
Memorie dell'Arte Bimba
di Filippo Scozzari
€ 14,02
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- Listino€ 16,50EditoreConiglio EditoreData uscita11/03/2008Pagine206
- LinguaItalianoEAN9788860631114
Sinossi
Dieci anni dopo l'uscita del suo diario di battaglie "Prima pagare, poi ricordare", Filippo Scòzzari, autore di fumetti e uno dei i fondatori di «Cannibale» e «Frigidaire», torna con questa seconda multiforme, impietosa, commovente e ironicissima sarabanda, che assume di volta in volta le sembianze del memoriale, del manuale tecnico, del diario di famiglia e del baedeker esistenziale. In "Memorie dell’arte Bimba" (quale miglior definizione per un’arte giovane come il fumetto?) Scòzzari ripercorre gli anni della sua infanzia, tenero e stupefatto esploratore della Bologna e dell’Italia negli anni 50 e 60. In un’ideale “Prima Puntata”, che termina esattamente dove iniziava il fortunato Prima pagare, poi ricordare Scòzzari indaga, sbrana e resuscita i punti nodali della propria educazione: la scuola, la famiglia, la passione per il disegno, l’amore lancinante per i fumetti, ma anche gli interrogativi feroci di un Bimbo che, in eterno duello col Babbo Mannaro, avverte in sé i primi pungoli di quella follia creativa che, zappata a sconfitte e concimata a scoperte, lo trasformerà in uno degli autori simbolo dell'ultimo scorcio del '900
Recensioni
Scòzzari, Bimbo in eterno
Scritto da NelloFeltry il 08 aprile 2008
Pur regalatoci da uno dei pochi maestri italiani del fumetto, collocare questo capolavoro nell'angusto "scaffale" FUMETTI è fuorviante. Se proprio si vuol giocare a "Metti-la-Targa", allora la targa "Romanzo di Formazione", per quanto restrittiva, è molto più vicina alla natura della nuova feroce, allegra e "magistrale" impresa scozzariana, fenomenalmente scissa in due parti. Nella prima, servendosi della draga-secchio della memoria Scòzzari s'assoggetta a ripescare materiali da profonde cantine interiori: sensazioni, frasi, accidenti, anime, passioni la cui insondabile natura indaga schifiltoso ma assorto. La lingua, un monellesco edificio di neologismi, insulti, parolacce, ricercatezze landolfiane, è il telaio perfetto per sostenere una congerie di "Vignette" altrettanto vive e spiazzanti, il rendiconto quasi mensile delle pulsioni e repulsioni dello Scòzzari Bimbo, la cronaca di come una lenta, meravigliosa forza abbia potuto poco alla volta trasformare un bimbo saccente e prepotentino in un Autore Demiurgo. Nella seconda parte, un Manuale tanto ribaldo quanto tecnicamente indiscutibile, il Demiurgo, finalmente convinto dei suoi poteri, e ansioso di servirsene, al grido/tormentone di "Luce da Luce!" sciorina al popolo i segreti da usare se si vuol diventare come Lui, se si vuol sperare di essere Amici di Lui. Qui invece la scrittura si fa strumento maieutico di convinzione: sarcasmi, interruzioni, voli pindarici, bastonate a tu per tu e "compiti a casa", tutto vien buono nell'erculeo tentativo di elevare la Massa Magra, detta anche Insalata Fedele. La radicale diversità di tono e di scrittura, e par quasi di assistere in diretta ad un attacco di schizofrenia, tali e tante sono le differenze dalla prima parte, è certo stata impiegata per allontanare eventuali accuse di pignucoloso onanismo da memorie. Ma anche qui è una lingua incredibile, tersa, scintillante e nuova. Utile. Alla fine lo si può proprio affermare: Scozzari è veramente pazzo. Ci è nato, e non ne è guarito, ma ce ne fossero. Luce da Luce.






