Ciò che resta dell'acqua
In un giardino isolato tra Piemonte e Liguria, Lidia vive prendendosi cura delle piante, delle fontane e di una sorgente che sembra restituire frammenti di memoria. Dopo la morte della figlia Sofia, ha imparato a convivere con il silenzio, annotando in un quaderno le immagini che l’acqua le consegna. L’arrivo di Tommaso, architetto incaricato del restauro del giardino, rompe l’equilibrio fragile di quel luogo. Anche lui porta con sé qualcosa che non riesce a lasciare andare: una notte di pioggia, il ricordo di Elena, e una domanda rimasta senza risposta. Tra Lidia e Tommaso nasce una vicinanza profonda, fatta di ascolto, rispetto e ferite che si riconoscono senza mai confondersi, capace di aprire una crepa nel silenzio e cambiare il modo in cui entrambi guardano al passato. Mentre il giardino torna lentamente a vivere, l’acqua restituisce immagini, indizi e memorie, costringendo i protagonisti ad attraversare ciò che avevano lasciato nell’ombra. "Ciò che resta dell’acqua" è un romanzo sulla coscienza, sulla memoria e sulla possibilità di attraversare la perdita senza esserne sommersi.
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Anno edizione:2026
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