Arcobaleno di rimpianti. Camera chiusa per il Commissario Violino
Un noto avvocato fiorentino viene trovato senza vita nello studio della villa dove abita. Morto per cause naturali o in conseguenza di un gesto estremo. Queste appaiono le ipotesi più probabili, ma allora perché nel bel mezzo della notte viene chiesto l’intervento della Polizia e nello specifico del commissario Violino? Forse perché l’uomo si trova in una stanza con porte e finestre chiuse dall’interno, e le telecamere di sorveglianza escludono che qualcuno, estraneo ai familiari presenti, possa essersi avvicinato. E se la vittima faceva parte dei giullari, un club esclusivo i cui membri si dilettavano a creare e risolvere enigmi, e nella stanza ci sono un bicchiere di rum, un libro di H.P. Lovecraft aperto sulla scrivania, una partita a scacchi non completata e un enigmatico messaggio scritto su una piccola lavagna appesa al muro, appare subito evidente che qualcuno ha voluto giocare con la morte. E la mente ideatrice della surreale caccia al tesoro non è quella di un inarrivabile assassino, ma bensì della vittima… Voleva descrivere il proprio suicidio o dare indicazioni per risalire all’identità del colpevole?
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Anno edizione:2026
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