Un uomo decide di tagliarsi i baffi che ha portato per tutta la vita. Non può immaginare che da questo piccolo cambiamento possano verificarsi conseguenze clamorose. Grandissima abilità narrativa dell’autore che con un esercizio di stile sofisticato ci trascina nella mente del protagonista continuamente oscillante tra dubbio e realtà.
I baffi
«Di certi autori capita che non si legga subito la loro primissima produzione. Magari è uscita in sordina, magari il loro è un successo venuto in un secondo tempo. È successo più o meno lo stesso con Emmanuel Carrère. Ma le 150 pagine di I baffi s’impongono a una lettura avida e ininterrotta sin dalla prima pagina.» - Teresa Bellemo RivistaStudio
«Ci sono romanzi come puzzle, devi mettere insieme tutte le tessere. Altri, come questo, sono un filo che si tira e sistema ogni cosa» - Gabriele Romagnoli
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo - lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie - in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la moglie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo comincia allora ad apparirgli «fuor di squadra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Delle due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma servirà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro - in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto - senza un brivido di turbamento.-
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Anno edizione:2020
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Federco69 03 maggio 2026Sogno o realtà?
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Liber_therapy 01 maggio 2026Ho preferito altro di Carrère
Quarto libro di Carrère che quindi conosco e apprezzo molto nello stile di scrittura, soprattutto delle sue cronache giudiziarie. In questo romanzo psicologico, a partire da un semplice gesto della quotidianità, Carrère con sapiente genialità costruisce un percorso che scava a fondo nell’animo umano e ci conduce a riflessioni personali. Ben presto il protagonista scopre che la sua identità non è un dato di fatto, ma una costruzione sociale. Se gli altri non riconoscono il suo cambiamento, l’io si sfilaccia. L’identità diventa un concetto fluido, una maschera che cambia in base a chi ci osserva. La vicenda sfocia nel paranoico, nel dubbio totalizzante e nella perdita di certezze che ci fa osservare quanto il nostro esistere sia in funzione della conferma che riceviamo dall’esterno. Avendo già letto “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello e “L’identità” di Kundera, ho sicuramente trovato dei richiami.
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IL FEDE 28 aprile 2026Racconto dell'assurdo
Incredibile: impossibile staccarsi dalle pagine. La voce narrante ti trascina dentro un labirinto di elucubrazioni serrate, in un crescendo febbrile di dubbi, calcoli e tentativi di decifrare l’altro. È un gioco psicologico che ti tiene in scacco fino all'inevitabile, potente conclusione.
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