quanta sofferenza sei disposto a tollerare per mangiare la tua bistecca?
Scritta il:
02 settembre 2010
Comprato a scatola chiusa perché mi sono piaciuti gli altri suoi libri molto piacevoli e a volte divertenti. Questo libro invece non è divertente per niente. Però mi sono commossa, indignata, nauseata, irritata.
Le motivazioni che portano alla scelta vegetariana, in parte sono note:
- Salute: mangiare carne non solo è corresponsabile di ictus, infarto, cancro, ma crea resistenze agli antibiotici
- Ecologia: produrre carne è un notevole spreco energetico, inquina con i rifiuti, consuma acqua e terreno ed è la prima causa del riscaldamento globale)
- Spirituale.
Certo il libro è scritto da un americano che parla agli americani, il popolo che consuma più carne di tutto il resto del pianeta, ma quello che avviene in America oggi arriverà a Campobasso domani mattina, già adesso i licei sono pieni di fanciulle obese con la pancetta che straripa dai jeans.
Più che dare risposte il libro pone domande che potrei riassumere in una sola:
“Siamo veramente sicuri che il modo migliore di festeggiare qualunque evento insieme ai nostri cari sia quello di mangiare un animale che è stato selezionato geneticamente per crescere nei muscoli nel minor tempo possibile, che è incapace di riprodursi naturalmente, che non ha mai respirato aria fresca, mai visto il cielo, è stato pompato di ormoni e antibiotici per “prevenzione”, trasportato per chilometri e poi finalmente ucciso senza troppi riguardi?”
Insieme alla descrizione da serial killer di tutti i sadismi che si svolgono nei mattatoi c’è un messaggio importante e di speranza: noi possiamo fare molto, sono le nostre scelte quotidiane che plasmano il mondo, scegliendo cosa consumare.
Per i lettori masochisti questo è il link al video che propone anche il libro: “meet your meat”
http://www.youtube.com/watch?v=G7Zoe68d_hc&feature=related