppo di “Mille delinquenti”, portò a una delle più terrificanti tragedie del millennio, paragonabile solo alla Shoah. L’opera di conquista fu messa in luce come la liberazione dalla tiranni Borbonica. Il “liberatore”? Un piccolo Regno dell’Italia Settentrionale, affogato nei debiti di guerra dei lunghi anni di lotte per espandersi a spese della Corona Asburgica. La “ricompensa”? Un bottino in oro, detenuti nel cavout del Banco di Napoli (oltre che numerose e ripetute usurpazioni fiscali), depredato dai pluridecorati bersaglieri e carabinieri savoiardi, colpevoli di migliaia di esecuzioni sommarie, rapine, stupri, distruzioni di interi paesi: il tutto con la complicità della Storia; quella scritta di vincitori, naturalmente. Perché intitolare vie ad Alfonso Ferrero la Marmora (Casalduni e Pontelandolfo) e non a Herbert Kappler (fosse Ardeatine)? Una volta sedato le rivolte di un popolo violentato a casa propria, dopo aver mandato in fuga i migliori e ammazzato i cosiddetti “briganti”, bisognava passare alla seconda fase dell’esperimento: secondo degli studi del professor Philip Zimbardo della Stanford Univerity, uomini normalissimi possono trasformarsi in mostri, se l’ambiente lo impone; proprio quello che successe in Italia dove, l’esperimento guardie – piemontesi e prigionieri – meridionali, ha indotto la gente del Sud a pensare di meritare davvero tanta sofferenza, e quella del Nord a cullarsi sull’idea della superiorità, stabilita la quale ogni tentativo di contestare abusi di ogni tipo viene visto come minaccia all’ordine nazionale; o meglio al pregiudizio. Attraverso una sottile analisi, Aprile, esplora le cause del Sud, visto non come storica terra d’emigrazione, ma come miniera di ricchezze umane e industriali. Basta pensare alle acciaierie di Mongiana, fiore all’occhiello dell’industria siderurgica duosiciliana, o alle industrie manifatturiere di Napoli, vero vanto dell’eccellenza artistica del Sud. Forse davvero il Meridionale ha perso la sua convinzione di essere capace, forse perché violentato nell’anima, forse perché scoraggiato dalla terra che gli si brucia attorno, incendiata dalla mano di mafiosi del Sud e moderati del Nord, alleatisi per tenere sotto scacco un paese, che fu un tempo glorioso; solo la volontà del Meridione può affrontare le malversazioni di coloro che hanno tutto l’interesse di mantenere lo squilibri tra Nord e Sud.

Petitcaporal
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