Pochi inutili nascondigli
di Giorgio Faletti
€ 14,32
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Sinossi
Sette racconti, sette storie del mistero nella scia di Poe, Lovecraft e King, che si servono del fantastico per far emergere uno smarrimento nuovo, un panico sconosciuto. Gomme capaci di cancellare case e uomini, prati maledetti, mostri gentili e manichini animati, atmosfere quiete che esplodono all’improvviso mettendoci di fronte a quella particolare forma di orrore che solo l’incomprensibile può suscitare.
Altre informazioni
- Genere:horrorParole chiave laFeltrinelli:racconti, giallo e mistery
- Listino€ 17,90EditoreDalai EditoreCollanaRomanzi e raccontiData uscita06/05/2008
- Pagine376FormatorilegatoLinguaItalianoEAN9788860734389
Recensioni
Delusione
Scritto da brunagabutti il 05 settembre 2008
Banale .. disattende le aspettative.Dopo i prmi due Faketti comincia a perdere colpi.. Il primo racconto è incredibilmente simile a Duma Key di King. Scritto male, non emoziona, non tramette nulla. Da dimenticare
Pochi inutili nascondigli
Scritto da samantharubino74 il 28 agosto 2008
Faletti si dimostra, anche questa volta, un meraviglioso narratore immaginoso e complesso. Questi racconti, dei quali uno era già uscito singolarmente, come allegato a un quotidiano, confermano la sua fantasia e la sua capacità di scrivere sulla scia dei grandi autori contemporanei stranieri, statunitensi in primis. Sospesi in un sogno onirico, i finali di questi racconti potrebbero accostarsi a quelli della grande Elsa Morante.
Lento e banale
Scritto da simona78 il 26 agosto 2008
Mi hanno regalato questo libro, perchè personalmente a me Faletti non mi ispira ed infatti non ho mai letto il suo primo libro "Io Uccido"... cmq Pochi Inutili nascondigli non mi è piaciuto è stato lento e le storie poco avvincenti. Ma come dico sempre questo è solo un mio personalissimo parere. Buona lettura a tutti
Nascondigli
Scritto da Mezzanotte il 06 giugno 2008
Pur se scritto in un bellissimo italiano, scorrevole ed estremamente accurato, e nonostante i racconti di cui si compone questo libro siano tutti ispirati ad una grande profondità di pensiero e di animo, il romanzo mi sembra distante anni luce dal primo di questo autore, "Io uccido". I racconti non sono così marcatamente intimi ed introspettivi da fare dell'opera un romanzo interiore, ed allo stesso tempo non sono neppure così ricchi di suspence ed intrigati come "Io uccido" era stato per essere davvero definiti gialli. Sono lì a metà strada e, pur se godibili mentre li si legge, a fine libro ci si ritrova un po' con la sensazione di non avere afferrato nulla, di aver letto un romanzo scorrevole certo ma che passa e non lascia traccia.







