In Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia, Macioci racconta l’istante preciso in cui l’infanzia si incrina e lo sguardo dei bambini viene assorbito dal mondo adulto e dalle sue ombre. Siamo nella tarda primavera del 1981: Christian scompare senza lasciare traccia e Francesco, che ha solo sei anni, si ritrova costretto a infrangere una promessa pur di ritrovare l’amico. Intorno a lui, l’attenzione collettiva è catturata da un’altra vicenda parallela (questa reale): la tragedia di Vermicino. Il piccolo Alfredo Rampi cade in un pozzo artesiano e per tre giorni l’Italia intera rimane incollata alla televisione, assistendo in diretta ad un dramma senza lieto fine. Fu il momento in cui nacque la TV del dolore, un evento che cambiò per sempre il rapporto tra spettatori, media e sofferenza, trasformando la tragedia in spettacolo e segnando una profonda frattura nella coscienza collettiva. In questo contesto, il romanzo intreccia la vicenda privata di un bambino che perde l’innocenza con un passaggio storico che riguarda la collettività. Non è l’età a decretare l’ingresso nell’età adulta, ma la consapevolezza improvvisa del male. Tra sospetti, silenzi e figure inquietanti, Francesco compie un rito di passaggio amaro, mentre la televisione illumina le case con la storia di Alfredino, che fa da sfondo alla sua storia. In poco più di cento pagine, Macioci mescola generi e riflessioni, interrogandosi su vita e morte, sull’infanzia che si spezza, su una società moderna che promette sicurezza attraverso la tecnologia, finendo invece per controllare e spettacolarizzare il dolore. La “stanza buia” evocata dal titolo (la frase disperata pronunciata da Alfredino dal fondo del pozzo) diventa così una metafora potente: è l’abisso dentro ogni essere umano, un luogo in cui siamo già caduti e dal quale forse non siamo più capaci di abbattere la porta. Cento pagine di sofferenza e inquietudine, ma anche di bellezza letteraria.
Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia
Macioci racconta il momento in cui tre bambini incontrano la paura e il mondo degli adulti inizia a farsene sedurre. Christian scompare negli stessi giorni in cui Alfredo Rampi cade nel pozzo di Vermicino e Francesco, seienne come loro, è costretto a tradire una promessa nella speranza di ritrovare il suo amico, mentre gli occhi di tutti sono rapiti dai bagliori della televisione, dal primo dramma in diretta e senza redenzione. La tarda primavera dell’81 è quella in cui si insinua una crepa nell’infanzia del protagonista ma anche nella nostra coscienza collettiva, ed è una crepa i cui margini hanno finito per sfrangiarsi fino a farci precipitare al suo interno, nella stanza buia della quale forse non siamo più in grado di abbattere la porta. Un romanzo breve che mescola i generi letterari e non può lasciare indenni.
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2022
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Pagine_e_inchiostro 15 gennaio 2026SFONDATE LA PORTA ED ENTRATE NELLA STANZA BUIA
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orabarbara 07 dicembre 2025Bellio
Secondo libro che leggo di quest’autore; ottima scrittura, la storia non è un thriller ma tiene in sospeso, scomodi per tutto il tempo.
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