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Sinossi

Dopo Ti prendo e ti porto via , Niccolò Ammaniti in questo romanzo va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: e mette in scena la paura stessa. Michele Amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto cosí grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. E per affrontarlo dovrà trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di Michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di Acqua Traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano. Il risultato è un racconto potente e di assoluta felicità narrativa, dove si respirano atmosfere che vanno da Clive Barker alle Avventure di Tom Sawyer , alle Fiabe italiane di Calvino. La storia è ambientata nell'estate torrida del 1978 nella campagna di un Sud dell'ltalia non identificato, ma evocato con rara forza descrittiva. In questo paesaggio dominato dal contrasto tra la luce abbagliante del sole e il buio della notte, Ammaniti alterna a colpi di scena sapienti, la commedia, il mondo dei rapporti infantili, la lingua e la buffa saggezza dei bambini, la loro tenacia, la forza dell'amicizia e il dramma del tradimento. E insieme tratteggia un indimenticabile campionario di adulti. Romanzo della scoperta di sé attraverso un rischio estremo, e la necessità di affrontarlo, lo non ho paura diventa un addio struggente all'età dei giochi e dello stupore, all'energia magica che ci fa lottare contro i mostri. E si insinua sotto pelle in ciascuno di noi, come una tenera pugnalata nel petto.

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Recensioni

Bellissimo

Scritto da sonyas il 12 gennaio 2011

Si resta affascinati dalle descrizioni degli ambienti che accolgono il lettore cullandolo negli spazi "le piante erano più rigogliose che mai. Crescevano fitte cariche di spighe, pronte per essere raccolte."(Io non ho paura, N.A.). Mi ha tenuto sulle spine fino all'ultima pagina. Lettura: semplice e scorrevole.

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Non è pesante

Scritto da bearbruno il 01 gennaio 2011

Questo romanzo mi ha colpito molto per l'attualità degli eventi descritti, per la capacità dell'autore di mettere in risalto i sentimenti e le emozioni del protagonista. La lettura è piacevole, con la voglia costante di continuare; il tema trattato permette riflessioni e ognuno di noi si interroga sul comportamento che avrebbe tenuto. Consiglio questo libro a tutti per il suo linguaggio semplice, chiaro e divertente.

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estate

Scritto da xiaoou il 24 dicembre 2010

riesci a sentire di quel caldo del libro, della paura del ragazzo, dei sussuri nella cucina.. è abbastanza leggero da leggere

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non sono impazzito

Scritto da kranix il 04 agosto 2010

Leggo volentieri Ammaniti, mi piace. Questo romanzo tuttavia non mi ha entusiasmato, forse perchè avevo aspettative "importanti" o forse perchè la storia di per se è priva dello spessore che meriterebbe. Non è un brutto libro, mi si intenda, solo leggermente sottotono. Se dovessi consigliare Ammaniti, decisamente opterei per altri titoli, forse tra tutti il racconto "l'ultimo capodann odell'umanità", e la raccolta "fargo" tutta!

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La mia recensione