
Quel che resta della pubblicità
di Paola Panarese
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Sinossi
Trascinata da un radicale cambiamento la comunicazione d’impresa si trova oggi in una fase apparentemente “post-pubblicitaria”, nella quale gli attori, i processi e i formati tradizionali vengono ridefiniti e ridimensionati. I mercati sfumano sempre più le loro caratteristiche fisiche per divenire “luoghi di conversazione”. Le aziende vendono prodotti, ma i consumatori acquistano marche. E le marche devono essere opere aperte per il cui successo è fondamentale la cooperazione dei consumatori e utenti. Dopo un’accurata disamina delle ragioni per cui la pubblicità potrebbe essere “morta”, il libro ne valuta lo stato di salute, attraverso l’analisi dei linguaggi, delle tecniche, dei target e dei canali. Vengono descritte alcune recenti caratteristiche linguistiche e formali della pubblicità quali l’iconismo, l’iperbolismo, il pathos e la metamedialità. Si indagano i nuovi target, tra cui i net babies, i tweens e i teens, che impongono un aggiornamento necessario di linguaggi e strategie. Si valutano alcune delle nuove tecniche di comunicazione interattiva e non convenzionale, ambient, viral, di guerrilla, accennando alle forme di marketing esperienziale, tribale, sensoriale, di relationship, di permission, alla ricerca delle specificità e degli elementi comuni. L’intento del volume è quello di misurare, anche attraverso alcune interviste a testimoni privilegiati, la debolezza dell’idea di morte della pubblicità.
Altre informazioni
- Genere:pubblicità e pubbliche relazioniParole chiave laFeltrinelli:pubblicità, studi sulla comunicazione, sociologia, comunicazione
- Listino€ 18,00EditoreLogo Fausto LupettiCollanaPubblicità e marketingData uscita27/01/2011
- Pagine250FormatobrossuraLinguaItalianoEAN9788895962535





