Castelli d'infanzia
Galeswinthe viene derubata della sua parte di eredità da un fratello. Costretta a vivere in un crudele esilio, lontano dalla casa della sua infanzia, questa donna misteriosa porta con sé il suo passato. E attraverso i ricordi e una tormentata vita interiore emerge a poco a poco la sfortunata epopea di una famiglia di viticoltori, anzi di un'intera comunità, nel cuore oscuro dell'Europa, tra lago e montagna. La rovina ha due ragioni ben identificabili: l'invasione della fillossera e la caduta dei fondi russi. Ma anche un sottile e micidiale conflitto tra eredi, le ipocrisie, i rancori nelle relazioni familiari. Ne emerge un personaggio femminile grandioso, enigmatico e indimenticabile: Galeswinthe, attorno alla quale vanno e vengono moltissime comparse (dalla zia Rosetta al rapace banchiere Laroche, allo zio Alphonse, ingegnere sul canale di Suez) che si presentano con una realistica fisicità balzachiana e insieme con il carattere visionario di un Nerval o di un Rimbaud. Rispetto alla narrativa memoriale e famigliare tradizionale, i romanzi di Catherine Colomb rivelano una straordinaria capacità: quella di unire il fascino del racconto, l'intreccio di situazioni, di voci e di personaggi con una inconfondibile forza poetica.
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Anno edizione:2000
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