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Dettagli

2022
Tascabile
15 gennaio 2025
852 p., Brossura
9788830106628

Descrizione

«Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei “puri”, i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come “intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale”. Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo - e questo è il punto cruciale - in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti - D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano - né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.»

Valutazioni e recensioni

4,6/5
(72)

Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.

Recensione controcorrente. Esageratamente sopravvalutato, logorroico, noioso, Sembra di leggere una sceneggiatura di una serie TV, non un romanzo storico, Banalmente, con tutta probabilità, creato per questo motivo, altrimenti non si spiega la pubblicazione quasi consecutiva degli altri mastodontici volumi.

È un libro necessario per capire come il fascismo non sia stato un incidente di percorso, ma un prodotto purissimo del suo tempo e del carattere nazionale. La scrittura di Scurati è densa, materica, quasi barocca nella sua precisione, e non concede sconti a nessuno.

È sicuramente un gran lavoro storico e cercherò di recuperare tutta la saga, la serie poteva facilitare la comprensione, spero ancora nel rinnovo. Si divide in vari POV e ogni capitolo ha documentato alla fine lettere e brani da articoli di giornali per comprendere cosa si è letto, quasi assenti dialoghi. Il titolo descrive la nascita e la presa del potere dei Fasci di combattimento con a Capo Mussolini. Il Figlio del Secolo post Prima Grande Guerra che vuole portare una rivoluzione in Italia, ventata di svecchiamento nelle poltrone capitolando in grande violenza, armando qualsiasi fronte e nascondendosi dalle responsabilità (sia da una parte che dall'altra). Troviamo grandi artisti/intellettuali dell'epoca applaudirlo, donne litigarselo e compagni traditi. Contro: narrazione lenta, caratteristiche delle persone ripetute, ogni capitolo costruito nella stessa forma non facilità comprensione allungando il brodo, ho terminato sfiancata cercando le parti dove la 'trama' avanza.

Bel libro, anche se (forse per penuria di argomentazioni) alcuni passaggi o capitoli si risolvono in uno sbrodolamento di aggettivi che serve solo a far intuire l'orientamento politico dell'autore. Alcune conversazioni tra i protagonisti del romanzo sono palesemente inventate al solo fine di cercare di catturare l'attenzione del lettore. In sintesi: un bel libro, ma definirlo storico è un insulto per chi svolge effettivamente questa professione.