stupendo
Scritta il: 29 dicembre 2011
In una parola, stupendo! Il più bel capolavoro di Giorgio Faletti. L'ho divorato in pochi giorni!
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"Io sono Dio" è il titolo del nuovo romanzo di Giorgio Faletti. L'ambientazione è internazionale. Resta da svelare il mistero che si cela dietro il titolo...
Scritta il: 29 dicembre 2011
In una parola, stupendo! Il più bel capolavoro di Giorgio Faletti. L'ho divorato in pochi giorni!
Scritta il: 13 dicembre 2011
Un buon libro da parte di Faletti.La trama come sempre non risulta mai banale,i personaggi sono ben caratterizzati e quasi mai si riesci ad intuire la loro vera indole se non nel finale del libro.Non mancano colpi di scena che caratterizzano sempre i libri di Faletti ma nel complesso risulta essere un po' meno avvincente rispetto ad altri suoi libro.Nel complesso risulta essere come un ottimo thriller.
Scritta il: 10 novembre 2011
Spinto dall'onda del successo di Faletti di questi ultimi anni, ho deciso di provare a leggere questo "Io sono Dio", tralasciando tutta la sua narrativa precedente. Devo dire di essere rimasto molto deluso da questo libro ed aggiungerei pure sorpreso dal suo successo. La trama e narrazione reggono fino alla prima metà del libro, con buoni scavi psicologici dei personaggi e dei loro vicendevoli rapporti (mi ha ricordato un po' lo stile di King). Ma è da metà in poi che tutto ciò crolla, la trama diventa pura azione, avvenimenti si succedono con un ritmo da film americano fino a sfociare in un finale che lascia si di stucco, come piace al Nostro, ma per la sua superficialità, banalità e, a mio parere, per gravi lacune narrative con il resto della trama. Bocciato.
Scritta il: 19 marzo 2011
Spinto dalle entusiasmanti recensioni, ho finalmente deciso di leggerlo. Sinceramente mi ha deluso, speravo in qualcosa di più, soprattutto dal punto di vista della trama che ho trovato abbastanza banale. Ora, non voglio di certo stroncarlo, dico solo che forse, è stato "pompato" un po' troppo, comunque è un buon giallo.
Scritta il: 29 dicembre 2010
non si puo chiamare un libro "io sono Dio"
Scritta il: 15 dicembre 2010
C'è suspence fino alla fine....le vittime non si possono immaginare a priori e solo alla fine del libro si riesce veramente a capire l'intreccio che lega tutti i fatti tra loro.
Scritta il: 28 novembre 2010
«Lettura piacevole ma scarsi i colpi di scena. Trama quasi scontata, da telefilm americani. Il titolo stesso pecca di eccessività. »
Scritta il: 18 ottobre 2010
buon romanzo poliziesco nello stile consueto di Faletti, sicuramente meglio delle ultime sue opere, non è all'altezza di "Io Uccido" ma è passabile, il finale è un pò inverosimile.
Scritta il: 27 settembre 2010
Contrariamente a quanto mi è capitato di leggere su giornali, blog e riviste, io sono convinta che, con questi libro, il grande Faletti di "Io uccido" sia ritornato: lo accusano di scrivere sceneggiature, e non romanzi: non è vero, scrive romanzi che potrebbero tranquillamente essere sceneggiati; lo accusano di scimmiottare i noirs americani: non è vero, non scimmiotta nessuno. Si intuisce, però, almeno a mio parere, che ha letto, e studiato, Ed McBain: e c’è forse qualcuno che oserebbe denigrare Mc Bain? La verità vera, a mio parere, è che Faletti suscita spaventose invidie: è simpatico, duttile ed intelligente, sa sfruttare con garbo, enfatizzandola, ogni sua più piccola inclinazione, sa circondarsi di persone capaci e di valore, credo sia discretamente ricco ed è anche fisicamente gradevole nonché, si direbbe, particolarmente simpatico alla Dea Fortuna. Un soggetto ideale da invidiare e quindi da distruggere con atteggiamenti blasés e snob. E invece Faletti è bravo davvero: scrive bene, molto bene. Ha una lingua ricca e diversificata; ha un sottile sense of humor; narra storie avvincenti e, in questo caso, possibili; crea personaggi umanamente notevoli, nel bene e nel male; è capace di autentica compassione, nel senso latino del termine; il comportamento negativo di alcuni suoi personaggi ha sempre una spiegazione, che non è mai, però, una giustificazione; molte delle sue creature approdano al bene attraverso strade tortuose: non sono, cioè, virtuose dalla nascita, (ammesso che esistano virtuosi dalla nascita che siano, contemporaneamente, dotati di cervello): il suo messaggio è, credo, che a tutti dovrebbe essere data, con criteri di sensibile intelligenza, una seconda possibilità. "Io sono Dio" mi è piaciuto quasi quanto "Io uccido" e certamente molto più dei libri in cui si lascia attrarre da derive parapsicologiche di stampo "Kinghiano". Infatti mi auguro che il prossimo libro sia del genere, più concreto e terreno, del Faletti che aprezzo di più.
Scritta il: 24 settembre 2010
Faletti non si smentisce. Letto tutto d'un fiato, questo libro è l'ennesima prova del talento del poliedrico scrittore, che con il suo inconfondibile stile letterario cattura il lettore ancora una volta. Unica pecca, il finale, buttato lì, senza tante spiegazioni, quasi come se Faletti avesse avuto fretta di concluderlo. Con una maggiore attenzione per le ultime pagine, questo libro sarebbe stato, a mio avviso, il suo capolavoro, alla pari forse con "Io uccido".
Scritta il: 16 settembre 2010
L'ultimo romanzo di Faletti. Molti potrebbero pensare, grazie ai precedenti romanzi e alla sua esperienza, che questo sia un capolavoro. Sicuramente, a mio parere, Faletti è migliorato nello stile di scrittura, ma purtroppo non con le idee e la fantasia affascinante del suo primo romanzo (Io uccido). Questo non toglie che sia comunque un buon romanzo con delle buone idee e una trama piuttosto coinvolgente. Ciò che mi ha deluso molto, altre ad alcuni punti in cui le descrizioni e le vicende sono un po' noiose, è il finale. Voto: 6+
Scritta il: 15 settembre 2010
La trama non è originale così come non lo sono i personaggi: anzi è forse opportuno sottolineare la poca cura dell'autore nell'aspetto psicologico dei personaggi. Non ci vengono spiegati molto bene, a volte solo abbozzati alcuni dettagli (i quali la maggior parte delle volte sono superficiali) arrivando al punto che il lettore più che un personaggio ha l'impressione di leggere la sceneggiatura di un film. Molte idee però sono buone, sono solo amalgamate male assieme. La storia di "Little Boss" è secondo il mio parere integrata malissimo con la trama principale svoltasi in un periodo presumibilmente contemporaneo al nostro. Il finale è totalmente abbozzato: sembrano solamente delle linee guida che l'autore si è scritto come promemoria. Succede tutto velocemente, in un paio di capitoli. Non vengono date spiegazioni. Paradossalmente risulta troppo poco dettagliato ma allo stesso tempo di un centinaio di pagine più lungo del normale. Forse il prossimo sarà il romanzo buono per G. Faletti
Scritta il: 10 settembre 2010
Non c'è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l'unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere dio.
Scritta il: 14 aprile 2010
mi aspettavo molto di più avendo letto i precedenti romanzi...preferisco rimanere attaccata, con i ricordi, a "niente di vero tranne gli occhi"..molto meglio....
Scritta il: 14 gennaio 2010
E' a dir poco spettacolare!!! Non volevo leggere Faletti...non mi ispirava, ma ora mi devo ricredere! Ho iniziato proprio da "Io sono Dio" e poi ho proseguito con "Io uccido" e "Niente di vero tranne gli occhi". Sono 3 gialli molto avvincenti. Sembra quasi di vedere un film! Le descrizioni sono particolareggiate e non manca di certo la suspence ed il colpo di scena! Non mi sta piacendo molto "Pochi inutili nascondigli" di cui sono all'ultima storia ed oggi inizierò "Fuori da un evidente destino".
Scritta il: 17 dicembre 2009
Devo dire che quest'ultimo libro mi ha deluso un po'... Non è brutto,ma ho trovato lento l'inizio, particolare il finale ma meno coinvolgente sicuramente degi altri. Mi è sembrato un tentativo di 'imitare' lo stile Dan Brown.
Scritta il: 04 novembre 2009
Finalmente ho ritrovato Faletti scrittore dei primi 2 libri. Un bel triller, una lettura scorrevole , un Faletti primo stile. Un bel libro! E complimenti a Faletti per aver ritrovato il suo primo stile di scrittura. Cinzia Graziani
Scritta il: 24 luglio 2009
Continuo a credere ke Faletti fosse impareggiabile nelle sue parodie televisive. Ho letto 2 dei suoi libri e sono un imitazione di notevoli autori americani di gialli. Inoltre quando leggo i suoi libri mi pare di sentirlo parlare con quella sua cadenza cosi tipica....Nel panorama editoriale del genere c'e' di meglio e x quanto lui possa essere simpatico come scrittore nn mi piace....
Scritta il: 16 luglio 2009
Come detto dal lettore precedente non merita i 20euro spesi....2stelle di stima..giusto per non buttare l'autore nel..:D In primis non condivido più il fatto ke faletti si sia proprio "americanizzato" ormai del classico stile italiano sobrio leggero ed efficiente non c'è più na mazza.Mentre in "fuori da.."è un tema molto americano così come i personaggi e tutto ma lo stile impeccabile,nel suo ultimo lavoro faletti cerca in tutto e per tutto frasi ad effetto specie all'inizio;è da apprezzare il fatto che vuole fare una analisi psicologica ma fa dei continui flashbeck e frasi ad effetto che penalizzano molto lo svolgersi della trama.La storia in generale potrebbe andare,così come l'idea del finale(colpo di scena)...diciamo una bella idea ma che non è stata impostata nel modo giusto..è frettolosa e arronzata..non ha creato pathos..fatto positivo è ke la parte centrale(descrizione e indagine del detective)è carina. in generele l'ho finito con noia e fatica==>non lascia il segno. P.s.Faletti non lo vuole capire che per diventare un grande non deve per forza agire alla j.deaver(a cui si ispira)deve ricalcare la strada intrapresa da io uccido(in parte anke dal 2 romanzo)del classico giallo alla'italiana con sprazzi di scene di sangue..con questo ho finito il monologo..ciao a tutti
Scritta il: 01 luglio 2009
TEnuto conto che l'opinione altrui è sovrana e rispettabile sempre e comunque; resto costernato da come , appassionati dichiarati di thriller, esalatano la trama reputandola avvincente e sorprendente.Mi chiedo.....che thriller avete letto???????????????? Io sono dell'idea che la capacità narrativa dell'autore miglioradi libro in libro, giustificando il tempo ed il denaro investiti. Il signro Faletti però, è ora che ritrovi la fantasia. Vivien esiste già e si chiama Amelia Sachs....
Scritta il: 01 luglio 2009
Sono sempre stato un fan di Faletti da quando quest'autore ha esordito con Io uccido ho praticamente comprato tutti i suoi libri. Quest'ultimo romanzo sicuramente segna il ritorno dello scrittore ad un genere che gli è più congeniale, ossia il thriller, infatti dopo il flop della sua ultima serie di racconti in "pochi inutili nascondigli" (sicuramente una trovata editoriale per fare soldi poco riuscita), Faletti torna a raccontare gli omicidi di un presunto serial killer, che, sulla scia dell 11 settembre, semina morte e distruzione disseminando bombe in palazzi di new york. Si tratta di un reduce del vietnam sfigurato dalla guerra perchè usato come scudo umano dei vietcong e finito sotto il fuoco amico, che ha piazzato ordigni sotto i palazzi, per vendicarsi di quanto ha patito durante la guerra contro il suo ingrato ed irriconoscente paese, ma la sua opera mortale sarà portata avanti da suo figlio....e qui appunto sorge il thriller...chi è suo figlio? come fare a rintracciarlo? la polizia nella persona della bella vivien dovrà risolvere ben più di un enigma ed alla fine la verità sulla sua identità sarà abbastanza sorprendente. Questa la storia, senza dirvi molto per non farvi perdere l'entusiasmo della lettura. di qui le mie opinioni. Personalmente penso che Faletti, pur recuperando smalto rispetto all'ultima serie di racconti, sia ormai lontano anni luce dalla perfezione ineguagliata di "io uccido". Io sono Dio ,infatti è sicuramente interessante, scorrevole nella lettura ed abbastanza intrigante, ma a mio giudizio, sebbene parta bene, mettendo parecchia carne sul fuoco : la vendetta di un ex combattente, un cadavere sconosciuto ritrovato in un cantiere da identificare, e la ricerca del figlio ignoto (che si proclama dio appunto) , poi si perde strada facendo, giungendo poi ad un finale che è coerente, ma per niente spettacolare (con uno sdoppiamento di personalità). Troppi secondo me i riferimenti ad autori già noti : vedi Rambo per l'ex combattente, Dario Argento per la persona murata cadavere, Freud per lo sdoppiamento di personalità e l'11 settembre per la serie degli attentati. Insomma un Faletti che sicuramente scrive un bel thriller, ma che a mio giudizio non vale tutti i soldi del prezzo di copertina, sicuramente più bello è stata la trilogia di stieg larsson per intenderci. Insomma consiglio l'acquisto se, come me siete fan di Faletti e volete leggere della sua piacevole scrittura....ma se vi aspettate un capolavoro come "io uccido" resterete un tantino delusi . Bella comunque questa massima del libro : " le guerre finiscono, l'odio dura per sempre". Voto : 7.
Scritta il: 25 maggio 2009
Come sempre Faletti non si smentisce mai.. Parlando da appassionata di thriller e grande fan di questa grande persona, posso solo dire che è un libro meritevole di lode. Divorato in un giorno, avvincente, colpi di scena, emozioni e personaggi che sembrano veri. Un libro che t risucchia dentro fino all'ultima parola, che fa riflettere su tante cose mentre, passo passo, ti guida verso la risoluzione del mistero.