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Il club degli incorreggibili ottimisti

di Jean-Michel Guenassia

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Sinossi

Michel ha undici anni e per evitare i litigi in famiglia va spesso a giocare a calcio balilla al “Balto”, un bistrot del suo quartiere. Al “Balto” fa conoscenza di un gruppo di frequentatori davvero speciali: si chiamano Tibor, Imre, Leonid, Igor, Pavel, Sasha. Sono tutti esuli, fuggiti o cacciati dai paesi dell’Est, e si dividono fra quelli che credono ancora nel comunismo e quelli che non ci credono più. Sullo sfondo, un’intera epoca e l’atmosfera del passaggio tra anni Cinquanta e Sessanta, il Rock’n’Roll, le prime imprese nello spazio, l’inizio della Guerra Fredda… In compagnia di quegli uomini, in quella Babele di culture, Michel conosce il mondo adulto, le sue sfide e la sua complessità: gli ideali, l’amore, la morte, la nostalgia.

Altre informazioni

Scelti per voi dai nostri librai

laFeltrinelli Librerie - Roma

Scritto da Marco il 24 marzo 2013

In questo libro c'è il meglio della Parigi più romantica, quella tra gli anni 50 e il 68, in un caleidoscopio di storie e di vicende umane, in cui si mescolano storia, sentimenti, politica e amicizia. Incredibile l'intreccio di affinita'e anche rivalita' tra i personaggi e gli scontri generazionali.

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Recensioni

bello

Scritto da paolarelli il 12 ottobre 2013

bello, profondo, delicato, imprevedibile, insomma, una lettura deliziosa.

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bellissimo

Scritto da RoseLeigh il 29 aprile 2012

Fin dalle prime pagine l'autore proietta il lettore nella Parigi degli anni '60, la guerra è finita da troppo poco tempo per essere un capitolo di storia, le tensioni tra Europa est e ovet sono accese. Michel Marini ha da poco compito dodici anni quando, per curiosità entra nel retro del Barto, un locale in cui si beve e si gioca a calcio balilla, e fa la conoscenza di un gruppo di profughi di guerra, ognuno con una storia da raccontare. Per la maggior parte sono russi, ma ci sono anche ungheresi, tedeschi e greci, fuggiti dal loro paese senza nulla e senza documenti lasciando mogli e figli. Michel è un ragazzo sensibile, che spesso si isola per leggere in santa pace. Michel cresce tra le mura del Balto, il cui club è riservato ad un' "elite", ma egli vi entra senza problemi, ogni componente del club degli incorreggibili ottimisti gli insegna qualcosa, gli narra la propria vita e quello che hanno abbandonato, una parte di loro stessi. Diventano tutti padri e fratelli del piccolo Michel, il Balto non è solo un club ma una famiglia. Bellissimo libro. Per qualche giorno è stato come rivivere negli anni '60, ci si affeziona ai personaggi e vorresti incontrarli perchè sembrano veri. Quando succede così significa che è un libro ben fatto.

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Meraviglai

Scritto da Macopa il 18 agosto 2011

Splendido,elegante e mai scontato, scorrevole, semplice mai banale, fino alla fine straordinario e cosi per tutte le 700 pagine ! Assolutamente da non perdere.

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risate lacrime e Cotes-du-Rhone

Scritto da enricocaramuscio il 10 luglio 2011

Tra una partita a biliardino e una a scacchi, tra una sigaretta e un bicchiere di Cotes-du-Rhone si parla di politica storia e attualità, di arte e letteratura, ci si racconta la propria vita, si ride per delle barzellette e si possono scorgere personaggi come Keller e Sartre intenti a scrivere o semplicemente a bere qualcosa con gli amici. Siamo in una stanza nel retrobottega del Balto, un bistrò di Parigi, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 e questo è il Club degli incorreggibili ottimisti. I soci sono quasi tutti rifugiati politici scappati dai paesi dell' est per sfuggire alla persecuzione dei vari regimi comunisti, di cui continuano a difendere e professare gli ideali di libertà e uguaglianza contestandone invece il modo di metterli in pratica. Uomini dal grande passato in patria costretti ora a vivere nella clandestinità in un paese straniero, in attesa di un documento che non gli verrà mai rilasciato, adattandosi a fare i lavori più umili per sopravvivere e che nel Club trovano la solidarietà e la fratellanza che abitualmente nascono tra coloro che si trovano nella stessa barca. Come dichiara fieramente Pavel qui erano finalmente riusciti a realizzare l’ ideale comunista: erano uguali. Tutto ciò viene raccontato attraverso gli occhi di Michel Marini, un adolescente francese di origine italiana che riuscirà a farsi accettare come socio di questo circolo esclusivo, imparerà il gioco degli scacchi, stringerà amicizie forti con i membri del club e vi troverà rifugio e consigli nei momenti difficili che non saranno pochi per lui in quegli anni, tra problemi in famiglia, scuola, amici che spariscono e amori che nascono. Guenassia tira fuori un libro meraviglioso e coinvolgente dalle atmosfere magiche che una volta cominciato è impossibile abbandonare. Un bellissimo mix di politica, storia, amicizia e amore, condito da un piacevole umorismo e pieno di momenti commoventi. Difficile non affezionarsi ai vari personaggi, descritti con grande accuratezza dal punto di vista umano e le cui storie sono corredate da precisi riferimenti storico-politici. L’ autore usa una prosa semplice e uno stile fluido e scorrevole e riesce a dare al romanzo un ritmo veloce ed incalzante tanto che la lettura scorre senza intoppi e si arriva alla fine senza neanche accorgersene nonostante le 700 pagine.

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MAGNETICO

Scritto da specialtim il 17 aprile 2011

Non da spazio al tempo; questo testo racchiude in sè il magnetismo che non permette al lettore di staccare il volto dalle pagine... di facile lettura e intense emozioni... tante storie avvolgenti ma strettamente legate fra loro che catturano la mente facendola vagare.... il tutto è infine immerso in una ricca e gustosa descrizione del periodo post seconda guerra mondiale dove amore politica passioni e caratteri umani si mescolano rappresentando un arcobaleno sorprendente, vivo e intenso capitolo dopo capitolo.

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Sorprendente

Scritto da andreagiaco il 28 dicembre 2010

Sicuramente una delle sorprese della stagione letteraria. Il lungo passaggio dalla fanciullezza all'età adulta del piccolo parigino Michel si interseca con le vicende storiche e sociali di un periodo lungo circa 30 anni. Nel "Club degli incorreggibili ottimisti" posto nel retrobottega del bistrot Balto, il giovane Michel approda quasi per caso e percorrerà in quella stanza polverosa, sotto la guida ora comica, ora struggente, ora disincantata ed ora severa degli esuli del comunismo di tutta Europa, il suo personalissimo percorso di formazione. Tra i tanti, indimenticabili personaggi del club merita una menzione particolare almeno Sasa: già entusiasta e fedele servitore del regime sovietico, costretto poi alla fuga per essersi rifiutato di fornire il suo appoggio in un complotto ai danni, tra gli altri, della sua stessa famiglia, ripara a Parigi dove gli altri esuli ignorano il suo sia pur tardivo ravvedimento e muore suicida e solo, escluso tra gli esclusi, emarginato anche dagli emarginati di tutta Europa, con la sola amicizia del giovane Michel al quale consegnerà il suo testamento di ricordi e di rimorsi.

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Struggente

Scritto da heine il 07 novembre 2010

Fine anni '50. Parigi. Michel ha undici anni, non capisce la matematica, adora leggere, giocare al calcio balilla, il suo gatto Nerone. Guarda con sospetto alle riunioni di famiglia a casa del nonno materno, evita gli aspri rimproveri della madre, i controlli del suo professore, le chiacchiere infinite della sorellina, si sforza di capire il padre e anela la compagnia del fratello maggiore Frank e dei suoi simpatici e anarchici amici Pierre e Cécile. Tutto il suo mondo complicato di adolescente pressato dalle cattiverie gratuite degli adulti vissuto in un clima sociale e politico instabile per la guerra d'Algeria cambia improvvisamente prospettiva quando varca curioso la soglia del retrobottega del bistrò 'il Balto'. Oltre la porta dove qualcuno ha scritto 'club degli incorreggibili ottimisti' un gruppo di uomini gioca a scacchi, beve, siede ai tavolini, qualcun'altro scrive.. non uno qualunque ma Sartre. In comune hanno tutti uno strano modo di parlare francese e un crogiuolo di storie, passioni e sentimenti imprigionati in un passato e in un luogo senza tempo destinato ad essere dimenticato, per sopravvivere a se stessi. Profughi dei paesi dell'est, vittime o strenui credenti del comunismo, Igor, Leonid, Imré, Pavel, Tibor, Sasa diventeranno per Michel figure guida nella sua vita. Ascoltando le loro chiacchiere, i loro aspri litigi, le barzellette dissacranti di un dolore, di una perdita che altrimenti non si sarebbe in grado di gestire, Michel avrà modo di confrontare le quotidiane asprezze della sua vita mitigandole: imparerà a gestire i conflitti personali, la separazione dei suoi genitori, il tradimento del fratello, la fine di un'amicizia, il primo amore. Nell'intensa eppur breve sua stagione al club degli ottimisti mentre imperversa il rock'n'roll e la guerra fredda, il boom economico e lo scontro di ideali, Michel imparerà a 'crescere', non come un sopravvissuto ma come 'un uomo'. "Sei vivo, non lagnarti, per te tutto è possibile" Romanzo di formazione, affresco di un'epoca, 'Il club degli incorreggibili ottimisti' è un libro intenso, struggente, dal tratto indelebile. Parafrasando le stesse parole dell'autore "prima ancora d'aver letto, si indovina subito se un libro ci piacerà o no".. ebbene con Guenassia ha funzionato proprio così, il suo libro piace sin dal titolo, riuscitissimo. Una scrittura coinvolgente, personaggi straordinari, tutti noi vorremmo aver fatto capolino almeno una volta nel club del 'Balto' e compatire (partecipare all'altrui patimento) Sasa, Igor e gli altri. "Non sapevo come oppormi. Come lottare contro il fuoco che distrugge le poesie? Ho trovato una sola soluzione: impararle a memoria. me le imprimevo in mente. Lì, non si poteva trovarle, non toglierle, non cancellarle. Quando arrivavano i sacchi dei sequestri, sottraevo qualche quaderno alle fiamme. Fissavo i versi nella mia memoria. me li ripetevo ogni notte. Ho saputo poi che altri avevavno fatto la stessa cosa. Delle donne hanno preservato l'opera del marito scomparso imparando a memoria le sue poesie. Finchè si era vivi, c'era una speranza di salvarle". E ancora l'opera di Guenassia spinge a riflettere non solo sul comune passato recente ma sull'oggi, sulla figura degli esuli, degli esclusi, degli ultimi.. "Proclamare 'non sapevamo' è una menzogna collettiva rassicurante. I russi quanto i tedeschi, i francesi, i giapponesi, i turchi e gli altri sapevano cosa succedeva a casa loro. Nessuno è fesso. Gli arresti, le espulsioni, le angherie, le torture, le deportazioni, le esecuzioni, la propaganda, le foto truccate. Chi protestava spariva. E allora si taceva. Igor, Leonid, Vladimir, Imré, Pavel, io stesso e gli altri, nessuno ignorava niente. Un giorno la ruota si è fermata davanti a noi. Abbiamo avuto la fortuna di salvare la pelle. Non siamo più innocenti dei boia ai quali siamo scampati".

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