M. Il figlio del secolo
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Recensione controcorrente. Esageratamente sopravvalutato, logorroico, noioso, Sembra di leggere una sceneggiatura di una serie TV, non un romanzo storico, Banalmente, con tutta probabilità, creato per questo motivo, altrimenti non si spiega la pubblicazione quasi consecutiva degli altri mastodontici volumi.
È un libro necessario per capire come il fascismo non sia stato un incidente di percorso, ma un prodotto purissimo del suo tempo e del carattere nazionale. La scrittura di Scurati è densa, materica, quasi barocca nella sua precisione, e non concede sconti a nessuno.
È sicuramente un gran lavoro storico e cercherò di recuperare tutta la saga, la serie poteva facilitare la comprensione, spero ancora nel rinnovo. Si divide in vari POV e ogni capitolo ha documentato alla fine lettere e brani da articoli di giornali per comprendere cosa si è letto, quasi assenti dialoghi. Il titolo descrive la nascita e la presa del potere dei Fasci di combattimento con a Capo Mussolini. Il Figlio del Secolo post Prima Grande Guerra che vuole portare una rivoluzione in Italia, ventata di svecchiamento nelle poltrone capitolando in grande violenza, armando qualsiasi fronte e nascondendosi dalle responsabilità (sia da una parte che dall'altra). Troviamo grandi artisti/intellettuali dell'epoca applaudirlo, donne litigarselo e compagni traditi. Contro: narrazione lenta, caratteristiche delle persone ripetute, ogni capitolo costruito nella stessa forma non facilità comprensione allungando il brodo, ho terminato sfiancata cercando le parti dove la 'trama' avanza.
Bel libro, anche se (forse per penuria di argomentazioni) alcuni passaggi o capitoli si risolvono in uno sbrodolamento di aggettivi che serve solo a far intuire l'orientamento politico dell'autore. Alcune conversazioni tra i protagonisti del romanzo sono palesemente inventate al solo fine di cercare di catturare l'attenzione del lettore. In sintesi: un bel libro, ma definirlo storico è un insulto per chi svolge effettivamente questa professione.