Il crocifisso di Stato - Sergio Luzzatto - copertina
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Letteratura: Italia
Il crocifisso di Stato
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Descrizione


Perché in Italia alle pareti di scuole, ospedali e perfino tribunali stanno appesi dei crocifissi? E perché non dovrebbero? Molte persone non li vedono nemmeno, molte altre ritengono che sia questa una consuetudine innocua. Ma il crocifisso di Stato ha anche fieri nemici, e strenui difensori. Se periodicamente si riaccende la polemica attorno a un simbolo cosi ingombrante, è perché la discussione non può essere fatta soltanto di regole europee, principi astratti, conflitti identitari. Quel "pezzo di legno" non è li da sempre e per sempre: ha tutta una storia, ricca di sorprese, trasformazioni, manipolazioni. "Sta su quelle pareti perché là lo ha preparato a giungere un passato remoto, perché là lo ha imposto un passato prossimo, perché là lo mantiene una specie di presente storico". Il crocifisso sul muro è un problema di storia. Una storia da conoscere, e da raddrizzare.

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Il crocifisso di Stato (Autografo)

Dettagli

100 p.
9788806207274

Valutazioni e recensioni

  • Claudio Barazzetta

    Lo sappiamo tutti che il pezzetto di legno che si trova ovunque in Italia è una mera imposizione. Scandalosissimo soprattutto quando fa bella mostra di sé nei tribunali, stile inquisizione. Comunque, Luzzatto ne trae una bella lezione per chiunque. Valgano per tutti tre passaggi: "...la storia non è acqua. E la storia d'Italia, merita ricordarlo, è segnato da una sorta di peccato originale che ci rende diversi da ogni altro paese cattolico: l'Italia è nata non soltanto SENZA il papa di Roma, ma CONTRO il papa di Roma..." "...raramente viene evocata l'importanza della sconfitta postuma di Cavour, il venir meno del suo progetto di ridurre la chiesa cattolica allo status di ente privato qualsiasi. Eppure tale sconfitta ha avuto conseguenze epocali sulla vita italiana del secolo e mezzo successivo. La negazione del carattere privato del fatto religioso è infatti all'origine della vexata quaestio sull'ingerenza del Vaticano nella nostra vita pubblica: poichè, evidentemente, l'ingerenza non può essere denunciata come tale nel momento in cui si ammette che la fede religiosa del simgolo non riguarda lui soltanto e la sua comunità di appartenenza, ma va tutelata dalla chiesa-istituzione come una specie di diritto collettivo..." "... si smentisce che l'agnosticismo e l'ateismo provochino ipso facto una caduta dei valori, una bancarotta morale. Cifre alla mano, sembra vero esattamente il contrario. Lungi dal minare le basi stesse della convivenza umana, i progressi della secolarizzazione sembrano avere un impatto diretto sulla regressione sociale di disvalori quali il maschilismo, il familismo, il nazionalismo, il razzismo, l'omofobia, il dogmatismo..."

  • ELSA BERNABEI

    Il piacere di leggere questo splendido trattato si scontra con un'amara realtà: la quasi totalità dei politici e amministratori italiani sono su posizioni opposte! Purtroppo l'oscurantismo sta trionfando sull'illuminismo. Coltivo la speranza che, come spesso si registra, la gente comune, intesa come quella che vive fuori dai centri di potere politico, sia già su posizioni più avanzate e più giuste.

Conosci l'autore

Foto di Sergio Luzzatto

Sergio Luzzatto

1963, Torino

Insegnante di Storia moderna all'Università di Torino. Laureato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha svolto un dottorato presso la Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino. Successivamente è stato docente presso l'Università di Genova e l'Università di Macerata. Studioso della Rivoluzione francese, ha scritto inoltre di storia italiana fra Otto e Novecento, concentrando la sua indagine in particolare sul revisionismo in materia di resistenza e lotta partigiana. Il suo saggio Bonbon Robespierre (Einaudi 2009) ha vinto la tredicesima edizione del Premio letterario città di Bari nella sezione saggistica. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo L'autunno della Rivoluzione (1994), Il corpo del duce...

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