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M. Il figlio del secolo
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M. Il figlio del secolo Antonio Scurati
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Descrizione

Vincitore Premio Strega 2019, proposto da Francesco Piccolo.

Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo.

«Con M Scurati ha raggiunto la maturità artistica di chi guarda finalmente in faccia il suo demone e può chiamarlo per nome: Mussolini, il nome della nostra sconfitta»Daniele Giglioli, la Lettura

«Il romanzo che l’Italia aspettava da decenni. Un capolavoro»Roberto Saviano

«Un esperimento narrativo mai tentato prima nella cultura letteraria italiana»Simonetta Fiori, il venerdì

"Io sono lo sbandato per eccellenza, il protettore degli smobilitati, lo sperduto alla ricerca della strada. Ma l'azienda c'è e bisogna portarla avanti. In questa sala semivuota, dilatate le narici, fiuto il secolo, poi tendo il braccio, cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia."

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

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Dettagli

2018
12 settembre 2018
848 p., Brossura
9788845298134
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Indice

Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Scurati racconta con dedizione e ostinazione la nascita del fascismo in Italia, non tralasciando nessun dettaglio decisivo alla comprensione della nostra Storia, attenendosi ai fatti documentati e appassionando i lettori per pagine e pagine, come hanno dimostrato le reazioni fin dal primo giorno della sua comparsa nelle librerie. Il racconto corale, con al centro la figura di Benito Mussolini, compie il miracolo di farci comprendere come i fatti prendano consistenza e poi potenza in pochi anni, con la complicità dell’indifferenza e della superficialità di un intero popolo. Nonostante quest’anno tra i candidati al premio Strega siano presenti libri e autori che apprezzo, propongo M. di Antonio Scurati perché è un evento nella letteratura italiana, uno dei romanzi importanti dei nostri anni, che merita per questo non solo di partecipare al Premio Strega ma di vincerlo».
Proposto da Francesco Piccolo

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Mr Good
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Buona Lettura a Tutti

In tutta onestà trovo il libro "troppo" anti-Mussoliniano che un trattato storico. Senza dubbio interessante, pagine di storia del Nostro Paese (anche se leggermente di sinistra) ma non saprei dire se oggettivamente era un libro da premiare.

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magda negri
Recensioni: 5/5

Ottimo in tutto

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Alex Tabellini
Recensioni: 4/5

Una squadra di polizia segreta, un esercito composto da rivoltosi, ex detenuti, ex combattenti, alcolizzati, un uomo venuto dal nulla che diventa l’idolo delle folle e convince migliaia di persone a seguirlo, storie di violenza, avvelenamenti, omicidi, sesso, droga; tutto questo non è un racconto di pura invenzione, ma è l’Italia dei primi anni venti del Novecento ed il suo protagonista è Benito Mussolini, “il figlio del secolo" - così definito da Antonio Scurati, autore del libro - l’uomo che attraverso strategie politiche, cambi di rotta, uso della forza e della violenza ed istigazione all’odio è riuscito a conquistare l’Italia, ha formato un esercito personale con a capo i suoi uomini fidati pronti a placare a qualunque costo chiunque si frapponesse tra lui e la sua corsa al potere. Il racconto e la vita di uno degli uomini più importanti e discussi della storia italiana raccontata attraverso documenti ufficiali, aneddoti, testimonianze, voci di corridoio e la visione personale dell’autore; ciò che ne scaturisce è un romanzo ricco di colpi di scena e dagli andamenti imprevedibili. Mussolini non è l’unico protagonista del libro, sicuramente è il più importante, ma troviamo anche il poeta maledetto Gabriele d’Annunzio, con un ruolo da protagonista prima e relegato ai margini del racconto poi, e Giacomo Matteotti, il principale antagonista del duce, tormentato dai suoi pensieri, dalla lontananza dalla moglie e dalla persecuzione dei fascisti. La mano dell’autore è tangibile, la si sente e la si legge chiaramente quando ai personaggi dona emozioni, sentimenti, riflessioni che non possono essere raccolti da documenti ufficiali o diari privati, discostandosi così dalla tradizionale storia scritta sui libri di scuola o quella raccontata nei romanzi storici sullo stesso tema, in cui viene appunto raccontata la mera storia, il contesto, gli avvenimenti, dove i personaggi non diventano che citazioni. Personalmente lo reputo un libro da leggere, ora come non mai, in quanto parla di noi, della nostra storia, la storia che abbiamo ereditato o che abbiamo dovuto ereditare; come 1964 di Orwell, scritto alla fine degli anni Quaranta del Novecento, anticipò o previde il futuro restando oggi, dopo più di settant’anni, ancora attuale, allo stesso modo considero M il figlio del secolo come un romanzo che rende omaggio al passato ri-attualizzandolo e dandogli una nuova vita nel presente.

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Antonio Scurati

1969, Napoli

Antonio Scurati è nato a Napoli nel 1969, è cresciuto tra Venezia e Ravello per poi trasferirsi a Milano. Docente di letterature comparate e di creative writing all'Università IULM, editorialista del «Corriere della Sera», ha vinto i principali premi letterari italiani. Esordisce nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia, poi pubblica nel 2005 Il sopravvissuto (Premio Campiello) e negli anni seguenti Una storia romantica (Premio SuperMondello), Il bambino che sognava la fine del mondo (2009), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013), Il tempo migliore della nostra vita (Premio Viareggio- Rèpaci e Premio Selezione Campiello). Del 2006 è il saggio La letteratura dell'inesperienza, seguito da altri studi. Scurati è con-direttore...

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