I sotterranei del Vaticano
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Ancor che il titolo rechi la parola “Sotterranei” (in francese “Caves”, e colga il gioco di parole tra il titolo e uno dei personaggi chi ha letto il libro), di prettamente sotterraneo non c’è niente: niente archivi segreti, passaggi nascosti e elementi affini; anzi, è proprio alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti che Gide guida il lettore in un’avventura sapientemente satirica, anche nelle sue parti più “velenose”. Nel corso della narrazione il fil-rouge guida passa da personaggio a personaggio come il testimone di una staffetta, e mentre noi ne seguiamo il procedere siamo immersi in un mondo di fine Ottocento / inizio Novecento meravigliosamente descritto. Lettura poco impegnativa e caldamente consigliata.
"I sotterranei del Vaticano" è un'opera scritta dal parigino André Gide (1869-1951), autore forse poco conosciuto in Italia, il quale è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1947; Gide ha classificato l'opera come "sotie", ad indicare un testo francese di stampo drammatico-satirico. Il libro, ambientato nel 1890 in Italia e in Francia, narra l'evolversi delle vicende legate alle segrete di Castel Sant'Angelo (monumento collegato allo Stato del Vaticano attraverso corridoi sotterranei), al cui interno si vocifera che vi sia imprigionato il papa (Leone XIII) e che la Santa Sede sia in realtà presieduta da un impostore della Massoneria (come anticipato dalla presentazione del libro, la situazione si rivelerà totalmente differente...). Il romanzo è suddiviso in cinque capitoli, ognuno dedicato a un personaggio principale: dallo scienziato positivista Anthime al romanziere Julius de Baraglioul, passando per l'ingenuo Amédée e lo scaltro Protos, senza dimenticare il misterioso Lafcadio. Tutti questi personaggi sono sceneggiati con maestria da Gide, che ne esalta difetti, dettagli, contraddizioni e sfumature del carattere; essi, come maschere di un teatro, corrispondono a stereotipi fissi che contribuiscono alla proiezione di un certa epoca storica, sociale e culturale. Tra le tematiche affrontate: lo scontro tra positivisti e credenti, il concetto di fede, il delitto senza motivo e il modus operandi della Massoneria. Nonostante uno stile di scrittura a tratti antiquato, la narrazione è scorrevole (grazie anche alla folta presenza di discorsi diretti). Riguardo l'edizione (maggio 2022), la traduzione del testo è ottima; come unica nota negativa, da segnalare l'assenza di un breve saggio critico a fine romanzo, il quale avrebbe aiutato a chiarire alcuni concetti di un'opera la cui comprensione globale non è scontata. In conclusione, il libro mi ha complessivamente soddisfatto, grazie ai molteplici spunti di riflessione che mi ha lasciato.