L'eleganza del riccio
di Muriel Barbery
€ 11,99
- Listino€ 11,99EditoreE/OCollanaDal mondoData uscita01/10/2007
- Pagine-LinguaItalianoEAN9788876419409FormatoEPUB con Adobe DRM
- Dimensione0.52 MB
Sinossi
Una portinaia, all'apparenza sciatta, scorbutica e teledipendente, assiste allo scorrere della vita in un palazzo elegante abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ma all'insaputa di tutti Renée è una coltissima autodidatta che incontrerà Paloma, una dodicenne geniale e brillante che stanca di vivere ha deciso di farla finita.
Recensioni
splendido, da rileggere
Scritto da adriana1978dellacrociata il 28 febbraio 2012
Difficile definire la natura di questo romanzo, per lo stile al di sopra della media, quasi filosofico; le due speciali protagoniste lo rendono straordinario. Il mondo di entrambe sembra un universo parallelo e impenetrabile. Solo il loro incontro e l'arrivo del misterioso inquilino modificheranno l'equilibrio delle loro vite.
sofisticato
Scritto da Gemmale il 13 marzo 2012
l'ho trovato sofisticato e a tratti difficile da leggere: è uno di quei libri che non scorre se non sei concentrato. Se sei distratto devi riprendere dalla riga che hai lasciato, ma se hai la pazienza di seguire la scrittrice e di saperla ascoltare avrai tra le mani non un semplice libro ma una conchiglia che ha al suo interno una preziosissima perla!
Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando...
Scritto da JerleShannaraDP il 02 gennaio 2012
"Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando." Queste e tante altre frasi toccanti, struggenti e cariche di pensieri profondi e riflessivi contornano una storia semplice, leggera e narrata in maniera fruibile per comprendere in se le età più disparate. E' la storia di una donna che dalla vita ha avuto molti dispiaceri, dalla morte del marito, ai figli mai venuti alla luce, ad un lavoro che rende molto facile l'etichettare una persona che vive in un mondo totalmente opposto al lavoro che fa. Ed è la storia di una dodicenne che questa vita la sta comprendendo, la sta vivendo e la rifiuta, perchè "un pesce rosso può aspettarsi solo la sua boccia di vetro, dalla vita". Ma essendo bambina e intrecciando una profonda relazione con questa "portinaia" sconclusionata, Paloma saggerà in prima persona una vasta gamma di emozioni, eventi e segnali, che, quindi, questa vita deve viverla, a dispetto del dolore che abbraccerà lei e il nuovo inquilino di Rue De Granelle, Mounsier Ozu. "[...]Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi [...]senza nemmeno riconoscerci. [...] Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno." Muriel Barbery ci ha reso la storia di un "incontro" profondo, unico, irripetibile, che è quello di vite umane che si fruttificano a vicenda, che segnano la storia l'uno dell'altra. Un libro da leggere, da assaporare e che aiuta a riflettere, senza ombra di dubbio, sui passi che la vita ci fa fare, contando sulla qualità degli incontri, che sul numero dei silenzi... Dario Piedimonte
Elegante non troppo
Scritto da Humbert il 29 dicembre 2011
Romanzo diventato caso letterario, anche se personalmente credo sia sopravvalutato. Gradevole e scorrevole lettura, prova a richiamarsi ai classici, più volte anche richiamandoli, ma non riesce a raggiungere appieno lo scopo. Piacevole sorpresa il finale, anche se vagamente prevedibile nelle ultime pagine. Lettura comunque consigliata per passare tranquillamente qualche ora.
Sopravvalutato
Scritto da tilita il 24 dicembre 2011
Osannato dalla critica e da lettori di tutta europa, il romanzo veniva presentato come un capolavoro della letteratura contemporanea. Di fatto, però, se non fosse per la deliziosa caratterizzazione di Paloma, resta un mero sfoggio di cultura da parte dell'autrice. Decisamente deludente.
MERAVIGLIOSO
Scritto da KIKIKIKI il 23 dicembre 2011
Un libro davvero molto bello. Come fa l'ombra a brillare? Brilla, punto e basta.
Dolce e profondo nella sua semplicità.
Scritto da Alessandro_McKennitt il 23 dicembre 2011
In fondo cosa possono avere in comune una ragazzina dodicenne figlia di genitori ricchi e una portinaia cinquantenne bruttina e goffa? All'apparenza nulla, ma se si va oltre la superficialità dell'apparenza si scopre un mondo nascosto, un mondo in cui non si bada alla classe sociale o alle aspettative stereotipate, un mondo in cui ciò che conta è conoscere quella persona attraverso le parole, i semplici gesti, le attenzioni, per capire poi quanto a volte le apparenze ingannino e quanto in realtà pensiamo di conoscere le persone che sono intorno a noi senza conoscerle davvero. Un libro che scorre fluido, nella sua semplicità e tenerezza, ma che in realtà si rivela profondo e intenso. Davvero un bel libro.
L'eleganza dell'essere
Scritto da savepan il 22 dicembre 2011
Renée é una semplice portinaia di un palazzo abitato dall'alta borghesia.Fa di tutto per apparire cio' che gli altri si aspettano da una portinaia non rivelando la sua natura colta e sensibile.Il finale ci rivelera' diverse sorprese!
veramente notevole
Scritto da Juliet2011 il 18 dicembre 2011
un libro sorprendente, parte in sordina e diventa sempre più coinvolgente.Di una delicatezza e sensibilità rare. bellissimo!
PIACEVOLE
Scritto da cristina-9999 il 18 dicembre 2011
Un buon libro.Non sono una grande lettrice ma il libro mi è piaciuto.I primi capitoli sembrano noiosi ma man mano che la storia si crea il risultato è piacevole.I pensieri dei personaggi si intrecciano e cambia di capitolo in capitolo il punto di vista della storia. Consigliato a chi cerca una lettura coinvolgente ma non troppo impegnativa.
Molto bello!
Scritto da Cassy74 il 12 dicembre 2011
Un libro incredibile di una delicatezza particolare nell'affrontare temi abusati in letteratura. Personaggi caratteristici ma con i tratti del conosciuto. Ben scritto, anche se in alcuni passaggi non facilissimo, rende giustizia dall'inizio alla fine, non lasciando mai l'amaro in bocca.
Bellissimo
Scritto da evanna il 09 dicembre 2011
Un libro che ho tardato a leggere (era un regalo) ma che merita sicuramente "l'ottimo"
Elegante davvero!
Scritto da imarine il 09 dicembre 2011
Elegante, coinvolgente, tipicamente francese nell'ambientazione, nello stile, nella psicologia dei personaggi. Un'adolescente inquieta, una portinaia bruttina ma sentimentale e ricchissima interiormente, l'incontro di mondi diversi sotto lo stesso tetto, nello stesso palazzo. Una vita condominiale brulicante di sensibilità, tenerezza e passione.
Classe
Scritto da asale il 02 dicembre 2011
I libri che leggo ultimamente mi piacciono subito molto, ma poi, non so esattamente il perché, a metà li rivaluto. Mi sembra che non riescano a tenere il ritmo dell'ottima partenza. In questo caso è successo tutto il contrario. Iniziato lentamente e a fatica, mi ha coinvolto sempre di più, anche se tutte le riflessioni filosofiche delle due protagoniste mi hanno rallentata nella lettura e costretta a rileggere le frasi più di una volta. Se ammiro la cultura, la propensione al bello di Renée, non credo assolutamente reali le dissertazioni ad alti livelli di una sensibile dodicenne pur se intellettualmente super dotata. Renée e Paloma mi sono entrate nel cuore!
Da valutare a mente sgombra.
Scritto da Nilyal il 29 novembre 2011
Originale racconto ambientato in un esclusivo palazzo residenziale. L'intreccio tra i personaggi l'ho trovato poco realistico e non ho apprezzato nemmeno il fatto che non siano stati particolarmente individualizzati: i tre principali sono molto simili, quasi identici, ed allo stesso modo anche quelli di fondo non hanno una vera caratterizzazione. Infine, è fin troppo evidente il punto di vista dell'autrice. Nel totale però è ben scritto ed originale.
L'eleganza dei personaggi
Scritto da JessIronic il 29 novembre 2011
L'aspetto che colpisce di più di questo libro è la raffinatezza e la semplicità di alcune considerazioni, alle quali viene da rispondere 'come mai non ci ho mai pensato?' e l'eleganza dei personaggi, che calpestano il suolo di questa storia con passi felpati, talvolta non li percepiamo nemmeno, eppure una volta arrivati all'ultima pagina di questo romanzo, ci mancano. I personaggi hanno lasciato il segno.
da centellinare
Scritto da giddia il 25 novembre 2011
All'inizio è caotico, ostico, ma poi ci si allinea con la trama. Alcuni passaggi li definirei quasi poetici, in altri ci sono diversi spunti di riflessione. Nel complesso è un libro certamente da leggere.
si apprezza un po' alla volta
Scritto da chiarapassarella il 22 novembre 2011
Difficile lettura all'inizio, ma poi ci si appassiona. Non scoraggiatevi dopo le prime pagine! è Bello!
misterioso
Scritto da elisabetta.trentin il 17 novembre 2011
Sebbene c'è chi lo possa trovare noioso, in me ha scatenato curiosità e simpatia per quei personaggi talmente particolari, al limite dell'assurdo, ma che nelle loro stranezze suggeriscono un profondo affetto. Dopotutto l'apparenza inganna.
Non mi è piaciuto però…
Scritto da genobetty il 10 novembre 2011
Non ho amato molto “L’eleganza del riccio”, purtroppo questa storia non è proprio nelle mie corde ma il romanzo in sé è interessante, sia dal punto di vista stilistico, sia per quanto riguarda la struttura della narrazione. A tratti un pò pedante ma con personaggi così coinvolgenti che in un attimo ti sembra di conoscere tutti gli abitanti dell’elegante palazzo in rue de Grenelle numero 7.
perchè ècosì difficile essere felici?
Scritto da dcorag il 30 settembre 2011
il giorno in cui finisco un romanzo è sempre particolare, mi spiace lasciare i personaggi che mi hanno fatto compagnia per tanto tempo, ed in questo caso per quasi due anni: colpa della mia poca propensione alla lettura dell'ultimo periodo, non alla bellezza del soggetto...è stato come centellinare un buon vino per farlo durare di più. ma che strana sensazione, gli ultimi due libri che ho letto finiscono entrambi con un addio, in entrambi i casi poco dopo che i protagonisti hanno finalmente trovato la meritata serenità. ma perchè è così difficile essere felici?
..DELUDENTE..
Scritto da PALADINID il 13 agosto 2011
Mi dispiace dirlo, ma al contrario di molte persone che ne sono rimaste travolte, questo libro non mi ha lasciato praticamente nulla. Complesso all'inizio, piatto al centro e deludente alla fine..per non parlare del film! (Ebbene sì, mi sono cibata anche quello pensando di cambiare opinione). L'unica nota positiva: la portiera ha "salvato" la bambina. Concordo col dire che è stato sopravvalutato!
L' importanza dell' amicizia
Scritto da enricocaramuscio il 26 giugno 2011
Reneè è la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle. Di origini povere, ha studiato da autodidatta, ama la letteratura, la musica, l’ arte ed ha una mente brillante ma fa di tutto per celare la sua cultura e la sua intelligenza agli occhi della gente recitando la parte della classica portinaia ignorante, zoticona e teledipendente. Nello stesso palazzo abita la dodicenne Paloma: anche lei ha un intelletto fuori dal comune e anche lei tende a mascherare la cosa; figlia di genitori ricchi, dimostra insofferenza e intolleranza verso la sua famiglia e la classe sociale cui appartiene. Questi due spiriti affini scopriranno un’ intesa fuori dal comune e tra loro nascerà una bella amicizia, grazie soprattutto al Signor Ozu, un nuovo inquilino del palazzo. Mureil Barbery racconta attraverso gli occhi delle due protagoniste, con uno stile elegante e scorrevole e alternando momenti di riflessione e filosofia a citazioni letterarie e cinematografiche e simpatici sprazzi di umorismo. Il risultato è un bel romanzo incentrato sull’ importanza dell’ amicizia, che invita a non soffermasi alle apparenze e a non rassegnarsi mai, ma anche a non farsi troppe illusioni perché, sia nel bene che nel male, nella vita non si sa mai cosa può succedere.
Due vite parallele
Scritto da rosangela97 il 02 giugno 2011
questo libro è molto bello in particolare per l'incontro di due persone:la portinaia e la ragazza; la prima,cerca di nascondere ai condomini la sua cultura cercando di essere il più possibile vicino allo stereotipo della portinaia,per non essere guardata con altri occhi da una borghesia molto cinica.Poi c'è la ragazza,anch'essa cerca di nascondere in tutti i modi le sue capacità superiori ai ragazzi della sua età e che,rendendosi conto che la vita è come "la boccia dei pesci" vuole suicidarsi il giorno del suo compleanno.Ma,grazie all'incontro con il nuovo condomino,le due si scoprono vicine,più di quanto si aspettassero.Il finale è molto inaspettato e secondo me non giusto ma nonostante ciò è molto bello.
Il libro che cercavo
Scritto da Mattia9400 il 01 giugno 2011
L'ELEGANZA DEL RICCIO è UNO DEI MIGLIORI LIBRI CHE ABBIA MAI LETTO PER DUE MOTIVI : PERCHE' MI HA FATTO DIVERTIRE ATTRAVERSO LE PAROLE DI UNA PORTINAIA SCIATTA E DI UNA RAGAZZINA INTELLIGENTE E PERCHE'CONTIENE NUMEROSE RIFLESSIONI SULLA VITA E SUI COMPORTAMENTI DEGLI UOMINI CHE FANNO MOLTO PENSARE.L'UNICO DIFETTO PROBABILMENTE è LA TRAMA UN TANTINO LENTA , MA IL LETTORE QUASI NON SE NE ACCORGE PRESO DALLE RIFLESSIONI DEI DUE PERSONAGGI. LO CONSIGLIO A TUTTI COLORO CHE CERCANO UNA LETTURA SANA E DIVERTENTE.
Nonostante l'autrice sia ancora più esibizionista dei suoi personaggi
Scritto da ChiaraScolastica il 08 aprile 2011
Ci vuole pazienza ed umiltà per leggere "L'eleganza del riccio" il caso letterario francese del 2006 scritto da Muriel Barbery, ex docente di filosofia presso un Institut universitaire de formation des maîtres (Istituto universitario di formazione degli insegnanti) ed ora allegramente residente a Tokyo.Dico che ci vuole pazienza perché è un libro di 320 pagine con una dinamica che si riduce a 30, pieno di voli pindarici un po' fini a se stessi e di digressioni filosofiche a volte sul nulla; e dico che ci vuole umiltà perché fin dall'inizio si rivela una debolezza, cioè l'aver affidato ad un espediente grafico la distinzione delle due protagoniste che narrano in prima persona. In pratica abbiamo capitoli in cui racconta Renée, la prima protagonista, scritti in Times New Roman, che si alternano a capitoli scritti in Arial, quelli in cui prende la parola Paloma, la seconda protagonista. Se, per farle identificare dal lettore, la Barbery ha dovuto mettere in testa alle protagoniste delle parrucche, evidentemente lei stessa come autrice non si è molto fidata della propria capacità di plasmare delle personalità differenti, avvalendosi della sola forza del suo narrato. In realtà poi, Renée e Paloma, parlano e pensano nello stesso modo, e questo amalgama troppo le due figure, che sembrano replicate invece che distinte. L'autrice le vuole rendere anime gemelle ai fini della storia, e va bene, però ha messo fra di loro un abisso sociale e temporale troppo vistoso per fregarsene così totalmente delle loro differenze. Insomma, Renée è una portinaia ultracinquantenne che viene dalla campagna e Paloma è la figlia dodicenne di un primo ministro nella Parigi bene. Che parlino entrambe esattamente come Cacciari mi sembra più un voler mostrare l'erudizione dell'autrice che non un dipingere come stravaganti queste due figure. Io ci ho messo due mesi a leggere questo libro e nel frattempo l'ho tradito con altri sette romanzi, ma non ho mai pensato di abbandonarlo, perché Renée, la protagonista in Times New Roman, la portinaia del palazzo signorile abitato da famiglie alto borghesi, ritiene fondamentale per la sua sopravvivenza rimanere, agli occhi del mondo, ben stretta nelle vesti sciatte ignoranti e scorbutiche del suo ruolo che, come nelle migliori tradizioni, la vuole vedova e con gatto, mentre in realtà, all'interno della sua guardiola, Renée legge romanzi saggi e trattati, quando esce va in biblioteche di filosofia medievale, ai musei e al cinema, e di continuo pensa sul Mondo, sulla Vita, sul Sapere, sulla Bellezza e sull'Uomo; però tiene costantemente la televisione accesa su un programma scemo, all'interno della sua guardiola, così quando si affaccia un idiota del mondo altoborghese abitante della palazzina, per chiedergli della posta o delle piante, sentendo la tv non si fa venire il dubbio che Renée si stia facendo una cultura. La magia e il fascino di Renée stanno nella sua invisibilità. Paloma invece, la protagonista in Arial, è una dodicenne disgustata da una famiglia ricchissima composta da: un padre primo ministro cinico e indifferente, una madre reginetta di qualcosa, socialista per convenienza e imbottita di antidepressivi, una sorella che si veste da abitante di banlieu solo per affettazione dei suoi studi filosofici e che ah!, geniale, "è un piccione di nome e di fatto", si chiama Colombe. Paloma progetta di uccidersi con i barbiturici della madre e dare fuoco all'appartamento simbolo della sua classe sociale. Insomma, pur con tutti i limiti tecnici, abbiamo due personaggi come minimo curiosi. Il deus ex machina della vicenda è un distinto signore giapponese, che compra un appartamento nella palazzina, e diventa l'anello di congiunzione fra le due protagoniste. Devo dire che ho anche riso, leggendo questo libro:"mi pare che solo la psicanalisi possa competere con il cristianesimo nella predilezione per le sofferenze prolungate" dice Paloma quando sua madre festeggia i dieci anni di analisi; e ho riflettuto, anche, quando Renée si trova per caso a sfogliare la tesi di filosofia di Colombe, qualcosa di così cavilloso e autoreferenziale da far dire alla povera portinaia, svegliata alle 7 del mattino per essere avvertita del pacco in arrivo:" questo è il funzionamento dell'università: se vuoi far carriera prendi un testo secondario ed esotico, ancora poco studiato, ricercavi un'intenzione che nemmeno l'autore vi aveva visto, deformalo a tal punto da farlo sembrare un testo originale, consacra un anno della tua vita a questo gioco indegno a spese di una collettività che si sveglia per te alle 7." Insomma, Renée arriva a dire che la filosofia è la divagazione della ricerca. Non vi arrendete ai limiti del libro, che rivendica la stessa umiltà della sua vera protagonista, Renée, e poi sorprendetevi alla fine, quando con un tocco di pura maestria l'autrice ribalta i limiti tecnici del doppio punto vista in prima persona, potendosi permettere sia il lusso di trascinare la storia oltre il punto del non ritorno di un colpo di scena decisivo, sia di scrivere due finali, contigui e opposti. Non più testa o croce, ma testa e croce nel finale, che in ultima analisi è sempre ciò che determina il giudizio sul libro.
da leggere
Scritto da deedy_00 il 31 dicembre 2010
libro ben scritto. personaggi ben caratterizzati che rovesciano i cliché imposti dalla società. la rivincita dell'intelligenza e della cultura sull'apparenza e la materilità.
terribile
Scritto da lms2003 il 31 dicembre 2010
un libro straordinariamente indisponente, privo di interesse ma in compenso pienissimo di pretenziosità
sopravvalutato
Scritto da robertina6 il 30 dicembre 2010
Non mi è piaciuto, mi aspettavo molto di più dopo la pubblicita fatta anche dal film. Ti lascia con l'amaro in bocca anche se la storia risulta interessante, ma si aspetta un colpo di scenda che non arriverà mai.
Due microcosmi nell'universo
Scritto da jhoanna il 28 dicembre 2010
Le strade di Renèe e Paloma si incontrano grazie a Kakuro Ozu. L'incontro con Kakuro cambierà per sempre la vita di Renèe. E le nostre, o quantomeno la mia. Renèe indossa una maschera che la società le impone, perchè una portinaia non può essere colta ed intelligente allo stesso tempo, non può trascorre il suo tempo libero con un ricco giapponese, non può sostituire una famiglia nel cuore di una bambina di dodici anni. Eppure lo fa e qui risiede il miracolo di questo fenomeno letterario che mi ha estasiato, lasciandomi la triste sensazione di aver perso una buona e dolce compagnia dopo aver letto l'ultima pagina del libro.
Un libro intelligente
Scritto da sleeper93 il 28 dicembre 2010
Finalmente un libro che abbia un po' di sale in zucca... Anzi, di intelligenza ce n'è pure in sovrabbondanza. I capitoli sono brevi abbastanza da permettermi di leggerne uno ad ogni inizio giornata e di cogliere, prima di andare a scuola, una perla preziosa. Si possono forse muovere delle obiezioni alla troppa filosofia della portinaia, alla troppa conoscenza di una giovane ragazzina, eppure proprio questi elementi, introdotti brevemente e sotto titoli molto studiati, fanno affiorare un sorriso sulle mie labbra, riportano alla luce "camelie sul muschio" della mia vita, mi accompagnano mattina e sera ed insinuano in me il piacevole dubbio che ogni incontro possa rivelarsi un tesoro prezioso; non tutto è come sembra e, se si osserva ciò che sta attorno "con l'intento di costruire, non di distruggere" si può riscoprire una grande profondità persino nelle persone più inpensabili.
da non perdere
Scritto da g.venuti il 26 dicembre 2010
Questo libro é un piccolo gioiello da tenere con cura e tirare fuori nei momenti tristi. E' semplice e allo stesso tempo complesso ma la lettura é scorrevole spesso diventa frenetica; i personaggi sembrano dipinti da un grande artista che vuole comunicarci tutta la bellezza del mondo. Inutile dire che lo consiglio caldamente.
Bel libro
Scritto da notvito il 21 dicembre 2010
Bello il significato che vuole trasmettere anche se la trama è scarsa e piatta! Ma comunque rimane un bel libro!
J'Adore
Scritto da piggysusie il 15 dicembre 2010
Un libro da amare e da rileggere. Ho adorato l'atteggiamento distaccato e ironico della sig.ra Renée, questo suo voler tenere celata la cultura, quasi fosse un bimbo che porta in grembo, in contrapposizione con la cultura dell'ostentazione dei beni materiali. Un libro che ti cambia la vita
L'eleganza della portinaia
Scritto da NinaPu il 14 dicembre 2010
"L'eleganza del riccio" è un'elegante commedia francese, che narra le vicende di Renèe, portinaia segretamente coltissima, e Paloma, una bambina di dodici anni, intelligente e disincantata. Due personaggi quindi molto diversi tra loro, ma accomunati da alcuni fattori importanti, come il fatto di vivere entrambe in quella sorta di microcosmo che è l'elegante palazzo al numero 7 di rue de Grenelle, e di conoscere tutti i segreti degli strani inquilini che lo popolano. In comune hanno inoltre l'interesse per le letture colte, per l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Un romanzo raffinato, da non perdere.
Il riccio
Scritto da sofia.lg il 28 novembre 2010
«Non di immediata comprensione; come tutto ciò che è profondo, dovrebbe essere letto almeno due volte. Poi piace. Fa riflettere. E si giunge alla conclusione che, come sempre, l'abito fa il monaco. Ma sotto l'abito, spesso, il monaco non c'è. »
Bel libro ma...
Scritto da ledocos il 25 novembre 2010
Una bella storia, al limite della realtà.. Grande esercizio di stile, ma non alla portata di tutti. La storia surreale di una portinaia che cerca di riscattarsi dal suo ruolo attraverso la cultura. La scrittura non sempre è scorrevole. Libro molto bello ma non per tutti.
Un gioiello!
Scritto da Marisol83 il 22 novembre 2010
Questo è davvero un buon libro. Originale anche nel quotidiano, scritto molto bene, tante volte emozionate...un gioiello!Molto consigliato!
Un capolavoro
Scritto da Idgie88 il 21 novembre 2010
Il successo del libro già dovrebbe essere sufficiente a convincere a leggerlo: ha venduto centinaia di migliaia di copie senza grande pubblicità, ma per il semplice passaparola. Se si legge non si può che consigliarlo e regalarlo per arricchire l’alto. Questo romanzo è una piccola perla, un invito ad apprezzare gli aspetti semplici della vita, le piccole cose. La storia gira intorno agli abitanti di un palazzo, tutti appartenenti all’alta borghesia. Il libro è impostato per metà come diario e, scritto da una dodicenne che ha deciso di togliersi la vita il giorno del suo tredicesimo compleanno, per metà come racconto in prima persona da parte della portinaia (Renée). Due persone diverse ma molto simili, entrambi in incognito che sono fatte per incontrarsi e influenzarsi a vicenda. La bambina riuscirà a scalfire la corazza della donna e ne scorgerà la semplice bellezza. Renée èha proprio “l’eleganza del riccio”: fuori è protetta da aculei, una vera e propria corazza, dentro è semplice e raffinata. In questo romanzo nulla è come sembra, tutto può succedere e ogni piccolo gesto muove e sconvolge il loro mondo.il libro con le sue descrizioni suggestive e le frasi dense di significato, che colpiscono e commuovo non può non conquistare il lettore e portarlo a guardarsi attorno con più attenzione. Non bisogna mai fermarsi all’apparenza e scavare nel profondo , solo così le persone ci daranno il meglio. La bellezza pura bellezza tende a nascondersi e solo chi non si ferma alla copertina può trovarla e meritarla. Un libro da leggere e rileggere per trovare i mille tesori che vi sono nascosti. L’autrice, Muriel Barbrery, ha una scrittura semplice e perfetta; il lettore non potrà staccarsi dal libri fino a che non sarà finito e comunque lo sentirà sempre dentro, è un romanzo che scava nel profondo.
L'eleganza del riccio
Scritto da F.G. il 21 novembre 2010
Scritto in maniera eccezionale con grande eleganza. Assolutamente da leggere.
Non solo un "caso letterario"
Scritto da neoplotino il 13 novembre 2010
Date fiducia a questo libro... Le pecche ci sono: uno stile a tratti eccessivamente adornato di preziosismi ed orpelli, una sagacia che a volte scade in supponenza e presunzione, una predilezione tutta francese per aforismi di grande forza suggestiva ma di contenuto assai vago... Per non parlare di certe sviolinate sulla grammatica e su come sono belle alcune costruzioni sintatticamente elaborate... Insomma, in alcuni momenti l'ho trovato addirittura irritante... Ma, come dicevo, date fiducia a questo libro, lasciate perdere tutte le aspettative per "il caso letterario del 2007", non lasciatevi intimidire da un inizio forse deludente, e limitatevi a seguire le due protagoniste nelle loro riflessioni. Alcune di esse sono discutibili, ma ce ne sono anche alcune altre davvero molto belle, ricche di spunti e di forza speculativa. Le due protagoniste crescono con la storia, rivelando psicologie molto meno banali di quanto possa sembrare all'inizio. Il finale l'ho trovato geniale, perfetta conclusione di un libro che malgrado tutto riesce ad essere straordinariamente reale, penetrando con acume insospettato nell'essenza della nostra vita, e restituendo un'immagine autentica di una parte paradossalmente troppo poco indagata di essa: l'infelicità.
Super
Scritto da blue333 il 11 novembre 2010
un libro, un romanzo unico nel suo genere, una trama che fino alla riga succesiva non ti fa immaginare il resto. si parla di valori e moralità, di amore e scelte di vita, condite in un ambiente sopra le righe. davvero ben scritto.
Povera, brutta e per giunta intelligente
Scritto da luciatarara il 11 novembre 2010
Due storie che diventano una, raccontate in modo molto elegante e ricercato. Forse un po' troppo lungo e lento in alcune parti, forse per certi versi sopravvalutato, ma comunque un buon libro e una lettura piacevole. Molto emozionante il finale.
...come una bolla di sapone
Scritto da CarolinaBi il 09 novembre 2010
Esattamente come una bolla di sapone, il racconto prende forma attraverso il soffio delicato e magico delle parole, galleggia con "eleganza" nell'aria rapendo la mente del lettore: emoziona, ricorda, rilassa... ma alla fine proprio come una bolla scoppia precipitosamente. La conclusione frettolosa non è proprio all'altezza del racconto.
Storia a due voci
Scritto da LAURAPROTOPAPA il 09 novembre 2010
Bella l'idea delle vicende narrate a due voci, di Paloma e di Renée, che si rincorrono e si intrecciano grazie all'arrivo di un insolito personaggio, il giapponese Mr. Ozu. Mi è capitato spesso di andare avanti con la lettura della storia di una delle due protagoniste, per poi tornare indietro e riprendere quella dell'altra.
l'eleganza della Barbery
Scritto da fairyreader il 09 novembre 2010
leggere per credere, semplicemente geniale e per nulla sopravvalutato. credo che l'argomento sia più che mai attuale..
Una storia forzata
Scritto da kosmomertel il 09 novembre 2010
Credo che quello che rende questo libro, oltre che pretestuoso (come qualcuno nelle precedenti recensioni lo ha definito), molto irritante, sia l'idea di fondo che una persona di brutto aspetto e di umile lavoro non possa avere una cultura superiore alla media. Un concetto forse valido nel medioevo, ma probabilmente oggi un po' anacronistico. L'ostentazione continua di nozioni, sia da parte della portinaia, che dell'antipaticissima bambina, rende i personaggi decisamente antipatici e lo scorrimento della lettura molto arduo. Un libro dunque che sconsiglio, un "caso letterario" di cui potevamo fare a meno, ma che, purtroppo, rimane ancora lì in libreria, nello scaffale delle maggiori vendite.
mi aspettavo di meglio ma bel libro comunque
Scritto da manu988 il 08 novembre 2010
libro da giudicare lasciando da parte le prime pagine del libro perchè sono veramente noiose. scritto molto bene. un libro che fa riflettere. da leggere.
Elegante
Scritto da luca.bezzi92 il 30 settembre 2010
Scrivere qualcosa di questo romanzo è difficile!Bisogna leggerlo per capire l'eleganza e la bellezza delle parole con le quali è stato scritto!L'autrice fa ampio utilizzo delle sue conoscenze filosofiche,ma mai banalizzando!LEGGETELO!
Semplicemente INSUPERABILE
Scritto da AlessiaVanni il 26 settembre 2010
Potrei scrivere anche solo: LEGGETELO!, perchè un libro così è difficile da raccontare e si rischia di sciuparne la bellezza. Farò del mio meglio per descrivere quella che è una partenza forse lenta, che non deve scoraggiare il lettore, perchè, vi garantisco, il finale merita davvero. Un tributo alle voglia di scoprire le potenzialità nascoste dentro ognuno di noi. Perchè, ne sono convinta, siamo tutti decisamente "ricci". Insuperabile.
Un libro forse sopravvalutato
Scritto da valentina.lesna il 24 settembre 2010
Il libro tratta una storia abbastanza particolare, con personaggi fuori dalla norma, che incuriosiscono il lettore, ma che non riescono a farlo volare all'interno delle pagine del romanzo, non riescono a farlo immedesimare. Il lettore rimane un po' fuori, approssimato a una realtà che è impensabile di trovare tutti i giorni intorno a noi. Finale decisamente a sorpresa e lessico davvero interessante, terminologia ricercata.
Per carità
Scritto da Cryluna il 22 settembre 2010
Pretenzioso, irritante, inutile, innaturali i pensieri dei protagonisti, soprattutto dell'odiosa bambina.
La bellezza del dettaglio...
Scritto da Paquitina il 21 settembre 2010
Amo i libri che profumano di vita reale, i libri che chiudi e quasi potresti continuare tu la storia, i libri che hanno un'identità nascosta che non dipende da chi li ha scritti ma molto più da chi li sta leggendo. L'eleganza del Riccio è un libro così. Impossibile da raccontare senza svelarne l'intrinseca bellezza che si cela dietro ogni dettaglio: dietro il colore delle camelie appoggiate sul muschio, dietro l'uso della virgola o anche solo nelle lingue di gatto alla mandorla. Deliziosamente commovente, vibrantemente vero e vivo. Da non dimenticare. Per continuare a cercare il sempre nel mai.
Una Reneè sul treno
Scritto da pirciulina il 09 settembre 2010
Originale l'idea di far parlare una bambina di undici anni, Paloma, facendola confrontare con un mondo a tratti ovattato e sognante (la portinaia Reneè e Kakuro Ozu) a tratti realistico (la sua famiglia). Irrealistiche le riflessioni, probabilmente troppo profonde per la sua tenerà età, dietro le quali si maschera il pensiero della scrittrice, con un chiaro sostrato filosofico novecentesco. Un libro adatto ad un viaggio in treno, per interrogarsi sulla vita del vicino passeggero e magari scoprire come Paloma il segreto nascosto della portinaia Reneè.
Da leggere
Scritto da Toulouse il 09 settembre 2010
Un romanzo soffice e delicato come un petalo di rosa, scritto con grande maestria. Un must!
Semplice ma profondo
Scritto da lorenne il 09 settembre 2010
All'inizio ho pensato 'sarei stata capace di scriverlo anch'io'. Per lo stile semplice, la scorrevolezza dei racconti, a volte quasi elementare. Ma poi il livello si alza, ci si addentra in riferimenti filosofici, grandi nomi, pensieri nè banali tantomeno scontati. Lascia un senso di malinconia, una voglia di riscatto, a volte stupore, a volte tristezza. Vale la pena di essere letto, perchè la società di oggi nasconde davvero tutto questo.
L'eleganza dell'arte
Scritto da dada1307 il 09 settembre 2010
Difficile...da leggere, da capire...da metabolizzare. Ma straordinario. Un libro diverso da tutti gli altri, una scrittura complicata che tante volte lascia perplessi, una realtà paradossale. Le protagoniste sono due: una portinaia affascinata e sensibile a tutte le forme più elevate dell'arte; una ragazzina che possiede una consapevolezza e una maturità che spesso nemmeno gli adulti hanno, tanto da non avere paura della morte. Le loro vite si incontrano e si intrecciano all'interno del condominio in cui vivono...un microcosmo fatto di aristocratici e volgarità. Entrambe si celano dietro alle maschere di rozza portinaia e ricca ragazzina, ma sarà la comparsa sulla scena di un curioso personaggio, un ricco signore giapponese, che rivelerà la vera natura delle due donne e ne cambierà i destini. Per niente banale, forse un piccolo capolavoro, ma assolutamente da leggere!
Setosità
Scritto da Satoko78 il 08 settembre 2010
Questo libro non è perfetto: parte in salita, è pieno di digressioni filosofiche che a volte (o spesso) vi annoieranno, perchè di tanto in tanto vi verrà voglia di prendere a calci svariati personaggi, e perchè il finale è triste. Quindi, se non è perfetto, non è un capolavoro. O forse si? Perchè, del resto, quel che è rappresentato veramente in quest'opera è la vita in tutte le sue sfaccettature, con gli elementi che solitamente la compongono: la delicatezza, l'ironia, la tragicità, la leggerezza, il “significato e l'emozione”. Perchè, come ho letto in un commento, c'è un finale che non si vorrebbe ma che serve, che disorienta ma, riflettendoci (rifletteteci, non partite in quarta con le recriminazioni!), fa anche sperare. Perchè può darsi che si sia portati a considerare i personaggi principali come snob o inverosimili, ma le loro vite, riflessioni, speranze e paure rimangono attaccate all'anima, arrivano fin nel profondo e ci rimangono. Perchè la costruzione e la prosa saranno anche esercizi di stile, ma sono realmente perfetti ed eleganti. L'apparenza inganna quasi sempre. Vale anche in questo caso, per Renée, Paloma, e per l'impressione che dà all'inizio questo libro. Immerso in un'atmosfera franco-giapponese, tra un tè al gelsomino, una camelia e qualche prezioso incontro raffinato, vi commuoverà fino alle lacrime.
bello
Scritto da SERGIO_78 il 07 settembre 2010
La portinaia è un piccolo capolavoro alla Simenon, rintanata nella sua guardiola con l'immancabile gatto e con una "facciata" tradizionale ma un "retro" sorprendente. Altrettanto divertente la ragazzina, figlia di un ricco deputato (del resto si tratta di un condominio di ricchi) e di una laureata in lettere un po' svampita, che paragona la concierge a un hérisson, a un riccio, senza sapere di esserlo anche lei. Una ragazzina che ha capito troppo presto il senso dell'esistenza - "la gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia" - che giudica il mondo e crede di essere migliore della maggioranza dei suoi abitanti. Tanto da volere farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno. C'è poi la domestica portoghese di casa de Broglie che invece di rientrare nello stereotipo della gretta donna delle pulizie è una vera aristocratica che "sebbene circondata dalla volgarità, non ne viene sfiorata". Non può che essere la migliore amica di quella portinaia che fa finta di guardare programmi trash in tv e invece ascolta Mahler. Accanto a queste donne (soprattutto alla portinaia Renée e alla giovane Paloma) ruota il mondo aristocratico, snob, irritante del palazzo: i Pallières al sesto piano, i Josse al quinto (la famiglia di Paloma), gli Arthens al quarto, i Siant-Nice e i Badoise al terzo, i Meurisse e i Rosen al secondo e i de Broglie al primo. Poi a rimescolare le carte del condominio arriva un giapponese, monsieur Kakuro Ozu, ricco, certo, ma attento alle persone che gli stanno accanto, l'unico a comprendere l'eleganza del riccio. E così, grazie a lui, le due narrazioni si avvicinano e diventano parallele e le due donne scoprono le loro affinità elettive. Molto molto bello
Pieno di significato...
Scritto da daniela1986 il 06 settembre 2010
E' facile piangere davanti ad un film, soprattutto se sei particolarmente sensibile, ma quanti riescono a piangere leggendo un libro? Io ci sono riuscita e questo è il secondo libro che è stato in grado di strapparmi una lacrima! Libro intenso e apprezzato da pochi. Solo chi è in grado di non abbandonare la lettura dopo i primi capitoli riuscirà a cogliere il vero significato del contenuto. Cosa che non posso dire del film... banale, veloce e insignificante.
Sopravvalutato
Scritto da cinzialevati il 03 settembre 2010
Sono completamente d'accordo con Simone76. Niente da dire su come il libro è scritto e sulle divagazioni filosofiche più o meno appropriate. Questa ostentazione letteraria risulta a tratti fastidiosa e al limite dell'arroganza. Lo trovo decisamente sopravvalutato
Lento e frammentato
Scritto da halba il 02 settembre 2010
L'ho letto perchè se ne era fatto un gran parlare, ma c'ho messo davvero tanto a finirlo!L'ho trovato lento e dispersivo. La narrazione corre su due binari paralleli per raccontare le vite delle due protagoniste. Queste due narrazioni si intrecciano solo alla fine, quando ormai non vedi l'ora di terminare!I rifermenti eruditi sono un pò troppi e rendono pesante la lettura, facendo perdere concentrazione al lettore.
l'eleganza del riccio
Scritto da muja il 27 agosto 2010
sono solo a metà lettura,ha iniziato a prendermi solo adesso.Le prime pagine le ho superate con fatica:lettura pesante e narrazione lentaPoi ho cominciato ad entrate nel vivo della storia,la narrazione si fa sempre più veloce e sta cominciando a piacermi:le vicende di questo condominio,la riservatezza della portiera e la filosofia di questa donna-bambina..come finirà?non vedo l'ora di scoprirlo!
senza pretese ma...
Scritto da molder2k il 23 agosto 2010
intelligente, acuto e spiritoso. Cosa volere di più?
L'ostentata eleganza del riccio
Scritto da simone76 il 13 agosto 2010
L'ho trovato, come dico nel titolo, ostentatamente elegante. Molto ben scritto, con molti riferimenti alla filosia, alla letteratura, al cinema ma con una trama estremamente lenta. Tutta questa cultura meritava di essere posta al servizio di una trama migliore e meglio sviluppata.
Caso letterario?
Scritto da efacchiano il 11 agosto 2010
Due storie parallele di una ragazzina introversa e matura e di una donna di umile aspetto ma colta ed appassionata lettrice. Libro un po' pretenzioso caratterizzato da una continua aspirazione ad una raffinatezza ostentata. Poco scorrevole in alcuni punti, riesce tuttavia ad interessare il lettore. A patto di superare le prime pagine...
Raffinato
Scritto da Natjac il 11 agosto 2010
Libro bellissimo, particolare, assolutamente non banale. Una bella storia scritta con eleganza, da leggere - anzi gustare - lentamente, un capitolo alla volta. Forse un pò pretenzioso in certe parti squisitamente filosofiche, ma il contesto le rende ben amalgamate nella storia. Da rileggere sicuramente.
Deludente
Scritto da tiziana1976 il 11 agosto 2010
A parer mio deludente, forse a causa delle aspettative generate dalla pubblicità. Lento, poco interessante per i miei gusti. Ho provato a vedere il film ma non son riuscita neppure a finirlo. il personaggio migliore? Il gatto.
Oltre il "caso" letterario
Scritto da agnesepizzolla il 07 agosto 2010
Per una volta, un "caso letterario" che merita di essere letto. Inizio un pò fiacco e narrazione che fa fatica a decollare ma romanzo che migliora con l'evolversi della storia e il complicarsi della vicenda. Interessante l'alternarsi delle due voci narranti, che hanno permesso all'autore di raccontare i personaggi per ciò essi vedono in sé stessi, per ciò che sono per le persone realmente vicine, e per come vengono sentiti da chi crede di conoscerli. Diverse prospettive che forniscono al lettore un quadro complesso, delicato e commuovente della natura umana e dei rapporti con l'altro.
Una lezione di vita
Scritto da Bedduzza il 05 agosto 2010
L'eleganza del riccio è davvero un capolavoro letterario, scritto in maniera fine e molto colta. L'autrice va alla ricerca di sfumature particolari per descrivere fatti, utilizza parole che devono a mio parere andare riscoperte per la loro bellezza... da leggere provvisti di vocabolario e evidenziatore... :)
Un must!
Scritto da ivan.peotta il 05 agosto 2010
C'è chi ha scritto "non mi piacciono questi passaggi, non mi piace come si è sviluppato il tale argomento", perché allora il libro non l'hai scritto tu, rispondo! Altri lo trovano troppo erudito, beh, forse è la volta buona che ti dai una botta di vita, c'è fin troppa gente che legge ancora gli Harmony! Io sono rimasto colpito dalla prima pagina di questo libro, mi ha fatto ridere a crepapelle e riflettere come non mai. Un libro che rileggerò con matita al seguito.Un libro che farei leggere a tante persone che pensano di essere degli esperti letteari solo perché sono entrati in una libreria!
L'ho letto in 15 giorni!
Scritto da genau1987 il 13 giugno 2010
Ci vogliono una cinquantina di pagine per incalzare il ritmo,per capirci un attimo qualcosa,ma dopo si lascia divorare.Uno dei libri che mi ha colpito di più,lo leggerei di nuovo e poi di nuovo...L'eleganza del riccio insegna qualcosa solo a chi riesce a coglierne l'essenza.Insomma uno dei libri da tenere a casa,nella propria libreria.
Insomma!
Scritto da kranix il 24 marzo 2010
A parte la difficoltà delle prime 90/100 pagine il libro non è male.Trovo strano che i primi capitoli invece di invogliare il lettore a proseguire,mettano dei paletti noiosi e irritanti.Per fortuna poi il resgistro cambia e la lettura diventa più piacevole.Qua e la ci sono spunti interessanti per poter riflettere benchè la narrazione risulti rindondante e a volte anche contradditori.Non mi è piaciuta la poca accuratezza nel descrivere l'evolversi dell'amicizia tra Paloma e Renèe,piuttosto improvvisata e non adeguatamente espressa: il riconoscersi non è sufficiente a mio avviso. Poi l'arrivo dell'uomo perfetto come Deus Ex machina mi pare una scelta furbetta,che ovviamente introduce un finale spento e quasi scontato.non l'ho trovato così raffinato e nemmeno così profondo,semplicmente piacevole.
libro troppo erudito...
Scritto da k.lombardi il 02 marzo 2010
Forse è un mio problema, ma la lettura per me è uno svago, un divertimento, una forma di relax. Con questo libro non mi sono rilassata sopratutto all'inizio...questo sfoggiare l'erudizione a tutti i costi è faticoso per chi legge... e poi... i personaggi non sembrano veri... ce ne sono troppi particolari concentrati in quel palazzo!!!!
M'ASPETTAVO DI PIU'
Scritto da A0688 il 18 febbraio 2010
Buon libro ma ... mi aspettavo di più. La prima metà è un pò lenta, poi il ritmo incalza e la fine... davvero inattesa. Non aspettatevi nulla di strabiliante, ma leggetelo!
bello, coinvolgente
Scritto da supido il 16 febbraio 2010
e sicuramente provocante se la marea di commenti, su questo e altri siti, significa qualcosa. Suscita emozioni e riflessioni per le quali dobbiamo dire grazie alla sensibile e intelligente autrice. Con buona pace degli stizzosi e supponenti "la cultura è roba mia" che se ne stanno col ditino alzato
Ironico
Scritto da Rodeia il 11 febbraio 2010
Piacevole,non e'sicuramente tra i miei libri preferiti ma sono contenta di averlo letto; quante volte indossiamo anche noi una maschera nella vita? Sicuramente un bel libro ironico, .....chi siamo e cosa vogliamo che gli altri pensino di noi.....
L'eleganza e la raffinatezza..
Scritto il 10 febbraio 2010
Uno stile elegante e raffinato capace di descrivere verosimilmente luoghi, odori.. Ci si affeziona ai personaggi! Decisamente lo consiglio!
Scusa se ti chiamo libro..
Scritto da AnnaKarenina il 08 febbraio 2010
Ho dovuto faticare per portare a termine la lettura. Il fatto che sia stato incensato come "caso letterario" da non perdere, mi avrebbe dovuto mettere in guardia. Libro scontato e melenso.
Vivamente sconsigliato
Scritto da marcobenati il 04 febbraio 2010
Non riesco a spiegarmi il successo avuto.
Un libro che sa di buono, però
Scritto da liberlibro il 23 gennaio 2010
Delicato, sottile, capace di trasmettere quel "qualcosa di buono" che ispira. Che rigenera. Nel corso del testo, però, mi sembra che la promessa venga un po' tradita. Peccato. Nel complesso, comunque, una lettura consigliata.
libro carino, lo consiglio
Scritto da melapà il 11 gennaio 2010
Mi sono tanto affezionata a Renèè. Vorrei tanto avere o avere avuto una portinaia (un'amica)come lei,e la possibilità di entrare nel suo nascondiglio, di prendere un the e dei pasticcini insieme a lei, di poter condividere opinioni su libri e film...l'ho trovata umana, divertente, generosa. Bello il suo personaggio, bello il libro, lo consiglio.
L'eleganza di libro
Scritto da Cristina2210 il 04 gennaio 2010
Ci troviamo di fronte ad un libro davvero affascinante! La storia potrebbe sembrare banale e poco intrigante, ma ciò che rende interessante questo libro è la sua eleganza, che si manifesta nello stile, nelle parole, nella narrazione, nei personaggi, nell'ambientazione...E' un libro riflessivo, in cui non è difficile seguire le meditazioni pseudo-filosofiche delle protagoniste;è un libro delizioso, in grado di rendere concreto un odore, un'immagine, una visione, una percezione;è il libro del movimento del mondo, del pensiero... Una lettura gradevole, seducente, leggera ma non ordinaria!
bello..ma non troppo
Scritto da cipollottolina il 03 gennaio 2010
parti decisamente poetiche e cariche di intensità..altre invece troppo altisonanti e decisamente noiosi..bello ma non da restare colpiti
il riccio è la giusta metafora
Scritto da medusa il 05 dicembre 2009
un meraviglioso mondo nascosto in una portineria
bello
Scritto da lachesi87 il 27 ottobre 2009
Molto carino. Si legge bene, la storia è emozionante e interessante. Ha un taglio filosofico che ho apprezzato molto e lo percorre una sottile e gradevole ironia.
Un libro che soffia sul cuore
Scritto da antoinfiore il 17 ottobre 2009
Entrare nell'intimità di Reneé, Paloma, monsieur Ozo mi ha lasciato una sensazione di benessere!
Profondo
Scritto da wollybi il 16 settembre 2009
E' un libro che tocca le parti più intime del tuo essere, con un ritmo lento che quasi tu culla all'interno dei personaggi e di te stessa. Peccato per il finale che sembra appartenere ad un altro libro, lì proprio non ci sta. Nonostante questo "errore" non si può non dare un voto alto e non consigliarlo!
L'eleganza del riccio: un libro pieno di fascino e nobiltà d'animo
Scritto da francy_colica il 15 settembre 2009
Una brillante descrizione delle affinità tra culturali, ma di una cultura celata e a volte scomada alla vista dei più, di una portinaia (che tutti vogliono credere ignorante e priva di ogni rispetto) e una ragazzina( che tutti giudicano essere troppo piccola e sciocca). Sarà Mr Ozu a scoprire quale grande intelligeza si nasconda dietro queste persone e sarà proprio lui a farle incontrare. Barbery Muriel ci incanta con questo dolce romanzo e ci invita a scoprire quali straordinarie personalità si nascondano dietro vite apparentemente banali. Francesca Colica
frasi
Scritto da biondog il 14 settembre 2009
- "Stasera, ripensandoci,con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse la vita in fondo e' cosi': molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non e' piu' lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai. Si', e' proprio cosi', un sempre nel mai." - "Non preoccuoparti, Renee, non mi suicidero' e non daro' fuoco proprio a un bel niente." - "Perche' d'ora in poi, per te, andro' alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo."
Brava
Scritto da cristinamartella il 10 settembre 2009
Elegante, coinvolgente, una storia emozionante. Adoro questa elegante scrittrice
Delicato e commovente
Scritto da chiarafras il 18 agosto 2009
L'eleganza-del-riccio...elengante, delicato, raffinato e allo stesso tempo commovente, emozionante... meraviglioso!!!
noia e solo noia
Scritto da casadonteroberta il 18 agosto 2009
Anche il mio libro rimarrà a metà: noioso, saccente e insulso.Anche se i lettori dicono che nel finale si salva non credo che ne valga la pena. Mi farei anche restituire i soldi. E' la riprova che non bisogna fidarsi dei libri troppo osannati
Delicato e profondo
Scritto da Cassandra80 il 05 agosto 2009
Romanzo ma anche diario letterario a quattro mani, "L'eleganza del riccio" racconta le tappe di un viaggio esistenziale, un percorso interiore che porterà le due protagoniste, cosi' diverse eppure così simili, verso una nuova consapevolezza di sè e del mondo. Nonostante gli ostacoli della quotidiana ipocrisia di una società perbenista e gretta, due anime riusciranno a riconoscersi ed incontrarsi. Scritto in uno stile gradevolissimo, elegante e arguto, è un testo che commuove, diverte, fa riflettere e... sorprende nell'inaspettato finale.
Elegantemente spinoso
Scritto da inggabry il 25 giugno 2009
Bellissimo!!! Elegante e pungente fino alla fine.
commovente
Scritto da valeroby il 22 giugno 2009
e un libro molto particolare.....la divisione e l'intreccio di due visioni cosi vicine,ma diametralmente opposte gerarchicamente, catturano il lettore ad una riflessione profonda... si prende finalmente coscienza di quanto siamo ancora legati a schemi sociali impropri, fatti soprattutto di false credenze e ipocrisie....
L'Eleganza del Riccio
Scritto da Valeria79 il 20 giugno 2009
Un concatenarsi misterioso e limpido di realtà interiori parallele. E'insieme ironico e intenso, drammatico e avventuroso. Un vero viaggio nella galassia dell'umano sentire.
Parte lento, ma conquista
Scritto da crysma il 03 giugno 2009
E' vero che almeno per metà libro si fa fatica ad andare avanti con la lettura soprattutto perchè... non succede niente (ma non è così noioso, è più un'introduzione psicologica dei personaggi), ma la seconda parte e soprattutto il finale sono assolutamente imperdibili. Non nascondo che, dopo aver letto il finale, sono rimasto "scioccato" per un paio di giorni. E' un libro che rimane nel cuore e nell'anima.
L'eleganza del riccio
Scritto da claudio.basso il 28 maggio 2009
Condivido appieno la recensione di VenerediMilo, anche io ho accompagnato la lettura di questo libro con un dizionario. Bellissimi e attuali i temi trattati, dal disagio giovanile, all'arroganza dei ricchi snob. Finale a sorpresa...
NOIOSO
Scritto da gibe.tan il 14 maggio 2009
sarà pure scorrevole nel modo di scrivere ma la narrazione è tutt'altro che avvincente. Non scorre e faticosa risulta la lettura. Non amo lasciare i libri letti a metà ma proprio non riuscivo ad andare avanti
L'eleganza del riccio
Scritto da VenerediMilo il 02 maggio 2009
solitamente faccio una distinzione sui libri: ci sono libri che pur nella loro semplicità lessicale e linguistica spiccano per contenuti e per le emozioni e riflessioni che ci permettono di affrontare; altri libri invece hanno una tale ricchezza lessicale, una scorrevolezza letteraria e una sonorità e piacevolezza nell’accostamento delle parole che risulterebbero capolavori anche se parlassero dell’argomento più futile del mondo… a volte poi capita di leggere libri che racchiudono entrambi gli aspetti… è il caso de “L’eleganza del riccio” che racchiude in sé un linguaggio forbito, denso di riferimenti, citazioni e la profondità dei contenuti, la caratterizzazione dei personaggi… ho letto questo libro con un dizionario sempre accanto a me, e con un diario su cui ho annotato tutte le mie lacune che, presto o tardi, cercherò di colmare…. Già questo basterebbe ad amare un libro che pagina dopo pagina ci arricchisce e ci insegna qualcosa di nuovo… Adoro il tema dell’amicizia, l’intrecciarsi di vite così apparentemente diverse eppure così profondamente legate… il passaggio nell’esistenza di ognuno di noi di persone che, seppure transitando per un breve periodo di tempo lungo il nostro cammino, lasciano un segno indelebile nelle nostre vite… Per 2 giorni interi ho abitato, assieme agli altri inquilini, al numero 7 di Rue de Grenelle….e mi è sembrato davvero di essere là….tra i simpatici felini dai nomi decisamente impegnativi, e le facoltose famiglie borghesi. Ho amato Paloma fin dalle prime righe …. La sua ironia mi ha contagiato immediatamente e i suoi “pensieri profondi” mi hanno fatto riflettere e sorridere contemporaneamente… La delicatezza, la sensibilità e la classe di monsieur Ozu mi hanno incantata…. E che dire di Renée? Potrei scrivere pagine su questa portinaia la cui vita scorre all’insegna di una finta apparenza, di una facciata da mostrare agli altri costruita sul modello di ciò che la società si aspetta da una portinaia: una persona sciatta e ignorante. Renée nasconde dentro di sé, sotto gli aculei da riccio, un’eleganza, una cultura, una passione e un mondo che solo pochi hanno la sensibilità di notare… quei pochi amici che hanno l’accortezza di andare oltre la sua corazza e di guardarla per quello che è, non per gli stereotipi che la società ha definito per lei.
L'eleganza del riccio
Scritto da MissM il 09 marzo 2009
Coinvolgente e senza dubbio ben scritto. Il finale inaspettato lascia senza fiato... consigliato!
mah !!! non mi ha convinto
Scritto da alfonso77 il 17 febbraio 2009
onestamente è un libro ben scritto, l'autrice si vede che è una persona di grande cultura, ma questo è allo stesso tempo il pregio ed il difetto del romanzo, sicuramente ci sono notevoli spunti di filosofia disseminati nell'arco di tutto il romanzo, ma a me appare pretestuoso il disegno divulgativo di tale filosofia attraverso le parole di una portinaia che dissimula la sua vera natura di donna colta, e di una dodicenne della borghesia bene che si sente inadatta per questo mondo a causa della sua stabiliante intelligenza (davvero poco comune e poco credibile, finendo con l'assomigliare piuttosto ad una lisa simpson), e poi l'intervento del nuovo inquilino giapponese come deus ex machina per far avvicinare le 2 protagoniste che non si conoscono pur abitando nello stesso condominio...è cosi artificioso...insomma, l'autrice voleva dare sfoggia della sua cultura e ci è riuscita...ma al prezzo di essere lei stessa il riccio e punirci un pò troppo con i suoi aculei...voto complessivo : 6 meno.
sottile ironia
Scritto da superciotty il 22 gennaio 2009
arguto, ironico e, a tratti terribilmente drammatico. L'oppressione del contesto e del pregiudizio contrapposta allo slancio intellettuale di ogni individuo. Due ritratti dettagliati e minuziosi, due anime in conflitto con chi un'anima forse nn ce l'ha. L'eleganza del riccio fa sorridere, riflettere, e anche piangere. Da provare, sicuramente.
l'eleganza del riccio
Scritto da terry72 il 20 gennaio 2009
Libro stupendo.... ci sono momenti descritti nel libro di una tale poesia da non poterne non essere colpiti.... tanti messaggi che fanno riflettere e, tanti episodi di un ironia accattivante.... Ho riflettuto molto dopo averlo letto credo che bisognerebbe gradare la realtà con occhi più attenti....... chissà quanti piccoli tesori ci sono attorno a noi d cui non ce ne accorgiamo. Affascinanti le figure delle protagoniste
Aria di Parigi
Scritto da Pincherle il 15 gennaio 2009
Avete passeggiato per Parigi, al mattino, in un giorno feriale?Avete sbirciato nell'androne di qualche palazzo elegante prima di infilarvi in un vicolo odoroso di verdura e formaggi, già insegnato dall'Amelié cinematografica?E' questa la Parigi che viene raccontata,nella vita di un condominio che, in Italia,banalmente ed efficacemente definiremmo "pariolino". Fra lo snobismo e la grettitudine interiore di tanti inquilini, tre anime nobili si incontrano: la riservata portinaia Renée,l'antiborghese adolescente Paloma -dotata di vera indifferenza moraviana. E un nuovo, delicato e gentleman inquilino giapponese, che attrae entrambe per la nobiltà della persona, e fra un the e una cena orientale, fra una discussione sull'Opera e un sorriso complice,si fa anello di congiunzione fra la matura portinaia e la nichilista adolescente, che capiscono di parlare la stessa lingua, fino a provare un sincero affetto. Il trio sarà legato fino al colpo di scena finale, necessaria nemesi. La situazione finale è sorprendente e forse non necessaria ai fini della morale, in un racconto che, partito lento e non entusiasmante, incalza soltanto dalla metà in poi divertendo, bisogna ammetterlo, e commuovendo.
L'eleganza del riccio
Scritto da piergiorgio.stocchi il 12 gennaio 2009
Muriel Barbery narra le vicende di Renée, portinaia grassa e antipatica sottovalutata dai condomini a causa dell'attività che svolge, e di Paloma, una dodicenne che deve affrontare il giudizio della sua famiglia che la considerano egocentrica e mediocre. Entrambe, oltre a vivere nella stessa palazzina d'alto borgo di Parigi, hanno in comune una caratteristica rara: sono appassionate di arte, filosofia e cultura in generale. Il loro approccio nei confronti delle persone con le quali vivono è differente. Entrambe si preoccupano di nascondere i loro reali interessi, considerandoli come un motivo di disprezzo per la gente comune, ma Renée accetta sostanzialmente il ruolo assegnatole dalla società mentre Paloma, forse per l'età giovane, non accetta questo destino e programma il suicidio nel giorno del suo tredicesimo compleanno. Il racconto segue l'ottica dei due personaggi che si conoscono realmente solo quando arriva monsieur Kakuro Ozu, un nuovo condomino di origine giapponese che capisce il talento delle due protagoniste e che inizia una vera e propria relazione con la portinaia, affascinato dalle sue doti intellettuali. Ma la commedia iniziale lascia il posto ad una triste conclusione. "L'eleganza del riccio" ha avuto molto successo sia in Francia che in Italia. L'autrice è docente di filosofia. Per questo romanzo, le sono stati riconosciuti numerosi premi tra cui il Prix Georges Brassens 2006, il Prix Rotary International 2007 ed il Prix des Libraires 2007.
L'eleganza del riccio
Scritto il 12 gennaio 2009
Semplicemente meraviglioso. Poesia. Letto in un momento drammatico della mia vita, mi ha trasmesso serenità (anche se il finale è un po' triste). Lo consiglio.
L'eleganza del riccio
Scritto da ronailer il 08 gennaio 2009
C'è chi è ricco è fa di tutto per farlo notare; c'è chi è povero e fa di tutto per non sembrarlo. E c'è chi è un'animo sensibile e colto e fa di tutto per nasconderlo dietro al suo stereotipo di portinaia ignorante e rozza. E' la dimostrazione che niente è come appare: è l'eleganza del riccio che, dietro le spine, nasconde un corpicino fragile e un tenero musetto. Questo libro mi è piaciuto moltissimo perchè spiega perfettamente come non si debba solamente guardare qualcosa dall' esterno ma andare oltre l'apparenza.
Paloma e Lisette
Scritto da vintage60 il 05 gennaio 2009
Meraviglioso... Parigi è la città ideale in cui ambientare un romanzo fatto di filosofia, rito del te, scrittori russi, grammatica, Giappone, Anna Karenina, camelie e amore! Adesso anche io amo le virgole e gli hokku e so che dentro ad un fiore c'è molto altro. E poi due nomi bellissimi: Palome e Lisette.
L'eleganza del riccio
Scritto da Federika il 27 novembre 2008
Una libro che riesce a rapirti con il suo linguaggio più che per la sua storia, che non è da scartare, anzi! Pochi Personaggi che rappresentano tutto l'Universo umano, con una tale semplicità che rimani sconvolta. Piacevole, ma non lo regalerei, ad esempio, a coloro che in un libro prediligono l'aspetto della storia, piuttosto che quello delle riflessioni che la lettura riesce a suscitarti. Federica
Che eleganza!
Scritto da Daniela26072008 il 24 novembre 2008
Un libro che mi ha sorpreso enormemente...sarà per il fatto che adoro i romanzi "filosofici", se così si possono chiamare, ma questo libro mi è piaciuto tantissimo... il finale è sorprendente e commovente...
L'eleganza del riccio
Scritto da joviweb il 08 novembre 2008
Bellissimo ambiente di un condominio parigino... con due personaggi descritti con un'eleganza e un'arguzia davvero niente male.
MAH!!??
Scritto da cattiveabitudini il 31 ottobre 2008
sono a metà libro e viaggio con fatica. non so proprio dove si voglia andare a parare. mi sembra solo un lungo sproloquio su come può essere complessa una lingua. lo sappiamo che ci sono stili e modi diversi ed eleganti di parlare ed esprimersi. ma io sono per la semplicità e chiarezza. e poi chi si meraviglila di una portinaia colta? magari noi laureati trovassimo un lavoro, questo non è il più degradante! lo finirò.. ma lo boccio già
L'eleganza del riccio
Scritto da elio2786 il 30 ottobre 2008
Elegante,raffinato,impreziosito dagli odori tangibili di cucina francese,gatti,fiori,libri ingialliti e nascosti,detersivo per pavimenti,delicati effluvi orientali. Condivisibili o meno le digressioni su arte e filosofia sono squisite e indispensabili per delineare dei personaggi che sono perfettamente riusciti.
Realtà e fantasia
Scritto da pulvirenti il 28 ottobre 2008
Una bella storia, incentrata su un personaggio che vuole restare anonimo ma ha una sete di emozioni e conoscenza incurabile...per fortuna. E il finale, per quanto quasi grottesco, è il segno di una eredità tramandata in modo quasi inconscio che lascia il segno. La vita di una persona che ne salva un'altra e così preserva quella sete originale.
La saccenza del riccio
Scritto da MaristellaCopula il 25 ottobre 2008
Muriel Barbery, insegnante di filosofia, nata nel 1969 a Casablanca, è l’autrice del caso letterario del 2007. Il suo secondo libro, “L’eleganza del riccio”, complice anche il passaparola, ha scalato in brevissimo tempo le classifiche e ha vinto numerosi premi ( Prix George Brassens 2006, Prix Rotary International 2007, Prix des libraires 2007). In un signorile condominio parigino, sito in Rue de Grenelle numero 7, costituito da otto ampi e lussuosi appartamenti abitati da famiglie della medio-alta borghesia francese, vive e lavora Renè Michel, l’atipica portinaia dello stabile. La sua apparenza “corrisponde fedelmente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire”. E’ “vedova, bassa, brutta, grassottella e in certi giorni ha l’alito di un mammut”. Vive sola con Lev, un grosso e pigro gattone che quando si indispettisce ha le zampe puzzolenti. La sua televisione è sempre accesa su programmi nazional-popolari e dalla sua cucina escono gli effluvi tipici dei cibi considerati dall’immaginario collettivo “cibi da guardiola”. In realtà Renè è un’eruditissima autodidatta che vive la sua cultura nascondendola accuratamente con l’uso di una personale strategia difensiva, volta soprattutto verso i ricchi con cui ha a che fare, i quali secondo i suoi ragionamenti ed i suoi pensieri, in un clichè animato da un vero e proprio “odio di classe”, vengono presentati al lettore come figure stereotipate, antipatiche, insulse e vuote e con un lessico così imperfetto da provocare consistenti sussulti letterari. La vita di Renè è immersa in citazioni di Marx, Proust, Kant, negli studi di Hassel, nell’Arte e nella Musica ( uno dei suoi preferiti è Purcell, principe della musica barocca) e nell’amore per la cultura e il cinema d’essai giapponese (gli improbabili film di Ozu). Anche il nome del gatto, Lev, è un omaggio alla letteratura russa e a Tolstoj. La sua unica amica è straniera. Si chiama Manuela ed è, secondo Renè, un’aristocratica dentro ma di fatto fa la colf ad ore in vari appartamenti della palazzina. Qui abita anche Paloma Josse, geniale e saggia dodicenne, dotata di una cultura al limite della credibilità e di una intelligenza veramente fuori norma. La ragazzina, figlia di un diplomatico sbrigativo, appartiene ad una famiglia descritta come superficiale: madre maniaco-compulsiva e sorella finto impegnata. Il libro è narrato a due voci, quella di Renè e quella di Paloma. Due sono le traduttrici: Cinzia Poli per Renè ed Emanuelle Caillat per Paloma ed anche il carattere di stampa usato è differente per ognuna delle protagoniste. Anche Paloma, come Renè, cerca di tenere basse le sue prestazioni mentali e di esternare agli altri molto meno del suo minimo intellettivo. Nonostante ciò, anche a scuola, è sempre la migliore. Ormai è arrivata all’amara conclusione che la sua intelligenza, che la fa sentire superiore a tutti gli altri, non possa farle trovare alcuna bellezza nel mondo, per affrontare il quale sente la necessità di rintracciare in esso qualcosa o qualcuno di bello per cui valga la pena di esistere. Paloma vuole discostarsi dalla gente comune che “ crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia” e quindi, per salvarsi da questa fine che non trova consona alla sua persona, ha deciso di togliersi la vita il giorno del suo tredicesimo compleanno. L’arrivo di un nuovo condomino, un ricco giapponese, raffinato, colto, enigmatico e certamente equilibrato, Monsieur Kakuro Ozu, porterà alla luce tutta l’eleganza d’animo delle protagoniste, soprattutto quella di Renè, ben nascosta e difesa come fa il riccio, che con pungenti aculei e finta indolenza protegge una solitudine fatta di rara semplicità e di delicatezza. E’ un romanzo che si avvale di uno spunto originale ed abbastanza inconsueto, che regala molte pagine tenere, divertenti e anche profonde. La prima parte del libro, però, esibisce un esagerato sfoggio pseudo-filosofico, sfoggio che ha tutto il sapore di un autentico, convinto e autocelebrante narcisismo che partendo da una deformazione professionale dell’autrice (che certo non nasconde le sue conoscenze con la stessa eleganza delle sue protagoniste) diventa fastidioso, pieno di frasi fatte e di elucubrazioni a volte al limite della comprensibilità. Il lettore deve quindi bere a piene dosi tutta questa filosofia spicciola, troppo rigida e molto schematizzata, con ripetizioni prolisse e ridondanti. Le protagoniste, poi, sembra che parlino e pensino nello stesso modo e in particolar modo la figura di Paloma, alla luce di una confusione totale tra cultura ed intelligenza, è talmente artefatta e innaturale da non riuscire a provocare neanche un brivido di empatia. La conclusione, infine, per quanto possa coinvolgere per l’amarezza di un destino ingrato, ha un po’ il sapore di una “soap opera” televisiva e come tale non ci esime dalla lacrimuccia finale che ha pur sempre un bell’effetto catartico, evitandoci così disturbi psicosomatici peggiori. Ma questo è solo il mio punto di vista. Tanti infatti hanno apprezzato questo microcosmo condominiale, assaporandone il connaturato universo. Hanno accolto con entusiasmo le riflessioni filosofiche ampiamente esemplificate che la docente Barbery ha escogitato per un maggior intendimento del testo, le rabbie verso la superficialità e la vanità borghese, certe chicche di pensiero buttate qua e là, la dolcezza e l’amarezza di alcune pagine che anch’io ho ritenuto valide così come è apprezzabile il concetto di saper intendere, attraverso la quotidianità, la bellezza e la poesia delle piccole cose per sapere sempre coglierne l’essenza attraversando la barriera dell’apparenza. Il libro rivela così un grosso potenziale che non viene espresso in pieno per il mancato fluire di una naturalezza che avrebbe potuto, nella semplicità e nel garbo dei contenuti rinvenuti, essere più genuino e spontaneo.
Un libro particolare...
Scritto da turirubino il 24 ottobre 2008
Certo non il libro "indimenticabile", "entusiasmante" che ti aspetti, però un libro diverso dal solito, capace di creare una atmosfera particolare e suscitare simpatia verso i due personaggi principali (ma quanto poco credibile la tremenda ragazzina!). Decisamente migliori, comunque, la seconda parte e il finale... giusto premio per chi ha avuto la forza di sopportare il peso, a tratti la noia, delle argomentazioni che infarciscono una buona metà del libro...
L'eleganza del riccio
Scritto da Ilaria92 il 21 ottobre 2008
Per quanto possa sembrare banale, l'unica "scena" che mi ha fatto veramente sorridere è stata quella dell'incontro tra i due cani, Neptune e Atena. Ho odiato profondamente le digressioni della portinaia, e tutti i suoi pensieri filosofici -e non- "gonfiati" dall'autrice.
Splendido
Scritto da lucabion il 24 settembre 2008
...fino a trovarlo di estrema coinvolgenza nella lettura... e trovarsi con lacrima finale, anche perchè è terminato. Ottimo regalo...!
ironico e appassionante
Scritto da santrina il 18 settembre 2008
Ironico ma profondo, di quei libri scivolano via in fretta ma ti lasciano il segno. Ogni volta che vedo qualcuno sulla metro che lo legge mi viene da sorridere e pensare "è una persona fortunata ad averlo scelto".
Un libro troppo...
Scritto da lelahach il 16 settembre 2008
...in bilico tra la pesante erudizione e la leggerezza di alcuni pezzi
Le Noiose Disquisizioni di una Portinaia
Scritto da alessiovizzini il 09 settembre 2008
Questo dovrebbe essere il titolo del libro, visto che per buone duecento pagine il lettore deve sorbirsi i "profondi" pensieri a carattere filosofico della protagonista, che poco o nulla hanno a che vedere con la storia principale, la quale si evolve quindi lentissima e costantemente interrotta. Lo stile mi sembra troppo poco scorrevole, e finisce per appesantire ulteriormente un libro che, già di suo, non ha nulla di emozionante. Migliora un po' sul finale, ma senza intrigare particolarmente. Alla fine lascia soltanto un vago senso di frustrazione per la perdita di tempo. Lo sconsiglio vivamente.
Sconsigliato
Scritto da VivianaR il 04 settembre 2008
Troppo pretenzioso e storia inconsistente. Noioso a parte due o tre momenti di leggero divertimento.
Splendido
Scritto da Gattaccio il 28 agosto 2008
Un libro avvincente e commovente...non ho parole...da leggere assolutamente.
Spiritoso
Scritto da nada_z il 28 agosto 2008
l'ho trovato molto divertente e allo stesso tempo commovente, alla fine mi ha lasciato una sensazione gradevole e una voglia matta di leggere un altro bel libro come questo.
emozionante
Scritto da gyulya il 24 agosto 2008
Due identità delineate in modo emozionante, con riflessioni spontanee ed atteggiamenti artefatti. Il comune senso di inadeguatezza le farà riconoscere ed avvicinare, grazie alle intuizioni di un acuto e garbato osservatore di anime. Libro arguto, limpido, ironico e commovente.
Sorpresa...
Scritto da Pioggerella il 19 agosto 2008
Un capolavoro.Una commedia francese che cattura il cuore del lettore,lo appassiona,lo coinvolge nella vita di due incomprese,clandestine nella loro stessa quotidinità e di chi saprà leggere nella loro anima.Lo consiglio vivamente.Chi è scettico non ci pensi troppo su e lo compri.Anche io mi aspettavo qualcosa di estremamente scontato e noioso,invece sono sorpresa.
Finalmente
Scritto da Topolina il 19 agosto 2008
Finalmente un libro che si divora, di quelli che saresti disposto a saltare la cena, a spegnere la luce del comodino sempre più tardi, a mancare la tua fermata del metrò pur di leggerne un'altra pagina, e poi un'altra ancora. La scena è statica: un palazzo, una portineria. Ma quanto movimento di pensieri, riflessioni ed emozioni ..... come se il palazzo in cui è ambientata la storia fosse casa tua, da sempre.
BELLO!
Scritto da simona.a77 il 06 agosto 2008
a me ha convinto proprio. Originale l'idea, e molto "fine" nel complesso! da non perdere!
Non perdeteci tempo
Scritto da Iannuccelli il 06 agosto 2008
Falso, pretenzioso, costruito male, saccente. Senza nulla da dire se non banalità (per giunta dette male). Sconnesso, incoerente. A volte irritante per quanto stupide siano le argomentazioni. Non leggetelo e soprattutto non regalatelo!!!!!
da leggere
Scritto da kris64 il 03 agosto 2008
Con tutte queste recensioni, un lettore fatica a decidere di leggere o non leggere questo libro: in effetti all'inizio non è un granchè ma quando arriva il giapponese cambia tutto.Penso che comunque sia bene leggerlo anche perchè non ha rivali in quanto a scrittura e a trovate geniali: se tutti gli scrittori fossero così!Siamo immersi in un mondo di spazzatura letteraria e trovare un libro decente è dura! buona lettura
Spinto da un sms pieno di entusiasmo
Scritto da MarcoBusatto il 02 agosto 2008
L'eleganza del riccio. Questo libro è venuto da sè. Spinto da un sms pieno di entusiasmo: leggilo che è bellissimo. La condivisione è una forte spinta alla progressione. Quindi è partito l'acquisto del libro. Dopo la cugina, che ha spedito il messaggio a mia moglie, dopo Roberta e sua sorella, l'ho letto anch'io. Con ben 3 pareri femminili favorevoli con cui raffrontarmi. Ci potevan essere dubbi? No! Il libro è bello per davvero, ed è scritto bene. Riesce a renderti partecipe degli avvenimenti. La fine mi ha commosso, grazie anche all'ascolto di "Langsamer Satz für Streichquartett 1905" di Anton Webern in loop. note: devo dire che la lettura s'è fatta interessante dopo pagina 62. Non concordo con la definizione d'Arte che l'autrice mette sulle labbra dei suoi protagonisti. Si rileva, sempre, un certo odio, o invidia, verso l'arte italiana del '400 e oltre.
SOPRAVVALUTATO!!!
Scritto da Navanogi il 31 luglio 2008
Abbastanza statica la narrazione, molto deludente il libro. Sembra che alcune frasi siano state scritte per il solo scopo di impreziosire il linguaggio. Uno stile di scrittura pesante e poco elegante.
RIFLESSIVO
Scritto da grazianicinzia il 28 luglio 2008
E' un libro che si fa leggere, portandoti a riflettere sulle apparenze , su ciò che vediamo realmente e su ciò che siamo. Come i preconcetti limitano la nostra mente , il nostro modo di considerare gli altri. In un'era in cui tutto si basa sulle apparenze , su come vogliamo apparire, questo libro ci fa riflettere .Bello da leggere e da commentare con gli amici. Cinzia graziani
Deludente
Scritto da Lunatica il 23 luglio 2008
Irreali tutti i personaggi: la portiera troppo boriosa ostenta tanta di quella cultura da far pensare che ne conosca davvero poca; la ragazzina è una finta psicopatica borghese, che scrive solo stupidaggini (che l'autore spaccia per perle di saggezza); non credo che nessun lettore abbia davvero creduto all'epilogo suicida-omicida;. Infine, il giapponese è davvero il personaggio più improbabile e inconsistene del romanzo. Per non parlare poi del finale: che senso ha? Non mi spiego il passaparola. Per me è un romanzo davvero scarso.
TI PRENDE
Scritto da VIRTUALE il 25 giugno 2008
UN RACCONTO CHE INVITO A LEGGERE. SERIOSO E CONTRADDITTORIO CON UN FINALE CHE STRONCA IN MODO TRAUMATICO LE SENSAZIONI DIVORATE DURANTE LA LETTURA.
Che delusione
Scritto da anto_nelly il 23 giugno 2008
A parte il capitolo in cui Paloma parla della nonna nella casa di riposo, molto profondo, per il resto il libro è brutto, noioso e banale. Le due protagoniste così finte, così forzatamente intellligenti e con un'opinone così bassa di tutte le persone che le circondano mi fanno pensare che sia l'autrice stessa a parlare di sè e che voglia dimostare a tutti la sua preparazione. Ma il finale.. Vi siete accorti dell'errore?? Il libro è composto dai diari delle protagoniste o sbaglio???
così così
Scritto da robertoroselli il 13 giugno 2008
tutto sommato buono, ma mi fermo quì, anche io lo ritengo un po snob e troppo forzatamente filosofico. Non capisco come possa essere avere avuto una eco così grande
completo
Scritto da veronica83 il 18 maggio 2008
ottimo libro. di interesse generale e di molte sfumature. si legge tutto d'un fiato...
uttosommato, bello
Scritto da Annaki il 27 aprile 2008
All'inizio un po' lento, e le parti filosofiche un po' forzate, ma quando arriva il giapponese cambia tutto! Molto bella la storia dell'intesa. Alla fine vale la pena leggerlo
L'eleganza del riccio, ma non dell'autrice
Scritto da chopinsky il 11 marzo 2008
Un romanzo semplice e scorrevole, impreziosito da buoni spunti per riflessioni su tematiche, però, già ampiamente conosciute. La storia è piacevole, le descrizioni dei personaggi sono nitide sia nell'aspetto che ancor più nei pensieri. E' l'affresco della vita interiore di due persone. Convolgente la trama, ma talvota con la pretesa di trattare argomenti filosofici troppo distanti dallo stile del romanzo.
mumble
Scritto da nuar il 25 febbraio 2008
mi ha lasciato terribilmente interdetta... e' un libro ben costruito, con un suo ritmo ed un intreccio interessante. eppure, mi ha infastidita per la sua eccessiva e stereotipata immagine della realtà e delle divisioni sociali. Ad ogni pagina, sembra volerti (finalmente!) educare su come va il mondo, ogni riga ha la pretesa di nascondere in sè intuizioni geniali. tremendamente snob, nel senso letterale del termine, sine-nobilitate. appunto!
l'eleganza del riccio
Scritto da VICKY il 17 febbraio 2008
"Madame Michel ha l'eleganza del riccio : fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti " Paloma Josse
molto bello
Scritto da LaCate il 15 febbraio 2008
Molto bello, bello il linguaggio, i temi affrontati (sociali, culturali, amorosi.... Sorprendente il finale.
Ironia all'ora del the
Scritto da elena.cosentino il 13 febbraio 2008
Bellissimo romanzo, che dispensa perle di saggezza fra momenti di ironia e profonda riflessione interiore. Consigliato a chi vuole farsi stupire dall'eleganza celata dietro le cose semplici.
MAMMA MIA
Scritto da mayapi il 12 febbraio 2008
Ma come hanno fatto a considerarlo un caso letterario? Forse nel senso che non si spiegano come sia possibile che qualcuno abbia accettato di stamparlo! Da dopo questo libro, tutti scrittori!
Buon mix tra ironia e filosofia
Scritto da GioMoni il 11 gennaio 2008
Inusuale. Buon mix tra ironia e filosofia. Numerosi spunti di riflessione, senza però appesantire la narrazione. Personaggi originali e, probabilmente irreali, ma piacevoli. Da consigliare a pubblico femminile... ma non solo
pretenzioso e sopravvalutato
Scritto da pgianoglio il 11 gennaio 2008
incomprensibili i giudizi positivi spesi per questo volumetto, che critica una divisione sociale francamente piuttosto anacronistica attraverso due caratteri femminili che non potrebbero essere più falsi. La portinaia snob che senza maestri ha acquisito una cultura sconfinata, la ragazzina di 12 anni superintelligente i cui meccanismi di costruzione del pensiero sono quelli di una donna di 30. Ma possibile che nessuno abbia notato che una bambina, intelligente e acculturata quanto volete, non può pensare quelle cose? intelligenza, cultura, educazione e buone letture non possono accelerare la crescita, l'esperienza, il bagaglio emozionale! E nessuno si è accorto che la portinaia e la bambina parlano allo stesso modo, che se non fosse per il carattere diverso non si capirebbe nemmeno quando parla una e quando parla l'altra? Questo è un libro mal scritto, snob, pretenzioso, privo di emozioni e sopratutto immensamente inutile.
bellissimo
Scritto da pancettosa il 13 dicembre 2007
Un piccolo gioiello della letteratura...assolutamente da leggere e da assaporare
L'eleganza del riccio
Scritto da mezzaestate il 29 novembre 2007
Romanzo particolare, a tratti geniale e frizzante. Fa commuovere il lettore, bisogna leggerlo.
L'eleganza del riccio
Scritto da Marcolla il 20 novembre 2007
A tratti eccessivamente filosofico, riesce però a dare una visione della reltà illuminante fin quasi geniale mentre scorge il più piccolo dettaglio umano. Scritto molto bene, ben ritmato e mai noioso.
L'eleganza del riccio
Scritto da massimiliano@superdada.com il 10 novembre 2007
Il vero miracolo dell'anno.Una meraviglia di libro. Secondo me uno tra i più straordinari romanzi degli ultimi anni.Indispensabile per continuare ad amare, a vivere.




