Quaderno proibito
Dettagli
Descrizione
«Ho fatto male a comperare questo quaderno, malissimo. Ma ormai è troppo tardi per rammaricarmene, il danno è fatto»: con queste parole inizia il suo diario Valeria Cossati, la protagonista di questo romanzo, una donna della classe media nell'Italia degli anni Cinquanta. Poco più di quarant'anni, due figli grandi, un marito disattento, un lavoro d'ufficio che svolge senza apparente passione, Valeria è assorbita dal ritmo "naturale" della quotidianità piccolo-borghese, schiacciata, senza quasi rendersene conto, tra i suoi ruoli di moglie, madre, impiegata. Un giorno però, colta da un impulso che a lei stessa appare irragionevole e inspiegabile, acquista un taccuino su cui comincia ad annotare fatti minuti e riflessioni. Nello spazio "proibito" della scrittura, Valeria scopre i conflitti sotterranei che pervadono la sua esistenza, le aspirazioni frustrate, i risentimenti nascosti; dà voce a una vita interiore da anni sopita, esprime una propria individualità, una precisa coscienza rivelata dai gesti e dai pensieri della vita quotidiana.
Valutazioni e recensioni
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Un libro che graffia e, in alcuni punti, fa male. Le contraddizioni e i lati oscuri di Valeria messi nero su bianco nel suo "quaderno proibito". Un libro ancora molto attuale: tanti possono riconoscersi in Valeria e nella sua famiglia.
Non fosse per il finale, che personalmente mi ha lasciato l'amaro in bocca e probabilmente è stato una forzatura per evitare scandali, questo libro sembra essere stato scritto al giorno d'oggi: all'epoca non si parlava ancora di femminismo, ma nel testo questo concetto è già evidente. Per quanto riguarda i personaggi, non posso dire di aver provato una simpatia particolare per Valeria, al contrario della figlia Mirella (futura sessantottina? Chissà...). Comunque, al di là dello stile molto raffinato (forse pure troppo, trattandosi di un diario...), rimane una lettura molto gradevole.
Si potrebbe, erroneamente, ritenere un libro diretto soprattutto alle lettrici ma credo possa essere un'esperienza per chiunque. Certo il contesto è indubbiamente datato, la morale si è radicalmente modificata nel corso degli anni e i personaggi non sono più "al passo" con i nostri tempi ma credo che questa sia una valutazione superficiale: l'autrice scrive della paura di far conoscere se stessi agli altri, soprattutto a coloro che ti sono più vicini, del timore di far cadere le illusioni che si sono create sul tuo conto, dell'ansia e dell'angoscia nell'accorgersi che quello che crediamo di essere e che ci dava sicurezza non risponde a verità se non in minima parte. E tutto questo perchè ci si ferma a riflettere nelle pagine di un quaderno acquistato per caso in una giornata qualunque. Un libro coinvolgente, efficace, che va dritto allo scopo e non lascia spazio a nessuna scusa e a nessuna scappatoia. E vanta un epilogo che mette i brividi.
Grande intensità emotiva. La protagonista Valeria donna di 43 anni che ad un certo punto della sua vita vede crollare le sue certezze… mamma di due figli grandi che spiccano il volo e moglie di un uomo che la vede più come “mamma” che moglie… alle volte mi ha fatto veramente molta tenerezza