“Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?” Parte tutto da questo interrogativo, tutto sommato banale, in una vita matrimoniale, tra due coniugi. Una ricerca di complicità, su una scelta minore, reversibile, ma, comunque, incidente, a suo modo sul rapporto di coppia. Il protagonista non immagina neppure, nella sua sacra routine giornaliera della rasatura, quanto quella sua estemporanea decisione di radersi anche il labbro superiore, oltre a tutto il resto, possa cambiargli la vita. Nessuno si accorge di quel suo vistoso cambiamento. Nè Agnes, sua moglie, nè gli amici più intimi, nè, tantomeno, i colleghi di lavoro: per tutti quanti, lui, il protagonista, non ha mai avuto i baffi. Si apre una spirale psicodrammatica, a tratti tragicomica, per capire se si tratti di un elaborato scherzo, tramato da quella burlona di Agnes, o se, al contrario, sia attecchito il gene della follia. Già, ma in chi? In lui, che ricorda perfettamente la rasatura completa? O in tutti gli altri, che di baffi, suoi, non hanno la minima reminiscenza? Al protagonista non resta che intraprendere un lungo peregrinare, tra continenti, ma anche in se stesso. Tra la sua realtà e quella di tutti gli altri, così vicine come Kowloon e Hong Kong, eppure, al tempo stesso, così distanti. Sino al finale. Netto, irreversibile. Come un taglio di rasoio. Touchè.
I baffi
«Di certi autori capita che non si legga subito la loro primissima produzione. Magari è uscita in sordina, magari il loro è un successo venuto in un secondo tempo. È successo più o meno lo stesso con Emmanuel Carrère. Ma le 150 pagine di I baffi s’impongono a una lettura avida e ininterrotta sin dalla prima pagina.» - Teresa Bellemo RivistaStudio
«Ci sono romanzi come puzzle, devi mettere insieme tutte le tessere. Altri, come questo, sono un filo che si tira e sistema ogni cosa» - Gabriele Romagnoli
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo - lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie - in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la moglie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo comincia allora ad apparirgli «fuor di squadra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Delle due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma servirà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro - in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto - senza un brivido di turbamento.-
Autore:
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Traduttore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2020
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Antonio Poso Zurlo 19 agosto 2026
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Simone 12 agosto 2026Sorprendente
Ho letto questo libro ad aprile 2026, ed è stata sicuramente una delle letture più belle di questo anno. Il modo in cui l'autore descrive la storia fa rimanere attaccati alle pagine; lo consiglio vivamente a chi voglia passare un paio di ore nella vita di un'altra persona, percorrendone i dubbi, domande, dolori e pensieri.
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Antonio Poso Zurlo 11 agosto 2026
“Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?” Parte tutto da questo interrogativo, tutto sommato banale, in una vita matrimoniale, tra due coniugi. Una ricerca di complicità, su una scelta minore, reversibile, ma, comunque, incidente, a suo modo sul rapporto di coppia. Il protagonista non immagina neppure, nella sua sacra routine giornaliera della rasatura, quanto quella sua estemporanea decisione di radersi anche il labbro superiore, oltre a tutto il resto, possa cambiargli la vita. Nessuno si accorge di quel suo vistoso cambiamento. Nè Agnes, sua moglie, nè gli amici più intimi, nè, tantomeno, i colleghi di lavoro: per tutti quanti, lui, il protagonista, non ha mai avuto i baffi. Si apre una spirale psicodrammatica, a tratti tragicomica, per capire se si tratti di un elaborato scherzo, tramato da quella burlona di Agnes, o se, al contrario, sia attecchito il gene della follia. Già, ma in chi? In lui, che ricorda perfettamente la rasatura completa? O in tutti gli altri, che di baffi, suoi, non hanno la minima reminiscenza? Al protagonista non resta che intraprendere un lungo peregrinare, tra continenti, ma anche in se stesso. Tra la sua realtà e quella di tutti gli altri, così vicine come Kowloon e Hong Kong, eppure, al tempo stesso, così distanti. Sino al finale. Netto, irreversibile. Come un taglio di rasoio. Touchè.
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