Sii bella e stai zitta

di Michela Marzano

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  • Listino€ 17,00EditoreMondadoriCollanaSaggiData uscita14/05/2010
  • Pagine168LinguaItalianoEAN9788804601944

Sinossi

Dopo gli immensi progressi in termini di diritti, uguaglianza e libertà ottenuti dai movimenti libertari negli anni Sessanta e Settanta, le donne sembrano ora contare solo per come appaiono e costrette a emulare un unico, pervasivo modello di riferimento, quello delle veline. Ma che cosa dicono questi corpi sottomessi alle diete, alla chirurgia plastica, allo sport, allo sguardo dell’uomo? Non a caso, dall’anoressia alla bulimia, passando per le automutilazioni, sono ormai numerosi i sintomi della profonda “emorragia identitaria” che ha investito e interessa tuttora il corpo femminile. È giunto il momento, per le donne, di riaffermare la propria specificità e ripartire da ciò che Jean-Jacques Rousseau scriveva due secoli fa a proposito dell’esistenza, nella donna, di una particolare capacità di “indignazione morale” che sta all’origine della civiltà. Se le donne non reagiscono, il crepuscolo della loro dignità è destinato a coincidere con il crepuscolo della democrazia. Michela Marzano illustra in questo libro appassionante le coordinate attorno alle quali sviluppare una nuova e più feconda riflessione sull’identità della donna contemporanea.

Recensioni

"La iattura di una vanità sfrenata" di Massimo Castelli.

Scritto da massimocastelli il 17 giugno 2010

Anche questo libro posiziona la donna nel ruolo della vittima a tuttotondo. Mi dispiace, ma se vogliamo fare delle analisi serie e davvero attuali sulla condizione del femminile in Italia questo punto di partenza è troppo sbilanciato e in alcuni casi ridicolo. L'autrice tratta le donne come fragili, infantili, prive di autostima, ingenue e via dicendo, sottoposte alle violenze della creatura a lei opposta: l'uomo, o meglio il maschile. L'Italia è assolutamente il paese delle donne, a proposito non accetto smentite. Badate, ho detto delle donne, non per le donne. Significa che l'italiano medio (uomo o donna) corrisponde al femminile e alla donna un'importanza esagerata e malata, figlia della dottrina della "madre santa e immacolata" che da noi ha un peso enorme e influisce sul comportamento e l'atteggiamento di entrambi i sessi con risultati spaventosi e osceni. L'uomo fin da piccolo è spinto a galanterie artificiali, dimostrazioni di interesse esasperato e ad un rispetto dell'onore, sia il proprio che quello di lei, che si raggiunge solo nella scala gerarchica di una cupola mafiosa. In questo modo prima o poi perderà i freni che una società femminocentrica gli ha messo addosso e la violenza si farà viva. La donna, da parte sua, è circondata sin dalla tenera età in un'atmosfera di irrealtà sfrenata dove abita una principessa a cui tutto è e sarà dovuto, in lei la prepotenza, la saccenza e una dose di antipatia non male albergherà insieme all'idea della bellezza, la propria e quella riflessa delle altre. La donna non ha colpe per la situazione in cui si trova? perderebbe volentieri questo predominio nei mass media? Si sbarazzerebbe così facilmente della sua immagine nella società italiana? Quest'ultima domanda è la più interessante perchè si noterà che dal dopoguerra ad oggi, in Italia, il corpo femminile non ha fatto altro che scalare con successo tutte le vette della società, costruendo la sua stessa enorme iattura condensata nella massima: "la donna è la bellezza" Il nostro paese è infatti quello che ogni settembre vede in prima serata sul primo canale della televisione pubblica il grande concorso di bellezza femminile "Miss Italia", ma ce ne sono molti altri come "Miss muretto" e "Miss Padania" trasmessi invece da reti private, sempre in prima serata. Non c'è l'ombra di un concorso maschile, e ciò non a caso. La grande responsabilità della bellezza, una delle rare gioie dell'esistere, in Italia è stata messa sulle spalle delle donne, e queste non solo hanno accettato il velenoso dono ma hanno monopolizzato tutto lo spazio disponibile facendo nascere in loro problemi di natura psichica e fisica rilevanti. Si può concludere che le donne italiane non brillano per intuito altrimenti questo ed altro ad esso correlato l'avrebbero capito da un pezzo, magari guardando come in molti altri paesi, non solo nordici, anche gli uomini e il maschile sono visti come "bellezze" senza alcuna riserva di smorfiosa. Ma, l'autrice lo sappia, la vanità della donna italiana è ormai tale che chissà quando migliorerà la sua stessa situazione. Ai posteri....forse.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:femminismoParole chiave laFeltrinelli:italia contemporanea, italia­società, società e cultura, donne, cultura popolare

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