“Autoritratto '67”, canzoniere in dialetto napoletano di Giuseppe Mirra, raccoglie rare perle di poesia che contribuiscono, attraverso “scatti” di emozioni, ricordi e riflessioni a definire un autoritratto intimo e dinamico dell'autore. Docente di discipline pittoriche e pittore allo stesso tempo, Peppe Mirra ha scoperto già in gioventù le possibilità espressive della poesia riuscendo, con impareggiabile arte a dar voce al pittore e occhi al poeta. Evidente già nell'immagine di copertina: l'autoritratto eseguito nel 1967, il legame poeta – pittore è enfatizzato, all'interno della raccolta dalle immagini che riproducono le opere grafiche ispirate da emozioni e situazioni alle quali il poeta ha dato voce. Quella di Peppe Mirra è per lo più poesia d'occasione, dove la convenzionalità dei topoi letterari, a cui si agganciano i temi più ricorrenti della riflessione poetica, è riscattata dalla forza espressiva e da un realismo descrittivo che riportano sempre l'esperienza vissuta in una sfera intima e privata. La spontaneità della scrittura e l'immediatezza della comunicazione infatti non hanno scaturigine nella veracità dei sentimenti e delle esperienze vissute, ma sono il risultato di una lunga decantazione e di una riscrittura che nella versificazione sacrifica spesso il ritmo alla pregnanza della parole, talvolta vergate in maiuscolo per evidenziarne la rilevanza concettuale. La realtà passa sempre attraverso il filtro dell'interiorità e non è mai vista nella sua concretezza. Analogamente, l'uso del dialetto ha una duplice valenza: da una parte è indicatore di quell'humus popolare - familiare da cui il nostro trae ispirazione, dall'altra è visto come recupero di parole dialettali ormai in disuso, funzionali a veicolare il messaggio dell'importanza, nella società dell' “usa e getta”, del recupero dei "mores" e del valore della famiglia. Pertanto parole come “tiesto”, “mummara”, “crasta 'e zuppiera” non denotano solo oggetti di uso quotidiano, ma contestualizzano il ricordo del vissuto anche dal punto di vista linguistico, perché il legame con le radici passa e si recupera soprattutto attraverso la lingua. Carla Sorrentino
Autoritratto '67. Sapunaro, robba vecchia
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Anno edizione:2018
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In commercio dal:31 dicembre 2018
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