Vecchiaia, decadimento corporale, morte: questi i temi dell’Everyman di Roth. Temi affrontati anche in altre opere appartenenti alla fase tardiva della sua vasta produzione letteraria (gli stessi temi si ritrovano ad esempio anche nell’Animale morente), ma qui portati all’estremo, all’esasperazione. Forse il Roth più amaro e fatalista che mi sia capitato di leggere (questo è il mio quattordicesimo incontro con l’autore americano), e straordinario nella capacità di elevare ad universale una storia individuale, e di rendere proprie del lettore le vicissitudini, le paure e le angosce del suo protagonista. Scrittura magistrale, come al solito.
La storia di un uomo qualunque che, lasciato solo dopo la cerimonia funebre, ripercorre le tappe della sua vita. Quando ormai la speranza di immortalità è svanita e a farci compagnia c'è un passato pesante, fatto di fallimenti, passioni e rimorsi.
Il destino dell'"Everyman" di Roth si delinea dal primo sconvolgente incontro con la morte sulle spiagge idilliache delle sue estati di bambino, attraverso le prove familiari e i successi professionali della vigorosa maturità, fino alla vecchiaia, straziata dall'osservazione del deterioramento patito dai suoi coetanei e funestata dai suoi stessi tormenti fisici. Pubblicitario di successo presso un'agenzia newyorkese, è padre di due figli di primo letto, che lo disprezzano, e di una figlia nata dal secondo matrimonio, che invece lo adora. È l'amatissimo fratello di un uomo buono la cui prestanza fisica giunge a suscitare la sua più aspra invidia, ed è l'ex marito di tre donne diversissime tra loro, con ciascuna delle quali ha mandato a monte un matrimonio. In definitiva, è un uomo che è diventato ciò che non vuole essere.
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Anno edizione:2014
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AlbertoD 07 novembre 2023
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EvadiPalma 20 settembre 2022Straziante
Straziante, probabilmente superiore a qualsiasi capacità di sopportazione. Un racconto - da leggere tutto d’un fiato - di rimpianto e di perdita, di fallimento e rassegnazione, ma anche di forte tensione vitale e profonda inquietudine, ancor prima che una spietata riflessione sulla mortalità della condizione umana. Roth, come sempre, denuda la storia e quindi il lettore, elevandone i turbamenti e dando voce alla tensione che preme negli occhi di chi segue le sue parole, come una dolorosa e straziante catarsi, alla quale non si ha la forza di sottrarsi. D'altronde, l’uomo (un ebreo nato nel 1933 e che viene sepolto in un cimitero nei pressi di Newark - ricorda qualcuno?) di cui conosciamo ora la vita attraverso la lente dell’approssimarsi della sua morte, di cui abbiamo scrutato quasi ogni intimo turbamento, è rimasto privo di nome lungo tutto il racconto. Non si tratta di una nostra distrazione, perché lui è Everyman.
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Michele 19 luglio 2022Opinioni sulla vita, o morte?
Una riflessione sulla vita parlando di morte e di vecchiaia. Il libro di apre con un funerale, pretesto con cui il protagonista ci porta a riflettere, in pieno stile Roth, sulle scelte che ha fatto e che farà, rendendolo molto umano. Non l'opera migliore dello scrittore ma troviamo il suo stile più maturo concentrato in poche pagine rendendo il racconto molto intenso.
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